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• Mai dire Viaggi • Racconto Immersione - Egitto - Sharm El Sheikh - Jackson Reef - 2005

Reportage Immersioni > Racconto_Immersione_-_Egitto_-_Sharm_El_Sheikh_-_Jackson_Reef_-_Cristina_-_2005

Mar Rosso - Sharm El Sheikh
Jackson Reef
2005
Cristina

In barca eravamo 18 sub. Dopo aver fatto 3 gruppi di 6, io vengo assegnata a Wendy, una ragazza australiana che non parla italiano e che ha dormito durante tutto il tragitto in barca.
Le altre guide dicevano addirittura che stesse smaltendo una sbornia...
Io avviso che sono principiante e via... ci si tuffa.

Appena scesi, vediamo una grossa murena. Io sono in coppia con Wendy che continua a spingermi verso la barriera per proteggermi dalla corrente.
I coralli sono bellissimi a Jackson, colori stupendi. Wendy nel briefing ci aveva detto che era importantissimo avvisare i 100 e 50 bar infatti... con mia grande sorpresa, appena le segnalo 50, lei mi fa segno di risalire con i 2 pollici alzati e indicando la corda di una barca. Io guardo in alto, cerco di salire piano piano e appena in superficie, mi attacco alla corda della barca (che non era la mia, in seguito avrei scoperto che quel giorno le barche a Jackson erano ben 22!). Il mozzo della barca mi grida qualcosa, ma fortuna vuole che trovo il primo gruppo che era sceso dalla mia barca così mi accodo a loro per trovare la nostra barca e risalire.

Seconda immersione della giornata:
Cambiamento di programma, a causa della corrente si fa Woodhouse, invece di Thomas.
Sempre con Wendy.
Qui la vegetazione è molto minore, ci sono un sacco di coralli grigi, è tutto meno colorato.
Vediamo una tartaruga. Anche questa volta, appena segnalo i 50, lei mi fa risalire, questa volta ha l’accortezza di risalire con me, fa il segnale di SOS alla barca e poi lei riscende con il resto del gruppo!
Io sono sola in mezzo al mare, ma la barca si sta avvicinando, non c’è motivo di spaventarsi!
Poi, chiedendo quà e là, avrei sentito che non è prassi comune fare così, ma che la sicurezza dovrebbe venir prima di tutto e si sarebbe dovuto risalire tutti assieme, come da manuale!
Il giorno dopo, ancora in barca. Mare mosso e pilota kamikaze. Mi dicono che sarei andata con un’altro istruttore, Andrea, un giovane toscano.
Scendiamo su Anemone City, c’era corrente, abbiamo fatto anche un pezzo nel blu, fino a Shark Reef. Questa volta sono in coppia con un video-operatore dilettante, Beppe (che tra l’altro mi ha dato copia del suo DVD: bellissimo!), che ha molta esperienza subacquea.
Andrea era all’inizio del gruppo. Io avrei dovuto segnargli le 100 bar, ma lui non si girava, così Beppe mi ha dato un pò della sua aria, quando ero a 50.
Poi Andrea, mi ha finalmente visto che ero a rimorchio di Beppe e mi ha dato anche lui la sua aria.
Solo che io non sapevo che c’era un altro sub che stava esaurendo la bombola e che stava per chiedere anche lui l’aria ad Andrea..... (in seguito sulla barca, avrebbe detto ad Andrea che lui preferiva le donne, ecc. ecc.)
Nonostante questi imprevisti, ho visto tra l’altro un napoleone di circa 1.5 mt e una murena enorme.

Altra immersione che sarebbe stata la mia peggiore esperienza subacquea: Jackfish Alley, tra l’altro un’immersione che conoscevo già per averla fatta durante il corso open.
Quindi pensavo che tutto sarebbe andato bene. Per sicurezza, prendo la bombola da 15, che però, una volta montata, si rivela non completamente piena, quindi si rifà tutto il montaggio e misurazione Nitrox, il tutto con un mare mosso che di più non si può...
La barca non va vicino alla barriera, quindi scendiamo un bel po' prima e facciamo un bel pezzo a nuoto. Come mi tuffo, si stacca la bombola (si vede montata troppo in fretta), quindi prima di scendere, me la fissano per benino.
A questo punto, son già KO. Nel briefing, ci era stato detto che dovevamo scendere a – 4, per fare una piccola grotta, ma io svuoto completamente il gav e praticamente precipito a – 22.
L’istruttore si limita a far segno di risalire, mentre il mio nuovo compagno, Dario (quasi Dive Master) viene a prendermi.
Arrivati all’imboccatura della grotta, entriamo e c’è una corrente pazzesca... non riesco quasi a muovermi... Finalmente si esce dalla grotticina, si inizia a scendere, ma probabilmente a causa della stanchezza o anche della bombola più pesante, non riesco a trovare l’assetto e continuo a gonfiare il gav.
Quando sono a 50 bar, il mio compagno mi dà un po' della sua aria (il giorno dopo mi ha detto che in poco tempo gliel’ho tirata giù da 110 a 60!). E poi finalmente si avvicina Andrea che mi dà anche della sua. Scambiando l’erogatore, non ho però buttato fuori l’aria e quando ho messo in bocca l’erogatore, ho bevuto.
Ho avuto attimi di panico tremendi. Non riuscivo a respirare.
Ho guardato in su, ma la superficie era lontana, se risalivo, ci lasciavo le penne.
Poi ho schiacciato il bottone dell’erogazione continua e finalmente ho iniziato a respirare!
Poi, finalmente, siamo risaliti.
Però non mi sono persa d’animo. Mi son subito informata per il programma del giorno dopo.
Il giorno dopo c’era la possibilità di fare un’immersione tranquilla da terra, a questo punto, pensavo che tutto sarebbe andato meglio e infatti è stato così. Siamo scesi a una profondità massima di -18 per 53 minuti. Sono uscita con 30 bar.
Uno del mio gruppo ha detto che era un’immersione da piscina e invece io ero tutta contenta e ho esclamato:
«Chi si accontenta, gode!»
Sabato ho fatto le ultime due immersioni, questa volta ero con Lilo, un istruttore esperto che immediatamente mi ha dato più sicurezza e tranquillità e abbiamo rifatto Jackfish Alley, con grotta, ecc.
E’ andato tutto benissimo! Quando siamo usciti, lui mi ha consigliato di togliere un po' di zavorra, per avere meno peso da portare, che sarebbe stato più facile trovare l’assetto e limitare i consumi!
Così, all’ultima immersione, ho tolto 2 kg e siamo scesi. Qui c’erano dei bellissimi coralli platax. abbiamo visto una miriade di pesci pipistrello e, dulcis in fundo, un napoleone di due metri che ci è passato vicino!
Una volta risaliti, Lilo mi dice:
«Ma lo sai che mi avevi messo ansia con questa storia dei consumi alti...» e invece è andato tutto bene!
Siamo scesi ad un massimo di 28 metri e sono risalita con 60 bar, cercando di respirare con calma.
Ragazzi, voglio tornarci!!!!!!!!!!


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