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Calabria - Briatico
Arco di Sant'Irene
2007
Cristina

Stessa spiaggia, stesso mare, stesso diving.
Eccomi ancora in Calabria, come nostra consuetudine ormai da oltre 20 anni.
Mio marito ha le sue radici affondate in questo paese e non passa anno che non ci torniamo.
Da quando faccio immersioni, comunque, cerca di conciliare anche la mia passione per la subacquea con la sua passione per il paisiello!
E quindi ecco il solito messaggio sms a Leo del diving San Giuseppe, Briatico, lo stesso diving a cui mi sono appoggiata due anni fa, la prima volta con Macchia, per fare l’appuntamento per un’immersione.
Sveglia alle 7.30, c’è circa un’ora di viaggio per andare al diving, che si trova prima di Tropea.
Arrivo puntuale e come al solito resto stupita: siamo io, Giuseppe (sub che ha circa 40 immersioni come me) ed un istruttore con la sua allieva.
Bene, son già rilassata. Sono le immersioni che piacciono a me: con poche persone e con tanta tranquillità.
Eccoci sul gommone, ci diamo l’ok e giù. Sgonfio il gav e comincio a chiedermi: «Come andrà con la compensazione? E la pesata? Sarà giusta?»
Sorpresa! Va tutto bene, al punto che lascio la cima dell’ancora e mi lascio scivolare dolcemente verso il fondo.

Ancora un ok sul fondo con Leo e Giuseppe ed ecco davanti a noi l'Arco di Sant'Irene.
Entriamo, Leo toglie anche le pinne per non sollevare sospensione e ci soffermiamo a guardare bene le spugne che colorano il soffitto dell’arco.
Poi usciamo dall’arco e cominciamo a gironzolare lì attorno. L’acqua è calda, mi sento a mio agio, guardo spesso il manometro, ma l’aria è ok.
Solo ad un certo punto, da 100 bar son passata subito a 50, causa un piccolo tratto nuotato controcorrente.
Niente, segnalo 50 e Leo mi fa segno di avvicinarmi alla cima per risalire. Sosta a – 5, con un po' di difficoltà sempre a causa della corrente, ma in complesso son contenta.
Risalita sul gommone, Leo mi dice «Ma come hai fatto a consumare così tanta aria in poco tempo?» io non sapevo spiegarmelo, ma chiedo a Giuseppe e anche per lui era andata nel medesimo modo: si è ritrovato da 110 a 40. «Bene» mi dico «Cri non sei imbranata! Se anche a Giuseppe è andata cosi, sei nella norma!»
Risciacquo attrezzatura, Livio viene a prendermi e con sorpresa mi dice che avrei potuto far un’altra immersione dopo 2 giorni (saltiamo la visita programmata a una città vicina, yuppi!)

2 giorni dopo:
Solita trafila, viaggio di un’ora, ecc.
Siamo più o meno lo stesso gruppetto, con un altro ragazzo che si è aggiunto e andava un po’ in giro per conto suo per fare delle foto.
Questa volta l’immersione è su una secca, profondità max 15 mt.
Tanti scogli sotto cui sbirciare. Ci soffermiamo bene a vedere tanti particolari, Leo mi illumina la vacchetta di mare, così posso fotografarla. Io tenevo d’occhio anche il ragazzo che faceva le foto, per vedere cosa fotografava lui e ad un tratto lo vedo dietro uno scoglio, fermo per parecchi minuti, lo raggiungo e stava fotografando una grossa murena. Che colpo!
(Peccato che la mia foto non sia venuta tanto bene!)
Risalita dopo 70 minuti di immersione, mi rimangono 40 bar.
Sono soddisfatta delle mie due immersioni e come mi ripeto sempre:
«Chi si accontenta, gode!»


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