Phitoplancton, zooplancton, barriera corallina, reef

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Phitoplancton e zooplancton

Biologia Marina


Allevamento di Phito e Zooplancton


La mia passione per i cibi vivi nasce dall'esigenza di dare ai miei coralli il massimo della qualità nell'alimentazione.
Pertanto da hobbista ho costruito una piccola serra dove allevo infusori (rotiferi, artemie ecc. a vari stadi) e fitoplancton.
Il fitoplancton è costituito da piante semplicissime prive di radici, foglie e rami. Molte sono, infatti, costituite da un'unica cellula. Questi elementi unicellulari del fitoplancton, detti microalghe, contengono clorofilla, un pigmento verde che è la chiave della fotosintesi. La clorofilla utilizza l'energia solare per trasformare due composti, acqua e diossido di carbonio, in zuccheri semplici. In pratica, le piante verdi fabbricano il loro stesso cibo e, a loro volta, costituiscono la fonte energetica di base , che sostiene tutta la vita animale.
A causa del loro bisogno di luce solare, le microalghe prosperano vicino alla superficie dell'oceano. Inoltre, il nutrimento di cui le microalghe hanno bisogno, si trova soprattutto nelle acque basse, dove viene rimescolato dall'oceano ed arricchito dall'acqua ricca di sedimenti minerali della terraferma. Le macchie galleggianti imbevute di sole delle microalghe, attraggono lo zooplancton, che a sua volta attrae le larve di pesci che di zooplancton si nutrono in prossimità della barriera corallina.
Le specie di microalghe di acqua salata che si possono coltivare come cibo per i rotiferi sono:
Chlorella, Nannochloropsis, Isocrysis, Tetraselmis, Nannochloris e Pyramimonas.
Ciascuna di queste specie è adatta come base per la catena alimentare.
Vediamole nei dettagli:
CHLORELLA
La Chlorella è spesso coltivata come alimento per i rotiferi marini. Si tratta principalmente di una specie di acqua dolce, ma alcune varietà si adattano ad un vasto spettro di salinità e temperature, e possono essere coltivate in acqua salata artificiale arricchita con integratori. La Chlorella è un'alga non-mobile, cioè non è in grado di spostarsi da sola, ma dipende dal moto delle correnti. Questa alga contiene minori quantità di EPA (acido eicosapentaeonico) rispetto alla maggior parte delle alghe marine, ma è comunque adatta a costituire la base della catena alimentare dei rotiferi .

NANNOCHLOROPSIS SALINA
La Nannochloropsis salina è largamente usata come cibo per i rotiferi marini ed è la mia alga preferita; è facile da trovare e contiene quantità elevate di vitamina B12 (utile alla crescita e alla riproduzione dei rotiferi) e di acidi grassi altamente insaturi EPA necessari alle larve più giovani dei pesci marini. Si tratta di un'alga verde scuro che ha una parete cellulare spessa e solida che la protegge da possibili danni causati da un eccessivo movimento durante il processo di microcoltura. Questa alga può essere digerita dai rotiferi, ma il suo valore alimentare per quanto riguarda gli altri animali è basso, perché la parete cellulare impedisce loro di digerirla completamente.

ISOCRYSIS
L' Isocrysis è spesso usata nell'allevamento di bivalvi (ostriche e altri molluschi). E' occasionalmente coltivata come alimento da rotiferi, ma di solito in combinazione con Chlorella o Nannochloropsis. L' Isocrysis è un'alga mobile di colore bruno, con una piccola "coda" ed una specie di frusta che le permette di spostarsi, chiamata flagello. Questa alga ha bisogno di vitamine, di una temperatura piuttosto costante e di una fonte di silicati, per dar luogo a colture fitte. Ha anche bisogno di una proporzione nitrogeno-fosfato (15:1) più alta rispetto a quella di Clorella o Nannochloropsis.
Secondo me, l' Isocrysis è un'alga instabile. E' fragile e può essere danneggiata da un'aerazione troppo forte. E' anche molto sensibile per quanto riguarda l'alimentazione e non tollera raccolti parziali o tardivi.

TETRASELMIS
Questa è una specie antica, anche considerando gli standard delle alghe, la cui età si misura in miliardi di anni. E' un'alga verde e mobile, che può essere coltivata in un composto nutriente simile a quello della Nannochloropsis, ma rispetto a quest'ultima, ha un valore nutritivo inferiore per quanto riguarda il contenuto di acidi grassi. Questa alga, con cellule di grandi dimensioni, può anche essere utile come cibo da usare direttamente per l'allevamento di organismi che sono troppo piccoli per accettare rotiferi.

NANNOCHLORIS
Da non confondere con la Nannochloropsis, la Nannochloris è usata in Corea per l'allevamento dei rotiferi marini.
La Nannochloris può essere coltivata in modo simile alla Nannochloropsis. E' un'alga invasiva e soffoca le colture di alghe con cui viene in contatto.

PYRAMIDONAS
La Pyramidonas è un'alga mobile che rappresenta un buon cibo per rotiferi, ma non è molto diffusa ed i suoi valori nutrizionali non sono noti. Secondo alcuni, ha una membrana esterna molto spessa, che la rende difficile da digerire, ma i rotiferi la possono utilizzare. Se hai difficoltà con le altre alghe, prova a passare alla Pyramidonas, invece di assecondare specie che per te non funzionano. Per quanto riguarda la facilità della coltura, Pyramidonas e Nannochloris sono le più resistenti.

Quando si avvia una coltura di microalghe, ci si deve aspettare qualche difficoltà. Tuttavia, una volta che si provvede ai loro semplici bisogni (nutrimento, molta luce, temperatura, salinità e PH appropriati), crescono come erbacce.

ALIMENTI

Nitrogeni e fosforo sono i principali alimenti delle microalghe, necessari in una proporzione di 10:1.
Sono gli stessi elementi che gli acquariofili cercano disperatamente di ridurre al minimo nei loro acquari di barriera, appunto per limitare l'eccessivo sviluppo di alghe e si potrebbe anche pensare ad un consumo di questi elementi da parte del fitoplancton una volta introdotto in acquario.
Le alghe hanno anche bisogno di minuscole quantità di minerali ( compresi ferro, rame, zinco, cobalto, manganese e molibdeno) e vitamine (B 12, tiamina e biotina).
Di solito, le attrezzature per la microcoltura non si trovano presso la piccola distribuzione, ma le ditte che riforniscono i vivai vendono a prezzi ragionevoli alimenti concentrati per microalghe (in pratica, fertilizzanti) una volta partita la coltura se viene utilizzata in vasche di coralli consiglio di allevare l'alga con del co2 e non fertilizzanti.
Io uso Microalgae Grow - Aquaculture Supply solo quando con il fitoplancton alimento rotiferi .

GRAVITA' SPECIFICA

1.014 e 1.018

LUCE

Per crescere rapidamente le microalghe hanno bisogno di luce. Tuttavia, non è necessario essere appassionati di tecnologia per ottenere la giusta illuminazione. In laboratorio uso lampade a fluorescenza: funzionano bene e sono più che sufficienti. Per gli addetti ai lavori più precisi, un'intensità dai 2500 ai 5000 lux è ottimale, ma anche 1000 lux sono sufficienti.
Sistemate le bottiglie per la coltivazione delle microalghe (bottiglie da bibite da 2 l) ad un paio di centimetri dalle luci fluorescenti. L'illuminazione diretta verso i lati delle bottiglie (piuttosto che dall'alto) migliora l'esposizione delle cellule alla luce. Il mio impianto a fluorescenza è molto pratico perché è fissato alla parete proprio all'altezza giusta per illuminare i lati di due bottiglie da due litri. Anche le lampadine ad incandescenza possono essere usate, ma il calore che generano può nuocere alla colture se non le si sistema ad almeno 15 cm di distanza.
Un fotoperiodo di 16 ore è sufficiente, ma uno di 24 ore è pratico ed anche più appropriato.

AERAZIONE

L'aerazione permette all'acqua di coltura di assorbire il diossido di carbonio, che si trova nell'aria in quantità relativamente piccole, ma è necessario alla fotosintesi. Se la coltura non viene areata, il diossido di carbonio si consuma velocemente e la crescita delle alghe cessa.
La coltura delle microalghe è un processo in serie simile a quello usato per preparare il pane a lievitazione naturale.
Ogni volta che si prepara un impasto, se ne conserva una parte, che viene usata per preparare la forma successiva, e così via. Allo stesso modo, quando l'acqua salata ricca di nutrimento viene aggiunta ad una piccola porzione di coltura (lo STARTER), le cellule crescono grazie alla luce e all'aereazione, dando luogo in pochi giorni ad una coltura più grande.
Gran parte della colture è usata come cibo per i rotiferi, ma se ne conserva sempre una piccola porzione perché faccia da STARTER con cui cominciare la coltura successiva. Teoricamente, il processo può continuare all'infinito.
Vediamo adesso un percorso di produzione:
Nannochloropsis Tetraselmis Pavlova Isochrysis
Misura dell'alga 2-6 µm 8-16 µm 5-6 µm 5-6 µm
Tipo di alga Verde Verde flagellata Marrone flagellata Marrone flagellata
Uso Zooplancton, Coralli, Reef systems, Greenwater per crostacei. Larve di Gamberi, Rotiferi, Artemia, Molluschi. Molluschi, zooplancton, larve di gamberi. Zooplancton, molluschi.
Calorie 48.4 48.2 46.1 45.5
Vitamina C 0.85% 0.25% - 0.4%
Clorofilla A 0.89% 1.42% - 0.98%
Proteine 52.11% 54.66% 45.95% 46.69%
Carboidrati 12.32% 18.31% 23.76% 24.15%
Grassi 27.64% 14.27% 17.25% 17.07%
EPA 25% 9.3% 1.6% 2.5%
ARA 5.26% 0.40% 0.44% 0.52%
DHA - - 2% 10.2%

I ROTIFERI
Le microalghe vengono utilizzate come nutrimento dai rotiferi .
I rotiferi marini sono oloplancton, cioè restano permanentemente parte dello zooplancton che vive e procrea mentre è alla deriva. Essi costituiscono una comunità microscopica.
"Rotifero" significa "animale con le ruote". Quando li si guarda al microscopio, i rotiferi presentano delle specie di ruote che girano intorno alle loro teste.
Delle circa 1700 specie che sono state individuate al mondo, solo una specie di acqua salata è allevata su larga scala: il Brachionus plicalitis, che è tipico dell'acqua salmastra.
Quando si ordinano i rotiferi per cominciare una coltura, è importante specificare che si desiderano rotiferi di acqua salata. Se lo si omette, si riceveranno rotiferi di acqua dolce che, messi in acqua salata, sopravviveranno circa 10 secondi.
I rotiferi hanno una testa, un tronco ed un piede. Insieme, testa e tronco hanno la forma di un piccolo tulipano, di circa 120 micron di diametro per 250 micron di lunghezza. La parte superiore, cioè la testa (detta anche corona), contiene un anello di ciglia simili a capelli che ondeggiano per catturare il cibo, mentre il tronco contiene gli organi, in una cavità translucida e piena di fluido. Alla base del tronco si trova un unico piede, allungato e simile ad una coda, che termina in una punta a volte usata come ancora provvisoria (dato che contiene una sostanza collosa).
Le numerose ciglia che circondano la testa, ondeggiano costantemente all'unisono e questo movimento fa circolare l'acqua ricca di cibo verso la testa. Quando le ciglia individuano un potenziale pasto - fitoplancton di dimensioni comprese tra 3 e 12 micron - i muscoli del tronco si contraggono, attirando la corona verso l'interno e così il cibo viene incamerato. Se la particella di cibo è abbastanza piccola, viene spinta direttamente nel mastax, all'interno del tronco, che la riduce in poltiglia prima che passi nello stomaco. Dopo un secondo, la corona si distende nuovamente e le ciglia riprendono ad agitarsi in cerca di cibo.
Quella del rotifero è una vita faticosa, passata a setacciare minuscole particelle di cibo da microlitri e microlitri d'acqua.
La salute e la riproduzione dei rotiferi dipendono dalla regolarità con cui sono in grado di recuperare sostanze nutrienti nel loro ambiente acquatico. I benefici del fitoplancton di cui si nutrono sono infine trasferiti (quando i rotiferi vengono mangiati) allo zooplancton di dimensioni maggiori che di essi si nutre, come, ad esempio, le larve di pesce pagliaccio.

ALLEVAMENTO
I Brachionus plicalitis (rotiferi) possono tollerare una gamma piuttosto vasta di condizioni (gravità specifica tra 1.005 e 1.040, PH tra 5.0 e 10.0, temperature tra 20-30 °C).
Una vaschetta, meglio se cilindrica, con una decina di litri di acqua marina nuova e tenere sempre del fitoplancton nel contenitore, bolle di aerazione non eccessive.
Prelevare non più del 10% dell'acqua con rotiferi del contenitore e sostituirla con fitoplancton,è indispensabile questo prelievo per sfoltire la popolazione di rotiferi
Una volta alla settimana cambiare circa il 50 % dell'acqua ed aggiungere fitopancton .
Comunque sia il rotifero ha un basso valore nutrizionale per cui io stesso preferisco nutrirlo con omega 3 e complessi vitaminici facenti parte di integratori specifici prodotti dalla ditta SELCO, e nello stesso momento tengo i Brachionus plicalitis in una soluzione densa di fitoplancton questo circa 12 ore prima di essere somministrati ( ben lavati ) alla mie larve oppure ai miei coralli . .

Articoli di Roberto Ferri


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