Menu principale:
Biologia Marina > Articoli di Biologia Marina > Le meduse - Gli alieni del Mare - Alfredo
Le Meduse
gli alieni del mare
di Alfredo Zappavigna
Vengono da lontano, da molto lontano.
Hanno attraversato l'abisso del tempo ed ora stanno riappropriandosi di quei mari che, nel lontano Pre-Cambriano, erano stati il loro dominio incontrastato.
Sono animali bellissimi e pericolosi. Negli ultimi cinque anni hanno fatto più morti loro lungo la Grande Barriera Australiana (76 per l'esattezza) che i temutissimi squali.
Lungo le coste spagnole solo nel 2007 sono state messe fuori combattimento 60.000 persone e in un colpo solo sono stati cancellati gli impianti di acquacoltura di salmoni lungo le coste dell'Irlanda. Ed il responsabile di tutto questo è stata la medusa Pelagia Nocticula.
Un'altra medusa(Mnemiopsis leydii) distrusse negli anni ottanta la pesca nel Mar Nero; un disastro ecologico, economico, sociale.
In Giappone i pescatori sono disperati: pescano solo Nemopilema nomurai, una medusa che può arrivare a pesare anche 500 kg.
In tutto il mondo, da qualche anno, la percezione è che i pesci siano sempre meno e che aumenti invece sempre più il plancton gelatinoso.
Che cosa intendiamo per plancton? Il plancton definisce gli organismi di qualunque dimensione che vivono in sospensione nell'acqua e che non sono in grado di muoversi contro corrente o di passare da una massa d'acqua ad un'altra massa d'acqua (ad esempio acqua fredda vs. acqua calda). Nel plancton ci sono virus e batteri di dimensioni microscopiche, ci sono microalghe unicellulari che usano la sostanza organica scolta nell'acqua e la trasformano in materia vivente; ci sono piccoli crostacei che si nutrono di queste alghe; ci sono le larve dei pesci che una volta cresciute diventeranno parte del necton, cioè degli organismi che vivono sospesi nell'acqua e che sono in grado di nuotare controcorrente. Inoltre ci sono le larve degli organismi del benthos, cioè di tutti gli organismi viventi che hanno contatti diretti con il fondo marino restandovi attaccati per tutto il corso della vita, come i coralli, i molluschi e molti pesci.
Oltre a tutti questi minuscoli animali il plancton è costituito anche da organismi gelatinosi.
Ma cos'è la "gelatina"? Sappiamo che i corpi di tutti gli organismi sono fatti in gran parte di acqua (il peso umano per il 70% ad esempio è costituito da acqua); gli animali gelatinosi sono costituiti da acqua per oltre il 90% del loro peso. L'acqua è nelle cellule; ma non tutta la materia che compone un organismo è fatta da cellule. Esiste una matrice extracellulare che connette le cellule tra loro, una sorta di impalcatura su cui poggiano le cellule. Se togliessimo tutte le cellule da un organismo resterebbe una specie di "fantasma" fatto da matrice extracellulare. La gelatina è proprio questo: matrice extracellulare
I più famosi rappresentanti del plancton gelatinoso sono le meduse. Chi le ha conosciute non si dimentica. Se ne conoscono migliaia di specie, di tutte le dimensioni; da pochi millimetri a specie con ombrello (la parte pulsante della medusa) che può arrivare a 3 metri di diametro e tentacoli che possono essere lunghi anche 20 metri.
Ora immaginate una bestia così che gira per i mari in compagnia di migliaia di suoi simili.
I tentacoli delle meduse sono armati di piccoli organelli cellulari, le cnidocisti, che contengono un veleno che viene sparato sui malcapitati che entrano in contatto con la medusa. I veleni di alcune meduse possono uccidere un uomo in pochi minuti. Sto parlando del veleno di Chironex fleckeri, la medusa di cui si diceva all'inizio dell'articolo che popola le coste dell'Australia.
Le grandi meduse, come Cyanea capillata, vivono di solito nei mari molto freddi o a grandi profondità. Ma non sono le dimensioni, da sole, a rendere temibili le meduse. Chironex è grande solo una ventina di centimetri ma uccide più delle meduse grandi.
Le meduse nuotano e si spostano su e giù nella colonna d'acqua ma non riescono ad andare controcorrente. I vortici generati da particolari correnti le concentrano al loro centro; è così che si forma uno sciame. Questo poi può spostarsi come una cosa sola lasciandosi trasportare dalle correnti. Si forma un'armata invincible; lo sciame che ha distrutto in pochi minuti gli allevamenti irlandesi era lungo 14 km. e largo 5 km.; non si poteva navigare in quello sciame; in quel tratto di mare è stato calcolato che c'erano più meduse che acqua.
Le meduse si muovono con pulsazioni dell'ombrello; con le cnidocisti vengono catturate le prede; le meduse vengono assimilate tra i celenterati perchè posseggono il celenteron, una cavità digestiva che ha anche la funzione di distribuire il cibo in tutto il corpo e che comunica all'esterno con una sola apertura:la bocca. Tutto quello che viene catturato viene digerito tramite la bocca e tutti i residui non utilizzati sono espulsi tramite la bocca.
Il plancton è un sistema complesso, una specie di grande lotteria: la produzione di fitoplancton è il premio e vince chi riesce ad utilizzarlo nel modo più efficiente.
In questi ultimi anni gli elementi gelatinosi sembrano vincere costantemente questa grande lotteria della natura tanto da far pensare che la lotteria sia truccata. I tassi di riproduzione degli animali marini sono altissimi e le popolazioni si sostituiscono in tempi brevi per cui è naturale vedere fenomeni annuali di una popolazione nettamente predominante. E' stato così per millenni. Ma se togliamo troppi numeri ecco che la lotteria viene truccata. E siamo proprio noi umani a truccare questo eterno gioco della natura. I grandi pesci, e ormai anche i piccoli, stanno diminuendo in modo drammatico a causa dell'intensiva attività di pesca dell'uomo. Una diminuzione delle larve dei pesci favorisce la massa gelatinosa. Inoltre anche le larve dei pesci sono prede delle "gelatine". Noi mangiamo gli adulti; le meduse mangiano le larve.
Presi tra due fuochi i pesci soccombono e il mare sempre più si riempie di meduse.
Anche le creature marine sono poi colpite dai processi di globalizzazione. Un esempio per tuttti: le grandi petroliere attraversano gli oceani e per mantenere l'assetto si zavorrano riempendo le stive con acqua oceanica che poi scaricano nelle zone d'attracco. Organismi plantonici in questo modo coprono distanze grandissime.
Mnemiopsis leyidii si trova frequentemente lungo le coste atlantiche degli USA comparso all'improvviso alla fine degli anni ottanta sviluppando popolazioni grandissime. Trasportata vrosimilmente dalle petroliere in pochissimo tempo ha messo in ginocchio la pesca del Mar Nero. Ha mangiato i crostacei di cui si nutrono le larve dei pesci e ha mangiato le larve stesse. i pesci adulti sono stati pescati; le loro larve sono state divorate dalle meduse. Un disastro. Il mar nero era il pollaio, Mnemiopsis la faina. Il pollaio veniva distrutto ma ecco che altre petroliere hanno importato casualmente Beroe, una medusa che si ciba di Mnemiopsis ma non di larve di pesci e la situazione nel Mar Nero sta migliorando.
Quanto grande e potente è la natura e quanto insignificanti appaiono le nostre azioni!
Il caso Mnemiopsis ci ha insegnato una cosa: la pesca può essere influenzata in modo drammatico dai predatori gelatinosi. Le nostre attenzioni erano rivolte solo agli adulti ed abbiamo trascurato importanti cause di morte dei pesci di cui ci cibiamo. L'uomo trae risorse dal mare attingendo in modo industriale da popolazioni naturali al contrario di quanto avviene negli ambienti terrestri dove tutto è allevato e coltivato. Il mare ha prosperato per miliardi di anni senza i vertebrati (pesci). Sono solo cinquecento milioni di anni che i mari sono popolati dalle creature che conosciamo. Prima erano dominati da essere completamente diversi da quelli attuali, a parte le meduse: loro c'erano già. La nostra voracità sta riportando il mare al periodo Pre-Cambriano; Pelagia e le sue cugine si stanno riprendendo i mari. Non più in modo episodico; ma in modo stabile. Liberate dalla competizione con i pesci, possono svilupparsi senza contrasti ed è nella loro natura formare popolazioni enormi. E' stato osservato come specie di meduse, come la piccola Turritopsis, sono capaci di invertire il ciclo biologico. Solitamente le meduse hanno una fase di vita sul fondo (fase di polipo) e può formare colonie. Ad un certo punto i polipi producono meduse in quantità; queste mangiano, crescono, si riproducono e muoiono. Turritopsis, invece di morire, è in grado di riassemblare le cellule e di ritornare allo stadio di polipo. Come se una farfalla, invece di morire, ritornasse allo stadio di bruco. Questa straordinaria proprietà è in crso di studio (si parlava di "medusa immortale"). Nessuno promette immortalità è ovvio, ma si sta cercando di capire come le cellule possano riorganizzarsi controllando il proprio sviluppo in modo così totale, fuggendo alla degenerazione della morte.
Un giorno magari le meduse ci nutriranno e ci permetteranno di vivere più a lungo.
Per ora, però, sono solo un disastro causato dalla nostra ingordigia.