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Baleari - Ibiza
2005
Mariella, Filippo & Anna

Per quest’anno la scelta del luogo dove trascorrere le nostre vacanze estive è ricaduta su Ibiza.
«Perché Ibiza?» Non certo perché universalmente conosciuta come paradiso dei nottambuli, epicentro dei divertimenti e regno della mondanità e della trasgressione. Quello che normalmente io e Mariella cerchiamo da una vacanza è ben altro, principalmente pace, tranquillità relax e soprattutto niente stress accompagnato dalla possibilità di vedere, curiosare, conoscere e scoprire luoghi nuovi ed Ibiza ci è sembrata il posto ideale.
La scelta della località dove soggiornare non per nulla è ricaduta su Cala San Vicente, nella parte nord dell’isola al circa 30 chilometri da Ibiza (o Eivissa come si dice in Catalano, la lingua delle Baleari).


L’albergo dove abbiamo alloggiato (Imperio Playa) è commercializzato dal Tour operator Volando (gruppo Alpitour), è un 3 stelle accogliente e recentemente rammodernato. L'Hotel si affaccia su una bella baia, direttamente sul mare ed adattissimo a famiglie con bambini. Si mangia discretamente anche se il menù è un po’ ripetitivo, le camere sono pulite, l'animazione è simpatica e non invadente. Ricordiamo con piacere i ragazzi del miniclub cui Anna, durante il soggiorno si è molto affezionata.
Per visitare l’isola abbiamo noleggiato tramite internet un’auto nella filiale locale della Betacar e abbiamo risparmiato un bel po’ visto che abbiamo pagato 350€ per 12 giorni contro i 480 della tariffa locale. Anche quest’anno c’è toccata una Opel Corsa (ormai è la quarta che ci capita! Non esistono altre auto a noleggio?).
Ma cominciamo dall’inizio.
Partenza da Bologna con due ore di ritardo sul previsto, ma ci avremmo scommesso visto che gli operativi del volo erano cambiati ben 3 volte nei tre giorni precedenti la partenza. Il volo comunque è breve e tranquillo, ed il trasferimento all’albergo quasi privato, visto che sul pulmino eravamo solo in due famiglie. L’autista poi ha anche sbagliato strada allungando un poco la percorrenza. Arriviamo in hotel alle 15,30, ci assegnano subito la camera, non troppo grande ma con una bella vista sulla baia.
Nel bagno, con grande rammarico di Mariella, manca il bidet. (Le espressioni usate comunque non sono riferibili ed in ogni caso non degne di una signora. n.d.r.)
Dopo poco siamo già in spiaggia a prendere confidenza con sole sabbia e mare.
Dopo cena usciamo a vedere cosa c’è da scoprire a Cala San Vicente. Non molto per la verità, la località si sviluppa lungo i 300 metri della baia, ci sono 2 alberghi, 2 ristoranti, una pizzeria, un ciringuito (chiosco), 2 minimarket, 2 negozi di souvenir, 2 rent a car e qualche casa privata che si affacciano sul lungomare. Per qualcuno potrebbe essere il luogo ideale per suicidarsi, per noi è splendido, regna una gran pace cui fa da sottofondo il rumore della risacca.
La domenica la trascorriamo qui, ma il lunedì, come novelli Robinson Crosue, siamo già pronti a scoprire l’isola. L’auto è già lì che ci aspetta, l’unica raccomandazione del gestore è quella di fare attenzione con la benzina perché sull’isola ci sono solo 7 distributori ed il più vicino è a 12 chilometri. Da dove cominciamo? Cartina alla mano cerchiamo i luoghi che ci avevano consigliato di vedere, ma come sempre, ci affidiamo al caso. La parte nord di Ibiza è montuosa e le strade sono un susseguirsi di tornanti e saliscendi. Anna soffre il mal d’auto...


Prima tappa Cala d’en Serra.
Piccolissima, con un’acqua trasparente ed immobile, un incanto.
Unico neo lo scheletro di una costruzione abusiva che deturpa orribilmente la baia. La strada per raggiungerla è pessima, ripida e sterrata e ci assale un dubbio
«...ma ce la faremo a tornare su?!» nessun problema.
La spiaggetta è attrezzata con 6 ombrelloni ed un mini ciringuito gestito da un tedesco trasferitosi in questo angolo di paradiso dispensa snack ed insalatoni fantastici.
La sera ci rechiamo ad Es Canar, una località ad una decina di chilometri da Cala San Vicente, frequentata soprattutto da inglesi e tedeschi. Il luogo è molto animato, alberghi, negozi, ristoranti ed una moltitudine di pub che trasmettono ininterrottamente su maxischermi partite di calcio e rugby e dai quali proviene un nauseante odore di fritto. Scopriamo che c’è anche un piccolo luna park ed Anna è raggiante, finalmente in giostra e, proprio per questo, Es Canar sarà una meta ricorrente nelle nostre serate ibizenche.


La scoperta dell’isola continua con Cala Xarraca nei pressi di Portinax (una delle località che ci avevano consigliato di vedere, c’è una gran bella baia, ma l’abbiamo scartata perché è super attrezzata e troppo frequentata).
Poco più grande di quella del giorno precedente e con un mare dai colori indimenticabili cala Xarraca ci ospita per tutta la giornata.
La mattina del mercoledì rimaniamo a Cala San Vicente perché nel pomeriggio ci ripromettiamo di visitare il famoso Hippy Market di punta Aràbi.
Una delusione.
«Ma cosa ci aspettavamo di trovare?!» A parte il caldo opprimente e la folla di vacanzieri in cerca di qualche souvenir dell’isola non abbiamo visto molto, hippies se ancora ce ne sono non ne abbiamo visti, bancarelle con mercanzia da bazar molte.
Abbiamo trovato molto più particolare ed attraente il mercatino che si svolge al sabato presso il ristorante Las Dalias a San Carlos lungo la strada tra Santa Eulària e San Carlos appunto. Qui, si trovano gli ex hippies trasformatisi in artigiani, stilisti e gioiellieri che vendono il meglio della loro produzione a prezzi non proprio economici, perché a sentir loro, quelli in vendita sono pezzi unici.
Lo stile comunque è quello inequivocabile e creativo dei figli dei fiori.


Nei giorni seguenti visitiamo nella zona nord, Cala Boix, contraddistinta dalla spiaggia di sabbia scura ed un mare trasparente, Cala Mastella, piccolissima e circondata dagli alberi, ma un po’ sporca, Cala Benirras somigliante ad un fiordo norvegese e con un mare incredibile, dove tra l’altro è in atto una campagna per salvaguardarla dal cemento.
Nella zona sud, abbiamo visto Playa di ses salines, contraddistinta da una lunghissima lingua di sabbia bianca ed un mare turchese ma, almeno per i nostri gusti, decisamente troppo affollata. La mattina al nostro arrivo la spiaggia si presentava pressoché deserta, ma da mezzogiorno ha cominciato ad gremirsi in modo impressionante soprattutto di giovani che sicuramente si erano appena alzati e subito dopo colazione non avevano nulla di meglio da fare che “fumare” in spiaggia.
Così siamo andati in cerca di nuove mete.
Nei pressi della spiaggia ci sono le saline dove ci avevano detto che avremmo visto anche i fenicotteri dei quali però non c’era ombra.
Naturalmente non poteva mancare una visita (anzi due) alla città di Ibiza. La prima di sera dove ci soffermiamo soprattutto a Sa Penya, nel cuore del vecchio porto di Ibiza. E’ un luogo delizioso per gironzolare tra le viuzze affollate di gente e piene di negozietti e locali di ogni genere.
Non può mancare comunque una scappata nella splendida città alta, Dalt Vila, dove dalle antiche mura ci godiamo la splendida vista del porto e della città. Anna, per l’ennesima volta cade e si sbuccia le ginocchia, (testuali parole:
«Sono riuscita a cadere anche in questa città»).
E’ ora di tornare e ci ripromettiamo di visitarla meglio con la luce del sole.
Di giorno è ugualmente splendida, le vie della città vecchia sono incantevoli labirinti che si inerpicano fino alla cattedrale contornati dalle bianche case e da miriadi di negozi.

Vista la vicinanza non potevamo certo farci mancare una visita a Formentera.
Acquistiamo i biglietti del traghetto in albergo dalle ragazze dell’assistenza perché scontati, ma al porto scopriamo che ci sono anche tariffe migliori… (comunque ci è costato andata e ritorno 27 € gli adulti e la metà Anna).
I Ferries partono circa ogni 30 minuti a partire dalle 7,30 fino alle 20 circa da ambedue i porti. La traversata dura circa 40 minuti.
Arrivati al porto di La Sabina per prima cosa noleggiamo un’altra macchina.
Ci affibbiano una Matiz che, avrà pure l’aria condizionata, ma fatica ad andare avanti!!.
Prima tappa Illetas. La fama di spiaggia caraibica le si addice in pieno. La sabbia bianca e l’acqua turchese ci rapiscono per molto tempo ed al nostro ritorno sulla spiaggia ci accorgiamo che siamo stipati come sardine. E’ ora di muoversi per vedere il resto dell’isola.
Proseguiamo per Es Pujols dove ci fermiamo a mangiare in un locale lungo la spiaggia. Anche qui il mare è splendido ma, visto che è il centro della “vita” isolana, da Es Pujols ci aspettavamo qualcosa di più caratteristico di un agglomerato di strutture alberghiere e ricreative.
Ci spingiamo, sino al faro di La Mola dove scattiamo le foto di rito ed Anna si diverte a rincorrere le lucertole. Sulla via del ritorno ci fermiamo ad ammirare il paesaggio, da un “mirador” si vede l’isola nella sua interezza ed il mare in tutto il suo splendore.
L’ultima tappa la facciamo a playa Migjorn, in località arenales, un splendida mezzaluna di sabbia bagnata da un mare da favola. Anche qui i bagni si sprecano. Sulla via del ritorno facciamo il punto della giornata. Formentera è fantastica, questo è fuori discussione ma in questo periodo è improponibile, troppo affollata soprattutto di italiani che devono mettere in mostra i propri capi firmati e all’ultima moda. Periodo ideale maggio e settembre.
E poi….beh, direi basta così, solo un’ultima cosa per concludere, questa vacanza ci è proprio piaciuta, Ibiza è fantastica in tutta la sua interezza e chissà che non ci veda approdare ancora sulle sue coste, qualcosa da vedere l’abbiamo lasciato apposta.



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