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Amsterdam - A spasso per la città
Luglio 2008
Koccinella

Quando si giunge ad Amsterdam si ha la sensazione di essere in un enorme villaggio più che in una metropoli: nonostante accolga milioni di visitatori ogni anno, riesce a conservare quasi l'atmosfera di una borgata, ed è proprio questo che le dona fascino.
Amsterdam è accogliente, vitale.
Il trambusto cittadino si mescola alla rete dei canali, alle tranquille strade alberate, agli edifici bizzarri (lo stile architettonico è originale, e passeggiare lungo le strade di questa città è quasi come sfogliare le pagine di una rivista d'arredamento!)

Ma Amsterdam è anche la città simbolo dell'eccesso: il suo successo come prima meta europea per il fine settimana è sicuramente legato alla larga disponibilità di stupefacenti e sesso. Qui gli spacciatori e le prostitute non fanno parte di un mondo sommerso: ci sono, si vedono, sono rispettabili contribuenti le cui opinioni contano nella società.
Questo atteggiamento di
tolleranza verso le minoranze non è cosa recente: già nel Seicento la città accoglieva liberi pensatori in materia religiosa, rifugiati ebrei, la libertà di stampa veniva incoraggiata, le case chiuse autorizzate.
Ecco, la mentalità
liberale di Amsterdam si può riassumere così: «Pur non approvando il tuo comportamento, lo tollero. Non ho il diritto di interferire con i tuoi diritti, se non voglio che tu interferisca con i miei».

Sarà anche questa apertura mentale il motivo della consistente presenza di molteplici gruppi etnici: una grossa fetta di popolazione proviene da Paesi quali Turchia, Pakistan, Cina, Indonesia, Vietnam, Suriname, Caraibi....
Ciò si constata soprattutto dalla presenza di moltissimi ristoranti, bancarelle e negozi tipici di tali etnie.

Il Nieuwe Zijde (Quartiere Nuovo) è il centro di Amsterdam, un mix caotico di tram, biciclette, artisti di strada e organetti. I contrasti si susseguono, estremi: dalle maestose chiese ai negozi di profilattici.
La grandiosa
Centraal Station (Stazione Centrale) è la porta d'ingresso alla città: ha le sembianze di un castello, in mattoni rossi, con due torri imponenti che sovrastano l'entrata principale, e rilievi raffiguranti scene di mercanti. Ma questa stazione fu costruita soltanto nel 1889: un tempo qui c'era il porto, qui i velieri provenienti dall'Indonesia, dalla Tasmania e dalle Americhe scaricavano le loro preziose merci. Ora il porto si trova alle spalle della stazione.


Amsterdam è una città sull'acqua, e davanti alla stazione moltissimi battelli attendono i turisti per un primo tour attraverso i canali della città.

Il trasporto sui canali è per lo più riservato ai turisti, mentre i residenti se ne servono raramente, preferendo spostarsi tramite la bicicletta (laggiù è quasi una religione, ce ne sono migliaia! e i ciclisti possono contare su una fitta rete di piste ciclabili, con incroci e semafori appositi)

Uscendo dalla Stazione Centrale ci si immette sulla Damrak, l'arteria principale della città, la via più turistica e affollata, tutto un susseguirsi di negozietti, chioschi, ristoranti e alberghetti.
La Damrak sulla sinistra è costeggiata da un canale, e anche da qui partono i battelli per il tour della città.

Percorrendo la Damrak si giunge a Piazza Dam, la più importante della città, nella quale centinaia di persone si ritrovano.
Il nome
Dam significa diga, e infatti la piazza fu edificata nel luogo dove sorgeva l'originaria diga sul fiume Amstel (che dà il nome alla città).
Qui sorge anche il Palazzo Reale (
Koninklijk Paleis). Oggi il palazzo non è più la sede della regina (la residenza ufficiale della Regina Beatrice si trova a L'Aia), ma viene utilizzato per occasioni solenni.

Passeggiando oltre Piazza Dam, dopo un paio di chilometri si giunge al pittoresco Bloemenmarkt (il Mercato galleggiante dei fiori).
Qui si tocca con mano la passione degli olandesi per i fiori. Decine di chioschi (che in realtà sono chiatte galleggianti ormeggiate sul canale
Singel), un mix multicolore di fiori, vasi, bulbi e piante ornamentali.
Re incontrastato è il tulipano, simbolo d'Olanda, di svariate qualità e colori, esportato in tutto il mondo. Una curiosità: la passione olandese per questo fiore risale al Seicento, quando, fra tutte le merci esotiche di cui i mercanti olandesi rifornivano la città, ben poche erano pregiate come i bulbi che venivano dalla Turchia. I cittadini di Amsterdam mettevano insieme collezioni di tulipani, come fossero monete o francobolli. Il desiderio dei collezionisti di possedere gli esemplare migliori era tale che i bulbi erano quotati alla borsa merci di Amsterdam. Verso gli anni '30 del Seicento, all'apice della
febbre del tulipano, i bulbi spuntavano cifre più alte degli smeraldi! Oggi naturalmente non è più così, ma al tulipano è riservato un posto d'onore permanente nella cultura olandese.

Tornando alla Stazione Centrale, sulla sinistra (e parallela alla Damrak) sorge un'altra importante e movimentata via: la Warmoesstraat (Strada degli Orti), che si trova al confine con il Quartiere a luci rosse.

Anche qui è tutto un susseguirsi di ogni genere di ristorante, dalla cucina malese a quella del Suriname, dalla vietnamita a quella del Bahrein...
E poi ancora piccoli hotel, negozietti; tra questi ultimi, uno dei più pittoreschi è senza dubbio la
Condomerie Het Golden Vlies (Negozio di profilattici Al Vello d'Oro), un serissimo negozio che vende un'inimmaginabile gamma di preservativi in confezione regalo.

Sempre sulla Warmoesstraat, ma è così in tutta Amsterdam, sorgono moltissimi Coffee-shop, i famosi locali in cui svariati tipi di marijuana e hashish vengono venduti in tutta tranquillità, anzi, vengono ampiamente pubblicizzati lungo le strade.
Nei
coffee-shop si possono trovare anche tortine (i celebri muffin) alla marijuana, mentre altri prodotti a base di marijuana (caramelle e dolciumi vari) si trovano in appositi punti vendita, così come ecstasy, funghi magici e afrodisiaci chimici.

L'atteggiamento disinvolto degli olandesi è dovuto al fatto che essi ritengono che l'utilizzo di droghe leggere non sia dissimile dall'alcool (una specie di droga ricreativa), e anzi sostengono che chi è dedito al bere registra un più alto livello di danni rispetto a chi fuma.
Addentrandosi oltre la
Warmoesstraat si entra nel Quartiere a luci rosse.
Durante il giorno sembra un rione come gli altri, ma di sera si accendono le insegne luminose che reclamizzano i sexy shop e gli spettacoli dal vivo.


La città ha riconosciuto l'industria del sesso, scegliendo di portarla allo scoperto, piuttosto che fingere che non esista. La prostituzione è autorizzata, e in questo quartiere le prostitute hanno ciascuna una loro vetrina, hanno una regolare licenza e la loro salute viene controllata; il loro reddito viene sottoposto a verifica e tassato. Hanno anche le loro rappresentanti alla Camera di Commercio.

Ad Amsterdam c'è un atteggiamento di
tolleranza zero verso il degrado urbano: gridare o disturbare la quiete pubblica, parcheggiare senza aver pagato il biglietto, urinare per le strade o passare col semaforo rosso sono comportamenti puniti con pesanti multe. Invece fare uso di droghe leggere o visitare una prostituta, è considerato irreprensibile.

Se anziché in un
Coffee-shop si entra in un Bruin-café, si potranno gustare le bevande tipiche del luogo. I Bruin-café sono una peculiarità di Amsterdam, sono piccoli, hanno un'atmosfera particolare e accogliente, come un salotto pubblico in cui rilassarsi, chiacchierare, socializzare. Anche l'arredamento è particolare: rivestimenti in legno, pareti dal colore caramellato, soffitti scuri, stufe antiche. I tavolini sono ricoperti da tappeti orientali e ciò ha il significato di ospitalità e di intimità.

La bevanda tradizionale che viene qui servita è il jenever (gin olandese), ma caratteristico è anche il Koffie verkeerd, ossia il caffè malfatto o sbagliato, che altro non è se non caffè fatto con il latte: c'è infatti l'idea che il caffè chiaro sia qualcosa di sbagliato e inferiore al caffè nero.


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