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Olanda - Amsterdam
Tra canali, biciclette e caffè
Settembre 2007
Alfredo
Amsterdam mi ha colpito davvero.
Dici Amsterdam e già pensi alla patria del sesso libero, ai quartieri a luce rosse, alla capitale dello sballo. Ma Amsterdam è molto, molto, molto di più (e per fortuna).
Nel XII° secolo i contadini, i pescatori, gli artigiani e i commercianti che vivevano in capanne di legno e argilla ricoperte di canne palustri rafforzarono la riva del fiume con gli argini e nel punto in cui l'Amstel si getta nel Zuiderree, oggi Ijsselmeer, realizzarono una diga per proteggere la città dall'acqua. In olandese diga è dam. E così ebbe origine il nome di Amsterdam.
Questa capacità di cooperare, nata per necessità, oggi è concepita come il germoglio della overlegcultur, la cultura del dialogo e del consenso.
Il Dam è il cuore della città.
Oggi la parte finale dell'Amstel è scomparsa e il suo corso è stato deviato, la foce è sparita, internata tra il Damrack ed il Rokin, le due grandi arterie che attraversano il Dam tagliandolo a metà.
Il Dam è il centro ideale della città.
Qui si innalza il Palazzo Reale ed il Monumento Nazionale (un obelisco di non grande altezza che ricorda la resistenza all'esercito nazista) collegati idealmente da un lastricato di basalto portoghese.
Nei pomeriggi assolati si riversano sul Dam giovani e anziani, musicisti ed artisti di strada. Dalle panchine di granito si può assistere alla vita che scorre nella grande piazza.
Il punto di partenza ideale per dare uno sguardo alla città è la Stazione Centrale: lì arrivano e finiscono tutte le numerose linee tranviarie, la metro e la linea ferroviaria.
Appena arrivato sul piazzale antistante la stazione vieni immediatamente coinvolto nella vita colorata ed esuberante che caratterizza Amsterdam.
E' tutto un turbinio di pedoni e ciclisti che in maniera quasi acrobatica passano tra tram ed autobus. Nelle propaggini dei canali i tipici battelli turistici già aspettano i prossimi clienti.
Un fiume continuo di caffetterie si affacciano sull'acqua.
Intorno ai tavolini sembra vivere Amsterdam.
Ma se, fatti pochi passi, svolti nel Begijnhoff, piombi in un'oasi di pace.
Qui si trovano 47 piccole case che risalgono al XVII°-XVIII° secolo.
Il Begijnhoff venne fondato nel 1346 da alcune donne (le beghine) che volevano vivere in una comunità religiosa senza legarsi alle rigide regole della clausura. Ancora oggi vi abitano esclusivamente donne, dalle anziane signore alle studentesse.
Amsterdam è la città dei canali.
Un'opera iniziata nel 1610 e che impiegò due secoli per essere realizzata.
Si scavò nel fango (da qui la parola gracht che è il terminale di tutte le strade che costeggiano i canali); quindi si conficcarono nel terreno molle tronchi d'albero e fusti alti nove metri ed infine i muri dei canali vennero rivestiti da mattoni.
Ebbe così inizio la cerchia dei palazzi signorili affacciati sui canali e posto sotto tutela come patrimonio mondiale dall'Unesco.
Un sistema ben congegnato provvede a mantenere costante il livello dell'acqua, quella eccedente è scaricata nel canale del Mare del Nord.
Per evitare il cattivo odore delle acque stagnanti ogni giorno si lascia scorrere con l'aiuto di pompe e passaggi per le chiuse circa 600.000 km3 di acqua proveniente dallo Ijsselmeer.
Sulle Grachten abbiamo case utilizzate come abitazioni, uffici, musei, teatri e spazi per manifestazioni culturali.
Lungo i canali troviamo il Museo Willet-Holthuysen, che possiede l'arredamento completo della famiglia omonima ed è lo specchio della vita borghese del XIX° secolo; il Museo Van Loom, che offre una panoramica della cultura abitativa dei ricchi commercianti di Amsterdam del XVII° secolo; una delle più belle facciate è quella della Bartolottihius, esempio del Rinascimento Olandese.
Amsterdam conta circa 1.400 ponti, una piccola parte dei quali può essere vista facendo il giro delle Grachten. I battelli, che offrono pranzi e cene a bordo, permettono la visione del centro storico e del porto direttamente dall'acqua.
Lungo l'acqua torbida corrono anche tanti pedalò spinti da giovani studenti e da divertiti turisti.
Le case anguste e strette sui canali hanno tratti distintivi soprattutto nelle cuspidi e nelle cornici cimase. Le piccole lastre e le mattonelle riccamente decorate sulle case risalgono ai tempi in cui queste non avevano numero civico.
Intorno a queste acque scorre la cultura; Amsterdam è la città dei musei.
Musei d'arte come il Rembrandthuis (dedicato a Rembrandt che qui nacque); il Rijskmuseum, il più grande d'Olanda; lo Stedelijk Museum, dedicato all'arte moderna; il Van Gogh Museum, dedicato all'omonimo famoso artista; l'Anna frank Huis, la casa natale di Anna frank; il Nemo, un moderno museo interattivo di scienza e tecnologia che si trova nel modernissimo porto.
Anche la musica fa la parte del leone nella capitale olandese; musica classica al Concertgebow e allo Stopera Muziektheater; opera sperimentale al Deljsbreker e concerti di musica rock ovunque nella città.
I negozi di lusso, pur presenti, possono definirsi una rarità per Amsterdam.
La città è un terreno fertile per tutti coloro che amano articoli stravaganti, insoliti e variopinti. Tutto ciò si può trovare facendo il giro dei negozi attraverso i numerosi angoli caratteristici e ai mercatini sparsi per la città.
Notevole è il mercatino dei fiori dove, tra montagne di bulbi di tulipani e narcisi, puoi trovare in bella vista lo starter kit per iniziare la coltivazione della cannabis.
Durante il fine settimana la metropoli delle Gracthen è nelle mani dei giovani. Cocktail-lounge, bar e club di ogni tipo si susseguono in tutto il centro cittadino.
Ad Amsterdam si è soliti incontrarsi nei café per l'aperitivo; in realtà si beve soprattutto birra.
Café vengono chiamati i locali ad Amsterdam; ne esistono di tutti i generi: da quelli totalmente immersi nel fumo di intere generazioni di nostalgici sessantottini, a quelli eleganti con terrazze sui viali.
Di sera, quando le finestre delle abitazioni lungo il fiume si illuminano, la città si veste di una luce magica che rende piacevole una passeggiata lungo le vie e i ponti.
Ma Amsterdam è anche la città delle biciclette; pare che almeno il 50% del traffico cittadino sia rappresentato dai velocipedi che, di tutte le forme e le fogge, ti sfrecciano a fianco nelle piste a loro dedicate e che coprono tutto l'asse cittadino.
Le usano tutti e per ogni cosa: i giovani riempiono i viali per andare a scuola; le anziane signore ne fanno il mezzo privilegiato per le loro compere e i loro spostamenti; incravattati uomini d'affari si esibiscono in agili movimenti sui ponti e nei vicoli.
Amsterdam è una città davvero speciale; una città serena e vivace che consiglio a tutti di vivere.