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Lampedusa - La Mia Africa
Settembre 2005
Apelab
Lampedusa... Stupenda!!!
Andiamo con ordine, però...
Lo sappiamo: il viaggio inizia prima di partire e noi per prepararci, sapendo di avere ferie programmate per la fine di settembre, ad inizio mese (ma anche di tanto in tanto nelle noiose giornate lavorative di agosto) iniziamo a lanciare e lanciarci idee su dove poggiare le stanche membra in quella lontana settimana di inizio autunno.
Come sempre i dubbi e le incertezze regnano sovrani, si discute come poli opposti, quasi dovessimo varare la nuova legge finanziaria.
Facciamo nell’ordine: il giro del mondo su carta con un elenco di località, già viste e non; il giro del mondo (della nostra città) delle agenzie di viaggio e delle relative bacheche di offerte (o presunte tali) last minute last second e affini; il giro del mondo (virtuale, ma poi non tanto) di siti web e quanto altro rintracciabile in rete (con conseguente sfregamento di mani del gestore della connessione che ancora ci aveva come utenti a consumo...)
Il risultato di tutto ciò si traduce in una cosa sola... non siamo riusciti a deciderci.
Anzi forse alla fine SI, tant’è che con tutto questo mulinare di idee, proposte, depliant, opinioni etc etc, rimane la più appetibile quell’idea che già da qualche mese ci gironzolava per la mente, in attesa di aprircela: Lampedusa, la risposta alle nostre esigenze che volevano una vacanza al caldo, uno spostamento abbastanza veloce e una spesa non esagerata.
Inizia ora la seconda fase, la ricerca della sistemazione e l’organizzazione del viaggio.
Riprendiamo in mano il pacco di depliant che avevamo già in dotazione, aggiungendone anche altri, perché nel frattempo qualcuno era stato cestinato («perché tanto non serve a niente... solo a far polvere in salotto»), rifacendo un rapido tour delle agenzie a controllare anche che nel frattempo non fosse uscita la super-mega-maxi-offerta da prendere al volo (che ovviamente non esisteva...)
Dopo i primi contatti telematici e telefonici con strutture del posto, incominciano i momenti di “terrore”: gli hotel costano un botto, gli appartamenti chissà come e dove sono, il volo non si trova e quei pochi sono a prezzo Aerotaxi...
Caspita, mi sa che dobbiamo rimettere in discussione tutto quanto...
Continuando a navigare per riuscire ad arrivare a prendere quella che per noi stava diventando una chimera, scopriamo il motivo dei problemi di posti aerei: in quel periodo c’è il pieno di gente perché c’è un evento musicale chiamato O’SCIA’ (che poi scopriremo voler dire “mio fiato, mio respiro, fratello mio” ... un saluto molto affettuoso), organizzato da Claudio Baglioni con tanti altri ospiti partecipanti, che dura 3 giorni.
La signora a questo punto, essendo fan del brizzolato, inizia a sbattere i piedi per terra proprio come fanno i bambini in preda ad una picca e sentenzia: «Ci dobbiamo andare anche noi, in tutti i modi...»
Con gioia le rispondo «Certo cara, ora esco a giocare il 6 vincente al superenalotto, poi noleggio un LearJet con pilota e co-pilota rispettivamente John Travolta (che non sarà bello ma almeno sa pilotare... sai voglio arrivarci a Lampedusa) e Tom Cruise, tanto in quel periodo sono liberi, come steward Brad Pitt (che non sono sicuro che possa... al peggio magari lo chiedo a Pupo, sta qui vicino e prima che cominci Affari tuoi, pagando, accetta di sicuro...) e hostess la Bellucci (aho... che voi gode’ solo te?? C’è un amico a Città di Castello che la conosce e dice che forse sarebbe disponibile...)»
Insomma, per non annoiarvi oltremisura, riusciamo nell’intento dopo aver anche spostato le ferie e fatto si che tutte le congiunzioni astrali si allineassero per il verso giusto: volo Meridiana Firenze-Palermo-Lampedusa e ritorno (purtroppo) a costo quasi accettabile e appartamento a costo molto conveniente che ci attende, trovato dietro dritta di una collega della mogliettina.
Poco dopo le 17.00, con ritardo trascurabile, stacchiamo le ruote da terra dalla cartooniana pista di Peretola alla volta della tappa intermedia. Mi accomodo e attendo con ansia, seppur nella brevità del volo, un piccolo spuntino (visto che mi ero alzato alle 6.00, avevo lavorato ed ero scappato dall’ufficio e da una riunione senza mangiare, per correre a prendere ‘sto benedetto volo...) Le signorine passano, ma quello che hanno da offrire è solo un limpido bicchiere d’acqua con le bolle... vabbè. Neanche riusciamo a finire il bicchiere d’acqua che sentiamo l’aereo inizia la discesa... arriviamo Paleeeimmmo.
L’aria nella “capitale” siciliana è già diversa e pregustiamo quello che ci aspetta all’arrivo a Lampedusa dopo solo altri 30-35 minuti di volo: l’estate.
L’aeroporto è piccolo e noi passeggeri appena arrivati in attesa di ritirare i bagagli riusciamo a riempirlo, ma non è niente in confronto delle decine e decine di persone, famiglie al completo che da fuori entrano ad accogliere e abbracciare urlanti i parenti ritornati a casa per quella che è la settimana della festa del paese: si, scopriamo che in questi giorni c’è anche questo evento molto sentito dai Lampedusani, tanto che richiama anche tutti coloro che hanno lasciato l’isola per vivere e lavorare o studiare nelle città della sorellona maggiore.
Il padrone di casa ci attende, puntuale, per portarci a destinazione e nel breve tragitto oltre a fare mille domande al malcapitato, passiamo attraverso il paese ammirandone da subito la semplicità e la caratteristica originalità e confusione delle case basse bianche e colorate.
La fame a questo punto si fa sentire e preso possesso di quel gioiellino di appartamento che ci ospiterà per 8 giorni (veramente carino, tranquillo, pulito, perfetto), ci dirigiamo verso il porto vecchio con lo scooter che ci ha dato in dotazione a prezzo irrisorio, dove prima passando abbiamo visto che c’era la sagra del pesce...
Inizio non poteva essere più bello: sulla spiaggia un enorme bancone dove su tre lati si affollano numerosi e affamati avventori, ci tuffiamo in mezzo agli altri, prima cercando la cassa, poi scoperto che non esiste perché qui le sagre sono gratis (pagate dalla regione Sicilia), cerchiamo di farci spazio tra la folla che urla fischia chiama i volontari addetti alla cottura sul posto di casse di pesce freschissimo ed alla distribuzione di meloni, acqua birra... ma soprattutto vino.
Non passano due minuti che i locali già ci hanno riconosciuto: «Voi siete arrivati stasera...» ...e tanto detto e fatto facciamo “amicizia” con 3 o 4 simpatici ragazzi che fanno a gara nel porgerci piatti colmi di calamari, triglie sogliole paranza e quanto altro. Il cartone di vino rapidamente si alleggerisce, così come le gambe e la mente... cerco di fare qualche foto ma viene immancabilmente mossa; riusciamo a placare lo stomaco, quando ancora in piena mischia stile rugby per soddisfare la gola, appare quella che alla moglie appare una visione (mentre a me solo un disturbo nel regolare svolgimento della sagra e della distribuzione dei beni di conforto): Baglioni, qui a Lampedusa ormai di casa, fa un’improvvisata e si mette al centro della zona cottura a farsi fotografare con i poveri sudati puzzolenti volontari che interrompono quel micidiale ma piacevole flusso di ogni bendiddio.
Lara non crede ai suoi occhi e scuotendomi, facendo quasi cadere il mio e suo ultimo (di una lunga serie) piatto di pesce mi intima di scattare foto a raffica. Io eseguo... in quelle condizioni (di vino e del resto) può essere pericolosa, ma il risultato è pessimo e vuoi per la gente, vuoi per la luce, vuoi per le mani unte che mi fanno scivolare la digitale da tutte le parti, riesco solo a fare una foto quasi decente con il naso ed i capelli del VIP (tutto il resto della faccia è coperto da un neonato preso in collo... manco fosse il Papa...)
A quel punto, preso dalla disperazione e sballottato a destra dalla gente, a manca dalla moglie, decido di proseguire con la cena, quando la vedo, scodella di triglie fritte alla mano, lanciarsi all’inseguimento del cantante e farsi schioccare due baci sulle guance come se incontrasse una vecchia amica.
Ecco ora è contenta e (parole sue) si potrebbe anche tornare a casa...
L’indomani, ripresi dalla mezza (o forse +) sbornia, inizia la vacanza vera.
Siamo decisi a girarla tutta l’isola, ma la prima tappa non può che essere la Spiaggia dei Conigli.
Riserva naturale, presidiata dai volontari di Legambiente, si raggiunge dopo qualche km di strada, a piedi, lasciando il motorino in mezzo ai tanti altri, e quando dall’alto si apre il panorama è veramente un’emozione straordinaria.
La natura ed il paesaggio ti colpiscono dritto al cuore, prende, anzi aumenta la voglia di guardarti intorno per ore e minuti e la discesa alla spiaggia benché ripida (anche se facile) è veloce. La spiaggia ed il mare sono fantastici, c’è diversa gente ovviamente, ma quello che c’è di bello è che non ci sono barche (è vietato anche il transito) e tutti (o quasi) contribuiscono a mantenere pulito ed intatto questo angolo di paradiso.
Nei giorni seguenti visitiamo tutta l’isola, cercando anche le spiagge più piccole e quelle raggiungibili con più difficoltà, ma questa sicuramente è indimenticabile. Tutte sono belle, il mare è caldo e quasi sempre calmo, lo scirocco che è lo spauracchio di tutti i villeggianti, perché muove il mare e rende meno vivibili molte spiagge, non si fa vivo. Degna di nota è anche la spiaggia dei Pulcini, preferibile per chi non vuole stare in un posto affollatissimo, ma ha un accesso da terra veramente impervio, da percorrere con molta attenzione. Parlando con altra gente, scopriamo poi che ce n’è un altro che passa attraverso il canyon di spalle alla spiaggia, ma seppur più comodo, è molto lungo. Inoltre, dopo perlustrazione personale, scopriremo un ulteriore accesso che la collega alla spiaggia dei Conigli, dopo un’affascinate passeggiata sulle scogliere a picco sul mare... da non perdere.
La terza nostra preferita (che poi non è una spiaggia) è Mar Morto sul lato est, zona con piscine naturali, trampolini per tuffi dagli scogli improvvisati e pesci sott’acqua che valgono il prezzo di una giornata “scomoda” passata a trovare la posizione tra uno spuntone di roccia ed una rientranza sulla pietra lavica: indispensabili qui, ma anche dalle altre parti (oltre a scarpette da ginnastica per raggiungere le spiagge, anche quelle più lontane, appunto), ciabattine di gomma “tipo Mar Rosso”, per disimpegnarsi senza farsi male.
Da non perdere assolutamente poi, il giro dell'isola in barca, altra meraviglia della vacanza; noi l'abbiamo fatto in solitaria, noleggiando uno dei tanti motoscafini con motore 40HP che ci ha permesso di andare e venire come e dove ci pareva e regalarci altre immagini indimenticabili del posto.
La vita notturna: non è un posto da nottambuli o discotecari, ma si riesce a fare tardi comunque... le serate si passano quasi esclusivamente sulla via principale, Via Roma, dove si affollano turisti e non, tra i tanti fornitissimi negozi e banchini.
I bar/pub offrono comode sedute e vista sul passaggio, oltre al piano bar all’aperto frequentatissimo del locale più conosciuto dell’isola, il 13.5
Questo periodo però c’è l’eccezione dei concerti alla Spiaggia della Guitgia: 3 giorni di musica, dalle prove il pomeriggio, allo spettacolo che inizia puntualmente qualche minuto dopo le nove, guidato e supervisionato dall’infaticabile Baglioni che accoglie tanti altri musicisti, da lui invitati, che si esibiscono dal vivo da soli e in duetti con lui, gratuitamente, per la gioia delle migliaia di persone tranquillamente sedute o in piedi sulla sabbia. E’ una festa per tutti e le serate scorrono velocemente.
Il motivo trainante e lo scopo della manifestazione è quello di portare l’attenzione del pubblico e dei media sull’isola, tristemente conosciuta quasi solo per gli sbarchi degli immigrati, e su questo fenomeno perché se ne parli non solo dal punto di vista della notizia presa e messa lì, ma perché gli organi competenti si muovano e rivolgano le loro attenzioni in maniera più costruttiva e risolutiva possibile.Gli arrivi ci sono stati anche nel periodo in cui eravamo là, ma non si tratta di veri e propri sbarchi perché gli impagabili uomini della Guardia Costiera intercettano i barconi al largo delle coste e caricano i poveri immigrati sulle loro motovedette, accompagnandoli alla sospirata quanto effimera terra promessa. Questo fa si che, come dicono gli stessi isolani, della cosa si sappia solo dalla televisione o dai giornali, perché se non ti trovi al porto nel preciso istante in cui tornano le motovedette, non ci si accorge di nulla. E, ironia della sorte, uno degli arrivi c’è stato la sera della festa Patronale, in cui migliaia di persone, noi compresi, dopo la coinvolgente processione del pomeriggio, erano appostate in ogni dove e affacciate sul porto, e proprio dopo l’inizio dei fuochi artificiali, che peraltro sono stati di una bellezza indescrivibile per le geometrie, i colori e gli effetti creati con il riflesso e l’aiuto dello specchio d’acqua della rada.
Altro momento toccante della vacanza, è stato il giorno in cui, prima del tramonto, sono state liberate una decina di tartarughe marine, in cura presso il centro dell’isola.
A Cala Madonna, uno stadio Maracanà naturale, ci siamo ritrovati in centinaia forse migliaia, appollaiati sugli scogli e in piedi sulla porzione di spiaggia non riservata ai volontari. Eravamo una piccola (mica tanto...) folla vociante che d'improvviso all'arrivo dei catini con le creature, faticosamente portati dai ragazzi e ragazze della clinica, dopo un oohhhhhh di meraviglia, si è zittita rispettosa ad ascoltare il racconto toccante e le raccomandazioni della responsabile.
Le tartarughe, messe in fila sulla spiaggia, seguite da miriadi di occhi e di obiettivi, in un silenzio irreale, ad una ad una, passo dopo passo, si sono incamminate verso il mare e la libertà, scomparendo alla nostra vista immergendosi, seguite per qualche metro sott'acqua da una delle ragazze che poi come altre, è uscita in lacrime come per la perdita di una persona cara.
Basta, non vi voglio più annoiare, o non vi voglio "svelare" altro di questa meraviglia del mediterraneo perché credo che valga assolutamente la pena andare, almeno una volta.
A noi è piaciuta talmente tanto che ci siamo già prenotati per il prossimo anno... il problema è tenere duro tutto questo tempo... il Mal d'Africa già ci attanaglia.
P.S. «Come dite?! Le foto? Ah ...ehm ... non ve lo avevo detto...?! La digitale, non ha resistito ai panorami e al mare, quindi si è voluta assolutamente buttare pure lei... stonnk stonkk splash (rumore rispettivamente dei due rimbalzi sugli scogli e dell'ingresso carpiato - male - in acqua). De profundis...