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Italia - Cinque Terre
2006
Cristina & Livio
Nostra figlia, Faby, per il 25° anniversario di matrimonio (festeggiato in dicembre!) ci aveva regalato un pernottamento presso il B & B Le Giare, Monterosso, per queste date, per cui sabato di buon'ora (mica tanto...... - 8.30!) siamo partiti verso La Spezia.
La guida consigliava una visita a Portovenere, per cui l'abbiamo messa in programma subito il primo giorno!
Portovenere è un caratteristico borgo medievale sull'estrema punta occidentale del Golfo, con le sue case-fortezza, il castello genovese, la chiesa di S.Pietro a picco sul mare, unisce al fascino delle "finis terrae" una storia illustre.
Molto caratteristico sono, senza ombra di dubbio, sia la grotta Byron, sia il cimitero a picco sul mare.
Dopo aver mangiato una focaccia, tanto per spizzicar qualcosa, ci siamo avviati sulla litoranea, che è la strada che collega tra loro tutte le Cinque Terre. Ci siamo goduti dei paesaggi mozzafiato e abbiamo scattato le foto che potete vedere nella galleria.
Il primo paese delle Cinque Terre, arrivando da La Spezia, è Riomaggiore, ma non ci siamo fermati visto che Faby ci aveva prenotato lì una cena per domenica.
Abbiamo preferito proseguire per il prossimo, ed ecco Manarola.
Il parcheggio è in alto, sopra il paese, caratteristica comune a tutti i paesini, come avrei scoperto in seguito.
Abbiamo pranzato in un piccolo ristorantino sul mare e ci siamo crogiolati un po’ al sole, ammirando il panorama e i sentieri (da lontano!)
C'era chi prendeva il sole e ci siamo detti: domani al mare!!! …ma come avremmo scoperto il giorno dopo, eravamo stati troppo ottimisti!!!!!
La mattina dopo ci siamo svegliati trovando la colazione a buffet sul terrazzo dell’albergo, purtroppo per il tempo che prometteva poco di buono!!!
Dietro consiglio del padrone del B & B, ci siamo avviati a piedi verso Monterosso, distante 15 minuti e collegato tramite una scalinata, e lì la situazione climatica era ancora più evidente!
E’ iniziato così il nostro peregrinare della domenica...
Ho visto la pro-loco e sono entrata a vedere se c'era la possibilità di fare un biglietto combinato barca-treno e la signora mi dice di andare al piano di sopra (biglietteria della stazione) dove faccio una colonna di mezz'ora, arrivo allo sportello e il bigliettaio mi dice: «No, non la facciamo più, la combinata.»
Scendo, evito di passare dalla signora della pro-loco a dirgliene quattro, e ci incamminiamo verso il porto, distante una ventina di minuti, preciso che Livio fa fatica a camminare per il mal di schiena...
Arriviamo lì, saliamo sulla barca, guardiamo un po’ gli orari per vedere dove fermarci e per quanto e scendiamo a Vernazza.
Vernazza è il paese delle 5 Terre che più degli altri ha conservato l'aspetto di borgo di mare, grazie al suo comodo e sicuro porticciolo naturale e ad una tradizione marinara nota sin dall'antichità.
Il suo nome deriva dalla "Gens Vulnetia", un'antica famiglia romana, alla quale appartenevano gli schiavi che, una volta liberati, fondarono il paese.
Il paese si sviluppa lungo il torrente Vernazzola, ora coperto, per risalire sulle pendici di uno sperone roccioso che nasconde l'abitato a chi proviene dal mare. Ripide e strettissime viuzze scendono verso la strada principale che sfocia in una piazzetta situata di fronte al porticciolo.
Dopo il tragitto in barca, eravamo a dir poco intirizziti, quindi decidiamo di proseguire in treno, ci mangiamo una focaccia, per strada, seduti su un muretto, come le centinaia di persone che erano in giro e facevano la stessa cosa!
Precisazione: io avevo i pinocchietti in lino neri, perchè pensavo arrivasse il bel tempo, quindi, tra l'altro, corro a comprarmi una felpa!
Andiamo in stazione: strapiena di gente, treni in ritardo...
Livio comincia a spazientirsi anche perché il tragitto in barca gli aveva buttato fuori uso del tutto la schiena...
Andiamo in treno a Riomaggiore e visto che io ci tenevo a far almeno la via dell'amore, ci incamminiamo (dopo aver pagato 6 euro di biglietto!)
La via dell'amore, per chi non la conoscesse, è il caratteristico percorso che collega il borgo di Riomaggiore con quello di Manarola.
Il tracciato, scavato nella dura roccia della costa, corre vicino al mare sul quale si affaccia.
Lungo il percorso si possono ammirare vari tipi di vegetazione quali agavi, pitosferi, fichi d'India, violaciocca, ruta e molti altri.
Lungo tutto il percorso si trovano un sacco di scritte appunto d'amore e dichiarazioni varie, molto carina… con il sole il paesaggio doveva essere fantastico!!!
La sera avremmo dovuto tornare a Riomaggiore per cena, però da Manarola, abbiamo preso il treno per Monterosso, arrivati lì, era uscito un po’ di sole e abbiamo preso una sdraio per fare una siesta in spiaggia di un'oretta, ci hanno fatto pagare 2 euro, nonostante avessimo preso anche l'aperitivo!
Ci siamo incamminati verso il B&B, ma quella che la mattina era una scalinata in discesa, ora si era trasformata in una scalinata in salita e Livio ormai era a pezzi! Abbiamo chiesto un passaggio in auto a dei passanti (perchè l'unico taxi che faceva avanti e indietro, non ci degnava di uno sguardo...) e poi in stanza a cambiarci per uscire la sera.
Siccome era presto, Livio decide di andare in auto a Riomaggiore, ci abbiamo messo quasi un'ora, una volta arrivati lì, si è reso conto che l'auto era in riserva, per cui abbiamo dovuto andare fino a La Spezia per fare il pieno, perchè alle Cinque Terre neanche l'ombra di un benzinaio e poi ritornare a Riomaggiore, dove, di fronte al solito parcheggio pieno e alla barriera, il parcheggiatore è stato così scortese...
L'unica cosa che abbiamo capito è che in paese poteva entrare solo chi dormiva lì.
Allora, indovinate?! Siamo andati di nuovo a Manarola! Lì il parcheggio c'era (dopo varie battaglie per far aprire la barriera) e poi di nuovo treno fino a Riomaggiore, nel frattempo cerco nella guida il numero del ristorante per dire che saremmo stati in ritardo e mi dicono che non avevano nessuna prenotazione! Chiamo Faby e un altro amico che conosceva quel ristorante e mi dicono che avevo sbagliato ristorante: era "La lanterna" e non "La lampara".
Dunque, arriviamo al ristorante giusto.
Tavolino appartato con biglietto "riservato" e il nostro nome. «Va bhè» ... diciamo... «almeno dopo tutte queste avventure, mangeremo bene...» …ma la cattiva sorte era in agguato...
Il cameriere ci ha dato in mano la carta, poi ce l'ha letteralmente strappata di mano, dicendo che ci avrebbe pensato lui, io ho avuto solo il tempo di dirgli che non mangio pesce, al che lui mi ha guardato con un'aria di profonda commiserazione, ma dice di non preoccuparmi che avrei mangiato lo stesso, quindi porta a Livio una serie di antipastini, che Livio ha detto che erano deliziosi, e a me un'insalata.
Il solito cameriere specifica: «Non si preoccupi! vedrà che le diamo da mangiare lo stesso!» …dopo, a Livio sono arrivati degli spaghetti alle acciughe e a me, per la terza volta consecutiva in 3 giorni, pasta al pesto, che per quanto mi piaccia, cominciava a stufarmi... Nel frattempo, il solito simpaticone, serviva gli altri tavoli e insultava la cameriera, che a un certo punto viene da noi e ci dice «Dolce? caffè?». Livio dice «Veramente aspettavo qualcos'altro» e lei assicura che sarebbe venuto il nostro "amico" al tavolo per consigliarci.
Lui è arrivato dopo forse mezz'ora dicendo a Livio che gli avrebbe portato un secondo e a me del formaggio, ho dovuto urlare a momenti per dirgli che non lo volevo, a causa della mia intolleranza.
Per farla breve, dopo il caffè, al momento del conto, ha portato dei biglietti da visita per pubblicizzare il locale e Livio glieli ha lasciati strappati sul tavolo!
Dopo di che, ritorno in auto a casa, stravolti… e questa era la domenica!
Lunedì mattina, dopo aver fatto la valigia e aver lasciato la stanza ci siamo incamminati verso Genova e poi abbiamo trovato per caso quella la trattoria da Nanni a Sori: qui abbiamo mangiato bene, speso poco e ci è ritornato il buonumore, grazie alla simpatia del cameriere!
Ritorno verso le 17.30 a Lugano, senza trovar coda!
…e questo è stato il nostro week-end, paesini molto belli, ma sarebbe stato bello trovar bel tempo e soprattutto far qualche camminata.
Livio mi ha assicurato che ci torneremo quando non avrà più mal di schiena!!!