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Reportage Europa > Racconto_di_Viaggio_-_Grecia_-_Creta_-_Koccinella_-_2003
Grecia - Creta
Estate 2003
Koccinella
Maggio 2003: con alcuni amici decidiamo che la meta del nostro viaggio estivo sarà la Grecia.
Ma cosa scegliere? Miriadi di isolette, più o meno conosciute, tutte bellissime, il bianco e l'azzurro colori costanti...
Nel gruppo regna l'indecisione.
Non per me, sin da subito ho le idee chiare: propendo per Creta
La curiosità per quest'isola risale ai tempi delle elementari, quando nei libri di storia apprendevo per la prima volta le leggende mitologiche dell'antica Grecia. La mitologia e il mistero: era proprio questo il motivo che mi spingeva a preferire Creta a tutte le altre isolette greche. E così... partiamo! (ignari della vacanza tragicomica che ci attendeva...)
Fu una vacanza ricca di imprevisti...
Non posso raccontarvi l'essenza di questo viaggio senza spendere due parole per alcune colorite note di folklore...
Bene, le sventure verranno snocciolate durante la narrazione... Ora inizio a raccontarvi il viaggio!
Durante il mio soggiorno ho alloggiato a Hersonissos, cittadina molto carina e vivace situata a 25 km dall'aeroporto di Heraklion. Hotel Pela Maria, 3 stelle.
Bella spiaggia, originale passeggiata sul piccolo porto, Hersónissos offre divertimento e svago grazie ad una ampia scelta di locali caratteristici cretesi, taverne, bar, negozietti...
E poi è un ottimo punto di partenza per le escursioni sull'isola! A questo proposito consiglio -a chi volesse visitare Creta- di noleggiare un'auto: l'isola è grande e offre spaccati di vita molto diversi fra loro. Tante stupende baie nascoste, isolotti, siti archeologici, caratteristici paesini dell'entroterra estranei al turismo... Da non perdere.
Riguardo al cibo...che dire? Solitamente mi adatto ai nuovi sapori, ma con la cucina greca ho fatto a pugni. Costante la presenza di latticini realizzati con latte di capra: formaggi, yoghurt, dolci, salse... Dribblavo praticamente tutto.
Ma non ero l'unica: a colazione il latte normale veniva spazzato via subito; quello di capra avanzava sempre.
In ogni caso la grande varietà di ristoranti e ristorantini sul lungomare ci ha permesso di gustare sapori di nostro gradimento.
A Creta le escursioni più affascinanti sono senza dubbio quelle legate alla mitologia.
Secondo la leggenda Zeus, padre degli dei, venne partorito segretamente dalla madre proprio a Creta, di nascosto dal padre Crono che avrebbe ucciso il bimbo temendo di venir detronizzato.
Zeus poi generò tre figli, uno dei quali -Minosse- divenne il più potente re della civiltà minoica ed è famoso per il labirinto nel quale rinchiuse il Minotauro. Oggi è possibile visitare i resti di quello che fu il palazzo di Minosse recandosi al famoso sito archeologico di Cnosso.
L'escursione più suggestiva è stata indubbiamente la visita al Dikteon Andron , una grotta enorme situata sull'Altopiano di Lassithi (nell'entroterra di Creta). Secondo la mitologia Zeus nacque in questo luogo nascosto: la madre voleva sottrarlo al padre Crono che altrimenti avrebbe divorato il bambino
Per raggiungere questa grotta dalla costa abbiamo percorso svariati km e ci siamo spinti all'interno dell'Isola. Durante il tragitto Creta ci ha svelato paesaggi diversi: dall'azzurro del mare siamo passati dapprima a pianure verdeggianti, distese di mulini a vento e pascoli, villaggetti fuori dal mondo in cui il tempo sembra essersi fermato... dirupi scoscesi, sentieri tortuosi e pericolosi, e finalmente... le grotte! Per arrivare alla nostra meta non abbiamo però potuto proseguire in macchina bensì abbiamo dovuto indossare pantaloni lunghi e scarponcini e scalare la montagna... (Che fatica! un percorso ripido che non finiva più!)
Ad aiutare (e spennare) i turisti più pigri c'erano anche alcuni omini che offrivano un giro sull'asinello... (io ho provato la fantastica esperienza una volta tornata giù dalla grotta...
Asinelli a parte, la grotta è davvero suggestiva: enorme, fredda, profonda, illuminata quel poco che basta per consentire al turista di non fare cadute rovinose e ruzzolare giù per metri e metri... (ci mancava solo quello: di cadute in quel viaggio ne ho fatte fin troppe)
Ovviamente anche lì ci siamo fatti riconoscere perchè continuavamo a scattare foto (e non si poteva). La guardiana era una tipa tedesca che continuava a urlare «No flash!!!»... ma c'era talmente tanta gente che l'abbiamo fatta franca.
Tutti contenti e soddisfatti, durante il viaggio del ritorno verso l'albergo abbiamo avuto una brutto imprevisto: incidente, macchina noleggiata mezza distrutta. Nel complesso siamo stati fortunati: poteva andare molto peggio Io ero nel sedile posteriore che dormivo, e me la sono cavata con qualche ematoma al ginocchio
Questo incidente non ci ha però impedito di goderci i restanti giorni di vacanza
Imperdibile è la visita al sito archeologico di Cnosso, che ospita il palazzo del mitico re Minosse. Questo è il luogo di origine della famosa leggenda del labirinto risalente al 2000 a.C.
La leggenda narra che Minosse, giusto e saggio re di Creta, aveva fatto rinchiudere il Minotauro (figura mitologica, dal greco minos = re e tauros = toro) in un labirinto fatto costruire appositamente dall’ingegner Dedalo.
In quell’epoca la città di Atene era sottomessa a Creta e in virtù di questa sottomissione era costretta ad inviare ogni anno 7 fanciulli maschi e 7 fanciulle femmine affinché il Minotauro potesse nutrirsi della carne umana di cui necessitava.
Teseo, giovane e audace figlio dell’allora re di Atene, Egeo, si recò a Creta per sconfiggere il Minotauro e spezzare questa infinita catena di sacrifici umani.
Il coraggioso Teseo promise alla dolce Arianna, figlia del re Minosse, che una volta ucciso il mostro l’avrebbe sposata.
Riuscì cosi nell’impresa anche grazie all’aiuto della figlia di Minosse che, col suo leggendario filo lo condusse, indenne, fuori del labirinto.
Ma una volta salvo, visto che Teseo era già sposato, non potendo mantenere la promessa, abbandonò Arianna sull’isola di Nasso, dove il re Dioniso la trovò e la prese in sposa.
Teseo riprese la strada di casa onorando la promessa che aveva fatto al padre Egeo il quale gli fece promettere che, in caso di successo, avrebbe sostituito le vele nere dell’imbarcazione dei giovani ateniesi (in segno di lutto) con delle vele bianche, segno inequivocabile di vittoria .
Teseo mantenne la promessa ma una tempesta furiosa e violenta lo colse d' improvviso e un fulmine strappò la vela bianca.
Il giovane fu costretto perciò a rimettere la vela nera e il padre Egeo, avvistandolo da lontano, credette che il figlio non fosse riuscito nell’impresa.
Egeo, padre disperato si gettò dalla scogliera e affogò in un mare che ancora oggi si chiama Mar Egeo… che diventa così il mare che custodisce e culla da secoli il dolore e la disperazione di un padre che perde suo figlio, simbolo di mille altri padri e storie, passate e future, confuse e mescolate tra quelle azzurre onde.
Questa residenza rappresentava il centro politico, economico e religioso della gloriosa dinastia minoica.
Costituito da una complessa struttura a livelli con corridoi e colonnati, varie sale, santuari, e persino i resti di quello che probabilmente fu un teatro. Questo sito venne scoperto e restaurato nel 1900 da Sir Arthur Evans, archeologo inglese. Il suo lavoro è molto discusso poiché ha portato alla parziale ricostruzione delle mura e alla riproduzione di molti dipinti, non si sa quanto fedele.
Si pensa che il mito del Labirinto sia da imputare al gran numero di stanze che compone il palazzo (probabilmente le stanze erano oltre 1000...). Il palazzo oltre ad ospitare la famiglia reale, accoglieva anche nobili funzionari e casta sacerdotale e fungeva da magazzino per le scorte alimentari.
Ecco, in questo luogo sacro ho fatto la caduta più maldestra della mia vita: non stramazzai al suolo fra quelle rovine, ma inciampando presi la rincorsa sotto lo sguardo allibito dei miei compagni di viaggio. Non vi dico che risate isteriche...
Per le escursioni a Chrissi, Spinalonga e Santorini ho scritto un racconto apposito: Racconto di Viaggio - Grecia - Chrissi Spinalonga Santorini