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Francia - Parigi
2009
Alfredo
Trascorrere un weekend a Parigi potrebbe voler dire correre all'impazzata e non gustarsi nulla di questa magnifica città che ha fatto la storia dell'Europa.
Parigi racchiude in sé secoli di storia, di cultura; dentro la città è palpabile la grandeur dell'Impero ma ogni angolo trasuda anche di cultura e di arte. Da Parigi è partita la più grande Rivoluzione della Storia: dal punto di vista culturale il grande movimento Illuminista, con gli scritti di Rousseau e Voltaire e la Enciclopedie di Diderot e Alambert, hanno schiuso al mondo l'Era Moderna.
Arrivati a Parigi dobbiamo quindi porci degli obiettivi in modo da gustarci la città e non disperderci in tutte quelle migliaia di proposte, attrattive che la città stessa offre.
La città è divisa in venti arrondissment (l'equivalente dei nostri quartieri) ed è servita da una funzionale rete metropolitana che copre sia i quartieri centrali sia quelli periferici mentre per spingerci ancora più in là interviene in soccorso una rete ferroviaria cittadina (la RER) che ha stazioni sparse fin dentro la città (Gare du Nord, Gare de Lyon). La Senna attraversa tutta la città dividendola in due: La Rive Droite e La Rive Gauche (la riva destra e la riva sinistra). Lungo il decorso della Senna troviamo due piccole isole: sono L'Ile del la Citè, con la Cattedrale di Notre Dame, e l'Ile St. Louis.
In queste zone possiamo cominciare la visita della città.
Lungo la Riva Destra della Senna sorgono quartieri affascinanti: Marais, Beaubourg, Tuileries e Opèra che mostrano il volto più sontuoso di Parigi. A Beaubourg si incontrano gli angoli più vivaci della città, come il Centre Pompidou e il Forum des Halles. Nel vicino Marais si trovano il Museo Picasso e il Museo Carnavalet, dedicato alla storia di Parigi. Ma il fulcro della Parigi esclusiva è nella settecentesca Place Vendôme, in Rue de Rivoli e Rue St. Honoré che conducono nei pressi del Louvre.
Una rapida camminata lungo la Rive Droite può partire da Place des Vosges, la più antica piazza di Parigi, voluta da Enrico IV. Si chiamò Place Royale fino alla Rivoluzione e successivamente il nome Vosges le fu dedicato in onore al distretto che per primo pagò i contribuiti istituiti dal comitato rivoluzionario. La piazza racchiude uno spazio perfettamente quadrato con lato di 108 metri. Ciascuno dei lati fu chiuso da 36 palazzi uniformi di due piani sopra portici aperti, in pietra bianca e mattoni rossi con i caratteristici abbaini sui tetti spioventi. Molte di queste case raccolsero personaggi illustri; al n° 6 visse per un lungo periodo Victor Hugo ed oggi la casa ospita un museo a lui dedicato.
Proseguendo nel percorso si supera il Museo Picasso e si arriva all'Hotel de Ville, sede del consiglio comunale. Successivamente si incontra il Centre Pompidou, un enorme parallelepipedo in acciaio e cristallo che ospita, tra l'altro il Musée National d'Art Moderne. Passo dopo passo ci viene incontro una delle più belle chiese di Parigi, Saint Eustache, che venne sconsacrata durante la rivoluzione e trasformata nel tempio dell'Agricoltura. Ma ecco che rapidamente ci troviamo davanti ad uno dei simboli non solo di Parigi ma del mondo intero: il Louvre. La prima cinta muraria del grande palazzo, oggi uno dei più maestosi musei, fu fatta costruire dal re Filippo Augusto nel 1190. Dove la cinta raggiungeva la riva destra della Senna, venne costruita nel 1214 la Prigione. Carlo V costruì una più ampia cerchia di mura e stabilì al Louvre la propria residenza. Francesco I, nel 1527, trasformò il vecchio castello in un palazzo. Si può dire che anche il museo nacque con Francesco I che cominciò a raccogliere collezioni di pittura, scultura e preziosi. Nel 1563 Caterina de' Medici fece costruire il Palazzo della Tuileries. Un secolo dopo le collezioni reali, grazie al Re Sole, si arricchirono enormemente. Luigi XIV fece costruire la famosa facciata orientale con la Colonnade. Dopo la Rivoluzione, nel 1793, venne realizzato un museo nella Grande Galerie. Nel 1981 fu dato inizio al progetto Grand Louvre che consisteva nell'ampliare e ammodernare le strutture a disposizione del museo migliorando così l'esposizione delle collezioni. Nel 1989 venne inaugurato il nuovo accesso al museo, la grande Pyramide formata da 675 losanghe e 118 triangoli di cristallo.
Le Jardin des Tuileries arriva fino a Place de la Concorde disegnando una maestosa prospettiva con gli Champs Elysées verso l'Arco di Trionfo.
Place de la Concorde, forse la più bella piazza di Parigi, regala magnifiche prospettive degli Champs-Elysées, delle Tuileries con il Louvre e della Madeleine. Creata nel 1753 in onore di Luigi XV, era ornata da una statua equestre del sovrano, abbattuta durante la Rivoluzione e sostituita dalla Ghigliottina. La prima vittima ne fu Luigi XVI e la sua consorte Maria Antonietta. A breve altri 1300 personaggi illustri o meno, compresi alcuni artefici dei moti rivoluzionari, si arrampicarono sulle scale di questo sanguinario monumento.
Oggi vi sorge l'obelisco egiziano di Luxor in granito rosa donato dal vicerè egiziano Mehemet Alì a Carlo V.
Nei pressi, dicevamo, sorge la Madeleine, chiesa con l'aspetto di tempio greco trasformata da Napoleone in tempio della Gloria in onore della Grande Armée.
Attraversati le Champs Elysées con le sue innumerevoli e meravigliose vetrine giungiamo all'Arc di Triomphe, simbolo supremo delle ambizioni e del potere militare di Napoleone. Progettato nel 1806 ma terminato solo nel 1836 da Luigi Filippo. Due secoli dopo il colossale monumento è ancora l'immagine dell'orgoglio nazionale. Dall'Arco si dipartono a raggiera i 12 viali progettati da Haussmann che si allungano come tentacoli verso i sobborghi della città.
A lato della Madeleine merita una visita Place Vendôme, in origine un grande quadrilatero con al centro una colossale statua equestre del Re Sole, abbattuta dalla Rivoluzione. Successivamente assunse l'attuale forma ottagonale con al centro la gigantesca colonna voluta da Napoleone in ricordo della vittoria di Austerlitz. Allontanandoci dalla Senna arriviamo all'Opéra de Paris, una delle perle del piano urbanistico di Haussmann. Si tratta di un'imponente struttura con facciata policroma ricca di statue e con, all'interno, affreschi del pittore russo Chagall
Lasciata la Rive Droite, attraversiamo il Pont Neuf (a dispetto del nome è il ponte più antico di Parigi) e ci avviciniamo all'Ile de la Cité. Passeggiando sul lungo Senna vediamo i grandi batobus che, nel giro di un'ora e mezza, navigando sul grande fiume, ci illustrano le meraviglie della città. E nei mesi più caldi è particolarmente romantico il giro serale, al lume di candela e davanti ad un piatto tipico e ad una bottiglia di Champagne, ammirare la Ville Lumiére in tutto il suo splendore.
Ancora due passi e ci ritroviamo al Quai d'Orfevrés la mitica sede della polizia francese. E' da lì che prendono vita i racconti di Jacques Simenon, il padre del commissario Maigret e nella mia mente ritornano le immagini in bianco e nero che immortalavano il grande Gino Cervi che, armato dell'immancabile pipa, passeggiva proprio lungo questi viali con il sottofondo di una vecchia melodia francese anni '50.
Pochi metri ancora e, di fianco ad un curato e stupendo mercatino di fiori e di splendidi manufatti d'arredamento per giardino, si stagliano le torri di una delle cattedrali più famose nel mondo: Notre Dame. Il nome ci riporta al romanzo di Victor Hugo che ha immortalato nel tempo la storia dell'amore di Quasimodo, il campanaro deforme, per la bella Esmeralda, la zingara che viveva nella piazza della grande cattedrale.
Spettacolare è l'aggettivo certamente più appropriato per descrivere il più straordinario monumento di Parigi con la sua guglia, alta 90 metri, e i suoi celebri archi rampanti. La costruzione della cattedrale iniziò nel 1163, quando papa Alessandro II pose la prima pietra, e si concluse nel 1330. Notre dame è la cattedrale dei gargouille, animali fantastici che secondo alcuni rappresenterebbero i guardiani delle chiese utilizzati per tenere lontano i demoni; per altri rappresenterebbero dei demoni da cui i passanti avrebbero trovato scampo in chiesa. Dal punto di vista architettonico hanno la funzione di doccione, cioè di parte terminale di un sistema di scarico per l'acqua piovana che si protende da un cornicione o da un tetto con lo scopo di far defluire l'acqua lontano dai muri.
A fianco osserviamo la maestosità del Palais de Justice che sorge sull'area dell'antico palazzo dei re merovingi e carolingi e ospita la Conciergierie e la Sainte-Chapelle. Sull'angolo del Quai de l'Horloge sorge la trecentesca tour de l'Horloge che vanta il primo orologio pubblico di Parigi risalente al 1371. Lungo la facciata Nord del palazzo sorgono tre torri rotonde: la Tour césar, la Tour d'Argent e la Tour Bobec, dove gli inquisiti erano sottoposti a tortura.La Conciergerie è dedicata al concierge, un magistrato con compiti di giustizia e insieme esattore degli affitti delle botteghe. In realtà l'edificio è stato la prima prigione di Parigi, per anni luogo di detenzione e spietato tribunale nel periodo rivoluzionario.
La Saint-Chapelle è una costruzione elegante, slanciata voluta da Luigi IX per ospitare le reliquie della Santa Croce e della corona di spine di Cristo.
Dal piazzale di Notre dame scendendo lungo le rive della Senna passiamo sulla Rive Gauche. Ci immergiamo immediatamente nel respiro bohémien che si respira nelle librerie e nei caffè del Quartiere Latino e di St.Germain-des-Prés, teatro negli anni Cinquanta dei movimenti esistenzialisti. Nel cuore della Rive Gauche si trova il Café Procope, il più antico della capitale, fondato dal siciliano Francesco Procopio dei Coltelli verso il 1686. Sembra che l'Encyclopédie di Diderot e d'Alambert sia stata concepita tra queste mura.
Il centro del Quartiere Latino è sovrastato dalla Sorbona, una delle più prestigiose Università d'Europa, fondata nel 1253 dal cappellano di Luigi IX, Roberto di Sorbon.
Nel quartiere possiamo anche ammirare il Pantheon, simile a una chiesa ed edificato sul colle di Saint Geneviève da Luigi XV in seguito ad un voto formulato durante una grave malattia. Passeggiando lungo le vie del quartiere arriviamo al Palais du Luxembourg, oggi sede del senato francese. L'edificazione del palazzo fu fortemente voluta da Caterina de' Medici che, desiderando lasciare il Louvre dopo la morte di Enrico IV, acquistò nel 1612 l'Hotel de Luxembourg e alcuni terreni annessi.
Più avanti incrociamo la chiesa di Saint Sulpice, una delle più antiche della capitale (XII° secolo) conosciuta ormai in tutto il mondo in quanto presente nelle vicende del Codice da Vinci di Dan Brown.
La chiesa che caratterizza il quartiere, la più antica di parigi, è però quella di Saint Germain des Prés che prende il nome da San Germano, vescovo di Parigi, sepolto in questo luogo nel 576.
Camminando rapidi incontriamo poi il Musée d'Orsay, in origine una stazione ferroviaria, inaugurata nel 1900 in occasione dell'Esposizione universale e trasformata in museo nel 1986. Inutile ricordare le innumerevoli e splendide collezioni in esso contenute: opere di Ingres, Delacroix, Millet, Corot, Courbet, Manet, Monet, Renoir, Degas, Van Gogh, Cézanne, Toulouse-Lautrec, Rousseau, Gaugin.
Proseguiamo il cammino sulla riva sinistra della Senna lungo il Quai d'Orsay andiamo incontro sulla nostra sinistra alla spianata des Invalides, un enorme complesso di edifici voluto da Luigi XIV per assicurare un ricovero ai soldati feriti e resi invalidi in battaglia. Sotto la cupola del duomo di Saint Louis des Invalides si apre la cripta che contiene il sepolcro dell'imperatore Bonaparte i cui resti furono trasferiti dall'isola di Sant'Elena nel 1840. L'imperatore riposa in un sarcofago di porfido rosso finlandese su un piedistallo di granito verde, attorniato da dodici colossali Vittorie in stile neoclassico.
Ma ecco che sullo sfondo già emerge la grande torre di ferro brunito simbolo della Parigi novecentesca: La Tour Eiffel, meraviglia dell'ingegneria di Gustave Eiffel costruita a tempo di record (due anni) per l'Expo del 1889. Gustave Eiffel era un maestro delle strutture in ferro; la sua torre, alta 324 metri, suscitò polemiche a non finire ma per 40 anni è rimasta la più alta costruzione del mondo. Il vento la fa oscillare di soli 6-7 cm (a conferma della genialità dell'architetto). La torre di notte è uno spettacolo sfavillante di luci dato sia dalle 352 lampade al sodio della torre, note come la scalinata verso l'infinito, sia dalla città illuminata che si estende ai suoi piedi.
Il modo migliore per avvicinarsi alla torre è dalla spianata del Trocadero; la torre di ferro intrecciato compare all'improvviso a dominare la scena di fronte alla grande spianata abbellita da graziose fontane e piscine. Dal trocadero si ammira il grande parco posto alle spalle della torre che porta all'Ecole Militaire, la scuola militare dove studiò Napoleone. Si ricorda che uno dei suoi insegnanti, redigendo il profilo dell'allievo, scrisse: «Diventerà un buon marinaio. E' capace di prendere decisioni difficili». Mai giudizio si rivelò così veritiero.
Ma nella nostra veloce corsa attraverso le meraviglie di Parigi non possiamo tralasciare Monmartre, il celebre quartiere dei poeti e dei pittori. Questo quartiere resterà per sempre associato allo stile di vita bohémien in voga alla fine dell'Ottocento e all'inizio del secolo successivo. Il nome del quartiere deriverebbe da monte dei martiri per commemorare il primo vescovo di Parigi, St. Denis, decapitato qui dai Romani nel 250. I francesi chiamano la zona la Butte (il poggio) perché è la zona più alta della città. Frotte di turisti si inerpicano su per la collina per ammirare lo stupendo panorama che si ammira dal Sacré-Coeur, affollandone la piazza principale, ma non mancano stradine e piazzette meno frequentate.
Ai piedi della collina Pigalle, un tempo tempio dei locali da ballo e cabaret, oggi dominano i locali di sex-show. Simbolo di Pigalle rimangono sempre le rosse pale del Moulin Rouge.
E se rimane ancora un po' di tempo un poco di shopping non guasta; immergersi nei grandi magazzini Lafayette e nei vicini Primtemps per gustarsi qualsivoglia oggetto o capo d'abbigliamento oppure gironzolare tra decine e decine di bancarelle dei molti mercatini delle pulci presenti ogni giorno praticamente in ogni quartiere della città.
Una corsa a volo rapido che però vi permetterà di gustarvi le bellezze ed attrattive della Ville Lumiére.
Au revoir Paris!!!