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Maldive - Alimathà
Febbraio 2004
Sampei

Arrivo ad Alimathà - Il Pontile
Attracchiamo al pontile che è lungo come tutta la barriera che circonda l'isola e scendiamo accolti dal personale, poi una passerella di pesci multicolori, mentre camminiamo verso la spiaggia, ci dà un'idea di cosa ci aspetta.
Eppure c'è qualcosa che manca... non si sente alcun rumore della vita moderna, niente traffico, asfalto, cemento... lo sapevamo certamente, ma vederlo e soprattutto sentirlo è tutta un'altra cosa.
Attraversiamo un tratto di isola immerso in una flora composta di palme ed altri alberi dai fiori profumati di cui non so il nome e raggiungiamo il nostro beach bungalow.
Una costruzione alta maschera il gruppo elettrogeno diesel che fornisce corrente elettrica a tutta l'isola ed alimenta l'impianto di desalinizzazione dell'acqua.
Solo dopo aver fatto il giro dell'isola (10 minuti) scopro che i nostri beach bungalows sono i più vicini al mare, sulla riva a pochi passi dall'acqua.

Il mattino dopo non resisto e vado in acqua prima che il sole sorga; che spettacolo, mi sembra di essere come la Nausica greca. Alla nostra sinistra, in una parte rocciosa, un airone mi saluta sbattendo le ali, ritornerà ogni giorno lì al sorgere del sole ed al suo tramonto.
La notte, l'alta marea divora la spiaggia e raggiunge i piloni della nostra casa con il caratteristico rumore di flusso e riflusso. Qualche volpe volante ha fatto il nido sopra i nostri tetti di foglie (c'è un controsoffitto di legno) e la notte ci fa sobbalzare dai letti, ma il fastidio, almeno per me, è limitato.
Quasi tutte le sere torniamo al pontile, le nostre bambine danno i pochi resti dei piatti ma solo pesce (il pane non va bene, gli fa male) ai pesci che affollano la zona.
Io ho portato anche una bussola e mi scopro indicare a mia figlia la direzione dove si trovano l'India, l'Italia, ecc ecc.
Mi torna alla mente il film Cast Away con Tom Hanks... ma sicuramente questa è un'altra storia...

Alimathà - La spiaggia
La spiaggia bianca di sabbia corallina orla tutta l'isola, qua e là rotta da parti rocciose. La notte diventa rifugio per granchi bianchi e scuri che vi fanno le loro tane, al mattino è ad uso esclusivo di noi turisti.
Nella zona del pontile si concentrano le attività di svago, ottima è la canoa, c'è anche a due posti, che consiglio a tutti: potete, infatti, fare il giro dell'isola in soli 30 minuti, ammirando il vostro paradiso dal mare come devono aver fatto gli esploratori da Cristoforo Colombo in poi.
Il personale maldiviano è impegnato al mattino a togliere massi bianchi, anche grossi, arenati sulla spiaggia; li caricano su un carretto a due ruote (le uniche ruote dell'isola) e li portano lontano dalla vista di noi turisti.
Poi c'è la cura delle parti soggette all'erosione prodotta dal moto ondoso: fanno dei veri e propri muretti di sacchetti di sabbia (non molto belli a vedersi) creando delle insenature dove la sabbia può tornare a depositarsi e non è erosa dalle acque.
C'è anche un "idrovora", così la chiamo io; due bidoni galleggianti con una piccola torre che ricorda quella dei pozzi petroliferi; la usano a mano e credo serva a depositare la sabbia nei posti di maggiore erosione.
Forse, se non ci fossero questi "Castori del Mare" una parte dell'isola lasciata all'incuria del tempo e alla forza del moto ondoso, sarebbe già scomparsa ed io accetto di buon grado la loro presenza sull'isola, altri turisti invece si lamentano.
Al mattino c'è la corsa al recupero delle ondine bianche lasciate incustodite sulla spiaggia, sono molto comode per fare i classici bagni di sole, anche se a me non è riuscito stare a pancia in giù... che tortura!!!
Non posso fare a meno di notare che un turista ha fatto una piramide di sabbia molto bella ed ha attrezzato il posto dove rimane tutto il giorno con suppellettili di noce di cocco dagli usi più vari: porta penne, porta orologi ecc ecc. Ogni giorno la restaura: ormai è diventata la sua creatura...
Dalla spiaggia è possibile vedere, all'orizzonte in lontananza, altre isole; quando c'è bassa marea di giorno, il loro numero aumenta, ovviamente per la curvatura della Terra che prima le nascondeva alla nostra vista.
Il giorno volge al termine, propongo al mio gruppo un bagno notturno (bagno di mezzanotte) per me anche come mamma ci ha fatti, l'acqua anche di notte è molto calda, ma per un motivo o per l'altro viene sempre rimandato (ovviamente con i costumi), nudi non se ne parla proprio, ed alla fine finiamo per non farlo e rimane nella mia memoria come un sogno!!!


Alimathà - L'acqua del mare
La barriera corallina protegge a cintura una parte dell'acqua del mare, dentro la profondità è esigua, al di là consistente.
La notte, mi ricorda un mago che dorme con sonno agitato, tant'è che non trova posizione e le onde sono il suo movimento; il mago russa, pertanto l'aria intorno all'isola è ventosa e rumorosa, e ciò dà molto sollievo alla pelle arrossata da un'esposizione al sole equatoriale.
Il giorno, per magia, l'acqua si trasforma in una fata turchina, riflessi di luce si vedono ovunque, anche animati da branchi di pescetti che guizzano nell'aria.
Sott'acqua l'incanto è anche maggiore, vedo mille pesci variopinti di cui ignoro il nome, li vedo io alla barriera, ma anche i bambini, quasi dalla riva: si vede Nemo e la sua amica Dory, si vedono pesci balestra, carangidi ecc ecc. Anche per questi pesci l'isola è un paradiso simile al nostro e la cosa che mi stupisce di più è la loro completa assenza di paura nei confronti dell'uomo. Forse non è vero che sono ad Alimathà, sto veramente sognando e magari manca poco alla sveglia...
La corrente vicino alla barriera in alcuni punti è molto forte non mancano quindi piccole ferite. L'acqua contiene molto placton e se le ferite sono profonde occorre disinfettarle bene. Io ho portato il mercurocromo, è un po' brutto perchè tinge la pelle di rosso, ma il pigmento ed il principio attivo rimangono a lungo nella piccola ferita e la disinfezione è maggiore e migliore, lo consiglio a tutti.
Come consiglio a tutti quando rientrate nei beach bungalows di lavare le orecchie con l'acqua dolce per evitare fastidiose ma, per fortuna, rare otiti che possono rovinarvi la vacanza.
Dentro la barriera è quasi impossibile nuotare nei vari stili per via della profondità, quindi decido di uscire fuori e farmi una bella nuotata gettandomi dal pontile. Lo staff non vuole (senza le pinne) per via delle correnti che portano al largo; io sono un buon nuotatore, ma sono veramente molto forti; se lo volete fare consiglio prudenza e una buona dose di sicurezza nelle vostre capacità.
Vicino al pontile, molto divertente è il ballo in acqua; non occorre essere dei provetti ballerini (se l'ho fatto io...) ed è una buona occasione per stringere amicizia con altri turisti come noi.
Dopo una giornata di mare la sera siamo tutti "cotti", i bambini sono peggio di noi, non vogliono mollare, ma come toccano il letto partono immediatamente per il regno di Morfeo.

Alimathà - Ristorante e Teatro
Al nostro arrivo ci hanno assegnato un tavolo al ristorante con servizio a buffet che rimane nostro per tutta la durata della vacanza. E' una costruzione in legno con tetto di foglie, senza vetri, solo dei teloni che vengono chiusi dal personale in presenza di sole e/o vento.
Dal nostro angolo vediamo il mare, come e meglio che da una finestra che non c'è, e dei corvi che ogni giorno ci fanno visita per raccogliere qualche avanzo di cibo.
Il nostro cameriere è un ragazzo molto giovane, ad Alimathà non c'è personale maldiviano femminile, e questo è un altro punto che è diverso da ogni parte del mondo dove, di solito, proprio alle donne sono affidati lavori di servizio e/o pulizia. E' un artista, come altri suoi colleghi; dalla carta dei tovaglioli ricava veri e propri fiori bellissimi, ogni giorno diversi, per la gioia delle nostre bambine; per questo, e non solo, riceve a fine vacanza una congrua mancia da tutti noi.
Il ristorante/bar sulla spiaggia dove andiamo a consumare la cena a base di aragosta ha il pavimento nella sabbia, sulla spiaggia, è vero, ma dentro è un bluff, sotto la sabbia ci sono delle mattonelle... evidentemente che danno stabilità alla costruzione. L'aragosta è ottima, le mattonelle sono perdonate, andateci...
Il piccolo teatro anima le nostre serate, ad Alimathà tutto il personale vi si dedica, anche se inizialmente la scena è tutta per i bambini di Patricia, i loro canti e balli divertono tutti, adulti compresi.
A volte mi chiedo quanto poco sia necessario per star bene, e sono tutte cose semplici che è possibile trovare, in massima parte, dentro noi stessi.

Addio ad Alimathà
Il sole, che è stato sempre con noi per tutte le giornate di vacanza, oggi che è l'ultimo giorno non c'è, è andato altrove.
Anche i bellissimi colori di cielo e mare sono solo un ricordo, un grigiore aleggia dappertutto ed entra anche nei nostri cuori.
Anche il mio amico airone oggi non è venuto e non lo vedrò più... manca poco alla nostra partenza.
Mentre ci incamminiamo sul pontile per prendere la barca che ci condurrà all'aeroporto, piove.
Sono gocce a lacrime che inondano ogni cosa.
E' come se l'isola fosse più triste di noi per questa partenza.
Dopo poche miglia di barca, quando ormai siamo lontani da Alimathà, il tempo torna sereno, solo intorno all'isola era brutto, ed io vado sul ponte di sopra all'aperto.
Mentre navighiamo, uno spruzzo di onda, mi raggiunge al volto e poi un altro ancora, mi scopro con il fazzoletto in mano ad asciugare queste "lacrime marine".
E poi finalmente... capisco: è come se l'isola abbia letto nella mia mente e nel mio cuore, sa che non tornerò più lì e forse alle Maldive stesse e vuole farmelo presente in ogni modo.
Non me lo aspettavo, sono più taciturno del solito e cerco di pensare ad altro.
Anche quando prendiamo l'aereo che ci porterà a casa, dal cielo scende un fiume d'acqua, come un pianto di un bimbo a dirotto.
«Addio...» Alimathà, sapete amici lettori cosa vuol dire in etimologia?
Significa
«In mia assenza ti raccomando a Dio»

Tuo per sempre.


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