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Racconto_di_Viaggio_-_Venezuela_-_Los_Roques_-_Scorpio_-_2008

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Venezuela - Los Roques
Dal 17 al 28 Febbraio 2008
Patrizia & Angelo

17 Febbraio: Il viaggio
Finalmente arriva il giorno della partenza.
Sveglia all'alba, dal momento che il nostro aereo parte alle 6.55 da Linate per Francoforte.
Alle 9.55 abbiamo la coincidenza per Caracas. Il vettore è Lufthansa, compagnia alle quale sono molto affezionato e che non ci delude sia in puntualità sia come servizio. Le 11 ore di volo tra Francoforte e Caracas passano veloci, ed atterriamo con un leggero anticipo rispetto al programma.
In considerazione dei tempi stretti tra l'arrivo del volo intercontinentale e la coincidenza per Los Roques avevamo già deciso di passare la prima notte in un albergo vicino all'aeroporto e raggiungere Los Roques la mattina successiva per cui restiamo indifferenti alla coda chilometrica che incontriamo all'immigrazione. Decisione saggia, visto che quasi tutti quelli che abbiamo incontrato successivamente a Los Roques hanno perso la coincidenza e sono state costrette a pagarsi sia il pernottamento a Caracas sia quello sull'isola.
All'arrivo non troviamo la persona che doveva aspettarci per il transfer all'albergo e solo dopo l'interessamento di un incaricato di un'altra posada la nostra guida si fa viva…
Veniamo portati all'albergo, il
Buenavista Inn, una struttura senza infamia nè lode, protetta esternamente da filo spinato elettrificato ad alta tensione... almeno possiamo dormire sogni tranquilli...
Stanchi per il viaggio e consapevoli che il mattino dopo dobbiamo essere all'aeroporto entro le 7:00, andiamo a letto presto, dopo avere cenato in un ristorantino vicino all'albergo.
Alle 6:30, puntuale, troviamo il taxi che ci deve portare all'aeroporto. Il nostro volo è previsto alle 8:30... il tempo passa… ci vengono date in pasto le scuse più assurde, ma la verità è che le autorità, dopo il disastro dell'aereo scomparso ad inizio gennaio, hanno vietato il decollo di tutti i voli privati incluso quello della Blu Star che avrebbe dovuto portarci sull'isola. Aspettiamo fino verso mezzogiorno poi finalmente ci caricano su un piper a 4 posti e partiamo…
Mezz'ora di volo e finalmente atterriamo a Los Roques.
«Finalmente!!!»

18 Febbraio: Gran Roques & Madrisqui
Scesi dall'aereo veniamo avvicinati da un incaricato della posada Acquamarina che si preoccupa del trasporto del bagaglio mentre noi paghiamo la tassa di ingresso al parco pari a 46.000 Bolivares a testa.
La prima impressione che abbiamo del paese è un accozzaglia di baracche multicolori con strade in terra battuta e sabbia… con il passare dei giorni constateremo che molte di queste case, adibite a posada, hanno interni molto curati.

Alla posada ci assegnano una camera vicino alla cucina, che ci faremo cambiare il giorno successivo, e dopo mezz'ora ci troviamo catapultati su una barca che ci conduce sulla vicina isola di Madrisqui.
Qui troviamo ad attenderci un ombrellone, due sedie e la cava, un frigo che contiene due vaschette di frutta, due di pasta, due panini, due birre, una bottiglia di cocacola ed una di acqua.
Il barcaiolo dice che ci tornerà a prendere alle 17:00.
Ci godiamo un bagno di sole ed un mare trasparente dove una miriade di pellicani si tuffa instancabilmente alla ricerca di cibo.
Maadrisqui è l'isola più vicina a Gran Roques ed è affollatissima di pescatori. Sì, avete capito bene, pescatori… in nessun racconto che parlava di Los Roques ne avevamo sentito parlare, ma l'arcipelago di Los Roques è soprattutto famoso tra quelli che praticano la pesca con la mosca.
L'acqua non sembra essere così calda e pensiamo che questo sia dovuto al fatto che siamo stanchi… ed invece la temperatura dell'acqua è veramente fresca per essere ai Carabi: 26°.

Nel pacchetto offerto dalla posada c'è incluso il trasporto in barca ad alcune isole vicine, mentre le escursioni ad isole lontane sono a pagamento...
I prezzi sono espressi in valuta locale: al riguardo consigliamo vivamente di cambiare in nero.
L'euro è ufficialmente cambiato a 2.750 Bolivares mentre al nero vi danno 6.200 Bolivares per un euro.

Verso le 20.00 si cena: il tavolo è unico e raccoglie tutti gli ospiti della posada: un modo simpatico per fraternizzare e familiarizzare…


19 Febbraio: Francisqui
Quest'isola è in realta un insieme di tre isole, Francisqui alta, media e bassa.
Tutte e tre sono incluse nel pacchetto.
Optiamo per Francisqui alta che ha anche una laguna con barriera corallina dove è possibile praticare snorkelling. Come sempre veniamo dotati di ombrellone, seggiole e cava.
I colori del mare sono molto belli, con sfumature che vanno dall'azzurro, al turchese, al blu cobalto.
Il cielo è di un azzurro intenso… il vento è decisamente forte e la sabbia alzata dal vento rende problematico restare sdraiati a prendere il sole... dopo pochi minuti ci si ritrova con il corpo coperto di sabbia…
Vado a fare un po' di snorkelling: l'acqua è fredda, non era una impressione, la barriera offre poco, qualche corallo incolore e pochissimi pesci…


20 e 27 Febbraio: Noronquises
La gita a quest-isola costa 60.000 Bolivares per persona.
Ci vogliono 20 minuti per raggiungerla, il mare è mosso, spruzzi e secchiate d'acqua non ci risparmiano…
Noronquises ha una baia molto bella con una sabbia bianchissima e finissima, fin troppo fine visto come il vento la solleva…
L'isola è piena di lucertole nere e paguri ed in acqua cinque tartarughe tentano di sfuggire ai bagnanti più intraprendenti…

21 Febbraio: Crasqui
Anche l'escursione a quest'isola è a pagamento: 80.000 Boliveres per persona.
I colori del mare sono bellissimi e la spiaggia bianchissima.
Qui è presente anche un ristorante dove si può mangiare aragosta a prezzi modici.
Un sentiero di sabbia, contornato da gusci di botuti, le grosse conchiglie tipiche di questo arcipelago, porta sul retro dell'isola dove c'è una collina intera di gusci di botuto... peccato che, a causa delle leggi del parco nazionale di Los Roques, ci sia il divieto di portarne via anche solo una…
Verso mezzogiorno un acquazzone di inaudita violenza si abbatte su di noi… dura solo 15 minuti per fortuna…

22 Febbraio: Cayo Muerto
Questa gita, inclusa nel pacchetto, ci porta su un banco di sabbia, lungo una cinquantina di metri e largo non più di 10.
Siamo solo noi, un senso di solitudine difficile da immaginare.
Qualche barca passa lontana nel mare blu… qui il vento è ancora più forte del solito... nel primo pomeriggio si avvicina una barca e scarica due turisti brasiliani: si scusano per avere violato la nostra solitudine e poco dopo se ne vanno.
La fauna sottomarina, nonostante la barriera sia vicina, è sempre latitante... non vediamo l'ora di immergerci.
«Allora sì» pensiamo «che avremo la possibilita di vedere una delle più belle barriere dei Caraibi»

23 e 24 Febbraio: Diving

Sull'isola ci sono quattro basi diving. Per comodità decidiamo di sceglierne una ubicata nelle vicinanze della posada (Ecobuzos).
Visto che il sabato e la domenica l'arcipelago si riempie di carachegni, queste due giornate le passeremo lontani dalle folle…
Abbiamo letto che a Los Roques la temperatura dell'acqua difficilmente scende sotto i 29° e ci siamo portati una muta da mezzo millimetro…
«...ma quali 29°?!»
In superficie la temperatura non supera i 26°, sotto non ci sono più di 24°!!!
Anche se il diving ci mette a disposizione delle shorty da 2 mm c'è da gelare.

Il 23 Febbraio ci immergiamo a
Boca de Cote che, a detta del responsabile del diving, è uno dei migliori punti di immersione dell'arcipelago.
E invece è una delusione... l'acqua è ghiacciata, il corallo è appena decente, vediamo un trigone e qualche pesce pappagallo nei 45 minuti di immersione.
Sì, il tempo massimo di immersione è limitato a 45 minuti…
La fine dell'immersione ci trova in una quasi ipotermia per cui decidiamo di non fare la seconda immersione.

Il 24 Febbraio invece ci immergiamo alla
Buceadora, un altro posto decantato dal diving...
La visibilità è scarsa, vediamo qualche piccola murena maculata, un pesce pietra ed ancora poco altro pesce di barriera...
Visto l'andazzo pensiamo che non valga la pena fare altre immersioni.
Ci facciamo portare a Madrisqui dove trascorriamo il resto della giornata a recuperare calore stesi al sole…

25 Febbraio: Cayo de Agua - Dos Mosquises - Espenqui
Quello che ci viene proposto oggi è un tour di 3 isole che si trovano sulla parte estrema dell-arcipelago (costo 120.000 Bolivares per persona).

Viaggio disastroso, con mare mosso e conseguenti secchiate e spruzzi d'acqua a gogo… un'ora per arrivare a
Cayo de Agua. Solito paesaggio mozzafiato, solito vento, solita desolazione sott'acqua...

Nel primo pomeriggio ci spostiamo a
Dos Mosquises dove c'è un centro di riabilitazione delle tartarughe ferite. Qui restiamo una mezz'oretta poi arriviamo ad Espenqui.

La piccola spiaggia è piena di persone, oltre al fastidio del vento qui c'è anche il fastidio delle mosche che pizzicano a più non posso…
Il viaggio di ritorno come quello d'andata ci infradicia... solo un attimo di pausa quando i due fuoribordo improvvisamente si mettono a tossire e poi tacciono… eravamo a poco più di 2 miglia dalla costa… dopo una mezz'oretta ci sono venuti a trainare... stanchi, infreddoliti, fradici e con le ombre della sera che incombevano siamo arrivati a Gran Roques.

26 Febbraio: Carenero
A detta dei locali è il posto più bello dell'arcipelago (100.000 Bolivares per persona).
Un'ora e passa di navigazione.
Per fortuna il nostro barcaiolo era anche proprietario della barca e la trattava con amore per cui il viaggio è stato migliore di quello del giorno precedente... ma questo non ci ha impedito di scendere bagnati…
Carenero, a mio avviso, ha i colori del mare più variegati di tutte le altre isole ed anche la barriera è più abitata (sempre rapportata al mortorio generale, si intende...)
Per contro la spiaggia è piccola, in pendenza e con sabbia grossa.
Mica si può avere tutto dalla vita…

28 Febbraio: il ritorno
Il volo per Caracas è in ritardo di una mezz'oretta… non ce ne preoccupiamo tanto abbiamo molto tempo da passare a Caracas prima della coincidenza per Francoforte...
L'aereo è grosso, da 50 persone, uguale a quello che è caduto nella giungla la settimana precedente...
Mezz'ora di volo nella turbolenza e qualche apprensione.
Quando finalmente tocchiamo la pista un sospiro di sollievo... siamo riusciti a sopravvivere ai voli interni venezuelani…

Conclusioni:
E' la prima volta che tornando da una vacanza non abbiamo una opinione definita.
I nostri sentimenti sono contrastanti... da una parte i colori del mare e i paesaggi decisamente belli, dall'altra il vento fastidioso, l'acqua fredda e la carenza di vita sottomarina.
Forse il modo migliore di fare una vacanza a Los Roques è in barca dove si possono apprezzare al meglio le isole ed i colori senza il fastidio della sabbia, le docce in barca ed i continui spostamenti posada-isole.
Tutto è soggettivo, dipende dalle aspettative che ciascuno di noi ha della propria vacanza.

Avevamo letto che Los Roques era il paradiso, uno degli ultimi paradisi del pianeta... a nostro giudizio Los Roques è, al più, un piacevole purgatorio… ma niente di più...
Tra una vacanza alle Maldive ed una a Los Roques non abbiamo dubbi: Maldive!!!


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