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Yucatan - Playa del Carmen
Agosto 2005
koccinella

Sono sempre stata affascinata da questa terra, dai suoi colori, dal suo popolo, dai suoi contrasti.
Nell'Agosto del 2005 ho coronato un piccolo sogno e ho visto forse la parte più
turistica -ma non meno affascinante- di questo Paese.
Parlo dello Yucatan, regione orientale del Messico, che si affaccia sul Mar dei Caraibi, e che ha visto nascere e svilupparsi la civiltà maya.
L'archeologia, dunque, come elemento che caratterizza maggiormente questo territorio.
Ma non solo: questa regione offre splendide spiagge bianche e un mare come pochi al mondo.

Tra le varie località di questa zona, per il mio soggiorno ho scelto Playa del Carmen, una piccola e graziosa cittadina (molto turistica a dire il vero, ricca di locali, negozi, ristoranti, ecc... ma ottima base di partenza per le varie escursioni).

Ho soggiornato all'hotel Carmen Inn, ottima sistemazione a pochi passi dalla Quinta Avenida, la via principale.
Camere semplici, molto spaziose, pulite, prima colazione abbondante, e soprattutto... staff gentilissimo e sorridente, bisogna dirlo
Tutti i messicani che ho conosciuto, comunque, avevano il sorriso stampato in faccia!
E poi una calma disarmante nel fare qualsiasi cosa... W la lentezza!
E poi altra cosa da apprezzare: non hanno la
fissazione per la mancia, cosa che invece ho purtroppo constatato in altri miei viaggi...

Alla sera c'è solo l'imbarazzo della scelta: una miriade di ristoranti.
A me personalmente la cucina messicana piace: senza addentrarmi in piatti troppo elaborati, la mia scelta ricadeva spesso e volentieri sulle buonissime
tortillas (la tortilla è una sottile focaccia che può esser ripiena con gli ingredienti più svariati -più spesso con pollo o altra carne e salsine varie).
Una costante di tutti i piatti sono poi i fagioli (anch'essi serviti in tutte le salse).

Se la bevanda nazionale è la tequila, ho anche scoperto che qui esiste la Fanta al sapore di mela anzichè di arancia (!) e si chiama
manzanita... un sapore abbastanza scioccante...

Per i divertimenti un'alternativa è andare a
Cancun, grande e rinomata località situata a circa 60 km a nord da Playa del Carmen.
La Cancun notturna -che ho visitato 2 volte- ha un aspetto che ricorda Las Vegas: hotel di lusso, discoteche , night club, un delirio di luci al neon e divertimento sfrenato.
Una celeberrima e particolarissima discoteca è il
Coco Bongo, di proprietà dell'attore Jim Carrey che qui ha ambientato il film The mask. Qui si esibiscono acrobati di ogni genere, cantanti famosi, stravaganti personaggi... insomma un ambiente parecchio suggestivo.

Ma veniamo ora alle escursioni.
Innanzitutto la splendida
Tulum, con le sue rovine archeologiche adagiate in un panorama mozzafiato a picco sul mare.
Tulum ha le sembianze di una città-fortezza circondata da bastioni e da scogli a strapiombo sul mare: sebbene oggi sia rimasto superstite solo l'edificio del Castillo, si pensa che questa città dovesse essere un'enorme roccaforte maya costruita per proteggersi di fronte all'avanzata spagnola.


Altra suggestiva escursione è quella di Chichen Itza, il più importante sito maya.
Qui sorgeva la più grande città maya dello Yucatan.
La costruzione più famosa e spettacolare è
Il Castillo, ossia La Piramide di Kukulkan.

La visita è poi proseguita nella cittadina coloniale di Valladolid.

Altra escursione è stata a
Isla Mujeres.
Imbarcandoci in catamarano, durante il tragitto c'è stata occasione per fare snorkelling e ammirare la barriera corallina.
Sbarcati poi sull'isola non siamo stati paricolarmente fortunati: ha cominciato a piovere e non abbiamo potuto ammirare del tutto l'isola.

Altra escursione: visita della Riserva di Rio Lagartos, protetta dall'Unesco e habitat di centinaia di specie di uccelli, tra cui gli spettacolari fenicotteri rosa.
Siamo partiti a bordo di piccole imbarcazioni e attraversando una laguna di mangrovie abbiamo anche visto da vicino gli occhi gialli di un coccodrillo (purtroppo solo quelli).
Ci siamo poi immersi in un
laghetto rosa, che deve il suo colore alla presenza di minuscoli gamberetti, cibo prediletto dai fenicotteri.
E qui abbiamo
beneficiato di ipotetiche proprietà nutritive dei fanghi del luogo...
Siamo poi giunti in una bellissima laguna per lavarci e rinfrescarci...

La visita è poi proseguita nella foresta al sito archeologico di
Ek Balam, ossia il sito del Giaguaro nero, scoperto di recente.

Nel pomeriggio abbiamo fatto sosta in un piccolo e poverissimo villaggio: tetti di paglia fatiscenti, stradine sconnesse, boscaglia e tanto fango (c'era appena stato un uragano).

Che dire, per il momento mi fermo qui.
Tante emozioni e tanti ricordi non si possono trasmettere pienamente.
Due settimane intense, purtroppo non sufficienti a scoprire appieno la vera essenza di questa terra.
Mi piacerebbe rimettervi piede un giorno, cogliendo altre sfumature e approfondendo molti aspetti.


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