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Polinesia Francese - Tour di isole
Luglio 2007
Sara & Cristian
- seconda parte -

Sabato, 14 Luglio 2007 • Maupiti
Oggi, giornata di puro e sano relax.
Ci svegliamo verso le 7.00 un po' perché non abbiamo più sonno e un po' per goderci una giornata bella piena. Ci prepariamo ed usciamo puntuali verso le 7.45 per la colazione e una bella sorpresa ci attende: la colazione si fa sotto un piccolo portichetto di fronte al mare e ogni coppia o famiglia ha il suo tavolino, così è molto più romantico e intimo! Non c'è niente di più bello che iniziare la giornata così.
Dopo due secondi che siamo seduti a tavola, decorata con belle conchiglie e freschi Hibiscus colorati, arrivano a portarci un piatto con la frutta e poi ritornano con pane, burro, marmellata, the e succo. Facciamo una bella e ricca colazione e appena finito torniamo in camera per recuperare i teli mare ma vediamo che in camera c'è già la ragazza che sta facendo le pulizie, così per non disturbarla decidiamo nel frattempo di andare a fare una romantica passeggiata in spiaggia. Dopo pochi passi sentiamo dietro di noi una sinistra presenza e notiamo Patu il cane mascotte del Kuriri che decide di unirsi a noi per una passeggiata. Che carino che è.
Dopo un'oretta circa ritorniamo dalla passeggiata dopo aver visto migliaia di piccoli paguri, stupende conchiglie e un sacco di granchi e decidiamo di goderci un po' di riposo in spiaggia, del resto siamo pur sempre in viaggio di nozze…
La mattina passa lenta tra un bagno, l'aggiornamento del diario di viaggio e Cris che oramai è diventato un pesce a furia di fare snorkeling e mi lascia sola a scrivere.
La spiaggia è deserta, ci siamo solo noi perché tutti i francesi sono andati sull'isola principale; è una sensazione di pace e di relax bellissima, davanti a noi il mare azzurrissimo, limpido e cristallino e intorno a noi il silenzio e il vuoto, si sente solo il rumore del vento e del mare. In questi giorni cercheremo di prendere un po' di sole, io sono così bianca! Quando finalmente il pesce (Cris) risale a riva possiamo andare a pranzo e anche qui, tavolo per due vista mare. Mangiamo un bel piatto del giorno: carole e tonno, sempre con le loro porzioni super abbondanti e poi torniamo di nuovo in spiaggia a rosolarci un po'. Andiamo presto in bungalow perché l'ombra ha già raggiunto la spiaggia, ci facciamo una bella doccia e aspettiamo l'ora di cena scrivendo un po' di cartoline.
Ottima anche la cena di stasera con tonno alla crema di vaniglia e dolce di cocco e cioccolato. Che bello mangiare!!!

Domenica, 15 Luglio 2007 • Maupiti
A colazione i francesi bicolori ci salutano perché sono in partenza.
Mentre gli altri francesi vanno alla messa protestante io e Cris ci dedichiamo sempre al relax.
Dopo colazione armati di zaino andiamo a fare il giro del motu a piedi e dopo qualche decina di minuti di ritroviamo sulla punta del motu Tiapaa con una splendida vista sulla verde isola di Maupiti e davanti a noi una splendida laguna con acque cristalline e numerose sfumature di azzurro.
Maupiti è davvero un paradiso incontaminato e questo motu ne è la prova; facciamo come al solito un sacco di foto e video e proseguiamo nella nostra passeggiata.
Quest'oggi ci sono ben due cani a farci compagnia nella calda laguna di Maupiti e finito il giro del motu tra una verde e selvaggia vegetazione ritorniamo al nostro fidato ombrellone e aspettiamo che arrivi l'ora di pranzo, stesi al sole con la compagnia di Patu.
Dopo aver pranzato torniamo in camera per un riposino e qui scopriamo un altro disastro. Cristian riordina le cassettine della telecamera e le varie attrezzature elettroniche e scopre che la cassettina n. 3 è sparita. La cassettina n. 3 conteneva tra i più bei ricordi polinesiani, quali: la visita al motu Tau Tau di Norbert, la liberazione di Victoria, le tartarughe della fondazione Hibiscus, i saluti con Michele e Ludovica e tutta la visita a Raiatea. Inizia la disperata ricerca della cassettina: rovesciamo sotto sopra le valigie e il bungalow, borse e borsine varie di souvenir, ma della cassetta n. 3 non c'è traccia, provo persino ad andare in spiaggia e alla sala da pranzo, ma anche qui niente. Disperati ripercorriamo tutto il tragitto della mattina ma sappiamo che è come cercare un ago in un pagliaio; io sono disperata, anzi disperata è poco: potevo perdere tutto, proprio tutto... ma perdere un'ora di cassetta pari a 2-3 giorni di ricordi, questo no, non lo accetto!!! Le uniche cose che mi risollevano un pochino il morale sono stati i due squaletti pinna nera che vediamo a riva mentre facciamo il giro dell'isola alla ricerca della cassettina e il bel tramonto su Maupiti, per il resto sono proprio depressa.
Alla sera a cena vediamo due facce nuove, finalmente due italiani; sono Silvia e Stefano, due ragazzi veneti (è destino che in tutti i nostri viaggi abbiamo conosciuto dei veneti).
Finalmente la sera a cena si parla un po' la nostra lingua. Ci dicono che non sono in viaggio di nozze (malgrado le loro fedi siano ancora luccicanti), sono sposati da un paio di anni e si sono voluti regalare questo viaggio in Polinesia prenotando anche loro con Kia Ora e soggiornando in pensioni, proprio come noi. Parliamo un po' di tutto, viaggi passati e Polinesia, lavoro e Polinesia, interessi e Polinesia e ci scambiamo consigli e opinioni. Sono due ragazzi molto simpatici e socievoli. Ceniamo e chiacchieriamo e un'altra giornata polinesiana è finita così; anche oggi abbiamo vissuto emozioni nuove, qualcuna positiva, qualcun'altra negativa ma tutto sommato anche se abbiamo perso un'ora di filmato i ricordi che abbiamo sono così nitidi e indelebili che sovrastano anche questo malumore.

Lunedì, 16 Luglio 2007 - Maupiti
Stanotte è venuto il diluvio universale!!!
In teoria per oggi era programmata la nostra gita sull’isola principale di Maupiti ma con questo tempo non sappiamo se Camille ci accompagnerà o no! Ci apprestiamo a fare colazione, per la 1° volta da quando siamo qui, con le finestre chiuse e accanto a noi ci sono già Silvia e Stefano che ci confermano che alle 10.00 è fissato l’appuntamento con Camille per il trasferimento sull’isola e che ci saranno anche loro.
Finiamo la colazione, facciamo 4 chiacchiere e torniamo in camera per prendere lo zaino e troviamo la camera già pulita (alle 8.50) e per di più dopo solo 2 giorni di permanenza ci hanno cambiato anche le salviette e le federe dei cuscini…?!?!?!?
Ci prepariamo per la nostra “escursione fai da te” e alle 9.40 Camille ci chiama a rapporto per partire. Il tempo non è proprio bellissimo, decidiamo infatti di partire con il k-way e facciamo la scelta giusta perché un po’ piove e un po’ il mare è mosso perciò arrivano dei bei schizzi d’acqua sulla barca.
Dopo una decina di minuti di barca arriviamo siamo sull’isola di Maupiti, decidiamo di affittare le bici a 1000 Fcp a persona e partiamo alla scoperta dell’isola. Il giro completo ovrebbe essere di circa 10 km, partiamo passando per il centro del piccolo villaggio e osserviamo le meraviglie che ci stanno intorno, ci sono un sacco di piante di tiare e non posso fare a meno di raccoglierlo e metterlo dietro l’orecchio per me e per Silvia. Passiamo davanti alla chiesa avventista del 7° giorno e a quella protestante, superiamo un paio di snack che sembrano tutti chiusi e vediamo che in ogni casetta gli abitanti di maupiti si creano delle botteghe di artigianato, che ci ricordano quelle di mamà Naumi, arriviamo in un luogo pieno di gente e capiamo subito dalla struttura che dev’essere l’allestimento per l’Heiva, oggi 2 squadre si sfidano ad una partita di pallavolo e c’è tutta Maupiti (o quasi) lì ad assistere. Ci fermiamo ad osservare qualche minuto e poi ripartiamo per il nostro torna alla volta di Playa Termia. Pedaliamo osservando la vegetazione e cercando di riconoscere le piante delle lezioni di botanica di Michele, osserviamo le case con le loro tombe dei giardini e salutiamo tutti quelli che incontriamo sulla nostra strada; cerchiamo anche di schivare le pozzanghere, poiché la strada non è asfaltata, e i numerosi e grossi granchi che ci attraversano di tanto in tanto la strada.
Le nostre biciclette sono quelle cinesi, non hanno i freni e si frena pedalando al contrario. Dopo non so quanti km arriviamo alla spiaggia di Tereia e al primo sguardo ci viene da dire “Ma che cos’ha di così tanto bello, visto che ne parlano tutti così bene?”, la risposta è divenuta subito chiara quando le nuvole che coprivano il sole si sono aperte e il sole ha illuminato questo fantastico mare lasciandoci a bocca aperta e facendoci ricredere del pensiero iniziale… Mai visto niente di così bello, neanche la spiaggia della laguna di Maupiti di ieri è così bella. Siamo senza parole.
Il tempo non è molto dalla nostra parte, visto che il sole andava e veniva e per riprendere o fotografare questa meraviglia dovevamo aspettare il momento giusto.
Appoggiamo le bici ad una palma e facciamo una camminata sulla spiaggia fino a che a Cristi non viene voglia di mangiare del cocco e così incomincia la dura impresa dell’apertura del cocco. L’inizio è stato molto duro e faticoso, ha cercato di ricordarsi gli insegnamenti del Tiki Village a Moorea e di Mahui all’escursione ma tutto è stato vano. Stafano decide di unirsi a Cris, aprendo a sua volta un cocco, solo che ha una tecnica decisamente migliore e perciò dopo 10 minuti di tentativi, Stefano e Silvia riescono a “sfamarsi e dissetarsi” con cocco e latte di cocco. Cristi intanto continua la sua sfida personale con il cocco fino a quando perde quasi completamente forza nelle mani e interviene la sua cara mogliettina, nonché IO, ad aiutarlo e strappare l’ultimo strato di durissima fibra che ricopriva la nostra noce. Dopo 20-25 sofferti minuti, riusciamo a aprire il nostro cocco!!!
Torniamo alle bici e notiamo che nel cestino della mia bici era caduto un piccolo cocco. Lo prendiamo come segno del destino e decido di tenermelo fino al Kuriri.
Salutiamo la spiaggia di Tereia e continuiamo la nostra esplorazione dell’isola, ci avventuriamo su una ripida salita (con relativa RIPIDA discesa) che decidiamo di affrontare a piedi, grazie anche al consiglio di un signore polinesiano che dopo averci incrociato e salutato prosegue per la sua strada e dopo un paio di secondi torna indietro e mi avvisa che la discesa è troppo ripida da affrontare in bici (vista anche la mancanza di freni) e che va fatta a piedi per evitare di cadere. Lo ringraziamo e proseguiamo ammirando degli stupendi scorsi di laguna con mille azzurri differenti… E’ proprio bella Maupiti e qui dall’alto si vede nel pieno del suo splendore! Alla fine della discesa riusciamo a risalire in bicicletta e arriviamo davanti ad un piccolo marae, Marae Vaiahu, che Cristian definisce un piccolo pollaio, in effetti non ha niente a che vedere con il marae di Raiatea, ma per loro sempre un luogo sacro è. Pedala e pedala ci accorgiamo di aver percorso 10 km perché ci ritroviamo al punto di partenza e visto che sono le 13.00 e la pancia incomincia a borbottare pensiamo di fare una sosta per il pranzo. Cerchiamo uno snack ma notiamo che sono tutti chiusi e perciò cogliamo l’occasione di pranzare in uno dei deliziosi snack creati apposta per l’heiva. I primi bar propongono per lo più giganti baguette farcite e sono assaliti da ragazzi e bambini che si ritrovano a giocare a calcetto e biliardo (i tavoli da biliardo ci sorprendono perché sono nuovissimi!!!), decidiamo di proseguire e troviamo anche degli snack che propongono i piatti della cucina locale (era a questo che miravo io!!!).
Curiosiamo sulla lista dello snack bar “Tarona” (che era proprio lo snack segnalato dalla Lonely Planet dove volevamo pranzare, si vede che con l’heiva si sono tutti trasferiti qui!), ci convinciamo ed entriamo. L’interno mi ricorda gli snack dell’Heiva di Bora, arredati con tutti i materiali naturali, tavoli e panche in legno, foglie di palme intrecciate, gusci di noci di cocco usati come vasi per verdissime piante, pavimenti in corallo e naturalmente vista mare… davvero un bell’ambiente! Siamo sempre in compagnia di Silvia e Stefano, i due simpatici ragazzi veneti che con noi alloggiano al Kuriri e ci hanno fatto compagnia in questa escursione fai da noi! Ordiniamo 2 piatti di gamberetti al curry, poisson cru e un bel piatto di carne alla griglia con patatine fritte di contorno e spendiamo 6000 Fcp (50,00 €) in 4, pari a circa 12,50 euro a persona mangiando abbondantemente e ce la ridiamo alla faccia di chi, all’aeroporto di NY aveva consigliato ai nostri amici veneti di integrare la pensione completa al trattamento scelto da loro in B&B, perché a detta loro “fuori” la vita costa carissima e si rischia di rimanere fregati pagando un panino 50,00 €… Mi sembra decisamente una frase esagerata, ma forse è anche vero… Magari può capitare a chi alloggia nei grandi resort sui motu, dove sono obbligati o a mangiare nei ristoranti degli alberghi spendendo cifre spropositanti o a morire di fame o ad andare a nuoto sull’isola principale in cerca di cibo…
Ci godiamo il nostro bel pranzetto e chiacchieriamo un po’ di viaggi passati e qualche aneddoto divertente, ci raccontano del loro fantastico viaggio di nozze in sud africa e del mal d’africa che si sono portati a casa… Credo che sarà così anche per me, sicuramente mi porterò a casa il mal di POLINESIA. Certi giorni mi fermo un attimo a pensare a casa, ai miei, ai miei nipoti, amici e alle persone care, a cosa stiano facendo e cosa sia cambiato durante la nostra assenza ma poi mi si libera la mente e ritorno a godermi quello che mi sta intorno: i sorrisi, al gente, i profumi, i suoni… E’ tutto così diverso qui! E’ proprio UN ALTRO MONDO!!!
Sicuramente tra poco più di 1 settimana quando sarò a casa sentirò la mancanza di tutto questo e cercherò il contatto con persone “malate” come me di polinesia e parlando o scrivendo, rivivrò con racconti, consigli e ricordi queste 2 settimane in paradiso.
Usciamo dallo snack “Tarona” riprendiamo le nostre biciclette e ritorniamo verso il molo dove alle 16.00 abbiamo appuntamento con Camille che ci viene a prendere per ritornare alla pensione. Sono le 15.00 e si rimette a piovere così acceleriamo “il passo” e arriviamo giusti in tempo per salire in barca con Camille che era venuto a prendere l’altra coppia dei sigg.ri francesi e visto che il tempo non è dei migliori e che l’isola l’abbiamo visitata in lungo e in largo decidiamo di finire la giornata in relax nel nostro bungalow “Ovale”.
Siamo in stanza alle 15.30 e alle 16.00 ho finito la doccia e mi accoccolo sul divano a scrivere e scrivere fino all’ora di cena; ho i crampi alla mano destra, ho scritto per 3 ore filate e probabilmente avrà dimenticato qualcosa, se rileggendo mi verrà in mente qualcos’altro lo aggiungerò in seguito.
A cena Camille ci informa che domani mattina la colazione sarà alle 6.00 e alle 6.30 dovremo partire in direzione aeroporto. Andiamo a dormire un po’ tristi ma anche emozionati per domani e prima di dormire scrivo un messaggio sul libretto nuovo del Faré Ovale che stasera Anne Marie mi consegna, l’altro infatti è finito ed io sono la 1° ad inaugurarlo, che onore!!!

Martedì, 17 Luglio 2007 - Maupiti
La sveglia suona alle 5.30, uffi, avrei dormito ancora un po’, finiamo di mettere le ultime cose in valigia, ci prepariamo e alle 6.00 ci servono la colazione.
Puntualissimi sulla “tabella di marcia” di Camille alle 6.30 saliamo in barca direzione aeroporto. Stanotte ha piovuto e stamattina (tanto per cambiare) piove!
Arriviamo all’aeroporto un po’ bagnati e andiamo a fare il check-in; le nostre valigie si sono alleggerite e pesano in due 40,2 kg ma qui non sembrano guardarci molto!
Ci timbrano il passaporto finalmente (il 1°timbro polinesiano) e ci mettiamo in attesa di partire. Arriva l’aereo ma non riesce ad atterrare per la pioggia e prova a fare un paio di giri sopra all’aeroporto, in effetti la pista di atterraggio e decollo e’ veramente corta e non dev’essere facile.
Attendiamo ed attendiamo e l’aereo non arriva, strano perché con l’Air Tahiti sono sempre così puntuali… Camille incomincia ad attaccarsi al telefono (chissà con chi?) per avere notizie del nostro volo. Dopo un po’ ci giunge la notizia che l’aereo e’ ritornato a Papeete e nell’attesa l’Air Tahiti ci offre una bevanda; passa ancora un po’ di tempo e arriva la notizia che il volo e’ stato annullato causa maltempo.
La sfortuna non ci ha ancora abbandonato, a quanto pare...
Ci riprendiamo le nostre valigie, lasciamo il nominativo dell’albergo per avere notizie sul nuovo orario del volo e ce ne ritorniamo al Kuriri con Camille un po’ desolati anche se nel frattempo e’ uscito il sole; l’aeroporto di Maupiti si e’ svuotato in fretta: chi come noi era in viaggio di nozze, chi come Camille attendeva i nuovi clienti con profumatissime collane di tiarè, polinesiani diretti a Papetee... EH! Va bhe! Che si può fare?!? Purtroppo al meteo non si comanda, pero’ che sfortuna, dopo neanche un ora splendeva il sole su tutta Maupiti.
Arrivati al Kuriri, Camille ci mostra la stanza di appoggio per noi e per Silvia e Stefano dopo di che ci mostra il telefono per chiamare Giacomo della Tekura (speravamo di non avere bisogno, e invece..) Cristian chiama Giacomo che ci dice che si informa e ci fa sapere, così ci accomodiamo nella solita sala da pranzo a guardare un po’ di libri sui coralli e pesci e Camille per consolarci ci porta un cestino di banane, che carino, è troppo premuroso e si preoccupa un sacco per noi.
Finalmente arrivano notizie da Giacomo che ci dice che sicuramente il volo sarà spostato all’indomani (probabilmente alla stessa ora) e che per la notte dobbiamo restare qui al Kuriri, pagando a nostre spese, ci dice che per i momento l’altro albergo (Relais de Josephine) sembra non voler rimborsare la notte persa, ma di questo preferiamo occuparmene con Irene in Italia, del resto siamo sempre in vacanza e non è il caso di arrabbiarsi o preoccuparsi più di tanto; ci rassegnano a perdere una notte a Rangiroa e goderci un altro giorno di Maupiti, non che ci dispiaccia, siamo sempre in Polinesia, il posto è una favola e oggi anche splende il sole. Silvia e Stefano si godono un po’ di sole sull’osservatorio delle balene e li raggiungiamo per fare 4 chiacchiere quando vediamo dei piccoli squaletti che girano in laguna, così Stefano non resiste, indossa costume, maschera e parte in spedizione con la fidata macchina digitale subacquea.
E’ già ora di pranzo e oggi dalla cucina arrivano spaghetti e pollo al forno (che ci vogliano consolare col cibo???); subito dopo pranzo torniamo nel nostro bungalow, ci infiliamo il costume e ci godiamo un’altra giornata di relax in spiaggia. Poi ci ritorniamo sull’osservatorio delle balene a prendere il sole con la compagnia del simpatico e fidato Patu.
Alle 16.00 come risaliamo in camera perchè il sole incomincia a calare, doccia e aggiornamento del diario di viaggio e ora che mi sono messa a pari...raggiungo mio marito a letto che ronfa già prima di cena!
A cena stasera siamo in 6 italiani, sono arrivati anche Roberto e Sabrina di Milano che prima alloggiavano al Papahani, sono fidanzati da 18 anni e si sono sposati anche loro il 30 giugno. Finalmente si fanno 4 anzi 6 chiacchiere in compagnia e la pensiamo tutti allo stesso modo sulla Polinesia (per forza, se abbiamo scelto di soggiornare nelle pensioni...!?!?), ce la ridiamo e passiamo una bella serata, dopo di che ci salutiamo con la promessa di scriverci via mail.
Alle 21.30 spegniamo la luce e puntiamo la sveglia per l’indomani: riproviamo a ripartire.
Camille stasera ci ha stupiti ancora, visto che Silvia e Stefano avevano il volo 1 ora prima di noi, inizialmente ci dice che dovremo andare via tutti insieme perchè non ha il tempo di fare 2 viaggi in barca per portare prima loro e poi più tardi noi, poi quando ha in mano la conferma con gli orari dei nuovi voli, ci dice che per farci fare dormire un po’ di più e per non farci aspettare un’ ora all’aeroporto, noi partiremo alle 7.30, 1 ora dopo Silvia e Stefano, perciò ci fissa la colazione alle 7.00. Che carino che è stato! Davvero siamo senza parole per l’ospitalità e la gentilezza di questa gente!!!

Mercoledì, 18 Luglio 2007 • Maupiti - Papeete - Rangiroa
Alle 6.15 suona la sveglia di Cristian e ci svegliamo a fatica, chiudiamo (di nuovo) le valigie e alle 6.30 siamo già pronti per la colazione, che stamattina ci sarà servita direttamente da Anne Marie, sempre nel nostro tavolino fronte mare e Maupiti ci regala una splendida alba.
Alle 7.30 arriva Camille con ben nove francesi prelevati dal volo di Raiatea e noi lo attendiamo nella biblioteca curiosando tra i libri di astrologia e foto subacquee. Risalutiamo Anne Marie e l'altra dolce ragazza che ci ha servito a tavola in questi giorni (non le ho chiesto neppure come si chiama) e ripetiamo la trafila di ieri con un tempo decisamente favorevole.
Arriviamo al check-in e la ragazza ci accoglie guardandoci in faccia dicendo lei i nostri cognomi e dopo due minuti abbiamo in mano le nuove carte d'imbarco.
Salutiamo Camille con le lacrime agli occhi, lo ringraziamo e gli diciamo che se potremo tra qualche anno torneremo a trovarlo perchè grazie a loro ci siamo sentiti a casa, lui ci dice di tornare con un bimbo… ci facciamo su due risate e saliamo sul nostro aereo.
In teoria il volo doveva partire alle 8.40 da Maupiti, ma visto che tutti i posti prenotati avevano già fatto il check-in, alle 8.00 saliamo sul volo e alle 8.10 decolliamo per Papeete, con mezz'ora di anticipo!
Durante il volo osservo Bora Bora e Thaa dall'alto e intanto aggiorno il mio diario, passa uno steward con un succo di frutta (ghiacciato come al solito) e dopo poco più di mezz'ora siamo a Papeete; ritiriamo i nostri bagagli e giriamo un po' in aeroporto curiosando nei negozietti, prendendo un po' di depliant e pranzando con due belle baguette al tonno e al prosciutto nell'attesa che arrivino le 11.30 per fare il secondo check-in per Rangiroa.
Tre decolli e tre atterraggi sono un po' troppo per me.
Il volo per Rangoria è andato bene, ero indecisa fino all'ultimo se mettermi dalla parte destra o da quella sinistra dell'aereo, scelta relativamente importante per la vista della laguna blu e per fortuna ho fatto la scelta giusta: sinistra, perchè la Laguna Blu me la sono proprio vista bene e sono riuscita a fare qualche foto.
Dall'alto le Tuamotu non mi piacciono così tanto come le isole della Società, già sapevo che erano molto diverse tra loro, ma sia la vista aerea di Tikehau (dove il nostro aereo farà scalo) sia quella di Rangiroa mi hanno lasciato un po' l'amaro in bocca.
All'aeroporto ci guardiamo intorno per vedere se qualcuno era venuto a prenderci e tra i vari cartelli delle loro pensioni vediamo un ragazzo (sicuramente francese) che di accogliente non aveva proprio nulla, tanto meno le collane di tiarè... che tristezza! Questo ragazzo biondiccio e con i rasta ci saluta e ci accompagna alla pensione con il camioncino marchiato Le Relais de Josephine (che arroganti). Arriviamo dopo pochi minuti di viaggio (con l'autista che guida come un pazzo e con l'aria condizionata altissima) e ci accompagna direttamente al nostro bungalow vista oceano e ci dice di sistemarci e di passare in reception.
Alla reception ci attendono due bei succhi all'ananas di benvenuto e una gentile ragazza polinesiana (che mi ricorda quella del Kuriri) che ci spiega due cose della pensione (che a me sembra di più un albergo: clima un po' freddino e Josephine dov'è?! Non è venuta ad accoglierci?!).
La gentile ragazza ci chiede cosa vogliamo fare domani, così ci facciamo dire le escursioni che propongono loro (Laguna Blu e Isola dei Coralli) e gli diciamo che siamo interessati alla Laguna Blu del giorno successivo e se per il pomeriggio sia possibile affittare lo scooter. Lo scooter per fortuna è disponibile e ci consegnano subito le chiavi e i caschi e alle 14.00 inizia il nostro tour dell'isola (9 km dalla pass di Avatoru a quella di Tiputa) ma più giriamo e meno mi piace Rangiroa!
Più che un atollo selvaggio, mi sembra che sia non curato, anche Maupiti era selvaggia ma io non ricordo di aver visto carcasse di camioncini lasciati andare in malora e arrugginiti nei giardini di casa. Per adesso Rangiroa proprio non mi dice niente!!!
Con il nostro scooter percorriamo 9 km e passiamo davanti al Kia Ora, l'aeroporto, il novotel e altre piccole pensioni di famiglia, botteghe di artigianato locale e finalmente arriviamo al paesino di Avatoru; facciamo una piccola sosta a vedere la chiesa e poi ripartiamo; un banchetto di parei attira la nostra attenzione, sono molto colorati e costano 1700 fcp (strano ma vero, costano meno del mercato di Papeete) e facciamo acquisti, poi proseguiamo e ci fermiamo di nuovo a vedere un po' di artigianato locale. E' l'abitazione di un francese, che si è creato una bottega dove vende i suoi dipinti, realizzati sul cotone utilizzando solo la terra di Huahine e Raiatea di diversi colori, sono davvero belli ma un po' cari e anche se sono parecchio tentata a comperarne uno, preferisco rinunciare.
Per strada vediamo un sacco di cartelli pubblicitari di agenzie che organizzano escursioni tra cui le famose sabbie rosa, sono un po' più care rispetto alla Laguna Blu e ci vogliono quattro ore in barca, ma mi piacerebbe troppo farle…
L'ultima tappa del nostro tour la facciamo sulla spiaggia di fronte al resort Kia Ora, che però dà sull'oceano e ci fermiamo ad osservare le alte onde e andiamo alla ricerca di un cocco da aprire. Troviamo il cocco e malgrado la mia scarsa fiducia, in 10/15 minuti il cocco è aperto: il mio amore sta proprio diventando un esperto!
Verso le 16.30 stiamo per rientrare all'albergo, quando sulla strada incontriamo una faccia familiare, (ma quanto è piccolo il mondo?!), torniamo indietro e riconosciamo Massimo e Isabella, due ragazzi piacentini che hanno fatto il corso prematrimoniale insieme a noi.
Che sorpresa ritrovarci qui, dall'altra parte del mondo. Davvero siamo senza parole, non si era mai parlato del viaggio di nozze e neanche se ci fossimo messi d'accordo probabilmente ci saremmo incontrati… Che strana la vita! Loro si sono sposati la settimana dopo di noi, il 07/07/2007 (data perfetta!) e hanno fatto qualche notte a Los Angeles e poi Bora Bora e Rangiroa. Scambiamo volentieri due chiacchiere con loro e poi ritorniamo in albergo.
Riconsegnato lo scooter vediamo che ci viene incontro una signora, che io riconosco subito come Josephine (che avevo visto da alcune foto), una tipa un po' stravagante, neanche si presenta, ci chiede chi siamo e fa due battute sul nostro ritardo causa voli e poi ci chiede cosa vogliamo fare l'indomani. Gli rispondiamo che ci piacerebbe vedere o la Laguna Blu o le Spiagge Rosa, in effetti sono ancora un po' indecisa, comunque lei ci spiega che c'è un po' di mare mosso perciò non sa se le Sabbie Rosa si potranno fare, perchè percorreranno in barca un tratto di laguna più scoperto, mentre la Laguna Blu è più riparata, mi dice che comunque prova a telefonare e poi mi farà sapere.
Arriviamo in camera, doccia, diario e una bella mangiata di cocco!
A cena eravamo al tavolo con due coppie di francesi, cena ottima: carpaccio di tonno rosso, mahi mahi al cocco e tiramisù.
Josephine ci comunica che è confermata la Laguna Blu, ci verranno a prendere alle 8.15!

Giovedì, 19 Luglio 2007 - Rangiroa
Il cielo è piuttosto nero, c'è vento e anche un po' freschino.
Anche questa mattina siamo i primi a fare colazione!!!
La colazione di oggi consiste in: papaya e una fetta di torta, succo di frutta, thè e il solito pane, burro e marmellata e qui c'è anche il miele.
Si vede da come è apparecchiata la tavola che Josephine è una persona che cura molto i particolari, dagli strani centrotavola a piatti e bicchieri, ha proprio creato tutto con un suo stile francese ricercato, anche la camera è molto particolare, basta solo notare, i suoi fermatende fatti con due enormi conchiglie e lo stile dei suoi mobili, letto di legno e del lampadario sulla veranda esterna fatto di conchiglie (questo però l'avevamo già visto a Moorea all'Hibiscus).
E' tutto molto bello e curato ma poco polinesiano, solo la porta scorrevole del nostro bungalow si vede che è un po' vecchiotta e non si apre molto bene, ma per il resto è un bell'ambiente!
Ci vengono a prendere su un pick-up della Terure Tane e Vahine con mezz'ora di ritardo. Ci fermiamo in due altri alberghi a prelevare altri compagni di escursione e poi ci dirigiamo in direzione porto. (Prima tappa al Novotel e salgono Francesca e Simone e Seconda tappa alla Pension Loyna a prelevare due francesi, padre e figlio).
Un'ora di barca con una laguna a tratti più o meno mossa ma per fortuna la colazione ha deciso di rimanere al suo posto, il cielo però è sempre nero con schiarite di tanto in tanto, per fortuna c'è un po' di vento che sembra voler pulire il cielo da questi neri nuvoloni. Facciamo subito conoscenza con i due ragazzi italiani, loro sono di Milano e si sono sposati il 14 luglio, parla e riparla Francesca mi dice di aver scoperto due giorni prima del matrimonio di essere incinta e così l'hanno annunciato a tutti. Si parla di viaggi, di sanità, di quanto siano fiscali gli americani e un po' di Polinesia, loro hanno fatto come prima isola Rangiroa, poi voleranno a Tahaa e infine a Bora Bora. (Le ho consigliato sull'aereo per Bora Bora di sedersi sulla sinistra).
Arriviamo finalmente alla tanto attesa Laguna Blu e sopra le nostre teste regna sempre un cielo grigio; arriviamo in un punto che sembra abbastanza alto e ci dicono di scendere e andare a piedi al motu vicino, ci guardiamo un po' spaesati, ci infiliamo le nostre scarpette e poi pian pianino ci avviamo verso il motu, in effetti sapevo che con le barche non si può certo arrivare a riva, ma pensavo almeno di scendere dove l'acqua fosse più bassa...
Comunque, cammina e cammina, ad un certo punto mi guardo in giro e mi accorgo che a un metro di distanza dalle mie gambe gira indisturbato uno squaletto pinna nera, quasi mi metto a strillare, è molto piccolo come squalo, ma mi fa lo stesso una strana sensazione di paura.
Arriviamo sul motu, ci accampiamo nello spazio a noi riservato e andiamo a fare due passi in laguna mentre il vento continua a spostare pian piano i nuvoloni neri lontano da noi, buon segno!
La Laguna Blu è uno spettacolo ma così coperta da queste nuvole nere è privata del suo splendore totale; davanti a noi una distesa infinita di azzurro sfumato in diverse tonalità, dal più chiaro al più intenso e, a chiudere questo gioiello, una serie di piccoli motu che si estendono tutti intono…
I ragazzi polinesiani che ci accompagnano ci avvisano che il pranzo è alle 12.00, noi fino alle 12,00 ci facciamo qualche giretto in laguna, osserviamo qualche pesce, scattiamo qualche foto con il cielo nuvoloso e facciamo due chiacchiere con Francesca e Simone.
Finalmente verso mezzogiorno il vento ha spostato tutte le nuvole ed ora sopra le nostre teste splende un bel sole che ci mostra la vera Laguna Blu!
Ne approfittiamo per fare subito qualche foto, dopo di che i nostri cuochi aprono il self service e si pranza con: riso, pesce crudo al latte di cocco, tonno alla griglia, pollo alla griglia, pane di cocco e come dessert torta al cioccolato. E' tutto buonissimo, tanto è vero che vado a farmi un bis di tonno alla griglia!!! Finito il pranzo si chiacchiera un po' e poi si va in acqua a fare foto e osservare pesci, ad un certo punto io e Simone seduti in acqua ci vediamo accerchiati da due o tre squaletti pinna nera che ci girano attorno, dopo di che arrivano a farci compagnia anche una razza ed una miriade di altri pesciolini, tutto questo in 20 centimetri d'acqua di laguna. Il ritorno è previsto per le 14.00, in programma c'è anche lo snorkeling con gli squali e l'avvistamento dei delfini oltre la pass Avatoru.
Il pasto agli squali è emozionante, inizialmente ci sono una decina di squaletti, poi ne arrivano un po' di più e un po' più grandi e dopo qualche minuto siamo letteralmente circondati, noi però restiamo a goderci lo spettacolo in barca!!! Ci saranno stati almeno una trentina (e forse più) di squali pinna nera e un sacco di altri pesciolini, tra cui il pesce flauto, tutti intorno alla barca, dopo qualche minuto notiamo un'ombra scura che si aggira sotto la barca: è un grosso squalo limone di almeno tre metri. Ragazzi che paura!!! Però è tutto così bello, turistico ma bello, anche i pesci sono diventati turistici, 'ste povere bestie aspettano ogni giorno che arrivino le barche a portargli da mangiare e così finiscono in questa giostra pure loro, però d'altra parte, per me che non sono sub e queste cose non so se le vedrò mai, sono belle emozioni nuove da scoprire e cose nuove da vedere.
Questo viaggio mi sta proprio facendo crescere ed imparare un sacco di cose, mi sono anche messa a parlare in francese e qualche francese mi ha detto parlo bene e ci sto proprio prendendo gusto!
Mi viene male a pensare che ormai siamo alla fine, ma sono contenta, molto contenta di questo viaggio, ogni tanto mi capita di pensare a quando tornerò a casa, alla nuova vita che ci attende, ma subito dopo mi si svuota la mente e non penso più a niente, nè al matrimonio, nè alla casa, nè al lavoro e mi godo a pieno quello tutto quello che sto vivendo, penso all'oggi e non più al domani, ho proprio preso dalla mentalità Polinesiana...
Ritornando alla intensa giornata: dopo il pasto agli squali si riparte verso casa, con il nostro pilota che si diverte a fare a gara con l'altra barca, facendoci fare alti salti.
La nostra avventura finisce alle 16.00 al porto di Rangiroa, siamo arrivati sani e salvi (a parte Francesca che ha la nausea, povero bimbo con tutti questi salti).
Il bel ragazzo polinesiano che c'è venuto a prendere è già al porto ad aspettarci, ci carica tutti e ci riporta alla pensione.
Doccia e aggiornamento del diario e alle 19.30 siamo a tavola con due nuovi ragazzi francesi che parlano un po' l'italiano (per fortuna) e i due francesi di ieri sera: siamo solo noi sei.
Cena con insalata di tonno, tonno al limone e melanzane di contorno e un pesantissimo ma molto buono dolce al cocco. Ho il tonno che mi esce dalle orecchie, non ho mai mangiato così tanto pesce e frutta in vita mia, è tutto molto buono ma io amo la carne e voglio una salamella!!!

Venerdì, 20 Luglio 2007 • Rangiroa - Fakarava
Mattinata bella piena... Colazione 7.30 e poi in camera alle 8.00 a fare la valigia e oziare un pochetto (tanto dobbiamo lasciare la camera alle 10.00); decidiamo di affittare una bici per un paio d'ore, giusto il tempo di andare fino ad Avatoru, alla Banque Socredo, a cambiare ancora un po' di soldi.
Partiamo alle 9.30 con la convinzione di essere in albergo alle 11.30 e avere un'oretta di riposo prima della partenza; da Tiputa ad Avatoru ci sono 10 km, all'andata siamo andati un po' spediti, con il vento a favore e le palme che ci ombreggiavano la testa.
Incontriamo Massimo e proseguiamo con lui e Isabella.
Un po' stanchi e stremati arriviamo ad Avatoru dopo ¾ d'ora, arriviamo alla banca e ci mettiamo in fila, Massimo e Isabella ci salutano e noi alle 11.00, dopo un'ora di fila, riusciamo ad entrare in banca. L'impiegato della banca intanto è al telefono (così perdiamo ancora cinque minuti) e alle 11.15 siamo sulle bici, direzione Le Relais de Josephine.
Facciamo tappa in un negozietto locale di Souvenir e mi compero una bella maglietta fuxia che mi colpisce subito e ripartiamo pedalando veloce per riuscire ad arrivare alla pensione entro le 12.30, ora in cui ci devono accompagnare all'aeroporto per il volo per Fakarava…
A Cristian cade cinque volte la catena (non appena prende una buca o pedala un po' più veloce); finalmente e miracolosamente alle 12.00 siamo in albergo, facciamo subito il check-out, ci regalano due belle collane di conchiglie e alle 12.45 siamo in aeroporto; rifacciamo il check-in, ci godiamo un buon pranzo nel bel bar dell'aeroporto e puntualissimi alle 13.30 siamo sull'aereo che ci porta a Fakarava.
L'aeroporto di Fakarava è proprio carino, molto piccolo e tipico, e ricorda un po' il capannino di Maupiti; ci attende all'arrivo Joachin, della pension Havaiki, con delle belle collanine di tiare, ci accompagna con il camioncino alla pensione e, a prima vista, Fakarava già mi colpisce di più di Rangiroa, sembra più curata e più accogliente.
Il tragitto dall'aeroporto alla pensione dura circa cinque minuti, fortunatamente la nostra pensione dista dal centro di solo 1 o 2 km.
Joachin ci fa un veloce briefing sull'albergo, gli orari e ci assegna il nostro bungalow spiaggia, come prenotato dieci mesi fa.
Entriamo nel bungalow, che già dall'esterno sembrava molto diverso da quelli visti in foto, e rimaniamo un po' delusi; è vero che abbiamo scelto pensioni di famiglia, ma è anche vero che le foto che circolano su internet e sul tahitiguide.com sono completamente diverse da ciò che ci troviamo davanti: un piccolissimo bungalow assolutamente non tipico, nè in stile, nè romantico, con un letto ad una piazza e mezzo e uno spazio vitale ridotto, molto ridotto…
A prima vista ci rimango un po' male, poi la delusione si trasforma in incazzatura, perché incomincio a pensare che casualmente a noi italiani hanno attribuito questa stanza, mentre alle altre tre coppie di francesi che sono arrivati con noi, hanno dato i bungalow più tipici e grandi, ovvero quelli che abbiamo visto nelle foto!!! Il mio umore non è dei migliori…
Decidiamo di andare in spiaggia a prendere un po' di sole e proprio qui incontriamo una ragazza toscana (che è in partenza), le spieghiamo la nostra situazione, sottolineando il fatto che abbiamo prenotato a settembre e che ci hanno riservato un trattamento da gli ultimi arrivati, e lei mi conferma che la settimana prima di noi, la stessa stanza era occupata da un'altra coppia di italiani, che si erano lamentati per lo stesso motivo… Sono senza parole!!! Prendiamo un po' di sole e risaliamo in camera presto per la doccia e alle 19.00 suona la campanella e si precipitano tutti nella sala ristorante per la cena.
La sala dove servono la cena è molto più tipica del nostro bungalow e decorata da fiori freschi e collane di conchiglie, c'è un piccolo angolo con divanetti e tavolini vicino all'esposizione di gioielli di perle e conchiglie decorate; c'è una piccola reception che fa anche da bar, su una lavagnetta appesa al muro c'è scritto il menù della cena e anche qui si mangia in un'unica tavolata.
Ci sediamo a tavola rassegnati a passare un'altra serata tra francesi che parlano tra loro e rimanere esclusi dai discorsi quando davanti a noi si siede una coppia di signori che, scopriamo poco dopo essere italiani: sono Maria Adele ed Ermanno e vengono da Ferrara.
Dopo le presentazioni iniziamo a fare un po' di conoscenza e scambiarci interessanti informazioni su viaggi. Sono due viaggiatori autentici e fai da te e dalle storie che ci raccontano sembra che pian piano si stiano vedendo una gran parte del mondo; parliamo di Polinesia e del nostro itinerario e ci scambiamo informazioni e consigli importanti su isole e hotel, anche se purtroppo noi siamo al termine del nostro viaggio; loro invece si sono prenotati i voli intercontinentali e quelli interni in agenzia in Italia e poi man mano cercano gli alberghi direttamente qui in Polinesia, gli consigliamo Le Mandarin a Tahiti visto che dovranno ancora andarci e suggeriamo una visita a Maupiti (l'isola che ci ha rubato il cuore). Loro hanno già visto Tikehau, Rangiroa e Fakarawa, poi andranno a Bora Bora, Huahine, Moorea, Tahaa e Tahiti, poi faranno tre giorni sull'Isola di Pasqua e concluderanno il loro viaggio con dieci giorni a New York. Che invidia!!!
La cena è stata piacevole grazie anche alla loro compagnia e dopo le ultime chiacchiere tra italiani ritorniamo nel nostro mini bungalow e ce ne andiamo a nanna.


Sabato, 21 Luglio 2007 • Fakarava
Colazione sotto la pioggia oggi… Colazione molto ricca con i nostri nuovi amici italiani a base di pane, burro, marmellata e chiacchiere in compagnia; loro avevano affittato lo scooter oggi ma piove e perciò hanno dovuto disdire la prenotazione. Finita la colazione verso le 8.30 ci prepariamo per un'esplorazione a piedi di Fakarava; il centro dista dalla nostra pensione solo 1 km perciò ci incamminiamo esplorando ogni singolo snack, bottega e casa.
Fakarava mi piace molto di più di Rangiroa, il piccolo villaggio è molto più curato e anche la laguna ci attira di più, in particolare il mare cristallino davanti alla nostra pensione.
Durante la nostra passeggiata incontriamo Maria Adele ed Ermanno che ci faranno compagnia per un po'. In lontananza sentiamo suoni di tamburi provenire da un'abitazione, così ci fermiamo ad osservare e ascoltare: sono un gruppo di ragazzi polinesiani che suonano in modo divino i loro tamburi e vicino a loro una ragazza che danza e più nascosta una bellissima bambina che avrà avuto al massimo tre anni che accenna qualche movimento di tamuré.
Proseguiamo per la nostra strada ammirando belle piante di frangipane e tiare e colorati hibiscus, ogni giorno ci mettiamo un fiore dietro l'orecchio, proprio come i polinesiani… Superiamo la buolangerie e arriviamo al supermercato dove ci fermiamo a prendere delle bibite e qualche snack e poi proseguiamo per l'unica strada di Fakarava direzione aeroporto; passiamo davanti la chiesa, l'ambulatorio medico e la posta (che è chiusa) e giungiamo al palazzotto dove si svolge l'Heiva, (quasi quasi a pranzo veniamo a mangiare qui), arriviamo poi in una piazzetta sul mare dove dei musicisti suonano sotto una capannino di paglia (che stiano provando per lo spettacolo di stasera?!); più avanti uno splendido giardino di una casa attira la nostra attenzione: è pieno di piante differenti con un bel sacco di fiori colorati e notiamo anche che sopra i pilastri d'ingresso dell'abitazione ci sono come soprammobili degli enormi coralli ovali… questa sì che è una casetta curata.
La strada è costeggiata da cespugli di tiarè, piante e palme con enormi noci di cocco e passiamo davanti a piccole capanne dove raccolgono e producono le perle, ci colpisce la cura della recinzione che delimita la fabbrica fatta in legno dipinto di bianco e sopra ogni paletto una grossa conchiglia anch'essa dipinta come il recinto che ne diventa parte integrante e tutto intorno ai grandi alberi ci sono conchiglie in madreperla che utilizzano come decorazioni, anche nelle pensioni, nelle chiese, nelle case e addirittura negli snack e ristoranti dell'Heiva.
E' molto più curata di Rangiroa e ci colpisce molto tutta questa cura.
Dopo aver osservato il centro decidiamo di pranzare e ci avviamo verso lo snack che si trova a cinquanta metri dalla nostra pensione.
Il posto è proprio carino e si chiama snack Teanuanua e anche questo sembra molto curato nei dettagli: tipico, molto colorato e realizzato in gran parte con legno e corallo, in effetti è anche un po' più caro rispetto ad altri snack ma è anche pieno di gente perciò sicuramente si mangerà bene. Ci fanno attendere un bel po' prima di servirci ma al momento di pagare si accorgono dell'attesa e ci vogliono offrire il caffè a tutti i costi, che gentili!
Tornati alla pensione ci godiamo il sole che finalmente è arrivato e facciamo un po' di snorkeling ma non vediamo proprio niente, solo qualche pesce ogni tanto.
Doccia e relax e ci svegliamo che è già ora di cena.
Io mangio pochissimo è tutto buono ma non ho molta fame (forse mi si sta chiudendo lo stomaco in previsione del ritorno in Italia???), siamo sempre in compagnia dei nostri amici italiani e chiacchieriamo di piante e botanica.
Finita la cena Joachin ci dà appuntamento (a chi vuole) per portarci all'Heiva e ci dice di andarci a vestire di fiori e collane; partiamo verso le 21.00 in pulmino e dopo cinque minuti arriviamo a destinazione, la serata è da poco incominciata e il presentatore sta parlando al microfono in polinesiano e non si capisce nulla.
C'è parecchia gente e i posti a sedere sono tutti occupati; prima incominciano con un momento di premiazioni per le gare e giochi svoltesi nei giorni precedenti, poi qualche signora del posto accompagnata da un gruppo improvvisa una canzone e infine arrivano i ballerini che si vede che non sono professionisti ma se la cavano molto bene ugualmente, chi più chi meno. Il corpo di ballo è formato da sei vahine e tre tane che, con i loro costumi tradizionali, interpretano diverse melodie: prima qualcosa di più dolce e melodico accompagnato da chitarre e ukulele e poi danzando a tempo dei rumorosi tamburi; è bello guardare i loro giovani visi, si vede che sono ragazzi semplici e non professionisti soprattutto dall'emozione dei loro visi, una ballerina perde la gonna di paglia durante la sua esibizione ma continua a danzare emozionata e un po' imbarazzata per l'accaduto, prova nel secondo balletto a indossarla meglio ma questa non ne vuole sapere e la abbandona di nuovo lasciandola in pareo.
Il tutto sarà durato più o meno un'ora e mezzo e verso le 22.30 eravamo già nel nostro piccolo bungalow a nanna perché Joachin ci comunica che domani mattina alle 8.00 si svolge la messa e per chi è interessato, l'appuntamento è alle 7.50 vicino il pulmino e noi abbiamo deciso di andarci.


Domenica, 22 Luglio 2007 • Fakarava
Questa mattina ci siamo svegliati molto presto, odio dover mettere la sveglia anche in vacanza ma del resto oggi era necessaria per non perdere la messa.
Facciamo colazione alle 7.00 di mattina e qualche minuto prima delle 8.00 partiamo per la messa; arriviamo all'ultimo minuto ed entriamo mentre l'assemblea intona il canto di ingresso e sull'indicazione di un signore polinesiano che all'entrata ci indica la panca dove sederci, prendiamo posto e ci guardiamo un po' in giro. Intorno a noi tutti polinesiani sono vestiti a festa e indossano i loro bei abiti colorati e cappelli fatti di foglie di palme e fiori e belle e profumate collane di fiori, noi non siamo vestiti molto bene, ma io mi sono messa il mio bel tiarè dietro l'orecchio e la bella collana di conchiglie che mi ha regalato Mamà Naumi. Nella chiesa si respira profumo di fiori e l'aria è in festa, il celebrante indossa il suo bell'abito verde (è vero, siamo nel tempo ordinario) e una ricca collana di tiarè al collo, così come i diaconi e i cresciuti chierichetti; c'è un bel coro che intona gioiosi canti, il Gloria, l'Alleluia e riconosciamo tra i musicisti il tastierista che ieri nella piazzetta davanti al comune stava suonando sotto il capannino. La chiesa è molto bella, non è molto grande ma assolutamente tipica, decorata con fiori freschi e conchiglie, tante conchiglie e in particolare ci colpiscono dei fili di piccole conchiglie appesi alle navate come festoni e dietro alle statue di Maria e S. Giovanni, notiamo una composizione fatta di madreperla. Osserviamo tra le prime panche e ascoltiamo le prime parole in francese del prete e capiamo che oggi è una giornata ancora più speciale, avremo infatti l'onore di assistere a tre battesimi. La messa si svolge nelle due lingue, per lo più francese, ma il vangelo e l'omelia vengono tradotti dal francese al polinesiano, dopo le letture e l'omelia si svolge il rito del battesimo, poi l'offertorio dove sono portate all'altare delle bellissime composizioni di fiori freschi, ci scambiamo la pace e diciamo il Padre Nostro tenendoci per mano, insomma il resto è uguale a noi, solo che è tutto molto più allegro e gioioso! E' davvero una bella emozione, sono proprio contenta di averla vissuta e poi questo prete è proprio simpatico!!!
Finita la messa abbiamo davanti l'intera mattinata e torniamo alla pensione per passare un'altra giornata in relax, io scrivo e il mio dolce maritino prende il sole.
Verso le 12.00 andiamo a pranzo nel solito snack e anche oggi siamo pienamente soddisfatti e con la pancia piena.
Il pomeriggio passa lento, io non riesco più a stare al sole e mi rinchiudo in camera a scrivere; alle 16.00 prendiamo le bici che sono a disposizione gratuitamente nella pensione e andiamo a fare un giro di esplorazione dell'isola dalla parte opposta del villaggio, ma non c'è nulla, solo palme e una strada che divide il lato dell'oceano dal lato della laguna, ogni tanto passiamo davanti ad uno snack o ad un albergo, ma facciamo pochi km perché con il vento contro non è troppo facile e poi queste bici sono così scomode… speriamo che non cada la catena anche qui!!!
Arrivati al Veke Veke Village decidiamo di tornare indietro e visto che il sole sta per tramontare, decidiamo di gederci un aperitivo al tramonto al solito snack vicino alla nostra pensione; ordiniamo un punch de la maison fatto con rum bianco, rum scuro e succo di frutta… mamma mia quanto è forte!!! Nel bar ci siamo solo noi, davanti a noi la bellissima laguna e un cielo dalle mille sfumature rosso, arancio, violaceo, che si riflettono nell'azzurro del mare, è bellissimo, intorno a noi c'è silenzio, anche la musica del bar che a pranzo ci faceva compagnia ora tace e sembra che il mondo si sia fermato qui!!! Purtroppo torniamo alla pensione (un po' brilli) e aspettiamo che arrivi l'ora di cena.

A cena siamo sempre vicino agli inseparabili amici italiani e si fanno ancora chiacchiere, per loro questa è l'ultima sera all'Hawaiki, domani mattina si sposteranno in un'altra pensione per rivederci poi all'aeroporto il giorno della partenza. Ce ne andiamo a letto pensando che oramai siamo alla fine di questo magnifico viaggio e tra qualche mese queste emozioni, colori, profumi e sorrisi saranno solo un dolce ricordo…

Lunedì, 23 Luglio 2007 • Fakarava
Stamattina facciamo colazione presto perché abbiamo affittato lo scooter per l'intera giornata per visitarci la bella Fakarava e ce lo consegnano alle 8.30.
A colazione salutiamo Maria Adele ed Ermanno, lasciando i saluti strappalacrime all'indomani dove ci incontreremo sul volo per Papeete.
Iniziamo il nostro giro tornando al vicino villaggio per comperare al supermercato un po' di bibite fresche e per andare in posta a spedire le ultime cartoline… (Sono sempre la solita, non ho perso l'abitudine di scrivere le cartoline l'ultimo giorno di vacanza).
In posta ci colpisce il cartello pubblicitario sull'alcolismo, che raffigura un morto su una strada con in terra delle bottiglie di alcolici, in effetti anche Michele ci raccontava che qui in Polinesia l'alcolismo è un problema molto serio e grave e lo vediamo anche noi quando, a pranzo ci capita di vedere giovani ragazze che fanno un pic nic vicino al mare con delle numerose bottiglie di hinano… che tristezza!
Ritorniamo con la testa nell'ufficio postale ed osserviamo questa volta l'impiagata delle poste, una Big Mamà come direbbe il nostro amico Norbert (traduzione: grande signora) con degli abiti molto colorati e belle collane di fiori al collo. Ah! Ma allora è un'abitudine qui… Ci ricordiamo della collana di conghiglie che indossava l'impiegato della banca a Tahiti, idem per quello della banca di Rangiroa e della bella divisa azzurra a fiori dell'impiegata dell'Air Tahiti di Rangiroa con in testa una grande composizione di fiori… Mi piacerebbe al mio ritorno andare a lavoro così in Italia e vedere come mi guarda la gente?!?!?!?
Dopo aver comprato i francobolli e spedito le cartoline torniamo e decidiamo di proseguire sulla strada che porta all'aeroporto e una volta giunti a destinazione restiamo un po' perplessi nel vedere l'aeroporto chiuso, in effetti questi piccoli aeroporti sono aperti solo quando arrivano e partono voli e per poche ore… Osservando bene all'interno vediamo un paio di persone che dormono sulle scomode panchine all'interno del capannino dell'aeroporto, (si sono scelti un bel posto per riposare perché qui non passa proprio nessuno) e a Cristian viene la brillante idea di andare a fare un giro in scooter sulla pista di atterraggio, non capisco se scherza o meno ma per fortuna riesco a convincerlo a ritornare al villaggio.
Proseguiamo il nostro tour verso l'unica strada di Fakarava, superiamo il villaggio di Rotoava, passiamo davanti alla nostra pensione e poi superiamo l'Hotel Maitai, incontriamo poi delle fabbriche di perle e arriviamo fino alla fine della strada dove inizia quella sterrata, prendiamo ogni tanto delle stradine secondarie che portano alla laguna e arriviamo in certi angoli selvaggi che danno sulla laguna, indescrivibili per la troppa bellezza… Qui ci siamo solo noi, sembra che in tutta l'isola ci siamo solo noi… Ci spostiamo poi a visitare altri angoli che danno sull'oceano e arriviamo su delle vere e proprie montagne di corallo -dove mi sono regalata un souvenir- e dove poco più in la vediamo la prima discarica polinesiana… ma che tristezza… proprio qui in mezzo ai coralli?!?!
Verso la fine della mattinata credevamo di aver visto tutto ciò che c'era da vedere a Fakarava e così ce ne torniamo al villaggio principale, ci comperiamo il pranzo e ci troviamo un angolino appartato sul mare per regalarci un bel pic nic romantico.
Nel pomeriggio: sole, mare, sonnellino, mare, sole, sonnellino e visto che oramai lo scooter era affittato per tutto il giorno, decidiamo di fare un altro giro prima di riconsegnarlo; altra tappa al supermercato per bibite e snack e al tramonto ci siamo fatti un aperitivo fai da te seduti sulle nostre sdraio davanti al bungalow.
La cena senza Ermanno e Maria Adele stasera è molto triste, mangiamo in fretta e con un po' di magone: domani si parte verso casa, ed io mi sento veramente male!!!

Martedì, 24 Luglio 2007 • Fakarava - Papeete
Di oggi non c'è molto da dire, l'umore è sotto terra e non ho per niente voglia di tornare a casa a riprendere i ritmi frenetici che abbiamo noi in Italia…
Dopo colazione ci informiamo con Joachin per l'orario del cheek out e gli chiediamo se ci può far vedere qualche perla; passiamo il resto della mattinata in camera a finire le valigie, a scrivere e a deprimerci, alle 10.00 ci avviamo in reception dove ci lanciamo nelle spese folli: un paio di orecchini per la suocera, una perla per mia sorella, una perla per la mia mammina, scelte tra le più belle e perfette… Spendiamo un po' di soldi, ma… chi se ne frega!!! Chissà quando ci capiterà ancora di venire fin qui, dall'altra parte del mondo.
Il nostro volo è alle 13.30 e così per ingannare il tempo aspettando che alle 12.30 Joachin ci accompagni all'aeroporto, ci beviamo una bella bibita fresca e facciamo un paio di partite a ping pong e calcetto (naturalmente vincerà sempre Cristian, però almeno ho perso con dignità!!!)
Puntuali arriviamo all'aeroporto verso le 12.30 e vediamo che all'ingresso ci attende Maria Adele a braccia aperte, che carina, sono contenta di rivederli e di passare ancora qualche ora in loro compagnia…
Credo di essere arrivata alla fine del mio diario di viaggio… il volo è andato bene, ci hanno offerto il solito succo di frutta all'ananas ghiacciato, non ho visto niente dall'aereo perché mi sono messa dalla parte sbagliata e all'aeroporto abbiamo passato otto ore di attesa, volevamo noleggiare una macchina ma all'ultimo momento abbiamo lasciato perdere.
L'unica cosa positiva è che, grazie all'insistenza di Cristian, abbiamo fatto il cheek in per secondi e perciò ci hanno dato i posti che Irene ci aveva riservato dall'Italia.

Mercoledì, 25 Luglio 2007 • Papeete - Los Angeles
Non mi va di scrivere perché sono un po' triste e poi non è che ci sia molto da dire, non abbiamo più l'entusiasmo che avevamo nella partenza.
Tra poche ore saremo a casa e tutto quello che abbiamo vissuto qui ci sembrerà solo un sogno…
Il volo è stato bello perché l'aereo era mezzo vuoto e ci siamo presi due sedili a testa per dormire e non mi è pesato per niente, pensavo molto peggio!!!


Giovedì, 26 Luglio 2007 • Parigi - Milano
Non mi ero accorta che i voli avessero una coincidenza così stretta…
Siamo arrivati a Parigi alle 8.40 al Terminal 2A e il nostro volo per Milano parte dal Terminal 2F alle 10.00: non ce la faremo mai!!! Iniziamo a correre per tutto l'aeroporto, prendiamo al volo la navetta che ci porta al Terminal e anche qui, corriamo, corriamo, corriamo per cercare di non perdere l'aereo. L'aeroporto di Parigi è proprio un bel casino, c'è sempre un sacco di gente e non si capisce niente; non sappiamo neanche dove ci dobbiamo mettere in coda per fare il cheek in, fortunatamente una ragazza della security dell'aeroporto mi indica la fila giusta dove, oltre al nostro aereo, facevano il cheek-in per tutti gli aerei con destinazione Milano Malpensa… Bene, forse c'è una speranza…
Cheek in di corsa, controlli peggio degli aeroporti americani e riusciamo a salire sull'aereo per ultimi…
Già il colore verdone degli aerei Alitalia mi mette addosso una tristezza immensa… Mi annuso il mio tiare che ho preso nei bagni dell'Air Tahiti Nui e che ho messo dietro l'orecchio e chiudo gli occhi per poi svegliarmi a Milano… E' già finito tutto…
Al ritiro bagagli arriva solo la valigia di Cris, la mia è rimasta a Parigi… Che peccato, speravo che almeno lei fosse rimasta in Polinesia in modo da permettermi di ritornare a riprendermela!!!
Faccio una promessa: Ci rivedremo mia amata Polinesia, prima o poi tornerò da te!!!


Consigli:

  • Se avete la possibilità di scegliere il periodo di partenza, scegliete dalla seconda metà di giugno alla seconda metà di luglio, perché è il periodo dell'Heiva in tutta la Polinesia e vale veramente la pena di vivere questa esperienza;
  • In fase di preventivi controllate sempre bene gli orari dei voli e delle coincidenze per non rischiare di perdere aerei, (es. volo di andata e/o ritorno dall'italia a Parigi) e nei voli interni cercate di non fare coincidenze (es. noi che da Maupiti siamo tornati a Papeete e poi Rangiroa nello stesso giorno, perché quando ci hanno annullato il volo da Maupiti, non sapevamo se l'indomani c'era un volo Papeete - Rangiroa).
  • Negli aeroporti (non in tutti ma in quelli più grandi) tra i banchetti delle informazioni ci sono un sacco di depliant interessanti e gratuiti che vi possono essere utili con indicati luoghi da visitare, posti in cui mangiare, negozi di souvenir, cartine; in particolare può essere utile il libretto degli orari dei voli da tenere in caso di necessità (vedi nostro disguido a Maupiti) e la guida alla flora e alla fauna con foto di tutti i fiori, piante, animali, frutti, pesci, ecc… della Polinesia Francese (noi l'abbiamo trovata all'aeroporto di Bora Bora);
  • A tutti gli sposini in viaggio di nozze: ricordatevi sempre di togliere la fede quando entrate in mare!!!




Ringraziamenti e saluti:
Innanzitutto desideriamo ringraziare di cuore l'agenzia Kia Ora Viaggi e Vacanze di Irene e tutto il suo staff che hanno reso possibile l'avversarsi dei nostri sogni!!! www.kiaoraviaggi.it
Grazie per la vostra serietà, la vostra competenza e la vostra gentilezza!!!
Grazie a Michele e Ludovica per averci fatto vivere un'esperienza indimenticabile a contatto con il mare, con la natura e con la vera Polinesia, grazie per le belle giornate passate insieme a ridere e a scherzare, grazie per i racconti, gli insegnamenti e le barzellette e per averci dedicato una settimana della vostra vita: ci siamo sentiti come a casa, ci avete dato molto e ci avete dato una bella dimostrazione d'amore… Grazie per averci portato all'Heiva, da Mamà Naumi, sulla barchetta di Norbert e grazie per averci portato all'Hibiscus dove abbiamo potuto ridare la vita ad una tartaruga sofferente… per tutto questo e per molti altri motivi «Maururu Capitano e Mamà!!!»
Ringrazio e saluto tutte le persone che abbiamo incontrato: Emanuela e Lorenzo (a Tahiti e la settimana di crociera sul Gulliver), Silvia e Stefano (al Kuriri - Maupiti), Sabrina e Roberto (al Kuriri - Maupiti), Massimo e Isabella (a Rangiroa), Francesca e Simone (escursione alla Laguna Blu), Maria Adele ed Ermanno (all'Havaiki - Fakrava) per avere incrociato le nostre strade e aver condiviso con noi una parte molto importante della nostra vita, grazie per le chiacchiere tra italiani e per la bella compagnia…
Ricorderemo sempre con molto affetto i cari amici polinesiani e francesi: Camille e AnneMarie, Robinson, Mamà Naumi, Norbert e tutti gli altri di cui non ricordiamo il nome ma che ugualmente ci hanno dato tanto!!!

«Maururu Polinesia!!!»


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