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Tanzania - Nel cuore dell'Africa
Agosto 2008
Daniela e Diego
- prima parte -

Preciso subito che se avete bisogno di informazioni siamo a disposizione e vi posso anche spedire il file che ho raccolto navigando in rete: didodandan@fastwebnet.it
Abbiamo prenotato a Gennaio il nostro solo volo su Zanzibar con Todomondo e da allora siamo stati assillati dal dubbio se fare o non fare il safari in Tanzania…
Nel mese di febbraio ho trovato nella mia navigazione in rete e nel mio consueto raccogliere informazioni un sito che elencava in breve tutte le caratteristiche delle varie agenzie che organizzano i safari e il loro indirizzo mail…
Con l'aiuto del mio traduttore automatico, ho mandato la mia mail di richiesta prezzi ed info per un safari di 5 giorni e 4 notti a tutti gli indirizzi dell'elenco. Mi hanno risposto quasi tutti e sono stata sommersa delle loro proposte… Insieme ai nostri compagni di viaggio e carissimi amici, Andrea e Jael, abbiamo iniziato a riflettere… Parlavano di una spesa non indifferente e l'idea del campo tendato ci appariva troppo all'avventura tanto che per mesi abbiamo accantonato l'idea di poterci permettere un safari in Tanzania…
Pensavamo addirittura di poter sperare di riuscire ad organizzarne uno sul posto, risparmiando qualcosa… o di poter dormire fuori dai parchi per spendere meno… ma ogni idea cadeva subito e rinunciavamo sempre più al safari…
A me e Diego, avendo quest'anno avuto la fortuna di trovare dei buoni prezzi come solo volo per le Mauritius in Dicembre e solo volo sulle Maldive per Maggio non andava l'idea di fare solo mare a Zanzibar…
A Giugno ci siamo decisi: facciamo il safari… ma la seconda domanda è con chi?
Leggi in giro che ci sono agenzie fantasma, che ti prendono i soldi che tu mandi in acconto e poi spariscono, o di altre agenzie che ti sparano un prezzo basso ma che poi risparmiano sull'auto o sul cuoco ecc… o dove passi un sacco di tempo a cercare di riparare una jeep rotta…
Ero veramente in crisi, volevo spendere poco ma non volevo poi dovermene pentire per un sacco di tempo… Ho iniziato di nuovo la mia ricerca in internet, scavando sempre più a fondo… Ho trovato un ragazzo gentilissimo, e lo potete trovare anche voi in rete, che è stato in Tanzania almeno una decina di volte… Abitando vicini ci ha gentilmente aperto la sua casa e ha condiviso con noi le informazioni di base che ci servivano… ci ha fatto vedere delle fotografie meravigliose che ha fatto nel suo ultimo safari (Febbraio 2008 nel periodo delle nascite) e è riuscito a trasmetterci il suo amore per il safari… lui ci consigliava di fare quasi quasi solo safari, quindici giorni… Era improponibile come spesa ed eravamo convinti che ci saremmo stancati… Lui ci spiegava e rispiegava che ci sono tantissime cose meravigliose da vedere e da fare che il minimo del minimo per non rimpiangerlo dopo è almeno di una settimana.
Lui ad Arusha ha un amico fidato che organizza dei safari. Accettiamo che sia lui ad organizzarci il safari o per lo meno gli chiediamo di strutturarcelo e di farci sapere la spesa…
Il suo preventivo è abbastanza alto per le nostre tasche e decidiamo di togliere un giorno e di fare solo due notti nei lodge e il resto nei campi tendati… stiamo parlando di sette giorni e sei notti di safari.
Se fossimo in quattro la spesa sarebbe inferiore perché certe spese vengono divise, tipo la macchina, l'autista e il cuoco… ma i nostri amici hanno voglia di relax e di fare un bel po' di mare, stanno organizzando una settimana a Mafia… siamo solo noi. Il prezzo è buono ma è comunque alto.
A luglio vado a ripescare alcuni dei miei indirizzi dalle mie vecchie mail di febbraio e rimando di nuovo ad un sacco di loro una nuova mail con il mio nuovo programma… rispondono e sono tutti gentili.
Scegliamo tre preventivi che sono più bassi ma non troppo, chiediamo ulteriori info e anche se ci dispiace aver fatto
perdere tempo al ragazzo italiano e al suo amico tanzaniano decidiamo di rischiare e spendere un po' meno, pur rimanendo su un prezzo importante. Facciamo da soli.
Scrivo una mail all'uffico del turismo tanzaniano (
Tourist Information Centre - Dar es Salaam ttb2@ud.co.tz - cotcord@intafrica.com) o (Tanzania Association of Tours Operators tato@cybernet.co.tz) indicando il nome dell'agenzia prescelta dicendo che voglio sapere se esiste ed è affidabile dal momento che devo anticipare metà del prezzo del safari.
Rispondono che è conosciuta ed affidabile.
Abbiamo scelto
Cordial Tours - www.cordialtours.com - info@cordialtours.com
Abbiamo trattato con John ma sono tutti disponibili e pronti ad aiutarvi.

Vi scrivo alcuni indirizzi mail di altre agenzie che abbiamo incontrato nel safari e a cui potete chiedere info... posso anche mandarvi elenco completo
Noi, per esperienza personale, consigliamo al 100% la
Cordial Tours… ci siamo trovati benissimo, oppure se volete andare tranquilli al 100% cercate in rete il ragazzo di cui parlo io e chiedete info a lui e se vi organizza il safari.

www.roysafaris.com
www.bobbytours.com
www.bobbycamping.com
www.shidolya-safaris.com
www.tontusafaris.com
www.africantrails.com
www.tropicaltrails.com
www.sunnysafaris.com
www.migodatours.com

Martedì, 12 Agosto 2008
Stone Town - Pranzo al Plaza (zona Shangani vicino al ristorante italiano la Fenice). Gestito da locali, carino pulito e ordinato; è su tre piani di cui l'ultimo è all'aperto, con una bella vista sull'oceano. Cucina tipica, mangiato quasi discreto se non fosse per le salse a cui non siamo abituati. Non economicissimo, medio livello. Attenti perché se avete solo dollari loro come la maggioranza praticano il cambio 1.000 Tsh = 1 $ quindi noi non avendo moneta locale ci abbiamo rimesso 8$.
Cena al
Dolphin Restaurante (a metà di Kenyatta rd, zona Shangani). Niente di particolare, cucina tipica, non molto veloci nel servizio, prezzi bassi ma porzioni molto scarse. Hanno un pappagallo fantastico a cui piace mettere la testa fuori dalla gabbia e farsela accarezzare.
Per finire, e chiudere il buco lasciato dal
Dolphin, La Fenice (zona Shangani). Ristorante tipico italiano, gestito da una coppia di italiani. La figlia organizza safari ad Arusha. Abbiamo preso solo una macedonia di frutta con una pallina di buon gelato (6.000 tsh). E il dolce tiramisù (buonissimo come lo mangereste in Italia). Vero ristorante italiano, si nota il tocco europeo, il proprietario è gentile, pronto a parlare e disponibile ad aiutare, ci ha dato la possibilità di aggregarci a lui il giorno dopo per visitare il mercato locale. Ottimo caffè espresso pagato 2.000 tsh (1,00 € = 1800 tsh).
Dormito al
Annex Coco de Mer (quartiere Vuga). 50 $ a notte per camera con la colazione. Camere essenziali, spaziose, con ventola al soffitto, letto con la zanzariera. Bagno? C'è giusto lo stretto indispensabile per poterlo chiamare tale. Il tutto leggermente deprimente. Sarebbe un'ottima sistemazione se costasse al massimo 20 $ (forse dal momento che era il quinto albergo che facevamo e gli altri erano tutti pieni, ci è venuto anche il dubbio che normalmente costi meno e che d'accordo con il taxista abbiano alzato il prezzo…) Rapporto qualità-prezzo praticamente inesistente. Colazione molto impersonale, senza lode e senza infamia.

Mercoledì, 13 Agosto 2008
Colazione mediocre all'
Annex Coco de Mer... Ottimo caffè alla Fenice... Pioggia che va e che viene… Pranzo veloce al Plaza (panini giganti ma fritti fritti)... Caffè alla Fenice dopo il pranzo...
Nell'attesa dell'aereo e pausa relax nella terrazza del ristorante
Amore mio (zona Shangani dopo la Fenice e il Plaza). Gestito da italiani ma mantenendo lo stile zanzibarino… Alla Fenice sembra di uscire dall'Africa e tornare in Italia... in questo ristorante rimani a Zanzibar. Preso una macedonia (3.000 tsh), 1 thè speziato (1.500 tsh) e 1 coca cola (1.500 tsh) cullati dalle onde del mare… Ottima visuale e luogo veramente pulito. Le persone intorno a noi hanno mangiato pasta, pizza e panini… l'aspetto era buono… Forse per un eventuale pranzo o cena non hanno una grandissima scelta o varietà di piatti come hanno alla Fenice… ma la guida dice che fanno un ottimo gelato…

Partiamo per il nostro safari!!!

Volo
Stone Town - Kilimanjaro fatto con Air Tanzania. Abbiamo scelto un volo diretto per poter ottimizzare al meglio i tempi. Partenza ore 19:55 arrivo 21:00. All'aereporto abbiamo trovato ad aspettarci uno dei ragazzi che lavora per l'agenzia scelta via internet che ci ha organizzato il safari. Trasferimento di un'ora circa ad Arusha.
Dormito all'
Impala Hotel - www.impalahotel.com Ottimo, è un grande casermone di nove piani, con quattro tipi di ristoranti e c'è un giro di persone enorme. Ottima camera, vasca grande e acqua calda. Buon letto con zanzariera.
Clima freddino tanto che appena arrivati in camera abbiamo chiesto per poter spegnere l'aria condizionata… Risposta? Non c'è aria condizionata è la sua temperatura normale…
Colazione continentale a buffet, disponibile dalle 5:30 della mattina, buona e con tantissima scelta.

Giovedì, 14 Agosto 2008
Tarangire National Park
Parco bellissimo. Savana piena di Baobab (alcuni sono veramente grandi e bellissimi). Gli avvistamenti sono molto facili, visto tantissime zebre, elefanti, giraffe, impala e simili… Da lontano e in due situazioni diverse abbiamo visto anche due leonesse…
Lasciamo che siano le foto a raccontare il resto... anche perché ogni safari e ogni giorno è diverso da quello di un altro... Consigliatissimo!!!
Dormito al
Tarangire Safari Lodge - www.tarangiresafarilodge.com Bello, direi di lusso. Le sistemazioni possono essere in tenda oppure in bungalow con tetto in paglia. Noi abbiamo dormito nella tenda fissa (grande quanto una camera di albergo) con il retro in muratura dove ci sono i bagni; la doccia è con l'acqua calda ma non essendo completamente chiuso a causa degli spifferi si patisce un pochino il freddo. Tutto illuminato, la tenda ha anche la veranda dove ci sono un tavolino e due sedie.
Ha un'ottima posizione e si gode un panorama bellissimo, è situato su un dirupo che domina il fiume Tarangire, e noi abbiamo potuto vedere un branco di elefanti che si abbeverava…
Cena servita con menù del giorno, non varia: una zuppa calda e potevi scegliere fa due tipi di piatti unici, poi a buffet frutta e dolci. Porzioni non molto abbondanti: voto discreto.
Colazione a buffet libera e di conseguenza abbondante sia nelle quantità, ma cosa più importante varia come scelta.
Temperatura fredda: si sta bene con due maglie e un bel maglione; riflessione: se abbiamo avuto freddo noi, sicuramente dormendo nel campo tendato vero e proprio e con cena all'aperto ci sarà stato molto più freddo.

Venerdì, 15 Agosto 2008
Lake Manyara National Park
Parco veramente bello, ho letto che a volte viene sottovalutato ma a noi, proprio per la diversità e la varietà d'ambienti in pochissimo spazio, è piaciuto veramente tanto...
Si entra nella foresta quasi pluviale... e subito dopo ci si ritrova nella savana e poi in un ambiente lacustre...
Ci sono tantissimi elefanti e li abbiamo visti anche da una distanza veramente ravvicinata… Poi zebre, giraffe (viste in lontananza) impala, procavie e tanti babbuini e scimmie varie… Ippopotami, fenicotteri e pellicani. Siamo riusciti a vedere anche due leonesse scendere dall'albero dove si erano rifugiate per riposare… Emozionante!!!

La cittadina di
Mto Wa Wbu merita sicuramente di farci una passeggiata per respirare l'aria dell'Africa… C'è un bellissimo mercato Masai con le loro opere, peccato che tutti ti chiedano d'entrare e di vedere, poi contrattare e comprare… di conseguenza perdi presto la voglia di guardare e camminare…

Dormito fuori dal parco nel
Twiga Campsite Lodge - twigacampiste@hotmail.com
Campeggio recintato, moltissimi cuochi al lavoro, siamo arrivati nella mattinata, la guida e il cuoco hanno scaricato la macchina con tutto il necessario per cucinare e per dormire e poi noi siamo ripartiti per la visita al parco… Al rientro abbiamo trovato, come tutti credo, la nostra tenda montata e il tavolo apparecchiato…
«La cena?!» «Dipende dal vostro cuoco e dall'agenzia che avete scelto!!!» A noi è andata bene, era bravo, diligente, responsabile... e ottimo cuoco…
Il campeggio direi che equivale ad un campeggio italiano (non di lusso), il bagno è essenziale e viene pulito spesso… La doccia è calda!!!

Sabato, 16 Agosto 2008
Lago Natron
Oggi abbiamo segnato sul nostro programma visita al
Lake Natron… Non ci siamo informati benissimo su questa giornata... ci era stata consigliata e abbiamo seguito il consiglio… credevamo si fare un safari molto simile al Lake Manyara
Il trasferimento verso la zona e per primo verso il campo tendato
Movido Camp dura tre ore abbondanti su una strada praticamente inesistente… Attraversiamo strade di sola roccia, guadiamo torrenti ecc… vediamo tantissimi villaggi Masai, tantissima polvere e centinaia di bambini con i vari greggi al pascolo, molti sono vestiti di soli stracci.
Siamo arrivati a destinazione verso mezzogiorno, la guida ci dice che aspetteremo tre ore prima di ripartire perché fa troppo caldo e il lago si gira in pochissimo tempo… siamo perplessi ma ubbidiamo…
Alle tre noi siamo pronti per il nostro solito safari, siamo ignari di tutto, e da
bastardino la nostra guida Rama non ci avvisa di niente… Appena usciti dal campo un ragazzo masai sale in macchina con noi «Chissà perché?!» «Avrà voglia di fare un giro in macchina, forse» concludo io… polla!!!
Dopo quindici minuti ci hanno lasciato ai piedi di una montagna e il masai si trasforma nella guida per arrivare alle cascate… scusa nessuno mi ha detto che ci sono delle cascate, tanto meno che devo raggiungerle a piedi… trauma iniziale... la guida aggiunge subito
«Impiegherete una cinquantina di minuti ad andare e altrettanti a tornare e dovrete anche attraversare dei piccoli torrenti…» L'avrei disintegrato all'istante… ma buon viso e cattiva sorte…
La strada o il sentiero praticamente non esiste, ti arrampichi su per la montagna fiancheggiando un torrente tra salite e discese e sassi che franano un pochettino… attenta a dove metti i piedi… poi attraversi il torrente parecchie volte…
Se come noi arrivate un po' impreparati, all'inizio può essere traumatico. Basta adattarsi… noi eravamo in scarpe da ginnastica e pantaloni lunghi e guadare un fiume senza volersi bagnare è una bella avventura… ma se state leggendo questo diario, arriverete preparatissimi, come l'altra comitiva d'italiani che erano addirittura con il costume pronti per il bagno finale…
La nostra guida Jhon è stata fantastica, ci siamo tolti le scarpe e l'ultimo pezzo l'abbiamo fatto scalzi in mezzo al fiume e sui sassi (Che male i piedi!!! Ma non aveva senso rimetterti le scarpe per poi toglierle di nuovo dopo tre minuti…)
Alla fine arrivi in una grotta dove da sopra cade questa cascata (niente di enorme e strabiliante) ma ci puoi fare il bagno e passato il tuffo della cascata, entrando nella grotta dopo circa una decina di metri c'è un'altra cascata più bassa ma più potente che funge da idromassaggio…Tutti erano felici e si sentivano un tutt'uno con la natura! Diego ha fatto il bagno con i pantaloni.
Tragitto di rientro praticamente come all'andata, meno male che il sole sta calando e spesso sei in zone d'ombra… Ad attenderci alla jeep ci sono delle ragazzine e donne masai che hanno per terra la loro piccola bancarella di braccialetti e collane tipiche… (Solo una domanda a cui non ho trovato risposta:
«Sono così isolati dal mondo… ma dove li trovano i coralli o le perline per fare i loro ornamenti?») Contrattiamo con una ragazzina di nome Maria (?) e mi vende una collana masai per 4000 tsh… almeno è un ricordo…
Raggiungiamo in brevissimo tempo il
Lago Natron, poi essendo la stagione secca cammini nel lago secco ma in alcuni punti melmoso e fangoso per raggiungere la parte del lago dove si trovano i fenicotteri.
E' completamente rosa, il sogno è che tutti si alzino in volo per fare una foto da favola ma non riesci ad andare così vicino senza impantanarti… riesci comunque ad avvicinarti a dei piccoli gruppi in piccole pozze esterne e vederli bene. Bello!!!
Rientrati ci siamo chiesti se rifaremmo questa giornata... E' una giornata strana, alla fine tra andare e tornare passi circa otto ore in auto su strade che non esistono e attraversi montagne, non vedi animali se non i fenicotteri e qualche giraffa o impala o gazzella che gira libera per la Tanzania… Ancora non abbiamo trovato una risposta definitiva, una cosa è certa: come giornata ci è piaciuta e ci ha permesso di vedere dei paesaggi diversi, di recepire nell'aria lo spirito masai e quello delle altre tribù tipo i sonjo. Rifacendo lo stesso percorso faremmo in modo di poterci fermare in qualche villaggio locale e fuori dai percorsi turistici… In più quando abbiamo prenotato il safari ci dicevamo che sette giorni di safari, dal nostro punto di vista, erano troppi e che ci saremmo annoiati… questa giornata ci ha permesso di rilassarci e di staccare completamente gli occhi dagli animali e creato un'attesa ancora più grande per il Serengeti.
Dormito al
Movido Camp. Pace assoluta. Essendo fuori dai soliti giri turistici c'è pochissima gente e quella poca che c'è non dorme nelle tende ma nei bungalow… siamo solo noi due, la guida e il cuoco e i masai che gestiscono il campo.
E' ombreggiato, i due bagni e le due docce occidentali sono ok, molto puliti, poi ci sono quelli all'aperto per i più coraggiosi o per i masai… C'è molto caldo di giorno e un clima ideale la sera… pochissime zanzare…
Non c'è la corrente elettrica, quindi niente luce, neanche nei bagni. Solo l'acqua a temperatura ambiente!
Abbiamo dormito sotto il tipico albero africano, con la tenda praticamente aperta, c'era solo la zanzariera illuminati dalla luna piena, è stato romanticissimo!
Siamo stati svegliati verso le tre di notte dai vari asini che brucavano l'erba vicino alla tenda, facendo quasi tremare il terreno…
Appena prima di partire vengo chiamata da una donna masai al di fuori della recinzione del campo che mi vuole vendere i suoi braccialetti… ne compro uno per 2.000 tsh, lei è molto felice…

Domenica 17 Agosto 2008 e Lunedì 18 Agosto 2008
Serengeti National Park
Avevamo letto che il
Serengeti è il luogo dove la leggenda incontra la realtà, dove si possono toccare il mistero, l'asprezza e la potenza dell'Africa…
Noi non possiamo fare a meno di confermare quello che avete già letto in giro… è fantastico!
Noi abbiamo visto parte della zona del
Lobo e del Seronera e vi assicuro che ci è piaciuta moltissimo, offre dei paesaggi bellissimi, vari e con distese impressionanti che gli occhi non riescono a coprire.
«E gli animali?!» Tantissimi… non riesco ad immaginare come dev'essere prima della grande migrazione verso il Masai Mara. Ci sono branchi enormi di bufali, zebre e gazzelle di thomson, impala ecc... elefanti, giraffe, dik-dik e sono ben visibili, essendo la stagione secca anche i felini!!! Meraviglioso! In una giornata abbiamo visto più di 15 gruppi famigliari di leoni: ben 4 leonesse con i cuccioli, 3-4 leoni e dei giovani leoni… e il resto gruppi composti da 2 a 4 leonesse… Spesso riposavano e come gatti faticavano a svegliarsi, nonostante il rumore delle auto. Si mimetizzano benissimo nell'erba secca gialla e a volte anche quando sai che ci sono non riesci più a vederli una volta che si sdraiano.
Abbiamo visto per la prima volta e in totale libertà e con il pranzo vicino (una gazzella) un Ghepardo. Ringraziamo le altre tre jeep ferme ma nonostante ci dicessero che c'era abbiamo impiegato più di dieci minuti per trovarlo… Dopo, grazie alle orecchie che si sono mosse è stato localizzato… si vedeva solo qualche macchia e poi ci ha graziati alzandosi in piedi e mettendosi nella posa tipica dei ghepardi.
Paesaggi meravigliosi… ippopotami in fiumi pulitissimi o in pozze melmose piene dei loro stessi escrementi… erba verde e palme lussureggianti vicino all'acqua o erba secchissima nelle pianure. Colpiscono gli spazi interminabili, dove all'orizzonte vedi la sagoma di un elefante o di una giraffa che vaga solitaria.
Da un lato capisco chi organizza safari lunghissimi: avere più tempo ti permette di vedere e osservare con calma gli animali in tutte le loro fasi della vita o della giornata!
Ho visto per la prima volta giraffe bere ed elefantini succhiare il latte… Sono sensazioni meravigliose che ti arricchiscono la vita.
Nella zona del Lobo abbiamo dormito al Lobo Camp. Sarei tentata di dire che praticamente non esiste un campo: è uno spiazzo aperto, alle spalle hai una grande roccia e davanti una grande distesa dove alla notte hanno dormito i bufali (io non ho dormito moltissimo, sentivo i bufali sbuffare e in precedenza pensavo ci fosse un po' più di protezione in questo genere di campo, per lo meno se non un recinto mi avevano detto che c'erano i masai come guardie… invece ognuno pensa per sè e ti auguri di non dover andare in bagno la notte.
Freddo, freddo e molto, molto vento! Ci sono due costruzioni tipo capanne con la base di un metro circa in muratura e della rete metallica che funge da pareti, tetto in paglia. Servono per proteggere il cibo dagli attacchi dei babbuini… alla sera non si vedono ma finita la colazione scendono a gruppi per rubare il rubabile.
«Bagni?!» «Chi ha parlato di bagno?!» Ci sono quattro pareti in lamiera e un buco profondo per terra… l'importante è che chiunque parteci al gioco abbia una buona mira, altrimenti dopo un po' non sai più dove mettere i piedi… Con un po' di coraggio e il naso tappato tutto riesce bene.
Non esiste l'acqua praticamente in nessun posto se non dal rubinettino di una grande cisterna che serve ai cuochi per cucinare e lavare i piatti… L'unica cosa che riesci a lavarti sono le mani! Portatevi delle salviettine umidificate… e per fortuna c'è freddo quindi non sei nemmeno sudato!
Mangiare all'aperto è stata veramente dura sia alla sera sia alla mattina: troppo vento gelido e i vestiti non bastavano a proteggere la faccia.

Nella zona del
Seronera abbiamo dormito al Pimbi B/Campite. E' un campo all'aperto. Completamente aperto in mezzo alla savana, ma noi non abbiamo né visto né sentito animali in particolare (fortuna o sfortuna per alcuni, dipende dai punti di vista…)
Ci sono sempre le due recinzioni di cui ho già parlato, chiuse da reti e tetto di paglia. Una funge da cucina e l'altra viene allestita zona ristorante con i tavolini e le sedie portate da ogni gruppo di turisti.
Mancano la luce e la corrente elettrica, ma c'è l'acqua! I bagni sono stati costruiti da pochissimo in una piccola casetta al lato del campo, con acqua e doccia.
Credo sia un campo curato e in fase di miglioramento, non abbandonato a se stesso com'è attualmente quello del
Lobo.

Martedì 19 Agosto 2008
Nella mattinata safari nel
Serengeti e nel pomeriggio trasferimento verso l'ultima tappa il Ngorongoro con la visita al villaggio Masai.
La mattina abbiamo visto magnificamente il leopardo che dormiva
appollaiato sull'albero con poco distante la gazzella appena cacciata. Di nuovo abbiamo visto delle leonesse con i loro cuccioli.
In poche parole: fare un safari nel Serengeti è una casa speciale e credo non si possa restare delusi, se in agosto, periodo che viene descritto come un momento in cui si vedono pochi animali perché molti sono al Masai Mara in Kenia noi ne abbiamo visti tantissimi, non riesco ad immaginare il parco quando è pieno.
Vi riassumo comunque cosa dice lo Lonely Planet su quando visitare il parco:
«Nel parco la concentrazione di animali è più alta tra dicembre e giugno e relativamente più bassa nella stagione secca tra luglio ed ottobre. Ma il Serengeti merita di essere visitato tutto l'anno.
Dipende molto da cosa uno vuole vedere! Il vostro principale interesse sono gli gnu?! Allora nella stagione delle piogge (dicembre - maggio) troverete i branchi disseminati nella zona del Serengeti meridionale. Nella stagione delle nascite, intorno a febbraio, ogni giorno vedono la luce più di 8.000 piccoli gnu, sebbene il 40% di essi muoia prima di raggiungere i quattro mesi d'età.
Se al contrario volete vedere i predatori allora il periodo migliore per avvistarne un numero maggiore è senz'altro nella stagione secca (luglio - ottobre).»
Informatevi e fate le vostre valutazioni.

Dopo il pranzo ci siamo diretti verso il
Ngorongoro, nei grandi spazi ai lati del sentiero battuto che funge da strada ricominciamo a vedere tutti i bambini masai che pascolano le loro greggi di pecore o capre o bovini.
Spesso quando vedono l'auto ti corrono incontro allungando la mano… questo è successo in qualsiasi strada che abbiamo percorso… chiedono… chiedono sempre.
E' facile che nasca una conversazione sul
«E' giusto dare» oppure «E' meglio non dare» Devono vedere il turista come qualcuno da spellare o come un benefattore? Abituarli a ricevere significa poi nel tempo non poter fare nemmeno un passo senza essere circondati da bambini o da gente che ti chiede… e ti chiede… E' un bel dilemma!
Riguardo a questi bambini io pensavo chiedessero soldi o forse vestiti, dal momento che alcuni hanno solo uno straccio annodato sulla spalla e basta. La nostra guida, Rama, ci ha spiegato che la loro richiesta principale consiste nel chiedere acqua... effettivamente spesso li trovi soli con i loro animali, in mezzo alla savana circondati solo da terra arsa e dura e qualche piccolo alberello come riparo dal sole cocente. Dare una bottiglia d'acqua ad uno di loro significa che venti metri più avanti ne troverai un altro che ti chiede la stessa cosa e via dicendo… Oppure tu pensi che sia solo, ma appena allunghi la mano per dare ne sbucano altri correndo da luoghi seminascosti. Non si possono accontentare tutti.
Noi avevamo un sacco di mele e in questo pomeriggio ne abbiamo data una ad ogni bambino che incontravamo: sono finite velocemente! Qualsiasi cosa noi facciamo è una goccia nell'oceano!
Aggiungo poi una riflessione che può essere definita cattiva: loro come tribù rifiutano il progresso e da un lato è giusto perché le tradizioni e la cultura sono sacre e vanno rispettate… allora perché devi supplicare il turista? Perché la mia guida e il mio cuoco pur avendo cibo o acqua con loro... non hanno mai fatto il benchè minimo gesto di solidarietà nemmeno verso uno di loro? Perché tutto questo è preteso da noi turisti?
E' la loro scelta di vita! L'unico rimpianto è che i bambini non hanno scelta e che da piccoli subiscono le decisioni dei loro genitori e che quando sono grandi sono talmente dentro l'ingranaggio che forse non sanno o non hanno il coraggio d'uscirne.
Abbiamo comunque visto giovani masai vestiti con i loro tipici teli colorati camminare felici con in una mano la lancia e nell'altra mano il cellulare o con gli occhiali da sole alla moda.
Concludendo: tutto non è sempre come sembra.
Ci saranno sicuramente villaggi isolati e veramente poveri, ma noi non abbiamo visto persone magre o affamate, hanno le loro pecore e le loro mucche; anche se questo non significa che non ce ne siano. Ci saranno sicuramente persone che hanno lasciato il loro villaggio isolato e che si sono trasferiti più vicino alle zone abitate per poter sfruttare anche le comodità. Vicino ai centri abitati abbiamo visto tanti masai in bicicletta.
E' vero su argomenti di questo tipo si possono aprire dibattiti di giorni e giorni, anche se io ho solo espresso i miei dubbi ma non voglio fare polemica con chi è a favore di dare o chi è per il non dare.

Visita la Villaggio Masai
Credo che non ne valga la pena, certo io non lo rifarei! Costo per auto di 50$, durata della visita: massimo un'ora. Noi siamo stati in uno dei villaggio vicino al Ngorongoro. Diciamo che è l'unico modo per poter scattare fotografie a volontà a persone alle quali posso adattare due definizioni:
1) Ha venduto la propria faccia per soldi.
2) Si è fatta furba e sfrutta i polli che pagano per vedere il loro spettacolino.
Appena arrivati un giovane masai con un'ottima parlata inglese ci viene incontro e prende i soldi dalla guida e si presenta a noi come nostro accompagnatore all'interno del suo villaggio. Subito sono infastidita dalla quantità di oro che indossa (anelli e braccialetti, uno addirittura fatto con oro bianco intrecciato con oro giallo). Ne ha più di me!
Bisogna attendere che almeno venti o trenta di loro escano fuori dal villaggio per farti la loro danza di benvenuto. Alcuni s'impegnano più convinti di altri. Io forse sono prevenuta, e la vedo come una pacchianata, molto al di fuori della realtà.
50$ per entrare non sono pochi (impariamo poi a Zanzibar che lo stipendio medio è massimo di 100$ al mese… non so quanto guadagnino normalmente in Tanzania…). Questo villaggio non è certo povero e benché vogliano apparire in un modo, ai miei occhi sembra tutto il contrario.
Entriamo nel villaggio… tante piccole capanne, dove il
nostro giovane masai ci spiega con quali materiali viene costruita e poi ci fa accomodare al suo interno… I nostri occhi non sono abituati al buio e una volta dentro non vediamo niente… poi dopo una decina di minuti mi accorgo che i miei occhi si sono adattati e riesco a percepire le forme.
E' piccolissima: una pelle di mucca che funge da letto per i genitori e una pelle come letto per i figli; c'è un piccolissimo angolo con delle braci usato come cucina.
Ci spiega la loro vita e possiamo fare tutte le domande che vogliamo, peccato che presi alla sprovvista non ce ne vengano... in più il mio inglese è praticamente inesistente e quello di Diego è molto elementare. Ci spiega che sono poligami e che non mangiano vegetali (sicuramente un po' complicati da coltivare). La loro dieta è solo di carne e sangue, a volte mescolano il sangue al latte, mangiano capre, mucche e pecore. L'asino è l'unico animale che allevano solo come mezzo di trasporto e che non viene mangiato. Adesso, mentre sto scrivendo il mio diario, gli avrei voluto chiedere:
«Ogni moglie ha la sua capanna?! «Tu quante mogli o figli hai?» «Come vengono scelte?!» «Sono gelose l'una dell'altra?!» «Cosa fate quando uno di voi muore: lo seppellite o lo bruciate?!» «Qual è il ruolo dell'uomo o della donna?!» «Sembra che la donna lavori e fatichi molto più dell'uomo è vero?!» Ecc... ecc...
Al centro del villaggio c'è una specie di palizzata circolare con tutti i loro ornamenti (collane, braccialetti, bastoni decorati ecc..) Danno a Diego un bastone e a me una collana… si dividono in due gruppi, uno di soli uomini e l'altro con solo le donne: cantano e noi al centro dobbiamo saltare più in alto possibile… ci dicono che così ci stanno sposando nella loro tradizione… Diego fa il convinto e segue quello che gli viene detto di fare… io mi sento una scimmiotta da circo, completamente estranea al loro ambiente... salto un po' ma mi vergogno troppo… E' uno spettacolo per il turista.
Dopo vieni avvisato che devi scegliere quello che ti piace fra tutti gli oggetti per poi comprarlo... Io, come ho già raccontato, al lago Natron avevo gia comprato una collana per 4.000 e un braccialetto per 2.000 scellini tanzaniani… Avevo una idea sui prezzi per fortuna… Scegliamo una collana e quattro braccialetti: ci sparano 50 $!!! Siamo pazzi??? Ci rifiutiamo di farci spellare in quella maniera, stupidi forse ma proprio scemi no… Stupidi per non aver comprato fuori dai circuiti turistici da gente che ne ha effettivamente bisogno e che si accontenta… Noi lasciamo il tutto… loro insistono… Io sono per pagare il giusto… massimo 15.000 tsh, chiedere 50$ è veramente un ladrocinio… calcolando che ne ho appena dati altri 50 solo per entrare… Lui vuole farci credere che 15$ sono pochi e che ci rimettono… ok non c'è problema… non li vogliamo…
Ci portano allora a visitare la loro scuola. Una capanna con delle panche dove sono seduti una ventina di bambini con magliette stracciate e piene di polvere… al centro c'è un bauletto dove puoi mettere le offerte per la scuola… noi doniamo qualcosa… I bambini ci cantano una breve canzoncina e una bimba del gruppo si presenta traducendo in inglese quello che dice il suo insegnante nella lingua locale. I bambini sembrano veramente poveri! Ce ne sono due piccolissimi, hanno al massimo due anni, che mi hanno preso in simpatia e mi seguono, ridono e mangiano sabbia, hanno le mosche sulla faccia e sembrano non accorgersene… non le cacciano... lo faccio io per loro ma dopo un attimo la mosca torna nella posizione iniziale… Mi dispiace non avere niente per loro...
Ma poi penso:
«Perché gli adulti sono tutti bene vestiti (potete vederlo di persona dalle foto della galleria) e ben lavati, oserei quasi dire con l'oro ai polsi, mentre con un contrasto pazzesco i bambini sono vestiti di stracci e con le mosche sugli occhi?!» Non li trovo patiti anzi sono ben grassottelli… Non riesco a capire… certo quel determinato villaggio che si è aperto al turista non è povero… forse i bambini sono lasciati in quel modo per impietosire ancora di più il turista… oppure anche nel loro gruppo si dividono in ricchi e poveri… Per trovare una risposta bisognerebbe entrare veramente nella loro cultura, non come turista ma come amico… ci vogliono anni e un sacco di viaggi in Tanzania.
La visita è finita e la nostra giovane guida masai gioca di nuovo la carta della contrattazione:
tre braccialetti per 15.000 tsh. Accettiamo anche se siamo certi che sono cari. Vediamo che 5.000 tsh se li mette in tasca il giovane masai e che 10.000 tsh vengono dati alla donna che forse li ha fatti.
Fine della visita! A voi la decisione se fare questa visita oppure no, noi certamente non la rifaremmo ma vorremmo fermarci nei villaggi veri, e se devo lasciare dei soldi preferisco darli a loro e vedere dal vivo la loro vita, non solo gente che all'arrivo del turista canta e balla, nessuno che lava, fatica, cucina… chi non è dello spettacolo è seduto e aspetta il prossimo arrivo di un'altra coppia di stranieri.

Riprendiamo il nostro viaggio… Di nuovo pastorelli in cerca di offerte… diamo quello che abbiamo, qualche pacchetto di biscotti e simile, acqua ne abbiamo poca per noi e non è cosi scontato trovare un
negozio che la venda… Siamo giunti quasi a destinazione, ci fermiamo all'esterno, sulla cima del cratere, domani mattina scenderemo all'interno. Facciamo qualche foto in un punto panoramico e sono subito circondata da 5-6 ragazzi ventenni masai che vendono collane e braccialetti… chiedo quanto costa la stessa collana che volevo comprare al villaggio dove mi chiedevano 15 $… il ragazzo mi chiede 5.000 tsh (poco più di 4 $) io non ho nemmeno il coraggio di tirare sul prezzo, accetto subito. M'incavolo ancora di più se penso al villaggio spenna turisti.
Acquistata una subito gli altri ragazzi iniziano a dire: «Due collane per 5.000 tsh» Ok, li accontento, ma tutti mi assalgono, parlano e mi allungano le loro collane… chiedono talmente poco che ne scelgo due dal mucchio… non ho idea a chi devo dare i soldi... una mano si allunga e mi indica che una è sua e una è dell'altro ragazzo… io gli do i soldi… sono agitati, vorrebbero le prendessi tutte ma alla fine sono molto tranquilli fra di loro, oggi un turista sceglie la tua, domani un altro sceglierà la mia…

Dormito al
Ngorongoro WildLife Lodge - www.hotelsandlodges-tanzania.com Gode di una bellisma posizione sul bordo del cratere. Struttura enorme con almeno quattro piani a terrazza, con una grande balconata per poter godere del bel panorama.
Cena a buffet di ottima qualità e varietà, idem per la colazione. Consigliatissimo!!!
L'avevamo scelto proprio perché tutti ci avevano avvisato che era la zona più fredda del nostro safari e dormire in tenda e mangiare all'aperto quando fuori arriva anche vicino allo zero non è il massimo, almeno in camera uno si difende meglio… Nel salone centrale c'è anche il camino che viene acceso, anche se è possibile scaldarsi solo mettendoci molto vicino…
Eravamo quindi preparati al freddo e non lo abbiamo trovato peggio di quello patito al Lobo, certo essere in tenda poteva essere tragico. Al tramonto e alla mattina presto il termometro misurava sui 12°.

Mercoldì 20 Agosto 2008
Discesa nel
Cratere Ngorongoro
Iniziamo la discesa verso le sette e trenta… Il cratere ci appare vuoto, secco e desolato… ma è veramente enorme e molto è nascosto alla nostra vista. Infatti più procediamo e più ambienti diversi appaiono ai nostri occhi.
Ci troviamo in mezzo ad una foresta, ci sono fiumi con la loro rigogliosa vegetazione e più avanti savana secca secca. Vediamo alcuni elefanti, moltissime zebre, un gruppo di iene con i cuccioli, sciacalli, gazzelle, impala e vari uccelli… vediamo non lontanissimo un leone dalla nera e folta criniera con il suo harem, tre leonesse, e poi in lontananza un'enorme macchia nera… ci avviciniamo e distinguiamo le forme... sono gnu! Sono tantissimi, ci attraversano la strada, cauti e prudenti, assistiamo ad una piccola migrazione… loro si spostano solo da un pascolo all'altro. Sono sensazioni bellissime.
E quando pensi
«Sette giorni di safari sono il giusto compromesso, altrimenti se ne dovessi fare di più forse inizierei a stancarmi…» ecco che viene avvistato un ghepardo (le varie guide si avvisano con la radio) e allora la tua adrenalina ricomincia a salire… bellissimo e via che si riparte con la raffica di fotografie. E' un bellissimo esemplare, è molto tranquillo, si rotola nella sabbia come i miei gatti e fa pure i suoi bisognini… Fantastico, non ha nessuna fretta di andarsene…
Il tempo scorre inesorabile e ormai si avvicina l'ora dell'uscita e del riprendere la strada per la fine del safari. Avvistiamo una decina di jeep vicino alla zona destinata all'aerea destinata a sosta picnic.
Ci avviciniamo: due splendide leonesse sono sull'albero… via di nuovo ad immortalare questo momento, ma la maggioranza delle jeep sono appostate poco più avanti dall'altro lato della strada e guardano nella direzione opposta alla nostra...
«Cosa c'è di speciale?!» Vediamo appostata in mezzo all'erba alta una terza leonessa e a 4-5 metri di distanza c'è una processione di zebre… Sicuramente è in atteggiamento da caccia, ma solo lei sa qual è il momento adatto… noi aspettiamo un po'... ma lei è sempre ferma… forse impiegherà tre, quattro ore, chi lo può sapere?! Lei non deve andare da nessuna parte, solo procurasi il cibo, forse le jeep che vanno e vengono la rallentano o la distraggono… noi non possiamo aspettare oltre.
Ore 13:30 inizia il nostro viaggio di rientro;il safari è finito!
Unico rimpianto è non essere riusciti a vedere il rinoceronte, l'unica speranza era proprio all'interno del cratere, ma ci sono talmente pochi esemplari che riuscire a vederli è proprio una rarità. Ma qualche fortunato c'è sempre. Auguri ai prossimi!
Chiediamo a Rama, la nostra guida, di poterci fermare a comprare qualche maglietta come ricordo… A circa metà strada si ferma e ci fa notare che in una bancarella-negozio oltre ai tipicissimi quadri e dipinti vende anche magliette.
Chiediamo il prezzo: 1 x 25 $
«Scusa, siamo tornati al villaggio masai?! Non mi sembra…» Io dico sono disposta a darti 5 $, lui scende a 20 $ e io me ne vado… Sono stanca di gente che se ne vuole solo approffitare perché dal momento che siamo in viaggio sembriamo ricchi, con i soldi da buttare… Mi stanco subito e smetto di contrattare, non siamo polli da spennare, forse c'è gente che si svende così, io no! Diego conia la frase «I'm a Chiken?» Io domando solo un prezzo democratico… lui deve avere il suo guadagno ci mancherebbe, nemmeno lui è un pollo da spennare. Mentre ci allontaniamo lui dice: ok per 6 $. Ma ormai è tardi, chi troppo vuole nulla stringe! Posso fare anche senza magliette.
Arrivati ad Arusha la guida si ferma in un negozio gestito da indiani, non so se loro hanno più il senso degli affari, ma il prezzo per la stessa maglietta è di 5.000 tsh cioè meno di 5$. Compriamo. Quello che è giusto è giusto.
Passiamo dall'agenzia per compilare il libro dei commenti (tutto veramente positivo!) e poi ci accompagnano al punto di partenza, all'Hotel Impala dove abbiamo già dormito all'andata.
Saliamo in camera e un bel bagno caldo ci ritempra lo spirito. Cena al ristorante italiano (che d'italiano forse ha solo il nome) e subito a letto, domani alle sei Rama ci viene a prendere per accompagnarci all'aeroporto!

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