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Reportage Africa > Racconto_di_Viaggio_-_Sud_Africa_e_Mozambico_-_Daniela_e_Diego_-_2006
Sud Africa e Mozambico
5 - 27 Agosto 2006
Daniela & Diego
- prima parte -
Io e mio marito Diego la definiamo una malattia... e per questo non riusciamo nemmeno a finire un viaggio che già iniziamo a sognare il prossimo... A Febbraio eravamo in Malesia e Borneo che già avevamo in mente l’invito di due coppie di cari amici di andare con loro in Sud Africa e Mozambico. E’ più forte di noi: abbiamo accettato subito!
Prima di partire ci siamo informati leggendo racconti di altri viaggiatori e se, a nostra volta possiamo essere utili a qualcuno, scriveteci: didodandan@fastwebnet.it
Ci siamo trovati alcune sere per organizzare i dettagli e decidere l’itinerario.
Il tempo e i mesi che ci sembravano così lontani, sono volati.
Sabato 5 Agosto 2006
Eccoci in stazione a Reggio Emilia alle 13:30 ad aspettare ansiosamente una delle altre due coppie: Andrea & Jael. L’altra coppia: Andrea & Raffaella salgono alla fermata di Parma. Una volta a Milano centrale prendiamo l’autobus per Malpensa, pagato 7,20 € a coppia. Il nostro volo è Milano - Atene (durata circa due ore) Atene - Johannesburg (durata circa nove ore) Johannesburg - Cape Town (durata circa due ore).
Domenica 6 Agosto 2006
Per fortuna tutti e tre i nostri voli si svolgono senza problemi e senza intoppi. In aria è tutto tranquillo e una volta a terra riusciamo ad avere tutti e sei gli zaini. Prendiamo un taxi (furgoncino) che ci porti alla casa che abbiamo prenotato via internet a Cape Town www.wheretostay.co.za, ecco l’indirizzo : 121 loader street.Waterkant. (telefono Mercure 2782 4226900 - Petra 2782 4906329) Abbiamo pagato 1032 rand a notte, circa 42 € a coppia. (tot 170 € a coppia per 4 notti)
Arriviamo a destinazione che sono circa le sedici. Telefoniamo e la signora viene subito ad aprirci. La casa è veramente bellina: abbiamo tre camere da letto e due bagni, una cucina abitabile e un salotto accogliente con tv e dvd, più il caminetto. Nel giardinetto dietro c’è un bel tavolone per mangiare all’aperto, più le sdraio... peccato, visto il freddo, di non poterne approfittare. Tre giorni prima di partire la televisione aveva dato notizia di un’incredibile e straordinaria ondata di freddo in Sudafrica... speriamo bene! Alla partenza avevamo aggiunto un maglione e tolto una canottiera dallo zaino... Eravamo mentalmente preparati ma partendo in piena estate non si è mai preparati al 100% al freddo che trovi. La casa subito è gelida e umida, ma per fortuna in ogni stanza ci sono i termoelettrici e piano piano tutto assume una dimensione ed un calore più umano. Raffa e Andrea si accaparrano la camera più cool, praticamente un open space con mega letto matrimoniale, doccia con parete in roccia e (non troppo positivo) sanitari posizionati in stanza senza pareti divisorie, mentre noi ci prendiamo le stanze più piccole (ma molto più veloci da scaldare). Arriva subito la donna di letti. Per la notte abbiamo paura di avere freddo e di dover usare i sacchi a pelo che ci siamo portati... pronti ad ogni evenienza. (Fatelo anche voi!!!) Il piumone di cui è fornita la stanza, invece, è più che sufficiente e il termo fa il resto.
Siamo stanchi dal viaggio ma il nostro stomaco reclama del cibo. Sono le sette di sera ma il quartiere è molto spento e silenzioso. In tutte le case ci sono le sbarre alle finestre e spesso trovi una guardia agli angoli delle vie.
Nonostante ci dicano che la criminalità in Sudafrica sia molto elevata, Cape Town è ancora molto vivibile.
Non ci sono moltissimi locali aperti, noi ne scegliamo uno d’atmosfera (il Manhattan) e mangiando carne, pesce e dolce spendiamo 180 rand a coppia. Le porzioni sono buone ed abbondanti. Verso la fine della cena, ci guardiamo intorno e vediamo coppiette tranquillamente sedute a romanticare, solo che mancano le donne. Capiamo di essere in un luogo scelto come ritrovo per soli uomini...
Dal momento che con noi c’è Andrea (non specifico quale dei due... (quello più alto!!!)) che ha già avuto varie proposte dalla sua sponda, lui ha una gran fretta di andarsene a casa... Finiamo la cena tranquillamente e se non fosse stato per i due uomini che scambiandosi un regalo si sono baciati sulla bocca, sinceramente non ci saremmo accorti di nulla... Usciamo dal locale con i nostri uomini che tengono le spalle al muro... sto scherzando!!!
E’ veramente freddo, ci dicono che è colpa di una perturbazione... Sapevamo che era inverno ma ci aspettavamo un fine inverno, quasi primavera, in cui la temperatura non scendesse mai vicino allo zero... e invece scende eccome...
Andiamo subito a letto, visto che domani mattina abbiamo l’escursione per vedere lo squalo bianco e la maggioranza di noi farà l’immersione nella gabbia. Il tipo arriverà alle 05:45.
Lunedì 7 Agosto 2006
Puntualissimo anzi in anticipo, arriva il tipo dell’agenzia degli squali (prenotato il tutto via internet ) 281 € a coppia con Shark Diving Unlimited www.sharkdivingunlimited.com infosdu@shardivimgunlimited.com tel: +27 (0) 28 384 2787 po box :511 GANSBAII 7220 SOUTH AFRICA. Partiamo ancor prima che il sole inizi a sorgere... Il tipo guida per circa due ore, mentre noi dormiamo, o per lo meno ci proviamo... e c’è sempre a chi riesce meglio (Jael) e a chi riesce peggio...
Arriviamo a destinazione a Gansbaii e ci viene servita un’abbondante colazione. Mettono la barca in mare, siamo in tutto una quindicina, il tempo è bello ma freddo e il battello non è molto riparato. Dopo una ventina di minuti siamo vicini ad una colonia di foche, il cibo preferito dagli squali. Iniziano a pasturare gettando frattaglie di pesce e una brodaglia con un po' di sangue. I ragazzi e Raffaella si preparano... Io e Jael filmiamo e fotografiamo il tutto da sopra. Dopo una quindicina di minuti vediamo arrivare la prima pinna, si scende nella gabbia a turni di cinque alla volta. La gabbia rimane a pelo dell’acqua e ogni volta che lo squalo viene per “mangiare” l’esca gettata, il tipo la tira verso la barca, permettendo allo squalo di arrivare a vista dei ragazzi che ad ogni suo comando s’immergono in apnea. In alcuni casi lo squalo è arrivato a mettere la sua pinna o il “muso” dentro o contro la gabbia fra le due sbarre. Ma lo spazio è molto piccolo e non può far male... certo è che ti dà una scossa di adrenalina. E’ emozionante quando lo vedi arrivare e pensi: sono davanti allo squalo bianco!!!
Sono arrivati ben tre esemplari e uno era grande circa cinque metri. A turno tutti sono scesi e alcuni meno freddolosi dal momento che la temperatura dell’acqua era sui 5 gradi e a chi è più coraggioso viene data la possibilità di fare una seconda immersione. Diego e i due Andrea fanno un secondo giro divertendosi tantissimo.
Apro una piccola e breve parentesi: non che a voi che leggete il mio racconto interessi particolarmente ma dal momento che questo mio diario è una specie di mio testamento di viaggio da leggere come ricordo negli anni futuri deve essere il più completo e fedele possibile; chiudo la parentesi e poi riprendo il racconto.
Mentre gli altri si godono l’immersione nella gabbia con gli squali... io mi sono scoperta sensibile al dondolio dell’acqua e contribuisco a pasturare il mare donando agli squali la mia colazione, per ben due volte. Prima di rientrare passiamo vicino alle foche (definite anche il frigo mobile degli squali), sono tantissime e bellissime, molte sono in mare che nuotano tranquillamente e altre sono sulle rocce che si scaldano al sole.
Rientriamo velocemente per la gioia del mio stomaco perché il mare si sta agitando. Arrivati a terra ci fermiamo nel loro negozietto, lo stesso posto dove alla mattina abbiamo fatto colazione. Ci danno subito una zuppa vegetale buonissima, per scaldarci visto il freddo e il vento preso in barca. Poi ci fanno visionare il video che una loro operatrice ha girato sia sopra sia sotto con l’aiuto di una telecamera subacquea... Ne compriamo una copia per tutti e tre, che poi masterizzeremo, al prezzo di 300 rand, (35 €), lo spediranno a casa nel giro di una ventina di giorni... E così succede!!! Dopo aver comprato qualche maglietta, iniziamo il viaggio di ritorno...
Ci fermiamo in un’abitazione lungo la strada che funge sia da un ulteriore ufficio sia da ristorante e ci servono da bere e un pasto composto da un’altra zuppa vegetale calda e in un abbondantissimo piatto di spaghetti con il ragù alla bolognese... Certo che ci vuole un bel coraggio a mettersi a far concorrenza alla cucina italiana!!!
Comunque il tutto è più che mangiabile!!! Ci regalano un DVD a testa, una specie di documentario sugli squali e in più un attestato a testa sull’immersione effettuata. Siamo pronti per tornare a casa, ne approfittiamo per chiedere all’autista se sia possibile fare una fermata ad Hermanus, per vedere le balene!!! E’ gentilissimo e accetta.
La prima baia è vuota, ma ci ripaga con dei paesaggi meravigliosi, montagne a strapiombo sul mare e colori vivi che sembrano colori veri, non sbiaditi come vedi in altri luoghi.
Al secondo tentativo ne troviamo due, vediamo i loro spruzzi, ma sono un po' lontane e tutti entriamo di nuovo in frenesia fotografica, lo scatto migliore nel momento migliore... Una balena molto gentilmente si avvicina alla costa, è a circa 20 metri. La vediamo giocare, stare a pancia in su, poi su un lato e poi inizia a saltare fuori dall’acqua.... E’ una sensazione emozionante, anche se spesso la voglia d’immortalare certi eventi con una foto, non ti dà la possibilità di gustarteli come faresti seduti a guardartele su alcune panchine posizionate nei punti migliori.
La vacanza è iniziata bene, siamo riusciti a vedere squali, foche, balene... tutto quello che ci eravamo proposti.
Arrivati a casa, ci rilassiamo con una bella doccia calda e ci organizziamo per cenare al Waterfront, la zona più turistica e commerciale di Cape Town e come potete intuire anche la più cara, ma è fatta per noi turisti e noi anche se ci definiamo viaggiatori un saltino lo facciamo, almeno potremo giudicare con i nostri occhi...
Ci avviamo a piedi, stiamo tentando di orientarci, di trovare la strada giusta quando veniamo avvicinati da una macchina con dentro una coppia indiana di mezza età.
La donna ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto e poi si offre, nonostante lo sguardo un po' contrariato del marito, di darci un passaggio... Molto gentile ma forse non ha contato bene, siamo in sei e nonostante nessuno di noi sia più o meno fuori dal peso forma, ognuno di noi occupa il suo spazio nel mondo, chi un po’ di più in altezza: il massimo è Andrea F. (1,98 mt) e chi in larghezza, ma per correttezza omettiamo il nome anche se dalle foto capirete chi è... Accettiamo il passaggio: in cinque saliamo dietro, io e Raffaella sulle gambe dei rispettivi mariti, mentre Jael sale davanti con la donnina e suo marito. Ridiamo come matti, il tragitto è di circa dieci minuti e ci portano nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale.
Negozi e ristoranti ovunque... Noi da precedenti racconti avevamo evidenziato alcuni nomi e puntiamo verso uno di questi: si chiama OceanBasket e si trova al piano di sopra del Waterfront. Mangiamo pesce ottimo e di buona qualità, cucinato bene e spendiamo 636 rand in sei persone, circa 12 € a testa. Ci stiamo trattando benissimo, locali di qualità, con un ottimo livello, obbligo lasciare la mancia ecc... Tutto questo inciderà nel nostro budget più di quanto è successo in altri viaggi, ma rimaniamo a Cape Town solo per quattro giorni, poi vedremo se tagliare un po'...
In proporzione con l’Italia si mangia bene e si spende leggermente meno e le porzioni sono molto abbondanti.
Martedì 8 Agosto 2006
Giornata dedicata al ritiro dei biglietti aerei per il volo interno prenotato mesi prima dall’Italia che ci porterà giovedì fino a Nelspruit dove ritireremo le due auto per girare in modo indipendente il Kruger (prenotato tramite www.travelonline.co.za tel +27 11 880 8800 fax +27 11 880 8180 )
Volo pagato 712 rand - 218,50 € a coppia.
Prendiamo un taxi ma prima facciamo colazione al Manhattan (tanto è vuoto e noi donne fungiamo da guardie del corpo per i nostri uomini).
La sera prima, nel cercare una mappa della città e nella mia mania di raccogliere tutto ciò che è gratis perché non si sa mai... ho preso varie guide e mappe: una nella mia ignoranza si è rivelata la guida rosa della città, scopriamo che il Manhattan è un locale molto in e famoso fra le vari comunità gay e che tutta la zona dove alloggiamo è molto gay... Ma se non lo scopri per sbaglio non te ne accorgi nemmeno, perché il tutto è molto discreto, anzi curato e di buon gusto e noi ci siamo trovati benissimo. La colazione al Manhattan arriva dopo un tempo di attesa di circa un’ora, anche se il locale era deserto... E’ buona e abbondante ma non andateci se avete fretta. Spendiamo 300 rand in sei (5,5 € a testa) non facendoci mancare niente.
Abbiamo constatato che ci sono almeno due tipi di taxi, con differente tariffazione al km: alcuni da 8 rand partendo da una base di 2 rand, altri da 11 e con una base di partenza da 5 rand; danno lo stesso servizio, sono solo di due compagnie differenti. Questa mattina un tipo a cui abbiamo chiesto info gentilmente ci ha chiamato il taxi e non è risultato quello più economico. L’agenzia viaggi non è vicinissima e spendiamo 300 rand andata e ritorno in sei. Ci facciamo scaricare al Waterfront.
Il nostro obbiettivo è fare una gita sul battello per vedere la baia dal mare, visitare l’acquario e comprare un maglione o un pile visto il freddo assurdo che stiamo patendo.
Siamo indecisi se salire o meno sulla Table Mountain... sinceramente io e Jael soffriamo un po' di vertigini e non ci alletta molto l’idea della funivia. Molti di voi ci prenderanno per matti, il cielo è limpido, l’aria un po' gelida, ma la Table Mountain ci appare in tutta la sua pienezza, nitidezza e noi non ci saliamo sopra. Ho letto in precedenti racconti che spesso è ricoperta dalle nuvole e tante volte la funivia non funziona nemmeno perché sarebbe inutile salire fin lassù per non vedere niente e forse anche pericoloso... Noi passiamo la mano, alla fine ognuno ha i suoi gusti e il mondo è bello perché è vario.
La gita sul battello è carina, costa 40 rand a testa (4,5 €) per 30 minuti, il tipo, scopriamo, è associato con quelli dello squalo e quando lo avvisiamo di esserci appena stati ci fa un ulteriore sconto: paghiamo 34 rand e alla fine ci vende anche i denti di squalo. Ne compriamo uno piccolo piccolo per ricordo con il cordoncino per 20 rand (2,5 €). Il giro è molto semplice, ma il ragazzo di colore che ci fa da cicerone è molto forte, espressivo e la sua voce è tuonante come quella di un predicatore stile americano...
Nella baia con mia gioia e sorpresa vivono alcune foche, le vediamo dormire, crogiolasi al sole e giocare nell’acqua. Ci passiamo veramente vicini tanto che il tipo ci avvisa di stare attenti perché a volte saltano dentro la barca.
Ci dedichiamo poi alla ricerca di un maglione, di alcuni regali, cartoline e ricordini... avendo imparato (ma non completamente) che se una cosa ti piace e ha un prezzo accettabile non devi fartela scappare dicendo "forse nelle altre zone dove andrò costerà meno" o "la prenderò domani." Certe cose sono tipiche del luogo e non le troverai altrove oppure non avrai la possibilità di ripassare nello stesso posto in un secondo tempo.
In Mozambico commetteremo ancora questo errore non comprando nel mercatino di Tofo e rimpiangendolo ancora oggi... ma questa è un’altra storia!!!
Ripeto essendo all’inizio della vacanza siamo tutti molto combattuti, comprare adesso o aspettare se troveremo qualcosa di meglio o di meno caro con il proseguire del viaggio?! Diego si compra la maglietta del Sea Rescue di Cape Town pagandola 155 rand (17€). Le magliette non sono molto economiche come magari lo sono in altri posti, tipo il Messico o la Malesia, ma sicuramente la qualità del cotone è molto più elevata. Probabilmente non torneremo mai più in Sud Africa e qui non è certo né il posto né il momento per iniziare a risparmiare... (quello lo faccio a casa!!!)
L’abbondante colazione ci ha permesso di saltare il pranzo ma adesso il nostro stomaco inizia a reclamare la cena. Prima andiamo alla ricerca di amici di amici che sono qui a Città del Capo, li troviamo e stiamo in loro compagnia. E’ toccante vedere persone bianche e nere stare insieme e nonostante il luogo fosse gelido riceviamo un’accoglienza calorosa come se ci conoscessimo da sempre e fossimo fratelli e sorelle.
Conosciamo anche Fabio e Luana, lui è italiano, genovese puro, abitava a Celle Ligure e dopo aver capito molto sull’Italia, sui suoi ritmi di vita e su quello che ha da offrire, ha deciso di lasciare tutto e trasferirsi qui. Luana è nata in Scozia ma all’età di sei anni si è trasferita con la famiglia in Zimbabwe. Ora quasi tutta la sua famiglia è sparsa in tutto il mondo perché in Zimbabwe da anni c’è una situazione politica ed economica che rende la vita complicata. Fabio dopo un po’ di vera gavetta, adesso ha trovato gradatamente la sua dimensione: ha due negozi di pasta fresca dove, oltre a farla con prodotti esclusivamente italiani, la cucina e la vende già pronta e calda alla gente di passaggio: nel suo locale ha alcuni tavoli per mangiarla sul posto.
Fraternamente ci offre la cena, c’invita nel suo negozio e scalda nel microonde tutta la pasta pronta che ha, dopo averci dato un passaggio con la sua auto e quella di un’altra coppia di amici visto che noi siamo a piedi. Mangiamo gnocchi e fettuccine al ragù e alla fine assaggiamo il suo gelato fatto tutto con ingredienti italiani.
Bravo Fabio!!! E grazie dell’ospitalità!!! Espresso & Pasta . Bar - 18 LONG STREET tel: 021 419 6975 pastalaur@co.za
Ne approfittiamo per fare domande sulla situazione esistente fra bianchi e neri... lui ci spiega velocemente il Sud Africa visto dagli occhi di chi ci vive e non solo da quelli del turista. Noi abbiamo notato una grande disparità fra bianchi e neri, i bianchi sono i ricconi e i neri continuano a servire. Vediamo grandi ville o belle case per i bianchi, mentre le Town Ship dei neri dove loro abitano nelle baracche di lamiera hanno uno spazio minuscolo. Leggiamo a volte nei loro occhi un po' di odio verso di noi bianchi... Fabio ci spiega che molti neri non hanno proprio voglia di lavorare, di costruirsi un futuro fatto di sacrifici. La causa principale è l’educazione ricevuta: molti credono che avendo combattuto per la libertà, questa includa anche la casa e i soldi e pretendono che il governo gli dia tutto. Ci racconta che lui ha, fra i suoi operai, persone di colore che ricevono un giusto stipendio ma che piuttosto che pagare un affitto per iniziare una vita nuova, preferiscono vivere nelle case di lamiera... non concepiscono di pagare per avere una casa, deve dargliela gratis il governo.
Per fortuna ci sono anche dei neri laboriosi ma noi siamo realisti e sappiamo e capiamo che le disparità, i ricchi e i poveri, in questo sistema ci saranno sempre... e non solo in Sud Africa. Dopo aver passato insieme una bella serata ci accompagnano fino a casa e poi tutti a letto.
Mercoledì 9 Agosto 2006
Ieri nel tardo pomeriggio abbiamo noleggiato due auto dall’AVIS al prezzo di 366 rand a auto (circa 43 € ad auto), ne abbiamo prese due non perché siamo stupidi... ma perché le auto a sei posti erano finite. Questa mattina dopo averle ritirate partiamo con tre obiettivi:
Arrivare fino al Capo di Buona Speranza, (anche se onestamente il punto esatto più a sud dell’Africa da è Cape Aguillas) ma il più famoso è il Capo di Buona Speranza;
Vedere i pinguini a Simon Town;
Vedere e fotografare i dodici apostoli: una scogliera strapiombo sul mare.
Anche questa mattina la Table Mountain è pulitissima, c’è un cielo limpido e per fortuna la perturbazione fredda sta scemando, quindi la temperatura si sta alzando... Possiamo togliere le giacche.
Per primi arriviamo a Simon Town,( BOULDERS…tel +27 21 786 2329 Fax + 27 21 786 5786 P.O. Box 62 Simon’s Town 7995 boulders@sanparks.org; prima di entrare ci sono delle bancarelle con oggetti tipici africani (giraffe, pinguini in legno o in pietra ecc...) poi in fondo alla via c’è l’ingresso. Si pagano 20 rand a testa (2,5 €)
Camminiamo su una passerella di legno rialzata mentre loro sono li sotto. Vedi questi piccolissimi pinguini alti circa quaranta cm. Sono buffissimi, alcuni si crogiolano al sole, alcuni tentano di fare il bagno ma l’acqua è fredda a giudicare da come escono in fretta... Sono troppo belli e non c’è nemmeno troppa puzza come invece avevo letto in altri racconti.
Riprendiamo il viaggio e scendiamo fino al Capo, per entrare nell’area si paga 45 rand (5€) a testa e puoi scegliere se andare verso il faro in cima al pendio o andare verso il mare... Noi decidiamo di fare entrambi, logicamente non contemporaneamente!!!
All’ingresso del faro hai due scelte: o andare a piedi impiegando, ci avvisano, un’ora di camminata in salita o di usare la monorotaia (pagando altri 30 rand a testa se scegli sia la salita sia la discesa, oppure pagando 24 rand per la sola salita e poi scendendo a piedi in trenta minuti circa). Noi scegliamo la seconda non per una questione di risparmio, ma perché siamo certi che avremo degli scorci meravigliosi da ammirare e per fare delle belle foto. Ed è così!!! Riusciamo a percepire dove s’incontrano i due oceani perché vedi il mescolarsi di due colori diversi. La loro potenza e maestosità è impressionante.
Scendiamo poi con l’auto fino al punto finale de Capo, le onde che s’infrangono sulla spiaggia e sulle rocce sono meravigliose, racchiudono in sé una potenza travolgente donando al contempo una sensazione di libertà. Facciamo, o meglio, ci facciamo fare, tutti e sei insieme la foto di rito davanti al cartello che dice dove sei, come prova tangibile che ci siamo stati.
Riprendiamo poi la strada verso i dodici apostoli, (devono essere delle possenti pietre a strapiombo sul mare). Purtroppo la strada panoramica è chiusa e il tempo è volato, quindi non cerchiamo nemmeno strade alternative... è ora di rientrare.
Dopo una bella lavata e un po' di riposo ci organizziamo per la cena... Non prendiamo la macchina... Rimaniamo nel quartiere... C’è un piccolo centro pieno di negozi, il tutto dietro al Manhattan (c’è anche il servizio bancomat).
Scegliamo un ristorante che si chiama Andiamo, appena entrati il nostro sguardo cade su tutte le coppie presenti nel salone: uomini e donne!!! (Cape quartier centre Greenpoint 8051 tel:(021) 421 3687 fax: (021) 421 3689)
L’Andiamo è un locale italiano e fanno anche una buona pizza. E' un po' più caro del Manhattan ma oramai siamo seduti... C’è un ottimo servizio ed è sicuramente di un certo livello; ognuno di noi sceglie un piatto diverso per assaggiare più specialità: tutto buono e molto abbondante. Spendiamo 636 rand in sei. Pieni come dei maialini andiamo a letto. Domani abbiamo il trasferimento e speriamo di lasciarci il grande freddo alle spalle.
Giovedì 10 Agosto 2006
Alle 9:30 abbiamo il volo da Cape Town a Nelspruit via Johannesburg (218€ a coppia).
Atterriamo e poi risaliamo per poi atterrare definitivamente alle 13:30.
Ci aspettano le due auto prenotate via internet con www.tempestcarhire.co.za Call centre no:0860 031 666 International car rental www.sixt.com
Paghiamo le auto 116,94 € a coppia per 4 giorni.
Sistemati i bagagli e via che si parte direzione Kruger!!! Dobbiamo essere dentro nel logde dove passeremo la notte entro le diciotto di pomeriggio. Siamo al Pretoriuscop (pernottamento 31 € a coppia). Entriamo nel Gate con un pochino d’anticipo e decidiamo d’iniziare sul momento il nostro primo safari.
Vediamo subito un branco d’impala e iniziamo a fotografare... alla fine ne avremo la nausea e per esagerare alcuni sono anche dentro al logde dove dormiamo. Continuiamo e in mezzo alla fitta vegetazione vediamo tre zebre: foto su foto alla ricerca dell’angolazione migliore. Entriamo al campo e ogni volta che entri in uno qualsiasi del campo solo per dormire devi pagare una tassa che consiste di 120 rand a testa. Il nostro consiglio è quello di informarvi bene per fare la Wild Card che una volta comprata ti permette d’entrare gratis in tutti i parchi del Sudafrica. C’è anche la Wild Card per coppie che sarà sicuramente più conveniente.
Alle diciotto apre il ristorante e dopo esserci sistemati, ogni coppia nel suo bungalow, andiamo a cena. Il tutto si svolge a self service con una spesa base di 100 rand a cui aggiungi solo il bere. Mangiamo a più non posso e spendiamo 657 rand in sei. Andiamo a letto prestissimo perché domani ci alzeremo di nuovo presto. Speriamo di vedere tanti begli animali... Vado a letto aspettando fiduciosa il domani.
Venerdì 11 Agosto 2006
Visto che lo Skukuzza, il secondo campo dove pernotteremo, non è molto lontano decidiamo di uscire al sorgere del sole e poi rientrare per la colazione. Appena fuori dal campo incontriamo subito gli impala e poi per miracolo ci appare davanti e ci taglia la strada un rinoceronte e vediamo un secondo codino che sparisce nella savana. Anche se noi siamo la seconda auto con la telecamera riusciamo ad immortalare la scena... nelle macchine fotografiche rimarranno invece tanti sederi che se vanno... Sì, perché sono in quattro e uno di loro è un cucciolo... dopo due minuti sono già spariti alla nostra vista... Che incontro emozionante!
Ho imparato che è tutto questione di attimi: due minuti prima e li avremmo visti passare tutti e quattro da un lato all’altro della strada, arrivando due minuti più tardi non avremmo neanche scorto il minimo segnale della loro presenza... Come dice il proverbio: "Chi si accontenta gode..."
Rientriamo per la colazione, anche questa a self service, e si paga 65 rand a testa. Ripartiamo in perlustrazione; vediamo qualche giraffa, di nuovo zebre ed impala e tanti altri appartenenti alla razza dei cornuti e simili, tipo kudu, steambok ecc.. Purtroppo in questa zona la savana è piena di alberi, arbusti ed erba alta e come già detto se non hai la fortuna di beccarli sulla strada dopo non li vedi più... Devi essere nel posto giusto al momento giusto. Questo è il lato negativo dei safari: puoi girare, girare e girare ore e non vedere niente o girare un’ora e vedere tutto... Oggi per noi è un giorno no!
Dopo aver avuto la grazia di vedere i rinoceronti giriamo ore ed ore e non incontriamo letteralmente anima viva, in alcuni momenti siamo felici di incontrare per l’ennesima volta gli impala primo perché significano vita e secondo perché speriamo che vicino ci sia qualcuno che se li voglia mangiare... ad esempio un bel leone...
Entriamo alle 17:30 allo Skukuzza. E’ un campo enorme, ha veramente di tutto (pernottamento 69 € a coppia). E' possibile scegliere il ristorante alla carta o quello self service... Dopo un leggero dubbio e confronto sui prezzi, noi scegliamo quello self service: abbiamo molta fame e avere già un prezzo fisso aiuta!!! La scelta si rivela ottima: puoi scegliere anche la carne cruda e il tipo di condimento e mixare come vuoi tu e poi ti cuociono il tutto sulla piastra. Spendiamo, sempre in sei mangiando e rimangiando, 680 rand. Anche qui ogni volta che chiedi il conto devi lasciare la mancia (la gratuity)... noi diamo quasi sempre il 10%.
Domani ci aspetta uno spostamento molto lungo: dovremo percorrere parecchi km, dormiremo al Letaba. Decidiamo sveglia alle 05:30.
Sabato 12 Agosto 2006
Siamo già in viaggio da quasi due ore e ancora non abbiamo visto niente di nuovo, solo cornuti (senza offesa per nessuno!!!) e zebre. Rientriamo per la colazione sempre al solito self service, spendendo 70 rand a testa. Mangiamo tanto perché di solito saltiamo il pranzo, stiamo finendo la colazione quando Andrea F. ci avvisa che davanti al campo c’è l’ippopotamo che mangia... non ne abbiamo ancora visto uno e lasciamo chi deve pagare a fare il suo sporco lavoro e noi ci precipitiamo tutti fuori... Qui davanti al campo c’è un fiume dove alcuni tipi di animali vivono o vengono ad abbeverarsi
Nel fiume vive un ippopotamo. Concedetevi un po' di tempo per stare seduti e rilassarvi osservandolo. Ritorniamo a noi...
Il cameriere, vedendo il nostro fuggi fuggi, subito pensa che non vogliamo pagare e poi approfitta dello scompiglio e invece di 70 x 6 = 420 lui ne chiede 520... rubando 100 rand. Sul momento paghiamo... Sicuramente ha pensato di approfittarne visto che per lui stavamo partendo e non saremmo mai tornati indietro...
Dopo tutte le nostre foto all’ippopotamo e ad un facocero che passava sempre davanti al campo, facciamo, prima di partire il conto delle spese, e visto che la matematica non è un'opinione rientriamo dal cameriere per fare notare l’errore... Lui senza batter ciglio e protestare (visto che non avevamo nemmeno un foglio che testimoniasse quanto pagato...) dice «E' vero, è vero!!!»... e ci rende i 100 rand... forse ha avuto paura che avvisassimo un suo superiore... Quindi occhio, ragazzi!!!
Ripartiamo e, come già detto, oggi ci aspetta lo spostamento più lungo, bisogna essere al campo entro le sei di sera e non si può sgarrare... Spostandoci un po’ più a nord, vediamo il trasformarsi del paesaggio della savana: è veramente vario. Quello a sud è tutto una sterpaglia e alberi e vegetazione secca (per fortuna siamo nella stagione secca... non oso pensare come sia nella stagione verde: non vedi niente... se non quello sulla strada...) Arrivati a metà del parco (è circa grande come il Friuli), per intenderci nella zona del campo chiamato Satara, ci troviamo davanti quella che per me è la vera savana o per lo meno come me la immaginavo io...
La vegetazione è molto più bassa e ci sono molti meno arbusti e hai una visibilità lontanissima... Vediamo come conseguenza una savana piena di vita... Per la prima volta incontriamo tantissimi elefanti. Maestosi!! Ne vediamo un gruppo scendere ad abbeverarsi, anche se dall’altra sponda del fiume, riusciamo a trovare un posto d’avvistamento buono... Sono bellissimi, c’è il maschio del branco che è enorme e per mia gioia ci sono anche gli elefantini... piccoli e simpatici da vedere... alcuni fanno il bagno ma qualcuno rimane sempre all’erta per scorgere segnali di pericolo... Starei ore e ore ad osservarli, studiare il loro comportamento, ma la distanza elevata c’impone di proseguire il viaggio e di continuare la ricerca di nuovi animali. Meritano senz’altro una menzione i tantissimi tipi di volatili e di uccellini che vediamo... alcuni piccoli ma con colori meravigliosi, vediamo rapaci, avvoltoi girare in tondo segno che forse sotto di loro qualche animale ha finito la sua esistenza e qualcuno grazie a questo la sta continuando... Rincontriamo animali già visti... zebre, giraffe, elefanti... ma ogni volta sono talmente belli o maestosi che continui a fotografarli... (Meno male che Diego, nella sua tecnologia, ha comprato una scatolina - non è certo questo il suo nome - in cui ogni sera può scaricare le tessere digitali delle nostre due macchine fotografiche e anche quelle dei nostri compagni, evitando l’angoscia di trovare sempre un negozio per scaricarle su cd...)
Nel nostro viaggio ho trovato molto emozionante quando un animale o un gruppo ti attraversa la strada: passano davanti alla tua macchina e specie nel caso degli elefanti speri di non infastidirli troppo e che non notino la tua presenza. Sono tutti molto tranquilli e spesso t’ignorano ma è comunque utile adottare le dovute cautele e non attirare troppo la loro attenzione, per non innervosirli o farli scappare via prima del tempo... Alcune volte li abbiamo visti veramente da vicino, Andrea in un’occasione ha quasi rischiato d’investire una giraffa, meno male che uno va piano e che, nel caso della giraffa, è uscita da dietro l’albero prima la testa che le gambe e con una buona prontezza di riflessi, non è successo niente e gli abbiamo fatto due belle foto.
Ogni sera devi essere dentro il campo entro le 18:00 al tramontare del sole. Oggi puntualmente arriviamo al campo scelto in anticipo dall’Italia: il Letaba (32 € a coppia) e appena entrati paghiamo la nostra tassa. I campi più o meno sono tutti uguali, alcuni più grandi altri più piccoli. Al Letaba ne approfittiamo per fare il bucato e con l’asciugatrice riusciamo ad avere tutto pronto per il mattino seguente.
Siamo un po’ cotti, non si può certo definire una vacanza all’insegna del riposo e del dolce far niente... ma a noi piace così. Il prendercela comoda si rivela un piccolo errore; infatti arriviamo al ristorante alle 20:15, in ritardo visto che chiude alle nove. Scopriamo che orde di turisti affamati arrivati prima di noi si sono mangiati quasi tutto e noi dobbiamo accontentarci di quello che è rimasto. Credo che la colpa si possa anche attribuire al ristorante che ha cucinato contato, mentre in altri posti ogni volta che una pietanza si esaurisce viene sostituita o reintegrata. Mangiamo comunque a sufficienza.
Questa notte per risparmiare un po’ abbiamo prenotato due bungalow da tre posti, perché i matrimoniali costavano troppo... quindi dormiremo sole donne e soli uomini... Siamo tutti un po’ tristi all’idea di separarci dalla nostra metà, ma quando abbiamo prenotato abbiamo guardato il lato economico e ci sembrava una bella cosa. Sopravvivremo di sicuro!!! Abbiamo deciso che domani mattina non faremo la solita levataccia alle 5:30 visto che il prossimo campo, l’Olifante, non è molto distante e a giudicare dalla tabella degli avvistamenti che puoi controllare ogni sera all’ingresso del campo, deduciamo che rimanendo in zona e con un po’ di fortuna possiamo vedere tanti animali fra cui leoni, leopardi, ghepardi, iene ecc...
Domenica 13 Agosto 2006
Partiamo per le nove, giriamo su e giù per le stradine nella speranza di fare qualche incontro nuovo: fino ad ora siamo solo a quota due Big Five: il rinoceronte e l’elefante, mancano all’appello bufalo, leone e leopardo... Rivediamo animali già visti, fino a che arriviamo vicino ad un fiume e ci troviamo letteralmente davanti, in mezzo alla strada, una mandria di bufali... Sono così vicini che io ho un po' di paura, le loro corna non passano certo indifferenti. Raggiungiamo quota tre Big Five.
Abbiamo deciso di cambiare ritmo e quindi arriveremo al campo nel primo pomeriggio per mangiare e riposare un po' con l’obbiettivo di prenotare il safari notturno! Credo che questa sia la soluzione migliore, all’Olifante hanno il safari con partenza alle 16:30 e rientro alle 19:30 circa... in altri campi la partenza è prevista per le 17:30. Non è una cosa da sottovalutare, quello che prenotiamo noi ti permette di avere 1,30 di luce dove la possibilità di avvistare animali è notevolmente maggiore e di fare anche quello notturno.
Arriviamo all’Olifante (59 € a coppia) e mangiucchiamo qualcosa per fermare la fame ed è già ora di prepararci per il safari... Saliamo sul camioncino adibito a safari: è tutto aperto e vi consiglio di portarvi dietro una giacca per l’escursione termica che si avverte al calar del sole, anche se loro ti forniscono una coperta... che alla fine si rivela utile. Possiamo ammirare quelli che definiamo i soliti animali (giraffe, impala e simili...) poi improvvisamente appare davanti a noi famiglia al completo di iene con tanto di piccoli...
Hanno al massimo tre mesi e sembrano delle palle di pelo morbidissimi (anche se non li ho accarezzati)... sembrano adorabili anche se da grandi diventeranno più bruttini e sciupati con l’occhio maligno come i loro genitori...
C’è la loro tana protetta da un vecchio ponte in disuso e la mattina dopo ripassiamo di nuovo per quel fuori pista e li troviamo intenti a prendere il latte. Emozionante.
Proseguendo il nostro safari costatiamo che al tramonto del sole tutto svanisce... L’autista, che è poi la stessa persona che avvista gli animali, (in Malesia avevamo partecipato ad un altro safari e erano in due: quello addetto solo alla guida e quello che avvistava gli animali e credo fosse più logico così in quanto fare due cose in contemporanea ne penalizza sempre una... anche se ognuno di noi se avvista un animale può urlarlo alla guida) prende un faro e inizia a muoverlo avanti e indietro sul suo lato per trovare animali che vagano nel buio o che sono seminascosti... Un altro faro viene dato ad Andrea F. che si trova sul lato sinistro del camion... lui aguzza veramente la vista e ogni volta che nel buio, grazie al faro, appaiono due occhi fluorescenti lui grida "Stop"... e con tutto il gruppo cerchiamo di capire di quale animale si tratti. Andrea prende molto seriamente il suo incarico e spesso trova steambook: una specie di piccolo daino... e alla fine la frase "Stop Steambook" diventerà il motto della nostra vacanza...
Riusciamo però a vedere benissimo la Janetta e la Civetta che, a differenza del nome che può far pensare ad un uccello, sono invece una sorta di piccole puzzole carnivore e appartengono alla famiglia dei Mustelidi.
Vediamo anche il Jackal, cioè lo sciacallo, alla ricerca di qualche carogna... incontriamo anche un ippopotamo che vaga brucando erba anche se sappiamo che non si allontanano mai troppo dal fiume...
Rientriamo carichissimi ma dispiaciuti perché nemmeno questa volta siamo riusciti a vedere il leone... Il safari l’abbiamo pagato 230 rand a coppia (13 € a testa circa). Ceniamo nel self service e poi subito a nanna. Domani daremo il saluto al parco Krugher e ci dirigeremo in Mozambico...
Lunedì 14 Agosto 2006
Oggi la mattina è dedicata all’ultimo estremo tentativo di vedere i felini (leoni, leopardi e ghepardi) e siamo decisi a, salvo l’estrema possibilità di vedere una giraffa fare capriole in mezzo alla strada o un elefante che fa le piroette, non fermarci mai per fotografarli, usando tutto il tempo rimasto alla ricerca dei leoni. Incontriamo di nuovo quasi tutti gli animali, diamo loro l’ultimo saluto veloce quando ad un tratto quattro leonesse ci attraversano in lontananza la strada. Iniziamo le riprese e le foto, ma dopo due minuti sono già scomparse dalla nostra visuale in mezzo alla sterpaglia... Meglio di niente, almeno li abbiamo visti e ci portiamo a quota 4 Big Five.
Proseguiamo la nostra ricerca e troviamo quattro-cinque macchine accostate su un lato della strada... sicuro c’è qualcosa d’interessante!!! Con il tempo ognuno di noi impara a sfruttare gli occhi altrui... capita che una persona sia ferma a fotografare un piccolissimo uccello sull’albero e tu stai un quarto d’ora di fianco alla sua macchina per capire dove si nasconde l’animale... molte volte quest’opera di solidarietà e di sfruttamento altrui dà dei buoni risultati. Nel caso specifico vediamo un impala a cavallo di un tronco d’albero... e sicuramente non è salito di sua volontà sull’albero... e la vita l’ha abbandonato da un po'!!! Poveretto... Probabilmente era il pranzo di un leopardo che poi, disturbato dalla gente, è sceso e si è nascosto fra le sterpaglie ad un paio di metri dall’albero. Lo cerchiamo con il binocolo, vediamo forse l’ombra ma non riusciamo a vederlo con esattezza... L’impala sull’albero è di grande effetto. A fine vacanza ci chiediamo se valga come Big Five?! Siamo a cinque o rimaniamo a quattro?! Non ha molta importanza visto che non vinciamo niente... il tutto rimane una bella esperienza nel nostro cuore...
Ripartiamo e in un’altra stradina una macchina che procede in senso contrario ci ferma e ci dice che più avanti svoltando alla nostra sinistra troveremo i leoni... Grazie a questa segnalazione cambiamo il nostro itinerario... fiduciosi... Dopo una ventina di minuti e qualche dubbio il nostro sogno si avvera: davanti a noi ci sono 3 leonesse ed 1 leone che riposano sul ciglio della strada.
Andrea e Jael sono stati in Kenia e hanno già visto i vari animali, quindi per loro è un déjàvu... ma per noi è la prima volta!!!! Siamo veramente carichi e felici, con foto su foto immortaliamo il momento... Adesso possiamo lasciare il Krugher soddisfatti: siamo riusciti a vedere veramente tanti animali anche se per tanti di loro avrei voluto avere più tempo da dedicargli. Avrei osservato per ore e ore gli elefanti che credo siano animali che danno molta soddisfazione... Una giraffa gira e mangia l’erba anche se fa il tutto molto elegantemente, l’ippopotamo mangia l’erba o dorme o sta a mollo nel fiume... la zebra mangia o fugge allertata dalla nostra presenza... mentre, a mio avviso, l’elefante è bellissimo: è vario nella sua routine quotidiana e i suoi piccoli sono adorabili... ma poi tutti gli animali hanno le loro caratteristiche meravigliose a lode di chi li ha Creati!!!
Uscendo dal parco ci dirigiamo verso Nelspruit dove dobbiamo riconsegnare le auto prese a noleggio e abbiamo l’autobus notturno (165 rand a testa - 35 € a coppia) prenotato dall’Italia con la compagnia Intercape www.intercape.com che ci porterà a Maputo in Mozambico!!!
Ai bordi della strada provinciale ci sono tranquillamente mucche, pecore e bambini e alcune volte rischiano attraversandola pericolosamente. Siamo consapevoli che ci lasciamo questo mondo per conoscere nuovi luoghi, per dare ai nostri occhi nuovo cibo di cui cibarsi, ma il cuore un po' ci piange. Il mondo animale ci ha veramente toccato e affascinato ed è triste pensare come l’uomo nel tempo ha rovinato tutto e molti animali siano a rischio di estinzione... Siamo felici di averli visti nel loro habitat naturale e non in uno zoo... e la nostra speranza è che i locali capiscano sempre più che gli animali allo stato attuale delle cose portano turismo e con loro arrivano i soldi e che si prendano cura degli animali invece di ucciderli e cacciarli. Gli animali sono un vero tesoro come la loro terra!
Arriviamo a Nespruit che è già buio, Diego e Andrea hanno guidato per 4-5 ore; tutto ok. Adesso abbiamo tre piccoli problemi da risolvere:
Dove si consegnano le auto?
Dove si trova la trova la fermata dell’autobus?
Dove passeremo il tempo fino alle tre di notte ora prevista all’arrivo dell’autobus ?
Non crediamo nell’esistenza della fortuna ma vi posso assicurare che ci è andata benissimo... Con l’aiuto della nostra immancabile guida Lonley Planet e delle sue cartine riusciamo ad orientarci nella città e sia la consegna delle auto sia la fermata dell’Intercape sono veramente vicine, separate da tre vie... Capiamo subito che qualsiasi cosa facciamo dobbiamo pagare o, per meglio dire, dobbiamo dare la mancia.
Prima di consegnare le auto (sono circa le sette di sera) e di ritrovarci a zonzo per la città solo con gli zaini, preferiamo cenare e poi trovarci un posto da dove non muoverci più. La guida ci avvisa che le città hanno un tasso di criminalità elevato e che i bianchi non sono molto ben visti, quindi preferiamo non dare troppo nell’occhio...
In zona c’è un ristorante italiano (anche se d’italiano ha solo il nome!) Parcheggiamo un po’ dubbiosi all’idea di lasciare le auto incustodite piene di bagagli. Chiediamo ad una guardia e lei ci rassicura dicendoci che gli darà un’occhiata. Mentre mangiamo (lo scopriremo dopo) un uomo ci lava entrambe le auto e vi posso garantire che dopo le strade impolverate del Krugher ne avevano veramente bisogno. Gli diamo la mancia e ci dirigiamo per la consegna delle auto. Le lasciamo come da accordi, visto che sono le dieci di sera e l’ufficio è chiuso, nel parcheggio del benzinaio e davanti all’ufficio c’è una cassetta dove introdurre le chiavi. Seguiamo alla lettera le indicazioni e mentre stiamo per allontanarci la guardia del benzinaio ci chiama: capiamo subito... vuole la sua mancia per far sì che le auto arrivino incolumi fino al mattino. Per fortuna si accontentano veramente di poco...
Attraversiamo con i nostri zaini le strade che ci portano alla fermata dell’autobus. Non ci aspettavamo una sala d’attesa dotata di tutti i confort ma almeno una pensilina un po' riparata e con qualche sedia sarebbe stato ai nostri occhi il minimo... invece non c’è niente di niente!!! E quando scrivo niente intendo niente... nemmeno il cartello con la scritta "fermata" che almeno ti dà la conferma che sei nel posto giusto. Quindi non abbiamo alcuna certezza se non quello che ci dicono le persone della zona. Qualcuno ci ha detto che possiamo andare ad aspettare nella hall dell’hotel di fianco... visto il buio, l’orario e quello letto sulla pericolosità di qualsiasi città seguiamo il consiglio. Ci sentiamo tranquilli ma è sempre meglio non osare troppo.
Proviamo: è veramente un hotel di lusso, domandiamo il permesso e ci dicono di sederci in un angolo senza fare troppa confusione. Tutto va bene pur di non stare fuori al freddo fino alle tre di notte. Verso le undici e trenta il guardiano notturno dell’hotel ci viene a chiamare dicendoci che il nostro autobus sta partendo... gli spieghiamo che il nostro, direzione Maputo, passerà più tardi... Il responsabile notturno ne approfitta per dirci che questo non è il posto per aspettare autobus... Dobbiamo andarcene o pagare il servizio. Paghiamo pur di non stare fuori al freddo, subito sparano una cifra un po' alta, sono consapevoli del fatto che non abbiamo alternative… ma noi siamo decisi a non lasciarci derubare gratuitamente e contrattiamo… alla fine paghiamo 140 rand per tutti e sei (circa 16 €).
Aspettiamo fino alle 2:30 e poi continuiamo l’attesa fuori a bordo della strada. Ci mettiamo in formazione impala: tutti i bagagli al centro e noi tutt’intorno... Speriamo bene... L’attesa è molto stancante e fredda. Alle 3:25 arriva...Siamo già a
Martedì 15 Agosto 2006
ed è tutto ok!!! La gente sull’autobus dorme... troviamo il nostro posto e subito il controllore ci porta una tazza di buon the per scaldarci... Poco dopo sprofondiamo in quello che si può chiamare sonno... Quando riapriamo gli occhi siamo in Mozambico!!! Il nostro itinerario è il seguente: arrivo a Maputo, quattro notti a Tofo, quattro notti a Villanculos (nel parco nazionale di Bazaruto) e poi di nuovo a Maputo per rientrare a Nelspruit.
Alba. Che giorno è oggi?! Dove sono?! Qualche attimo di smarrimento poi realizzo: il Mozambico... anzi, non ancora. Siamo fermi sull’autobus dell’Intercape che da Nelspruit, dove ci ha imbarcato ieri notte, ci porterà fino a Maputo attraverso la frontiera Rossano Garcia dove per l’appunto adesso siamo. Intorno a noi migliaia di persone che attendono l’apertura della frontiera che avverrà alle 6. Molti hanno le macchine stracariche di ogni cosa, da materassi a sedie di plastica, da biciclette a sacchi strapieni di vestiti. Aspettiamo. Finalmente lo "Stuart" dell’autobus ci avvisa che è ora di scendere e ci indica in quali uffici dobbiamo entrare e in quale ordine. Nessun problema, seppure abbiamo le facce ancora piene di sonno e gli uffici siano strapieni, non abbiamo nessuna difficoltà e facciamo il nostro iter burocratico senza intoppi (paghiamo solo 12 rand a testa), anche perchè il visto l’abbiamo fatto fare all’ambasciata mozambicana a Roma (speso 25 € a testa per visto più 8 € per spedizione passaporti e foto).
E' arrivata l'ora di passare dall'altra parte e dobbiamo farlo a piedi, l’autobus ci aspetterà in Mozambico a un centinaio di metri.
Arriviamo tutti e sei davanti alle guardie che prendendo in mano il primo passaporto, lo guardano, ci guardano e dicono sorridendo «Italia, compion du mundo!!!» e noi ci mettiamo a cantare "po popopo popo po" e ci fanno passare senza quasi fare altri controlli... però meglio che un visto!
Arrivati al pullman ci accorgiamo che se a noi è andato tutto liscio, diversamente è stato per il nostro mezzo di trasporto: un camioncino che trasportava legno ha fatto una retromarcia nervosa e ha conficcato nel parabrezza una trave grossa come una gamba e ne ha lasciato infilzato una buona parte nel cristallo crepato... oggi aria condizionata gratis, con felicità del guidatore!
Finalmente risaliamo e ripariamo per Maputo.
E' incredibile, avremo percorso solo qualche kilometro ma il panorama è diametralmente opposto: baracche in lamiera invece di ridenti ristorantini, paludi e sterpaglie invece di giardini ben curati, uomini in bicicletta e soprattutto a piedi invece di operai su pick-up... insomma l’Africa.
In un paio d’ore arriviamo a destinazione, Maputo e ci accorgiamo che sebbene non vediamo Town-ship come in Sud Africa, la periferia è veramente degradata mentre nel centro si alternano moderni palazzi con banche o uffici a casermoni decaduti e villette coloniali.
Arriviamo al capolinea alle 7.30, ritiriamo i bagagli e ci guardiamo un attimo intorno, l’atmosfera è nuova e ci elettrizza. Veniamo subito circondati da gente che in cambio di pochi soldi ci vuole trovare una sistemazione per la notte... Un omino grida «Fatima... Fatima!!!»... il nostro albergo; lo seguiamo fino alla navetta che ci porterà a fare finalmente un riposino. Centrally Located in Maputo - Mao Tse Tung Ave,1317 - fatimas@tvcabo.co.mz - Phone: +258 (0) 82 4145730 - +258 (0) 82 3070870 Fax: (+) 258 1 300 305
La nostra navetta però è una bagnarola in quanto furgoncino aperto sul retro così che ci caricano “armi e bagagli” sul cassone... almeno ci facciamo una panoramica della città senza filtro. A un semaforo un motorino ci affianca e ci chiede dove andiamo e ci avverte che abbiamo una ruota a terra, noi gli diciamo che andiamo da Fatima... «Ma sì forse ci arrivate!» E ci arriviamo. Il viaggetto dura 15 minuti e già abbiamo capito che il mondo è cambiato: ridiamo e ci adattiamo.
Da fuori Fatima sembra un fortino con guardia alla porta, filo spinato, cani da guardia, cancello e doppio cancello, dentro sembra casa di mia nonna... divanetti disfatti, portacenere fatti di conchiglie, un portico con una mini cucina dove ognuno si può fare un the, basta che dopo lavi la tazza che ha usato, e in generale un’atmosfera molto bohemienne. E' un grande alloggio Pace e Amore... Gigioniamo aspettando che qualcuno ci faccia vedere le camere, finalmente arriva un mozambico-jamaicano (solo per i rasta e l’erbetta che ipotizziamo non si faccia mai mancare) che ci fa scegliere tra camere con bagno privato con 4 posti letto (225 rand) o con bagno in comune (180 rand)... noi scegliamo quello con bagno privato mentre Raffa & Andrea B. e Jael & Andrea F. optano per l’altro. Preso possesso della camera da qualche minuto, sentiamo bussare... Jael e Andrea F. non hanno trovato di loro gradimento la camera (parure di reggiseno e mutandine attaccata alla maniglia della finestra) e decidiamo di dividere la camera... (speriamo sinceramente anche di risparmiare qualche euro dividendo...) non c’è problema, la camera è piccola, il bagno microscopico ma è solo per una notte!
Doccetta e poi in pista, pronti a scoprire il volto di questa città. Ci incamminiamo per le strade in cerca di un bancomat, un telefono e un negozio di articoli video... chissà se saremo soddisfatti! Troviamo il bancomat e ritiriamo metical (1 € = ± 33 meticales) senza problemi. Chiediamo di un centro commerciale e ce lo indicano a una ventina di minuti di cammino... benissimo in marcia!
Le strade sono strapiene di persone, in ogni angolo chioschetti vendono mandarini (che impareremo a conoscere bene) caramelle o biscotti, qua e là sul marciapiede vengono esposte mercanzie, da scarpe a batic, ogni cosa sia turistica che non. Una cosa ci colpisce: siamo gli unici bianchi, ma qua sembra che non se ne curi nessuno!
Sotto il palazzo del centro commerciale c’è un affollamento di venditori di souvenirs e tutti ci chiamano, ci tirano: «Guarda» «Mira» «Buen precio!» come ci si aspetta in ogni buon mercato africano da Tunisi a Maputo.
Entrati nel centro commerciale è un altro mondo! Pulizia, ordine e progresso, il cammino di un paese tra i più disastrati per uscire dal tunnel tra dislivelli sociali e controsensi. Gironzoliamo, ma in effetti non ci sfizia niente, tutto troppo artefatto. Usciamo e ormai è ora di pranzo.
Diego avvista con famelica lungimiranza un ristorantino dall’altra parte della piazza "Pirates" Si mangerà pesce, speriamo! Il menù è molto accattivante soprattutto per i prezzi, che non hanno nulla a che fare con il Sud Africa (né tantomeno con l’Italia) ma che scopriremo essere superiori ai prezzi mozambicani in genere (paghiamo 27,6 € a coppia). Mangiamo da stare male e tutto è molto buono.
Rientriamo nel centro commerciale per chiamare Delito, il nostro amico di Maputo conosciuto da amici di amici a Cape Town, dove era in vacanza.
La sera Delito ci viene a prendere e ci porta a casa sua, ci fa conoscere la sua famiglia e altri amici. L’atmosfera è surreale, sembra che ci conosciamo da sempre, comunichiamo un po' in inglese un po' in un portoghese fantasioso improvvisato da Diego e Raffaella. Mangiamo insieme una cena semplice ma gustosa e ci facciamo spiegare qualcosa di questo paese misterioso di cui non esistono guide turistiche o altre dritte e in cui noi ci siamo tuffati senza avere quasi idea su cosa avremmo trovato.
La situazione in alcune zone è veramente drammatica, ma sul mare dove staremo noi non dovremmo avere sorprese, né di malattie (malaria ecc.) né di altra sorta.
Delito ci dà anche il numero di alcuni suoi amici a Tofo (la nostra prima tappa) e a Villanculos (l’altra tappa) per avere appoggio nel caso ne avessimo bisogno o anche solo per avere dritte su dove dormire.
Sono veramente una famiglia fantastica, hanno passato la guerra ma sono di una dolcezza e di una gentilezza meravigliosa! Dieci minuti prima eravamo estranei e ora siamo un famiglia... Il loro amore ci rimarrà nel cuore per sempre, facendoci desiderare di poterli in un futuro riabbracciare...
Rientrati da Fatima prendiamo accordi per l’autobus che alle 5 della mattina ci porterà verso Tofo... Il tipo addetto alla gestione del Back Pakers prova a fare il furbo facendoci pagare la camera da 4 posti letto 225 rand a coppia... (450 rand in totale) Allora un po’ ci agitiamo... ci siamo privati della privacy e della libertà per pagare di più di quanto avremmo speso se fossimo stati ognuno in una camera... Qualcosa non torna!!! Gli facciamo gentilmente notare che il listino prezzi alle sue spalle dice una stanza da 4 = 345 rand lui dice che è sbagliato... non vogliamo avere problemi, dobbiamo ancora passarci la notte e subiamo e paghiamo... ma in camera gli prometto tutta la pubblicità su internet più negativa possibile...
Sveglia all’alba e troviamo una busta infilata sotto la porta con un messaggio di scuse e con 105 rand che ci vengono restituiti: si scusa e ci restituisce i soldi?!
Cosa è successo?!
Le nostre ipotesi sono due, anzi tre:
1) la ragazza italiana che ha appena trasferito le sue valigie nella stanza del tipo ci ha messo una buona parola...
2) Andrea B. che è stato l’ultimo di noi a parlagli a detto la frase magica che ha toccato il suo cuore...
3) uno di noi, vedendo il nostro umore un po’ nero, ha simulato il tutto per renderci felici...
La verità non la sapremo mai...
Concludendo la mia opinione su Fatima è: informatevi e c’è sicuramente un’alternativa... non sono gli unici nella zona... La pulizia è proprio ridotta al minimo e in bagno ancora meno... e poi chiarite sempre tutto e magari fatevi scrivere la cosa pattuita a scanso di equivoci futuri... Questo vale in tutto il mondo.