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Praslin - La Dingue - Mahè
...incantevoli Seychelles...

Luglio 2008
Sara & Cristian
- prima parte -

Viaggiatori Sara e Cristian
Scopo del viaggio Relax
Durata del viaggio 16 giorni - 14 notti
Partenza 6 Luglio 2008 - Malpensa 1
Arrivo 21 Luglio 2008 - Malpensa 1
Voli Air Seychelles - Air France - Air One
Isole visitate Prasling - La Dingue - Mahè
Strutture Guest house
Dettaglio strutture Praslin – Chalet Coté d’Or
La Digue – La Diguoise
Mahé – Chez Batista
Trattamento Bed and Breakfast

Premessa:
Dopo l'entusiasmante viaggio dello scorso anno in Polinesia, alla scoperta non solo dei fantastici paesaggi, ma soprattutto della loro cultura, gente, ecc… quest'anno abbiamo scelto come meta le affascinanti Seychelles, alloggiando in guest house.
L'idea era quella di un
fai da te ma poi per una serie di motivi abbiamo prenotato tramite agenzia, con il senno di poi, credo che sia meglio organizzarsi da sè, il viaggio è semplice da organizzare e sicuramente si risparmia qualcosa.
Per chi non è portato per il
fai da te, consiglio questa agenzia Kia Ora Viaggi ( www.kiaoraviaggi.it) che propone, oltre ai soliti resort, anche sistemazioni più economiche in guest house.
Per chi invece si vuole organizzare da sè, il consiglio è di informarsi il più possibile su possibili itinerari, strutture, consultando la miriade di informazioni che si trovano on line, in particolare consiglio la lettura dei diari di viaggio riportati nel sito di
Turisti per caso (www.turistipercaso.it) e la sezione Seychelles del forum Ci sono stato ( www.cisonostato.com).
Per noi questi due siti sono stati gli spiriti guida del viaggio. E' consigliata anche la guida
Lonely planet, ma noi avevamo l'edizione dell'anno 2004 e non essendo aggiornata, riportava spesso informazioni non corrette.
L'importante per godere della bellezza di queste isole è non limitarsi a restare rinchiusi una settimana nel proprio albergo (come alcune persone che abbiamo incontrato), ma organizzarsi con un auto a noleggio, o autobus, provare diversi ristoranti, scoprire le spiaggette più intime e nascoste, chiedere alla gente del posto, insomma aprirsi…
Buona lettura alla scoperta delle incantevoli Seychelles…

Domenica, 6 Luglio 2008 - Milano / Parigi
Stamattina c'è il sole e la giornata sembra essere iniziata molto bene.
Il nostro volo per Parigi parte dal Terminal 1 di Milano Malpensa alle 16.00 ed il volo successivo diretto da Parigi CdG per le Seychelles parte alle 19.30, dunque abbiamo tutto il tempo per fare le cose con calma.
Arriviamo all'aeroporto verso le 14.00 e facciamo subito il check in. Notiamo dagli schermi con gli orari dei voli che proprio il nostro volo porta già ½ ora di ritardo e la ragazza del check in ce lo ricorda, tranquillizzandoci però sull'ampio arco di tempo che abbiamo a disposizione a Parigi.
Scopriamo poi una piacevole sorpresa: al check in ci etichettano già i bagagli con destinazione Praslin (e questo lo sapevamo, che non era necessario ritirare i bagagli a Parigi), ma la sorpresa è stata quella di ricevere subito da Milano i biglietti per la tratta Paris-Mahè, senza perciò dover rifare il check in e tutte le lunghe trafile della burocrazia aeroportuale (come abbiamo fatto lo scorso anno). Tranquilli e sereni attendiamo con ansia e impazienza l'ora dell'imbarco…
Dopo due lunghe ore di attesa, passate a curiosare tra i negozi, leggere racconti di viaggio di altri viaggiatori, stampati proprio ieri sera in vista delle nove ore di volo, scopriamo che il ritardo è aumentato prima a 45 minuti e poi ad un'ora. Non siamo più così tranquilli, perché sappiamo di dover fare ancora le cose di corsa, (proprio come l'anno scorso!) ma facendo due conti su durata del volo, ecc… realizziamo che riusciamo a stare nei tempi.
Alle 17.00, finalmente ha inizio l'imbarco e proprio mentre siamo tutti sull'aereo, belli sistemati e pronti per decollare, il cielo dapprima solo nuvoloso, scarica tutta la sua furia con un temporale mai visto prima d'ora: lampi e tuoni che incutono timore e soprattutto, per la prima volta in vita mia, paura di volare!!!
Il comandante ci annuncia che dovremo ritardare la partenza perché stanno aspettando che il temporale si calmi un po' e finalmente un'ora dopo, (alle 18.00) riusciamo a decollare.
In cuor e mente nostra sappiamo che non saremmo mai arrivati in tempo, ma ci torna una piccola speranza quando il comandante ci comunica che hanno provveduto ad informare l'aeroporto di Parigi del nostro ritardo, per le varie coincidenze… Speriamo e ci illudiamo che ritardino il volo dell'Air Seychelles, ma siamo anche abbastanza rassegnati...
Dopo un volo più o meno tranquillo, atterriamo al terminal 2F dell'aeroporto di Parigi alle 19.15.
Il nostro volo parte tra 15 minuti.
Siamo rassegnati, preoccupati, incavolati e scendiamo di corsa dall'aereo cercando di raggiungere disperatamente il gate F49 dove parte l'Air Seychelles. Con uno sforzo sovraumano per le mie prestazioni fisiche, corriamo come se ci avessero appena scippato e arriviamo davanti al gate F49, che nel frattempo è variato in F52, completamente deserto. Dietro di noi ci raggiunge una ragazza affannata, arrivata con il nostro stesso volo, e poco dopo suo marito. Proviamo ad avvicinarci all'hostess dell'imbarco e chiediamo spiegazioni, il volo non è ancora partito ed è proprio di fronte a noi, l'imbarco naturalmente era già chiuso e non era più possibile salire a bordo. Proviamo a discutere un pochino, ma d'altro canto capiamo anche che non sarebbe stato possibile in ogni caso salire su quel volo! Da qui ha inizio un nuovo emozionate film:
2008: Odissea a Charles de Grulle - 1° parte
L'hostess ci dice di chiedere a due hostess più avanti, in un banco informazioni, che scortesemente e in un francese incomprensibile, ci spiega che loro (Air France) non possono fare niente, perché la responsabilità è da attribuirsi a Malpensa che non ha dato loro l'ok per il decollo e storie di questo tipo…
Fortunatamente Maurizio (il nostro compagno di sventure insieme a Paola) capisce e parla molto bene il francese, perciò in tono un po' alterato (con i francesi, purtroppo devi solo fare così) gli spiega che se Air France non fosse arrivata con un'ora di ritardo a Malpensa, noi ora saremmo sul nostro bel volo!!!
Le due hostess provano allora a prenotarci sul volo di domani… (Piccolo problema: domani, lunedì, il volo dell'Air Seychelles non parte da Parigi, ma da solo da Roma!!!)
C'è un problema con i computer e non riescono a fare la prenotazione, allora ci dicono di seguirle e ci portano da altri
simpaticissimi (in senso ironico) operatori, che dopo mezz'ora, riescono solo a darci un foglietto scritto a mano con il numero dell'Air Seychelles, dicendo (in parole povere) di arrangiarci e l'indomani, all'apertura degli uffici, chiamare direttamente noi l'Air Seychelles per sistemare il tutto.
Io e Cristian siamo abbastanza tesi, parliamo un francese a livello scolastico, e capiamo abbastanza bene, ma in questa occasione sembra davvero difficile comunicare, tra l'altro è domenica sera e non abbiamo neanche modo di contattare l'agenzia per sapere il da farsi, siamo un po' alla
spera in Dio e come due cozze ci attacchiamo a Paola e Maurizio che in questo momento rappresentano la nostra unica e sola possibilità di arrivare (prima o poi) alle Seychelles.
Dopo telefonate, attese, discussioni, fortunatamente l'Air France, ci consegna un voucher, per una notte pagata in albergo, la cena della sera e la colazione del giorno successivo, ci chiede se vogliamo ritirare i bagagli o imbarcarli direttamente sul volo di domani, ma preferiamo ritirarli prima che vadano a finire chissà dove.
Ci indicano l'ufficio dove richiedere e ritirare le nostre valigie, sono oramai le 21.00 e anche qui dobbiamo attendere e discutere e facciamo un'altra
piacevole scoperta: due valigie non sono ancora state registrate e perciò vagano chissà dove disperse per il terminal 2F dell'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle.
Addirittura ci dicono che il tempo di attesa delle valigie, può variare dai 10 minuti alle 3-4 ore.
Siamo incavolati neri e iniziamo a pensare se andare in albergo e tornare più tardi in aeroporto a recuperare le valigie o se aspettare. (Nel frattempo l'impiegata che ha seguito la
pratica dei nostri bagagli, finisce il turno e lascia il posto alla collega, alla quale rispieghiamo tutto!) Decidiamo di aspettare ancora e azzecchiamo la decisione perché dopo altri ¾ d'ora di attesa, riusciamo ad uscire dall'aeroporto tutti e quattro con le nostre valigie.
Ci rechiamo alla fermata delle navette, dove sono indicati i vari pullman degli alberghi di destinazione, siamo un po' più sollevati, ma ancora scossi e soprattutto stanchi!!! Io credevo di dover passare la notte su una poltrona dell'aeroporto (e se non ci fossero stati Maurizio e Paola, forse ci saremmo pure rimasti!!!), la cosa che ancora ci tormenta è quella di non sapere ancora se domani partiremo da Roma o meno.
Maurizio e Paola alloggiano al Raddison (albergo di categoria superiore grazie alla tessera Alitalia), a noi è stato assegnato l'hotel Campanile, così ci diamo l'appuntamento di ritrovarci domani mattina in aeroporto per chiamare insieme l'Air Seychelles.
L'hotel Campanile non è male, è un hotel 3*, situato nella zona Rossy, a circa ¼ d'ora dall'aeroporto, il giudizio complessivo è sufficiente, senza infamia, senza lode, sicuramente però non vale il prezzo indicato sul depliant della camera, da 107-170 €/notte.
Arrivati in hotel, consegniamo alla reception il voucher di Air France, ci guardiamo in giro e vediamo che anche tutte le altre persone in coda a fianco e dietro noi, hanno il voucher di Air France e capiamo che il ritardo di questo e altri voli gli deve costare abbastanza caro, e capiamo anche che questo hotel vive sulla clientela dalle varie compagnie aeree. Check in molto veloce, la signora della reception (stranamente gentile), ci consegna le chiavi della stanza e ci dice ci recarci subito al ristorante, perché è in chiusura, sono le 22.20 e il ristorante chiude alle 23.00.
Lasciamo le valigie in camera e scendiamo per cena, dove con nostra grande sorpresa, troviamo un buffet delizioso e ceniamo a base di filetto al pepe nero e gamberoni, ottimi, per non parlare dei gustosissimi dolci!!!
Alle 23.00 siamo in stanza (con letti separati! Grrrr!!!) e dopo una doccia rilassante, con la speranza di levarci un po' di tensione e stanchezza crolliamo a letto, senza riuscire però a chiudere occhio. Siamo ancora molto tesi.

Lunedì, 7 Luglio 2008 - Parigi / Roma
2008: Odissea a Charles de Grulle - 2° parte
Dopo colazione lasciamo subito l'albergo in direzione aeroporto. Aspettiamo la navetta per circa mezz'ora e c'è un freddo allucinante!! Con addosso la felpa sto tremando!!!
In aeroporto ci troviamo con Maurizio e Paola per chiamare l'Air Seychelles, nel frattempo io riesco a contattare la mia agenzia, spiegare l'accaduto e aspettare una loro risposta sul da farsi.
Riusciamo a contattare l'Air Seychelles che grazie alla loro serietà ci prenotano su un volo nel pomeriggio da Parigi a Roma e su quello successivo serale da Roma a Mahè, nel frattempo però mi richiama la mia agenzia dicendomi che ha visto che siamo prenotati sul volo di domani (martedì), che parte da Parigi. Altro disguido. Non esiste proprio che passi un'altra notte a Parigi, non ne voglio proprio sapere, perdere così non uno ma ben due giorni di vacanza e perdere non una ma due notti pagate a Praslin. No, no, no!
L'Air Seychelles ci conferma la prenotazione sul volo n. 1904 dell'Air France, che alle 15.25 parte direzione Roma, e sul volo successivo HM003 dell'Air Seychelles che parte da Roma alle 20.30 alla volta di Mahè.
Forse, salvo ulteriori ritardi, riusciremo a partire. Nel frattempo riesco a risolvere il disguido voli, pure con la mia agenzia, che però mi dice che non è possibile essere rimborsati per la notte persa e pagata a Praslin, anche se abbiamo fatto anche l'assicurazione facoltativa… Devo dire che siamo molto sfigati, ma seppure mi abbiano spiegato bene perché non sia possibile il rimborso, non capisco e sono un molto dispiaciuta e un po' seccata, mi viene da pensare che se mi fossi organizzata da sola, prenotando direttamente la guest house e pagando solo l'acconto, forse sarebbe stato meglio!
Pranzo/furto all'aeroporto dove spendiamo 25,00 € in due per due piatti unici, fragole e una bottiglietta d'acqua.
Ancora casini nel fare il check in alle macchinette automatiche, ancora attese, ancora ritardi, ma questa volta con tre ore di attesa tra un volo e l'altro, salvo ulteriori imprevisti meteo, dovremmo proprio farcela!!!
Alle 18.00 arriviamo all'aeroporto Leonardo da Vinci a Roma, è bello sentire parlare nella nostra lingua e ancora più bello è riuscire a capire; miracolosamente grazie alla gentilezza di alcuni operatori e all'ignoranza di altri, alle 20.30 siamo seduti nella fila 14 posti F-G (naturalmente lato finestrino, specificatamente richiesto) alla volta di Mahè.

Alla conclusione di questa odissea, tiriamo le somme e sul piatto della bilancia abbiamo:

Pro:

  • abbiamo conosciuto due splendide persone: Maurizio e Paola;
  • non abbiamo tirato fuori di tasca nostra un centesimo;
  • abbiamo toccato con mano la serietà di Air Seychelles (un po' meno quella di Air France);
  • abbiamo mangiato molto bene al ristorante dell'hotel Campanile


Contro:

  • abbiamo perso un giorno di vacanza;
  • abbiamo perso i soldi di una notte già pagata a Praslin;
  • abbiamo toccato con mano la scortesia dei francesi;
  • abbiamo rovinato il clima di serenità e pace pro-ferie e pro-paradiso;


Il volo per il momento sembra essere tranquillo, tra poco più di mezz'ora dovremmo atterrare a Mahè, ci siamo goduti una buona cena e abbiamo dormito sogni tranquilli e sereni; una splendida alba ci sveglia, peccato che non sia sul nostro lato, perché per gli appassionati di foto come me sarebbe stata una bellissima occasione per immortalare questo stupendo scenario.
Mi fermo a guardare fuori dal finestrino e sotto di me vedo soffici nuvole bianche e mare, mare e solo mare e persa in questa pace mi godo gli ultimi istanti di questo tanto sospirato volo.

Martedì, 8 Luglio 2008 - Mahè / Praslin - Valle de Mai
Atterriamo all'aeroporto di Mahè alle 7.20, abbastanza puntuali. Sbrighiamo tutte le formalità: controllo passaporti, ritiro bagagli e incontro con il nostro assistente locale della Mason's Travel che ci accoglie con una salviettina rinfrescante e consegna tutti i voucher per il nostro soggiorno e ci indica dove dirigerci per prendere il volo successivo per Praslin. Durante l'attesa gironzoliamo per l'aeroporto, scattiamo le prime foto, anche se, con questo cielo grigio, il verde che ci circonda sembra quasi spento e io proseguo con la lettura dei diari di viaggio, iniziando a studiare l'isola che ci ospiterà per i prossimi quattro giorni.
Il nostro volo è previsto per le ore 10.30 e verso le 9.30
aprono il check in per il nostro volo… (oddio, chiamarlo check in è una parola grossa…).
Comunque sbrighiamo anche qui i vari controlli e attendiamo il nostro turno nella minuscola sala di attesa.
Puntualissimi, alle 10.35 siamo sul bi-elica da poco più di una ventina di posti che miracolosamente, dopo 15 minuti ci porta sull'isola di Praslin. Dal mio lato sinistro dell'aereo mi godo la bella vista su Anse Georgette, che riesco a riconoscere grazie ai vari campi da golf e tennis, dell'hotel più lussuoso di Praslin: Lemuria.
Recuperati i bagagli ci dirigiamo verso l'assistente della Mason's che ci indirizza sul pulmino che ci porterà alla nostra guest house:
Cote d'Or Chalet.
Il ragazzo che conduce il pulmino guida come un disperato, per di più le strade non sono il massimo della sicurezza: alcuni tratti sono molto stretti, tornanti continui, pendenze, strapiombi senza un minimo di protezione, guard rail, ecc… in compenso però, la strada a sud dell'aeroporto, che passa per Baia St. Anne e arriva alla Cote D'Or, è molto bella e panoramica!
Cristian è abbastanza intimorito, sia dalla guida a sinistra sia dalla vista di alcuni tratti di strada.
Lasciamo alcuni clienti all'hotel Coco de Mer, altri al jetty per il traghetto per la Digue e restiamo solo noi due sul pulmino. Dopo soli cinque minuti arriviamo alla guest house e ci viene ad accogliere Myriam, una signora seychellese che gentilmente, ma con pochi sorrisi e calore, ci mostra il nostro chalet. Alla vista di quella che sarà la nostra abitazione per i prossimi quattro giorni restiamo piacevolmente sorpresi. Siamo andati un po' alla cieca su questa struttura, facendoci consigliare dalla nostra organizzatrice, in quanto la nostra prima scelta, il Le Laurier, era già pieno per la data prescelta e perciò siamo andati in fiducia, poiché essendo una struttura nuova, su Internet non si trovano ancora molti racconti e recensioni. A prima vista lo chalet si è rivelato al di sopra delle nostre aspettative.
Myriam ci fa un veloce breafing informativo, ci spiega di chiudere sempre tutte le finestre per evitare furti e ci lascia il suo numero di telefono, dicendo che, se non la troviamo alla reception, possiamo chiamarla direttamente.
Le chiediamo subito informazioni per la prenotazione al Lemuria per Anse Georgette e per un'auto a noleggio. Rimandiamo tutta la burocrazia di voucher, documenti, ecc… all'indomani e ci dice che ci manderà al più presto qualcuno per l'auto.
Dopo soli cinque minuti, arriva al nostro bungalow un ragazzo dell'autonoleggio
United Car Rental (Grand Anse Praslin - Tel. +248 233650 - Cell. +248 510631/510637 - Fax +248 233650 - mail: united@seychelles.net ) che ci mostra i depliant delle auto.
Alla fine contrattiamo per una Daihatsu Sirion, rossa fiammante, nuovissima in ottime condizioni, con tanto di cambio automatico, per 50,00 €/giorno + 10,00 €/giorno per assicurazione kasco obbligatoria, 3 giorni e ½
Cristian è già in panico perché appena gliela consegnano gli fanno un mini corso guida a sinistra accelerato.
Ci consigliano di pagare la benzina in rupie che è più conveniente e a noi viene in mente che non abbiamo ancora cambiato, così chiediamo direttamente a loro per il cambio, che ci propongono un cambio a 15 Rs. Noi gliene chiediamo almeno 16, ma avendo cambiato 200,00 € tutti insieme, avremmo potuto chiedere tranquillamente 17 Rs.
Ci dicono di aspettare cinque minuti che sarebbero tornati, così puntualissimi dopo pochi minuti, ritornano, caricano Cristian in macchina e lo portano ad un supermercato vicino dove effettuano il cambio.
Siamo finalmente pronti per vivere la prima mezza giornata seychellese.
Prima di partire in macchina, decidiamo di fare un giro a piedi di orientamento, e con la cartina alla mano, partiamo alla scoperta della famosa Cotè D'Or. Ci fermiamo qualche minuto in spiaggia e rimaniamo incantati ad ammirare i colori del mare; il cielo è sempre grigio e coperto di nuvole cariche di pioggia, ma il contrasto tra questo mare cristallino e la magnifica e lunghissima spiaggia di Anse Volbert, non lascia certo indifferenti.
Finora nei nostri pochi viaggi, mai avevamo visto una spiaggia così bella, larga, bianca e soffice, neppure a Cayo Largo, o alle Maldive, e pensiamo subito a come possa essere bella, vista alla luce del sole.
Abbandoniamo la spiaggia per cercare un posto in cui pranzare, il mio senso dell'orientamento e la mia memoria, mi ricordano che nei paraggi dovrebbe esserci la famosa gelateria
Da Luca, così partendo dal Berjaia, proseguiamo a sud, incontriamo RoseMary guesthouse e il famoso Le Laurier's, dove decidiamo di entrare e prenotare un tavolo per la cena di stasera; mi sembrava di ricordare che fosse necessaria la prenotazione perché il ristorante è sempre pieno, vista la sua fama, e invece la ragazza ci guarda un po' stranita e sorpresa dalla nostra richiesta. Proseguiamo poi sulla strada, incontriamo qualche mini supermercato e arriviamo poco dopo alla gelateria da Luca, dapprima semideserta, che nel giro di mezz'ora si sarebbe riempita di italiani.
Decidiamo di fermarci qui a pranzo e pranziamo con un'insalata di polipo, un'insalata di tonno, un'acqua naturale e una coppetta di gelato, il tutto per 20,60 €. Le insalate per i miei gusti sono condite con troppo lime, ma tutto sommato il giudizio è buono.
Con lo stomaco pieno decidiamo di prendere l'auto e girare senza meta alla scoperta di Praslin.
Visto che il tempo è pessimo, il cielo è grigio, ed è impensabile stare in spiaggia, optiamo per iniziare proprio dalla Valle De Mai, prima però andiamo a fare benzina = 400 Rp (decisamente troppe, ne bastavano 250 Rs per tre giorni).
La prima esperienza di guida a sinistra è un po' traumatica, ma il cambio automatico un pochino aiuta.
E' divertente vedere il tergicristallo azionato ogni qual volta Cristi cerca di mettere la freccia per svoltare…
Non so come, ma riusciamo ad arrivare a destinazione; qui i Seychellesi guidano un po' alla
spera in Dio: si fermano tranquillamente contromano in mezzo alla strada così spesso si è costretti a sorpassarli facendo lo slalom tra auto in sosta, pedoni in mezzo alla strada e auto che sopraggiungono dalla parte opposta.
Ma qui è così… Siamo alle Seychelles e la vita scorre lenta e senza troppi problemi e frenesia.
Con l'auto prendiamo la strada che attraversa la Valle de Mai, un continuo saliscendi pieno di curve tra montagne, foresta e massi. Arriviamo ad un parcheggio, dove ci viene incontro una signora che ci chiede se vogliamo visitare la Valle de Mai. Le rispondiamo di sì e lei ci consiglia di mettere qualcosa contro le zanzare e di portare con noi una bottiglietta dell'acqua perché all'interno non ci sono bar o toilette, perciò se abbiamo bisogno del bagno possiamo utilizzare quello esterno alla tenuta.
Ci imbattiamo in un sentiero di terra rossa, fittissimo di vegetazione e dopo pochi minuti arriviamo all'ingresso, composto da un capanno ricoperto di foglie di palma.
Il biglietto costa 15,00 € e insieme a quello ci riforniscono di cartina in italiano con indicati i percorsi possibili da percorrere e descrizioni delle varie piante.
Il percorso più lungo dura 3 ore. Sono le 14.30 e il parco chiude alle 17.30; preferiamo non rischiare e scegliamo il percorso che dura 1 ora e 1/2, anche perché siamo molto stanchi e abbiamo addosso il sonno e la tensione degli ultimi due giorni.
Partiamo dal sentiero centrale, saliamo a nord percorrendo il sentiero chiamato
Cedar che si raggiunge con il sentiero Circular e riscendiamo verso l'uscita seguendo il sentiero North, ma visto che non ne abbiamo ancora abbastanza, decidiamo di aggiungere una parte di sentiero che scende fino al ruscello; ci piacerebbe vedere anche la cascata, ma è troppo lontana e non capiamo neppure come la si raggiunga.
La foresta è bellissima, è tutto gigante, foglie di palma giganti, coco de mar giganti, massi giganti. E' davvero stupenda ed è tutto così suggestivo, uno scenario da favola, da togliere il fiato.
I sentieri sono indicati bene e non c'è pericolo di perdersi, e di tanto in tanto si trovano anche alcuni sentieri informativi che illustrano e descrivono le varie piante presenti, tra la folta vegetazione riusciamo a vedere uno dei famosi
ragni delle palme, abbastanza grande, ma non così brutto e spaventoso come descritto.
Il percorso che abbiamo seguito noi è in gran parte pianeggiate ed ogni tanto si affrontano salite e scalinate non troppo difficoltose, il consiglio più grande è quello di fare molta attenzione alla scelta dell'abbigliamento e delle scarpe: possibilmente pantaloni lunghi, non infradito, scarpe chiuse o sandali, con suola non troppo liscia perché in caso di pioggia (come oggi) si rischiano dei begli scivoloni poiché i percorsi in alcune parti sono ricoperti dalle pericolose foglie secche.
La stanchezza si fa sentire pesantemente e anche se sono solo le 16.10 decidiamo di tornare allo chalet per riposare qualche ora, del resto siamo pur sempre in vacanza.
Sulla strada che ci porta alla Cotè d'Or ci fermiamo a fare un po' di spesa in un piccolo supermercato locale, ci aspettavamo qualcosa di più, ma la maggior parte dei prodotti sono in scatola, così usciamo un po' desolati con una grande scorta d'acqua e qualche biscotto spezza-fame, da sgranocchiare in spiaggia.
Alle 17.00 dopo una bella doccia crolliamo sul letto ma fortunatamente poco prima delle 19.00 riusciamo a svegliarci e ci prepariamo per la nostra prima cena seychellese al famoso e rinomato ristorante Le Laurier.
Iniziamo proprio alla grande.
Le Laurier dista circa un centinaio di metri dalla nostra guest house (o forse meno) e lo raggiungiamo tranquillamente a piedi passando dal giardino del Berjaia.
Il ristorante è tipico e ha un suo stile, con piatti decorati con pesci colorati, musica seychellese di sottofondo, a lume di candela, è tutto molto curato, il personale gentile, ma il vero protagonista della serata è stato il coloratissimo buffet ricco di squisiti piatti tipici e l'invitante profumo della carne e pesce alla griglia.
Proviamo diversi piatti che proprio non saprei descrivere, ma è tutto di nostro gradimento, la qualità è ottima e per i mangioni come noi, il buffet è l'ideale; sulla griglia ci sono almeno tre tipi di carne diversa e pesce, noi proviamo il pollo, condito a parte da una salsa creola e come dessert una squisita mousse al frutto della passione.
Ci spiace molto non aver trovato posto qui, ci tenevamo molto viste le ottime recensioni che si leggono, ma del resto ci sono solo 4-5 bungalow a disposizione e consigliano sempre di prenotare con largo anticipo.
Vicino al nostro tavolo c'è una giovane coppia di ragazzi italiani e scambiamo quattro chiacchiere con loro, vengono da La Digue e se ne sono innamorati. Restiamo a chiacchierare ancora un po' e poi decidiamo di concludere la nostra serata a nanna.

Mercoledì, 9 Luglio 2008 - Praslin - Anse Lazio / Anse Boudin / Anse Volbert
Ci voleva proprio una bella dormita di dieci ore!
Stamattina ci svegliamo freschi e rigenerati e pronti a scoprire le nuove bellezze di Praslin.
Appena svegli ci rechiamo in reception da Myriam a consegnare i voucher e i passaporti e lei ci informa che ci fa preparare la colazione che potremo consumare direttamente sulla nostra veranda.
Siamo in veranda che attendiamo la colazione, io scrivo il mio diario, Cristi si studia la cartina di Praslin. Ci portano la colazione: succo di frutta, the, latte, pane tostato, burro, marmellata e frutta fresca. Piatti e posate li abbiamo in cucina, peccato che non ci sia neppure una tovaglietta da mettere sotto il tavolo e neanche qualcosa per lavare i piatti…
Cristian si informa con Myriam se la strada che da Anse Lazio porta ad Anse Georgette, indicata sulla nostra cartina, è percorribile solo a piedi o anche in auto, ma come pensavamo ci si può andare solo a piedi.
Ci chiede se vogliamo andare oggi ad Anse Georgette per avvisare il Lemuria, ma rispondiamo che ci saremmo andati domani, perché oggi vogliamo goderci Anse Lazio, credevo che si potesse telefonare il giorno prima per prenotare, ma Myriam mi conferma che si deve chiamare la mattina stessa.
Anche oggi il tempo non è per niente bello e l'odiato cielo grigio ci perseguita sempre, mi immaginavo le Seychelles con un bel cielo azzurro con le belle e scenografiche nuvolette bianche, spiagge bianche, e purtroppo le foto con il cielo così spento, vengono uno schifo.
Dopo colazione ci prepariamo con borse, attrezzatura da mare e da snorkeling, cartina e macchina fotografica alla mano e partiamo alla volta di Anse Lazio.
Oltrepassiamo i famosi e costosi Cafè des Arts e Paradise Sun e giungiamo davanti l'hotel La Riserve, proseguiamo sulla strada che costeggia Anse Possession, Anse Takamaka e Anse Boudin e proprio qui, incontriamo in mezzo alla strada dei signori che, scopa alla mano, spazzano via un enorme quantità di sabbia dalla strada, probabilmente di notte la marea si alza talmente tanto che finisce sulla strada. Chissà se sarà stata un'eccezione o se sarà così tutte le notti.
Anche se è abbastanza presto in giro troviamo un sacco di persone che fanno manutenzioni varie in mezzo alla strada, noi ci fermiamo, loro si scansano di un paio di centimetri e fanno segno di passare, come se fosse facile su queste strade malconce e con questa benedetta guida a sinistra.
Dopo circa venti minuti raggiungiamo Anse Lazio, lasciamo l'auto nel parcheggio, ancora deserto, a fianco del rinomato ristorante Bon Bon Plume e ci dirigiamo in spiaggia. Nel frattempo timidi raggi di sole riescono a filtrare dalle nuvole e davanti a noi si apre uno scenario unico e semplicemente fantastico. Capiamo subito perché Anse Lazio è la spiaggia più amata di Praslin: una distesa infinita di sabbia bianca quasi accecante fa da contrasto con un azzurro intenso del mare, le palme e la folta vegetazione che la costeggiano, si sposano benissimo con i protagonisti di tanto successo: questi immensi e scenografici massi di granito che danno a questo luogo un'atmosfera davvero irresistibile.
La spiaggia non è ancora molto affollata, così la percorriamo tutta godendoci questa pace e la musica delle onde che con grande forza si infrangono sulla riva. Decidiamo di posizionarci in fondo alla spiaggia, (sulla sinistra) proprio a fianco dei massi di granito, il panorama davanti a noi è splendido e dietro di noi si trova il ristorante Le Chevalier. Il cielo è sempre un po' coperto ma i colori sono ugualmente belli; passiamo la mattina a rilassarci, io mi dedico alle foto e scrivo sul mio diario di viaggio, Cristian sonnecchia e legge un libro.
La mattina passa veloce e si avvicina l'ora di pranzo, non sappiamo se scegliere il Bon Bon Plume o Le Chevalier, così consulto la Lonely Planet, gli appunti presi dai consigli del forum di CiSonoStato e anche delle stampe dei racconti di altri viaggiatori e facciamo passare il tempo leggendo consigli su cosa vedere nei prossimi giorni a Praslin e sul ristorante da scegliere ad Anse Lazio. Alla fine la spunta Le Chevalier.
Il locale è abbastanza grande e molto curato, una bandiera Seychellese appesa ad una parete dà colore e ravviva il locale e una bella musica di sottofondo rende l'ambiente piacevole; ad ornamento sui tavoli ci sono dei bei fiori di hibiscus rossi e il tutto è circondato da un bel giardino tropicale.
Ordiniamo due menù: uno con polipo al curry e l'altro con bistecca di tonno al curry, per entrambi un contorno di patate fritte, macedonia e a scelta the o caffè, le bibite sono escluse dal menù. Spendiamo 20,00 €/persona (18,00 € il menù + 2,00 € le bevande). Le porzioni sono abbondanti ed io riesco a finire a malapena (e aiutata da Cris) il mio ottimo polipo al curry. Il ristorante offre diverse possibilità di menù: da € 18,00, da € 25,00, aragosta, piatti unici, hamburger, dolci, frutta fresca, insomma c'è diversa scelta.
Usciamo soddisfatti e per noi Le Chevalier si merita un bel voto: 8!
Sono le 15.00 e dopo un'altra breve sosta ad Anse Lazio, decidiamo di tornare sulla Cotè d'Or.
Ripercorriamo la strada dell'andata incrociando dei
disperati in bicicletta che proprio non invidiamo, poveretti, hanno le facce stanche e paonazze, ma siamo sicuri che una volta arrivati ad Anse Lazio, saranno pienamente ripagati di tutta questa fatica.
Decidiamo di fermarci lungo la costa sulle spiaggette più piccole, che anche se non sono molto famose meritano di essere viste. Ci fermiamo ad Anse Boudin, proprio nei pressi di dove, stamattina, i locali spazzavano via montagne di sabbia dalla strada…
Non so, saranno i colori, sarà la luce che riflette sui massi di granito, o sarà la pace che si respira, ma Anse Boudin ci colpisce positivamente.
Ripartiamo alla volta di Anse Takamaka che non riusciamo a riconoscere e arriviamo ad Anse Possession dove ci accolgono un mare piattissimo e una sabbia dorata, peccato che in alcuni tratti i pescatori abbandonino, oltre alle reti, conchiglie, alghe e sporcizia varia pescata in mare.
Finiamo la giornata sulla spiaggia di Anse Volbert e abbiamo giusto il tempo di scoprire che il mio
lato B è diventato color aragosta… Me l'aspettavo, le nuvole di oggi di Anse Lazio e la piacevole brezza hanno colpito! Speriamo solo di non rovinarmi la vacanza visto che siamo solo all'inizio.
Dopo una doccia e litri di crema dopo sole spalmati sulla mia schiena, siamo pronti per uscire per cena.
Andiamo ancora da Luca e ci gustiamo una discreta pizza. Voto: 7
Domani, tempo permettendo, proveremo ad andare ad Anse Georgette.

Giovedì, 10 Luglio 2008 - Praslin - Baia St. Anne / Costa ovest / Coté d'Or
Solita sveglia sotto il solito cielo grigio coperto e il solito acquazzone del primo mattino: scena di deja vu!
Cristian va in receprion ad avvisare per la colazione e prenotare per Anse Georgette; dopo pochi minuti torna e mi dice che Myriam ha telefonato al Lemuria per annunciare il nostro arrivo e gli hanno risposto che oggi è tutto pieno e sono solo le 8.30 di mattina!!! Myriam si arrabbia un po' con quelli del Lemuria e gli rinfaccia che gli dicono che non si può prenotare un giorno per l'altro e che alle 8.30 di mattina è già pieno, gli dice anche che noi siamo in partenza e grazie alla sua insistenza, riesce a convincerlo a segnare i nostri nomi per la visita di domani.
Mi spiace un po' non potere andarci oggi perché abbinata ad Anse Georgette c'era la visita alla costa ovest e anche perché per domani avevamo una mezza idea di fare l'escursione a Curieuse.
Dopo colazione decidiamo ugualmente di tornare a sud, zona Baie St. Anne e poi decideremo sul momento il programma, anche perché il cielo minaccia sempre pioggia. Saliamo sulla nostra fiammante Sirion rossa e arrivati al bivio tra direzione Baie St. Anne e Anse La Blague, decidiamo di soprire Anse La Blague, che si rivelerà poi una pessima idea a causa delle pessime stradine e dell'impossibilità di parcheggiare la macchina.
Torniamo a sud, passiamo la rotonda che ci divertiamo a prendere a sinistra (com'è strano!) e ci fermiamo a comprare acqua e bananine in un negozio accanto al take away del ristorante Oganibar e ritorniamo a sud direzione Anse L'Amour, passiamo su un ponte che ci porta a quella che la cartina chiama Eve, arriviamo fino la scuola dove finisce la strada asfaltata e inizia un sentiero sterrato che decidiamo non percorrere, anche perché non sembra esserci molto da queste parti…
Visto che è presto e il cielo è ancora molto coperto e non è il caso di andare spiaggia, decidiamo di parcheggiare l'auto in centro e proseguire a piedi per scoprire meglio la zona di Baie St. Anne. Troviamo posto davanti ai negozi, appena superata la rotonda e da li iniziamo a camminare. Passati i primi negozi, incontriamo la centrale di polizia, il distributore e arriviamo fino alla chiesa che decidiamo di visitare.
Appena entrati ci si avvicina un signore che ci chiede se siamo turisti (l'avrà capito dalla Canon che porto al collo?) e ci spiega che stanno facendo dei lavori nella chiesa e stanno montando le nuove vetrate della chiesa, fatte a Mahè, poi ci racconta qualcosa di lui, scambiamo quattro chiacchiere nel nostro scarso francese, dopo di che lo salutiamo e ritorniamo verso la macchina, quando per caso, camminando con il naso per aria, non mi accorgo di un pipistrello della frutta appollaiato su un filo elettrico nel bel mezzo della foresta; è parecchio lontano perciò non riesco a fotografarlo bene, e neppure ad intravedere il suo musetto peloso, ma è già stata una bella sorpresa vederlo.
Decidiamo di visitare la costa ovest, sappiamo che in questo periodo dell'anno le spiagge saranno ricoperte di alghe, ma abbiamo così pochi giorni a disposizione che vogliamo vedere più cose possibili di Praslin.
Prendiamo la strada che attraversa la Valle de Mai e andiamo a passo d'uomo per il gusto di ammirare un'altra volta (dall'esterno) questa splendida e antica foresta.
Arriviamo nella zona di Grand Anse, proseguiamo direzione Anse Kerlan e di tanto in tanto ci fermiamo, scendiamo a fare due passi per conoscere meglio la zona, scattiamo qualche foto e riusciamo a vedere ugualmente dei bellissimi scorci di paesaggi.
Torniamo a sud per pranzo e visto che l'unica strada che ci mancava da percorrere in auto era la strada che dall'aeroporto, passando per Grand Anse, prosegue fino a sud per Anse Consolation, decidiamo di imboccarla, pur avendo avuto una traumatica esperienza di un trasferimento fatto con un pulmino della Mason's in direzione della nostra guest house.
Sicuramente è il tratto di strada più panoramico e scenografico di Praslin, ma i continui tornanti, le pendenze fino al 30%, la ridotta larghezza della strada e il terrore di incrociare un pulmino, la rende anche la strada più pericolosa. Riusciamo comunque nell'impresa e ci fermiamo a fare diverse foto nelle piccole e deserte spiaggette del sud, dopodichè ci fermiamo al take away del ristorante Oganibar dove compriamo un pollo al curry (30 Rs) e una bistecca di tonno (25 Rs), che decidiamo di mangiare comodamente sulla veranda del nostro chalet.
Nel pomeriggio ci rilassiamo nuovamente sulla Cotè d'Or e ci informiamo con dei ragazzi del taxi boat per un'eventuale escursione pomeridiana a Curieuse per l'indomani.
Prima di cena decidiamo di tornare ancora a Baie St. Anne per acquistare qualche souvenir nei negozietti che abbiamo visto oggi, uno in particolare ci ha molto colpito perché fornitissimo!
Usciamo dal negozio praticamente all'orario di chiusura con qualche rupia in meno ma con una borsa piena di souvenir.
Per cena proviamo il ristorate La Goulue dove mangeremo due scaloppe creole, un'insalata di polipo, due bibite e spenderemo 41,00 € (credo di aver sentito - troppo tardi - dal tavolo vicino che si potesse pagare ancora in rupie). Il locale è molto carino, alle 19.00 non c'è ancora nessuno, siamo i primi ad arrivare, il servizio è buono anche se peccano un po' in simpatia e non c'è una grandissima scelta nel menù, ma i piatti sono buoni, abbondanti e si respira un'atmosfera tranquilla. Voto complessivo: 6 ½
Rientrati in bungalow dopo cena scopriamo con piacere che i nostri nuovi vicini, arrivati oggi, sono italiani ma non abbiamo molto modo di scambiare quattro chiacchiere.

Venerdì, 11 Luglio 2008 - Praslin - Anse Georgette / Anse Lazio
Stamattina è confermata la nostra
prenotazione ad Anse Georgette, ma prima abbiamo appuntamento con Samuella (la corrispondente della Tekura) per le informazioni sul nostro prossimo trasferimento. Dopo una breve chiacchierata di dieci minuti siamo già pronti per partire, direzione Anse Georgette.
Nel frattempo chiacchierando con i nostri vicini di chalet, Anna e Andrea, scopriamo che arrivano da una crociera in catamarano, sulla quale erano ospiti anche Paola e Maurizio, i due amici conosciuti a Parigi.
Com'è piccolo il mondo!!!
Alle 9.10 siamo già in strada, ci fermiamo subito a comprare qualche rifornimento di acqua e stuzzichini e proseguiamo percorrendo la strada di ieri. Dopo circa trenta minuti siamo davanti agli immensi cancelli dell'hotel più vip di Praslin: Lemuria Resort, con tanto di diciotto campi da golf al suo interno.
L'omino della security appostato nel casottino a fianco il cancello ci viene incontro con in mano una lista dei fortunati che oggi avranno l'onore di godere di questa splendida e deserta spiaggia. Spunta i nostri nomi dalla lista, trascrive il numero di targa e ci spalanca i cancelli spiegandoci la strada per arrivare alla spiaggia.
Lasciamo l'auto in un mini parcheggio a fianco del ristorante e proseguiamo a piedi, per la prima strada a destra, seguendo le indicazioni sui cartelli. Dopo una passeggiata di 15-20 minuti tra i prestigiosi campi da golf e passando attraverso una specie di mini Valle De Mai, con tanto di targhetta illustrativa e descrittiva della palma del Coco de Mar, arriviamo ad Anse Georgette e nel tragitto abbiamo pure l'occasione di vedere da vicino i ragni delle palme.
Anse Georgette si presenta subito ai nostri occhi come una Anse Lazio in versione molto ridotta, ma con colori ancora più intensi e brillanti e soprattutto deserta. Oltre a noi, sotto l'ombra di una palma, si ripara una coppia di signori arrivata da poco.
Appena ci posizioniamo sulla spiaggia, ci si avvicina un ragazzo con un tesserino in mano e ci spiega di essere della polizia e ci avverte che le correnti sono molto forti, il mare molto mosso e ci raccomanda di fare molta attenzione.
In questo momento scrivo dalla spiaggia di Anse Georgette, nel cielo splende un bel sole e le nuvole ne fanno da contorno. Il poliziotto è salito sulle montagne di massi di granito, forse per osservare meglio un gruppo di bagnanti, Cris legge, io mi sono messa a pari con il diario di viaggio e mi godo il panorama ascoltando il rumore dell'infrangersi delle onde sulla spiaggia, in tutto saremo in meno di venti persone che si godono questo piccolo angolo di paradiso, una pace così era da un anno che non la provavo.
Mentre ripercorriamo le faticose salite dei campi da golf dell'hotel Lemuria (che all'andata sembravano molto più semplici) un gentile dipendente su un golf cart ci accosta e ci chiede se vogliamo un passaggio, lo ringraziamo e saliamo a bordo e dopo pochi minuti arriviamo all'auto senza spendere troppa fatica.
Alle 13.00 scendiamo sulla Coté d'Or, ancora da Luca per un pranzo veloce.
A me sarebbe piaciuto passare il pomeriggio a Curieuse, mentre Cris voleva tornare ad Anse Lazio, così dopo qualche battibecco sulla meta da scegliere, mi abbandono alla romantica proposta di mio marito che mi promette un bel tramonto ad Anse Lazio.
Sono le ore 16.30 e scrivo da Anse Lazio che stranamente non è così affollata come due giorni fa. Il sole è ancora alto nel cielo, cinque catamarani sono appostati in diversi punti nella baia e noi siamo tornati nella stessa posizione di mercoledì, vicino ai grandi massi che tra qualche ora assumeranno fantastici colori illuminati dal tramonto.
- ore 17.30 = Cristian mi ha abbandonato, è andato a fare un bagno e sta parlando da circa mezz'ora con, per fortuna, un ragazzo, che credo di aver riconosciuto come Andrea, il nostro vicino di chalet.
- ore 19.30 = Siamo già in camera dopo un tramonto non troppo emozionante, tra un po' usciremo per cena e andremo all'Oganibar.
Serata molto piacevole tra chiacchiere italiane con Anna e Andrea, contornati da ottimo cibo, ottimo ristorante, ottimo servizio, ma decisamente caro. Costo della serata per due € 68,00 per due cocktail, due piatti unici, un'acqua e due dolci.
E' finita anche la nostra ultima serata a Praslin, domani partiremo per La Digue.

Sabato, 12 Luglio 2008 - Praslin / La Digue - Grand Anse / Petite Anse
Ultime ore a Praslin… Impeccabile anche questa volta l'organizzazione della Mason's Travel, all'ora prestabilita un pulmino ci viene a prendere e ci accompagna al jetty dove, nel tragitto, conosciamo una coppia di Gallarate in viaggio di nozze che alloggiavano al Paradise Sun.
Arrivati al jetty un'altra assistente ci consegna le nostre carte d'imbarco: due pezzi di plastica rossi che tanto assomigliano ai biglietti per le giostre e attendiamo l'arrivo della barca.
Il trasporto in barca dura solo quindici minuti ed è molto tranquillo. Già dalla barca La Digue si rivela ai nostri occhi molto diversa da Praslin e ci sorprendono i massi di granito che affiorano dall'acqua in mezzo al nulla.
Appena sbarcati sbrighiamo le formalità sempre con gli efficienti assistenti Mason's che ci accompagnano al nostro taxi che ci porterà alla guest house.
Saliamo con le nostre valigie su un carretto trainato da un bue, con tanto di targa e scritta
taxi, dapprima la scena ci fa sorridere e la troviamo divertente, dopo soli pochi metri di tragitto, mi sento male per questa povera bestia.
Ogni tanto il tassista rasta, con tanto di cuffia di lana in testa con i colori giamaicani, tira qualche schiaffo al bue e urla per fare aumentare la velocità, è una scena un po' triste, ma ancor più triste è scoprire che La Digue che ci aspettavamo noi, con pochissimi veicoli, era in realtà solo un'illusione.
La Digue ci è sempre stata descritta come l'isola delle biciclette, della libertà, della calma e della pace, leggendo qualche recente diario di viaggio avevamo capito che le cose erano cambiate, ma non ci aspettavamo così tanto, di per sè i veicoli non sono neppure tantissimi, ma la brutta sorpresa è stata quella di trovarseli tutti al porto ad attendere e caricare noi turisti.
Facciamo sosta alla Pension Michel a scaricare due turisti francesi e proseguiamo poi per la nostra guest house: La Diguoise, inerpicandoci in sentieri selvaggi in mezzo la foresta.
Appena arrivati appare ai nostri occhi il giardino dell'Eden, una splendida ragazza ci accoglie con due succhi di benvenuto ottimi e adornati con fiori e frutta fresca. Ci fermiamo nel giardino seduti ad un tavolino all'ombra di un ombrellone proprio davanti la recepiton e con la vista su uno splendido laghetto di ninfee.
Dopo aver sbrigato le pratiche con la ragazza che ci ha accolti, che scopriamo essere la figlia dei proprietari, lei ci accompagna nella nostra stanza e in giro per tutta la guest house, ci spiega che nel giardino, pieno di fiori ci sono piantate diverse specie di hibiscus, ci mostra l'orto, le piante di vaniglia, di lime e di banane e ci mostra pure la jacuzzi dicendo che ne possiamo usufruire in ogni momento, di giorno o di notte, quando più ci pare. C'è una cura impressionante per i particolari, intorno ai giardini la terra è stata ricoperta con i gusci di noce di cocco, tutti disposti allineati in perfetto ordine così da sembrare un pavimento di cocchi.
Sistemiamo i bagagli nella nostra camera: una bellissima
stanza di appoggio nell'abitazione dei proprietari, per poi l'indomani trasferirci nel bungalow in giardino.
Pronti con addosso il costume e lo zaino in spalla, poco dopo siamo in reception a chiedere il noleggio bici per cinque giorni dopo di che partiamo alla scoperta di La Digue.
Il primo punto dello pseudo programma prevede un tour
pedalata di orientamento, così seguiamo la strada principale, in direzione del porto, passando davanti alla chiesa, alla scuola, all'hotel La Digue Island Lodge, superiamo la banca, il supermercato Gregorie's e la relativa pizzeria e proseguiamo lentamente, guardandoci intorno e assaporando la calma che si respira. In pochi minuti arriviamo al cosiddetto centro: La Passe, composta da qualche negozio, abitazione, ristorante, bar, agenzie di escursioni e il porto.
Adocchiamo lo snack bar Tarosa, ne abbiamo letto abbastanza bene e lo teniamo presente per il pranzo, ma visto che è ancora presto per mangiare, decidiamo di proseguire a nord, incontriamo il famoso
Kot Babi, saliamo la nostra prima salita (di una lunga serie) in bici e passiamo davanti al cimitero e in pochi minuti arriviamo alla bella spiaggia di Anse Severe, che sembra pure parecchio affollata.
Dalla strada si vedono dei bei scorci di paesaggi e facciamo sosta diverse volte a fotografare, poi proseguiamo arrivando davanti l'hotel L'Ocean e decidiamo di tornare al jetty per il pranzo.
Ci fermiamo allo snack Tarosa e ordiniamo gamberoni al cocco per me e pollo al curry per Cris. Attendiamo circa mezz'ora anche se il locale è praticamente vuoto, ma non abbiamo fretta; nel frattempo scambiamo due parole con la proprietaria, una signora bionda che parla benissimo l'italiano e ci dice infatti che è stata in Italia per 35 anni.
Il piatto era abbastanza buono, anche se potevano aggiungere due gamberoni in più… anche qui alle Seychelles accompagnano i piatti con una abbondante porzione di riso in bianco che funge da pane, perciò tutto sommato, si esce con la pancia piena. Spendiamo in tutto 255 rupie, pari a 16 € (con il nostro cambio a 16).
Finito il pranzo decidiamo di andare verso Grand Anse, ripercorriamo perciò la strada al contrario, arriviamo davanti i cancelli della Union Estate, da dove si accede per visitare la spiaggia più pubblicizzata delle Seychelles, Anse Sourse D'Argent, ma proseguiamo perché vogliamo venirci domani per passarci tutta la giornata.
La strada che porta a Grand Anse è in parte pianeggiante, passiamo in mezzo a questa fitta vegetazione scorgendo ai lati della strada diverse ragnatele con appesi un sacco di ragni delle palme. Arriviamo ad un incrocio, consultiamo la cartina e andiamo a destra, e da qui inizia la salita, che dapprima riesco ad affrontare in bici ma poi rassegnata, decido di proseguire a piedi conducendo la bici a mano.
Incontriamo sulla strada un banchetto di frutta allestito da alcuni locali e ci ripromettiamo al ritorno di comprare un cocco; pochi minuti dopo il banchetto di frutta, finisce la faticosa salita e con mia grande gioia, monto in sella, pronta a lanciarmi in una folle discesa. Dopo neanche due minuti siamo a Grand Anse.
Abbandoniamo le biciclette accanto al ristorante Lautier Coco, sono le 14.00 e arrivano al nostro naso ancora certi profumi di griglia molto invitanti.
Il colpo d'occhio su Grand Anse mi lascia senza fiato.
(Stessa emozione che ho provato nel vedere le vetrate di St. Chapelle a Parigi).
E' proprio vero che certe emozioni e sensazioni ti si stampano nel cuore e nella mente e non le cancelli più!!!
Rimango per un attimo immobile, a bocca aperta davanti allo scenario che mi si presenta: una enorme spiaggia quasi deserta a forma di mezzaluna, delimitata ai lati dai soliti scenografici massi di granito, ma lo spettacolo più bello senza dubbio lo regalano le enormi e bianche onde, che contrastano con un mare azzurrissimo.
Un susseguirsi di onde alte un metro o forse più, che danno a questa spiaggia un senso di assoluta imponenza, non a caso si chiama
Grand Anse, nome più azzeccato non c'era.
Ci fermiamo qualche minuto a chiacchierare con una coppia di italiani, facciamo un sacco di foto, ci fermiamo qualche minuto a riposare e decidiamo di provare a raggiungere Petite Anse e Anse Coco.
Partendo dal sentiero di fianco al ristorante, ci incamminiamo lungo un sentiero fatto di sabbia, che poco dopo giunge ai piedi di una specie di scalinata composta da pezzi di massi di granito.
Il sentiero non sembra difficile, ma io sono in infradito ed ho qualche difficoltà in più, comunque dopo soli 10-15 minuti di saliscendi, arriviamo ad un punto in cui si apre davanti ai nostri occhi una stupenda vista su Petite Anse. Ce l'abbiamo fatta e non è stato così disastroso!!! Petite Anse è la versione ridotta di Grand Anse, forse con qualche persona in meno, del resto la bellezza dei luoghi deserti c'è da conquistarsela… Decidiamo di partire subito alla volta di Anse Coco anche se siamo parecchio stanchi, non ci siamo fermati un istante da stamattina, trasferimenti, traghetti, taxi, bicicletta, salite, ecc… comunque contiamo di arrivare ad Anse Coco per rilassarci un po'.
Poco prima della fine della spiaggia di Petite Anse parte un sentiero che va verso l'interno dell'isola, si passa tra un po' di boscaglie, cespugli e sembra quasi di entrare in un orto, ma è l'unico sentiero battuto perciò non ci si può sbagliare, si incontrano due passaggi formati da assi di legno che fanno da ponti per superare dei fossetti, poi il sentiero ripiega verso destra, direzione mare e ci si trova davanti ad un'altra scalinata di massi di granito, sui quali sono indicate frecce e indicazioni un po' scolorite. Ci inerpichiamo su questo secondo sentiero, che a vista d'occhio sembra più impegnativo del precedente. Dopo aver camminato circa 30 minuti in salita a passo molto lento e stanco, senza mai vedere la discesa abbiamo iniziato a pensare di tornare indietro. La mancanza di acqua, la stanchezza, gli zaini sulle spalle che iniziavano a pesare, le infradito e l'ora (le 16.30), ci hanno dato l'input per tornare indietro. Io ero davvero stremata, con la maglia fradicia che si poteva strizzare.
Sulla via del ritorno, a Petite Anse, incontriamo dei signori che ci dicono che eravamo praticamente arrivati e che Anse Coco è bellissima e assolutamente da vedere.
Ci riposiamo e rilassiamo sulla spiaggia di Grand Anse e verso le 17.30, ripartiamo per tornare alla Diguoise.
Per tutto il tratto in salita, conduco la bici a mano e ogni tanto mi fermo a riprendere fiato (come si può capire non sono molto sportiva… eh eh eh!!!) e finalmente arriviamo alla discesa.
Come promesso ci fermiamo a comprare due cocchi da bere, nel banchetto di frutta.
Anche le bananine e il resto della frutta sembra invitante, ma noi siamo praticamente disidratati e ci beviamo quasi due litri di acqua di cocco. Paghiamo le nostre 50 Rs, ringraziamo e ce ne torniamo verso la guest house.
Passando davanti allo
stadio, vediamo un sacco di gente ferma sulla strada ed altra all'interno dello stadio e dal fermento e dall'agitazione capiamo che deve essere in corso una partita importante. Osserviamo per qualche minuto e ripartiamo.
Non siamo ancora allo stremo delle forze, ma ci andiamo vicino e così visto che è ancora presto e il sole è ancora alto, decidiamo di rilassarci ad Anse Reunion e ci fermiamo ad osservare dei bambini seychellesi che giocano in spiaggia.
Si sono costruiti due buchi profondi nella sabbia, stile trincea, e con delle
bombe di sabbia, devono abbattersi il rifugio. Si divertono come matti e più li osservo e più sono contenta che queste creature non siano ancora state contagiate dalla tecnologia: computer, Game Boy, PlayStation, ma che riescono a divertirsi solo con la fantasia… Ad un certo punto i miei pensieri vengono interrotti dalla visione di un agguato che i ragazzi più grandi fanno contro il bambino più piccolo e indifeso che viene sotterrato e ricoperto di sabbia.
Torniamo alla pensione, ci prepariamo al ritmo di musica seychellese e di un inaspettato cd di Micheal Bolton, con la sua
When a man loves a woman e poco dopo, siamo di nuovo pronti sulle nostre bici, alla scoperta di La Digue by Night, nel vero senso della parola, visto che le strade sono sprovviste di illuminazione.
Sulla strada che porta al jetty, incontriamo un paio di camion carichi di giovani urlanti e sbandieranti delle bandiere, poi si intravede una specie di coppa, così colleghiamo il trambusto di oggi nei pressi dello stadio a questa parata e capiamo che stiamo assistendo ai festeggiamenti della squadra vittoriosa.
Alle 19.00 il cielo è già scuro, decidiamo di cenare da Chez Marstone, il ristorante è ancora vuoto e ne approfittiamo per sederci e ordinare prima che si riempia. Ceniamo a base di polipo al curry e cocco, calamari al curry e dell'ottimo pane all'aglio. Mangiamo molto bene perché noi adoriamo il cibo piccante e speziato, ma se non vi piace la cucina piccante lasciate perdere questi piatti. Spendiamo 40 € e non possiamo pagare in rupie. Il servizio è un po' lento, ma per noi vale sempre la solita regola del siamo in vacanza, non siamo di fretta e poi se ne vale la pena si aspetta volentieri.
Il sabato sera a La Digue, si balla allo snack bar e restaurant Tarosa, che fa anche musica dal vivo fino alle tre di mattina. Ci piacerebbe passare una serata alternativa e mescolarci alla gente del posto, ma oramai ci siamo anche abituati ai ritmi calmi delle Seychelles, dunque anche se sono solo le 21.00 decidiamo di
tornare a casa, anche perché siamo stanchi e domani mattina ci piacerebbe assistere alla messa che si svolge alle 8.00
I faretti che io chiamo
da minatore, che vanno indossati in testa a mo' di cappello, e abbiamo comprato in Italia ad un modico costo di 5,00 € l'uno, si sono rivelati davvero utili e pratici, poiché lasciano le mani libere e fanno anche parecchia luce.
La strada comunque non è completamente al buio come pensavamo, arrivano infatti le luci delle case e delle vetrine di negozi, ristoranti e bar.
Il vero buio, quello da film dell'orrore, lo incontriamo solo quando ci inoltriamo nella foresta che dobbiamo attraversare per raggiungere la Diguoise, comunque non abbiamo nessun tipo di problema e siamo pure divertiti.

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