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Marocco – Una vacanza movimentata
Agosto 2005
Daniela & Diego

- prima parte -

Dopo mesi di indecisione sulla meta delle nostre prossime ferie estive io e mio marito abbiamo deciso per il Marocco. Il desiderio di dare ai nostri occhi la possibilità di vedere mondi diversi dal nostro, culture che affascinano e sorprendono è sempre molto forte in noi.
Siamo turisti fai da te, ma non andiamo in giro sprovveduti: dove sia possibile vogliamo prevenire ed evitare i guai.
Un grazie in anticipo a chi prima di noi ha scritto il suo racconto fornendo tutte le indicazioni possibili per organizzare un viaggio nel miglior dei modi.
Come per altri viaggi ho racchiuso tutte le informazioni trovate sul Marocco in una guida personalizzata, dove ci sono i consigli di chi c’è stato prima di noi, cosa vedere e non vedere; cosa mangiare, dove dormire, cosa evitare, che escursioni fare, cosa comprare… di tutto un po’...
Se volete una cosa più approfondita sul Marocco e che coinvolge l’opinione di molte persone scaricatevi la nostra
Guida Marocco sul sito www.viaggiareconpassione.com all’indirizzo www.viaggiareconpassione.com/racconti/marocco-dani.htm

Prima di iniziare a leggere il nostro racconto dettagliato sulla nostra vacanza vi dico subito quali sono le nostre conclusioni così deciderete se continuare la lettura… a noi il Marocco è piaciuto perché ci ha permesso di vedere nuove culture, un nuovo mondo. Lo definirei un
Paese vivo.
La gente è gentile e cordiale e non abbiamo avuto paura in nessuna occasione anche se lo abbiamo girato completamente all’avventura e fai da te…
Si spende veramente poco... l’importante è trattare sempre: noi per dormire abbiamo speso per 7 notti solo 199 euro in due; per mangiare a Marrakech abbiamo speso in media 6 - 7 euro in due (ovviamente dipende da dove e da quanto mangiate ed è altrettanto ovvio che i ristoranti turistici siano molto più cari); per i trasporti ci siamo affidati ai treni e agli autobus e ci siamo trovati benissimo: nel racconto trovate la spesa per ogni singolo tragitto ma è notevolmente inferiore alle tariffe italiane.
Abbiamo fatto anche l’escursione nel deserto affidandoci ad un’agenzia locale e abbiamo speso 70 euro e testa per due giorni, con una notte nel deserto… leggete poi il racconto.
Per qualsiasi domanda e dubbio vi possa sorgere noi saremo felici, se potremo, di rispondervi come altri hanno fatto con noi… Ecco il nostro indirizzo:
didodandan@fastwebnet.it



Preciso che abbiamo avuto una vacanza movimentata per colpa di un problema alla macchina che ha cambiato i nostri programmi quindi, se volete leggere solo il racconto sul Marocco, dopo i primi due giorni passate direttamente all’11 Agosto 2005…


Mercoledì 3 Agosto 2005
Partenza in macchina da Reggio Emilia alle 03:30 e arrivo a Barcellona alle 14:00 circa.
Autostrada in Francia: solo di pedaggio 39,4 euro; autostrada in Spagna: 10,15 euro.
Diesel fino a Barcellona 140 euro.
(Prima di cominciare preciso che con il senno di poi avremmo sicuramente organizzato diversamente gli spostamenti risparmiando soldi e tempo; per esempio volo fino a Siviglia con la Ryan Air, autobus fino a Tarifa oppure volo con Myair fino a Marrakech da Venezia o Bergamo e spostamenti in Marocco in treno o autobus. Ma comunque ormai…)
Pomeriggio e notte per riprendere le energie passata al
Formule1 catena francese che si trova anche in alcune zone della Spagna e che permette di avere un buon letto per dormire e prezzi contenuti. Camera pulita con tre posti letto, lavandino televisione e aria condizionata il tutto per 32 euro a camera. Per l’indirizzo esatto cercate sul sito www.fourmule1.com
Passeggiata in centro a Barcellona sulla Ramblas (non è questo il momento per dirvi di quanto sia meravigliosa Barcellona ma se non l’avete già visitata come abbiamo fatto noi in una vacanza precedente allora vi consiglio, se potete, di sostare qualche giorno in più); cena nella zona del Porto Olimpico fermata della metro Ciuttadella. Arrivati in prossimità del Porto troverete tantissimi locali bar e piccole discoteche circa nel mezzo si trova il
Rey De La Gamba (p.° Joan de borbò, 46): ottimo locale dove mangiare del buonissimo pesce fino a stare male ad un prezzo non esagerato. Chiedete una frittura o una grigliata di pesce per due persone al prezzo di 40 euro totali e vi garantisco che difficilmente vuoterete il piatto.
Dopo una buona dormita verso le 7 ripartiamo.

Giovedì 4 Agosto 2005
Ripartiamo seguendo le dritte di un nostro amico virtuale trovato su Turisti per Caso che consigliava di passare via Madrid, ma in fin dei conti non ci è sembrata la scelta migliore anche se abbiamo risparmiato qualcosa sul pedaggio.
Avevamo speso un sacco di soldi per i dovuti controlli all’automobile (gommista, meccanico, elettrauto) ma questa ha deciso di farci dispetto accendendo una spia a noi sconosciuta e calando di potenza.
La tentazione di ignorarla è fortissima poi la voce della saggezza o della paura che in terra araba fosse sicuramente più complicato trovare un concessionario Renault e il terrore di dover comunicare in arabo, ci costringe a fermarci in un piccolo paese privo d’interesse turistico di nome Manzanares (vicino a Ciudat Real).
Il meccanico, dopo i controlli fatti collegando un loro computer con la centralina della nostra auto, ci dice che non è una cosa seria… enorme sospiro di sollievo da parte nostra!!!
Ma le ore passano e lui cambia espressione; telefoniamo al nostro meccanico in Italia per chiedere consiglio… fatto sta che siamo stati colpiti da una cosa rarissima, a detta del meccanico è stata la
mala suerte
Vi spiego brevemente: ci puliscono una valvola, e a detta del meccanico italiano non serve un azzeramento della centralina mentre il nostro tecnico spagnolo ha voluto riprocessare tutta la macchina e a quel punto la nostra centralina non ha più voluto prendere i codici dei quattro iniettori e la spia non si è più spenta.
Che fare: andare ugualmente in Marocco visto che a detta sua la macchina non ha nessun problema e ha perso solo un po’ di potenza?!
Noi e il meccanico italiano ci chiediamo se non abbia realmente nessun problema visto che non prende i codici e che non riesce ad andare oltre ai 130 km orari in pianura…
Decidiamo di lasciare la macchina una notte nella concessionaria Renault e sperare che lasciando la batteria scollegata e il motore freddo l’indomani abbia luogo il miracolo…
Siamo costretti ad andare in un albergo della zona; un tipo che doveva fare un controllo alla sua auto si è offerto di accompagnarci ad un hotel abbastanza economico di sua conoscenza.
Gli spagnoli sono davvero gente cordiale e calorosa non sono mai scontrosi o scocciati se tu gli chiedi un’informazione.
Ritorniamo a noi: ci porta all’
Hotel Menano (Virgen de la paz 20 – Tel. 926 61 09 16 - Manzanates) due stelle ma per me ne aveva almeno cinque… non capisco con che criteri li valutino… Albergo di lusso con luce nei corridoi che si accende al nostro passaggio e una camera enorme con tv e aria condizionata e un bagno altrettanto grande con doccia con idromassaggio.
Per darvi un’idea nelle cose che lasciano per i clienti oltre al solito sapone e bagnoschiuma c’erano due spazzolini da denti con rispettivo dentifricio, due rasoi da barba con la schiuma e due spazzole per le scarpe… dimenticavo: c’è anche il phon… il tutto per 48 euro a camera.
Non voglio dire che sia poco ma in Italia una camera così la fanno pagare almeno il doppio per non dire il triplo.
Usciti alla sera per la cena giriamo velocemente per il paese ma non vediamo molti ristoranti o trattorie…
L’unica è quella di fronte al nostro hotel, si tratta di una piazza dove hanno sistemato un sacco di tavolini e si mangia all’aperto; è piena di gente, servizio abbastanza veloce e prezzi normali.
Noi per due bottiglie acqua grandi e un bicchiere di birra, una bruschetta al prosciutto crudo, un’insalata mista e una grigliatina di carne abbiamo speso 23 euro.

Venerdì 5 Agosto 2005
La mattina colazione in hotel con 5 euro.
Telefoniamo al concessionario Renault e dopo dieci minuti è davanti al nostro hotel dicendo: «
No Bueno!!!»
Paghiamo per il lavoro svolto 95 euro e con un «
Muchas Gratias…» ce ne andiamo.
La vacanza è rovinata… depressi ci consultiamo su cosa fare… l’unica cosa sicura è che con la macchina in condizioni di rischio non andiamo in Marocco…
Dopo lo stordimento iniziale, tre guide sul Marocco comprate e ore passate su internet per conoscere le esperienze altrui ci consoliamo cercando un piano e una vacanza alternativa: Spagna, Portogallo e Francia hanno tanto da offrire e se avremo di nuovo dei problemi con la macchina non siamo in un mondo e con una lingua completamente sconosciuta.
Ci dirigiamo a Cordoba; città che non avevamo visitato nella vacanza del 2002.


Arriviamo e non abbiamo molta voglia di girare e trovare un albergo ad un prezzo più conveniente… sempre che esista.
Appena entrati in città vediamo l’
Hotel Mariano - Via Avda de Cadiz 60 - Cordoba – Tel. 957 294 166 - www.josuba.com - hotelmariano@josuba.com
Stabile enorme e sicuramente datato, niente di lussuoso come quello appena lasciato, stanza più piccola ma con aria condizionata e pulita. Pagato 45 euro per una notte.
Il caldo è veramente opprimente: aspettiamo le 18:30 prima di decidere di iniziare la nostra visita alla città. Sbagliato, bisognava aspettare almeno altre due ore per non grondare dal caldo.
Dal nostro hotel raggiungiamo tranquillamente la zona antica a piedi in dieci minuti, una bella passeggiata visto il paesaggio se non fosse per il caldo che rende tutto opaco ai nostri occhi.
La città è in fase di ristrutturazione e notiamo girando che all’interno ci sono molti hotel ad un prezzo inferiore, quello più basso visto è di 30 euro per una camera nel centro dietro la Medina.
Il mio consiglio è, se non siete esausti, di parcheggiare la macchina visto che è impossibile o quasi raggiungere gli alberghi con la macchina, portarvi dietro se non sono una marea i vostri bagagli ed addentrarvi nel centro storico, chiedete e poi sceglierete quello che più vi ha ispirato.
Noi preferiamo sempre spendere 5 euro in più ma essere tranquilli di trovarci in un luogo pulito.
Ma ognuno fa la sua scelta e conosce il suo portafoglio.
A Cordoba tutti i luoghi da visitare chiudono entro le 19:00, quando normalmente si inizia ad uscire. Ci facciamo un giro perdendoci nei vicoli della Juderia e facendo shopping qua e là. Troviamo una sala da the in stile arabo veramente carina e soprattutto fresca, entriamo per rifugiarci dal caldo opprimente e scegliamo dal lungo elenco di the caldi e freddi assortiti che compongono il menù.
Ma nel nostro girovagare niente sveglia la nostra voglia di vedere e vivere la città.
I negozi, visto uno visti tutti, pieni delle solite cose; abbiamo ancora la testa verso il Marocco.
Domani mattina con il fresco visiteremo la Mezquita; nota molto importante: alla mattina dalle 8:30 fino alle 10:00 aprono i cancelli e la fanno visitare gratis, si risparmiano ben 6 euro.
Rientrando attraversiamo il caratteristico ponte romano: vi consiglio di aspettare e vedere uno spettacolo per me insolito… migliaia di uccelli radunati in stormi che volano nel cielo in attesa di poter scendere sugli alberi vicino al fiume per passarvi la notte. Sono tantissimi sia in cielo sia quelli che hanno gia trovato il posto dove dormire… Ci sono alberi che cambiano colore ricoperti nei rami più bassi di uccelli bianchi e nelle punte sono completamente neri. Non vi dico con esattezza i nomi degli uccelli per non fare brutta figura, forse storni e aironi.
Ceniamo nel ristorante dell’hotel che però è aperto a tutti; la cosa si è rivelata saggia perchè prendiamo il menù del giorno che consiste in un primo, un secondo, un dolce e una bevanda il tutto per 6,60 euro a testa. Porzioni buone ed abbondanti. Altre volte abbiamo constatato che mangiando in un posto iper-affollato di turisti non si ha un buon servizio, si mangia poco perchè le porzioni sono misere e si spende più del dovuto.
Ripeto ristorante Mariano sulla strada.

Sabato 6 Agosto 2005
Approfittiamo della visita gratis nella Mezquita: meravigliosa… e doveva essere qualcosa di veramente splendido al tempo della dominazione araba (…ma il Marocco sarebbe stato cosi?!) punta di nostalgia…


Facciamo un’altra passeggiata per la città godendoci il fresco del mattino e poi a mezzogiorno rientriamo in albergo pronti a lasciarlo e dirigersi verso Siviglia.
Durante il viaggio io ci riprovo
«…e se portassimo la macchina in un altro concessionario Renault per vedere se si aggiusta?!»
Diego non vuole spendere altri soldi inutilmente e non vuole ulteriori delusioni, il nostro itinerario non cambia; Siviglia poi il Portogallo precisamente l’Algarve e poi Porto, capatina a Santiago, breve soggiorno nelle Asturie e via verso casa fermandoci a Bordeaux e poi un saluto alla nostra amata Nizza.
Addio Marocco.
Arrivo nel pomeriggio a Siviglia, questa volta ci dirigiamo verso il centro e ogni volta che vedo un Hostal o pensione mi fermo a chiedere il prezzo. Il centro ne è pieno: c’è solo la scelta… Ne troviamo da 25 euro a notte ma chiediamo di vedere la stanza e oltre essere veramente squallida abbiamo quasi paura di svegliarci la mattina dopo senza un rene o senza portafoglio
.(«…come sono cattiva… ma dovevate vedere le loro facce…»).
Scegliamo la pensione
Hostal San Benito (in fondo a Canarios nel barrio de Santa Cruz) 36 euro a notte con ventilatore in camera niente di speciale ma molto pulita e poi siamo in centro. Non è facile parcheggiare la macchina e visto che non ci servirà più la mettiamo in un parcheggio custodito 14 euro per 24 ore proprio vicino a dove dormiamo.
Di nuovo ci chiudiamo in albergo visto il caldo torrido e decidiamo di uscire solo alla sera, ma anche qui sarà sempre troppo presto e siamo costretti a rifugiarci in un bar e rinfrescarci aspettando che le ore passino.
Il caldo non ci permette di apprezzare la città che è comunque molto caratteristica e ha tanto da offrire. L’unica cosa certa è che vogliamo rivedere uno spettacolo di flamenco (cosa che avevamo già visto a Granada durante la vacanza del 2002).
I prezzi vanno dai 12 euro fino ai 27 euro.
Navigando su internet un ragazzo consigliava di recarsi in un bar dove fanno tutte le sere spettacolo di flamenco non per i turisti ma per il piacere di tutti.
Coincidenza non è molto lontano da dove siamo noi. Lo cerchiamo per avere un’idea del tutto.
Lo spettacolo è gratis serve solo la consumazione ma il Sabato e la Domenica si beve solo mentre gli altri giorni si mangia anche.
Ceniamo leggeri nel ristorante
El Cordobes in una via del centro dove hanno il menù dal dia; nella mia insalata trovo due vermetti di cui uno che camminava tranquillo nel mio pomodoro; per fortuna non ne avevo mangiata una sola foglia.
Ore dieci inizia lo spettacolo di flamenco, sono tutti molti giovani e alle prime armi, ma sono bravi e il luogo molto caratteristico ricorda un racconto di Garcia Marquez… rende tutto fuori dall’ordinario.

Domenica 7 Agosto 2005
Si parte per il Portogallo ma non siamo ancora sicuri su cosa fare: vogliamo nuovi stimoli…
«Andare o non andare in Marocco?!» …la paura di ciò che non conosciamo un po’ ci frena… decidiamo di andare in Portogallo a riposare e vedere a mente più serena cosa fare e come organizzare i bagagli…
Il viaggio è tranquillo, finalmente arriviamo a Salema (qualche km dopo Lagos) al campeggio
Quinta dos Carricos di cui ci eravamo innamorati nel 2002: è una meraviglia, si sta freschissimi.

Lunedì 8 Agosto 2005
Algarve… che meraviglia!!! Alte scogliere, calette non troppo affollate, aria fresca (di caldo abbiamo già fatto il pieno in Spagna…) e soprattutto relax.


Diego ne approfitta e dorme fino a mezzogiorno nella nostra tendina provvidenzialmente caricata tra i bagagli perché non si sa mai…
Il mio cervelletto continua a lavorare…
«Voglio il Maroccooooooo!!!»
Ma come???
Passiamo il pomeriggio a zonzo per le calette, prima di rientrare passiamo in un supermercato a comprare un po’ di carne per sfruttare il barbecue che abbiamo a due passi dalla nostra piazzola.
Serata relax con un buon libro e un venticello fresco che ci fa scordare il caldo patito in Spagna e che ci fa dormire divinamente

Martedì 9 Agosto 2005
Sveglia prestino (forse le 9?). Il tempo è cambiato, c’è nuvolo e a occhio e croce tra un po’ verrà a piovere. Ne approfittiamo e andiamo a capo Sao Vincente, la punta estrema a sud-ovest del Portogallo. Arrivati capiamo che non siamo stati gli unici ad avere l’ideona… c’è una fila di macchine parcheggiate che sarà lunga un km. Noi parcheggiamo ma invece di andare per la strada ci incamminiamo lungo la scogliera (la vera attrazione del luogo) dove abbiamo quasi l’impressione di essere soli!!! Arrivati al faro, che naturalmente è chiuso per restauri, ci fermiamo cinque minuti, guardiamo qualche bancarella di geodi e fossili e poi fuggiamo in macchina giusto in tempo per non beccare la pioggia…
Ok, ormai è deciso: domani partiamo per il Marocco, lasceremo la macchina da qualche parte a Tarifa e ci muoveremo con mezzi locali, non saremo liberi come avremmo voluto e non faremo tutto quello che avevamo organizzato ma ormai nessuno ci può fermare...

Mercoledì 10 Agosto 2005
Ci svegliamo, facciamo una rapida colazione e smontiamo la tenda alla veloce: siamo in frenesia… ormai si parte!!!
Viaggio tranquillo, arrivo a Tarifa: sembra l’unico luogo in cui ci sia qualcosa nell’arco di km e c’è un caos terribile; noi comunque troviamo subito il parcheggio in cui lasciare la macchina mentre siamo in Marocco ad un prezzo che equivale al biglietto del traghetto per la sola auto, accettiamo.
Decidiamo allora di trovarci una sistemazione per la notte… incredibile: tutti sono pieni anche volendo spendere oltre quello che ci eravamo programmati (non sopra comunque gli 80 €) non troviamo una camera che sia una… giriamo come dei pazzi per delle ore, arrivando fino ad Aljazira ma non c’è nulla da fare... ok dormiamo in macchina!!

Giovedì 11 Agosto 2005
Stiamo dormendo d’incanto, l’ultima volta che ho guardato l’ora erano le quattro e trenta, quando veniamo svegliati da un urto violento contro la nostra macchina .Quando mi giro vedo una Toyota che ha piantato il suo di dietro, a velocità abbastanza sostenuta, nel nostro di dietro.
E’ un incubo… cos’altro ci può succedere?! Siamo ben consapevoli che al peggio non c’è fine.
Scende una ragazza tedesca che parla spagnolo e dice che ha voluto evitare il camper parcheggiato sull’altro lato della strada trenta metri prima di noi e non ci ha visti.
Parlando capiamo che era in ritardo e che uscendo dal suo viottolo non ha proprio usato gli specchietti retrovisori e andava di fretta.
Fatto certo che noi comunque eravamo fermi e lei ci ha tamponati.
La sua Jeep logicamente non si è fatta nemmeno un graffio, la nostra credo in fatto di spesa si sia fatta parecchio male: tutto il paraurti da cambiare visto che lei ci ha piantato il suo gancio da traino dentro facendo un bel buco e in più anche tutto il portellone.
Compiliamo la dichiarazione di constatazione amichevole d’incidente mentre lei dice che ci pagheranno perché è colpa sua….
La giornata è iniziata un po’ maluccio, si ricomincia di nuovo con i
«Se solo…»
Il fatto è che col buio della notte non avevamo notato che da dietro potessero uscire delle macchine e in più ero certa che all’alba sarei stata sveglia e che ce ne saremmo andati prima che qualcuno si accorgesse della nostra presenza. La tipa ci ha tamponato dieci minuti prima del suono della sveglia.
Demoralizzati sì, ma non bloccati, decidiamo che tutto deve andare come da programma, forse se la macchina rimane ferma dieci giorni in un parcheggio custodito non le può succedere niente di grave. Speriamo!
Non ci sembra vero ma siamo sul traghetto che ci porterà in Marocco, non riusciamo a non pensare a tutte le disavventure che ci sono capitate. Speriamo solo di riuscire veramente a ricaricare la mente e poter godere di tutte le cose belle e varie che il Marocco ha da offrirci.
Abbiamo preso il traghetto veloce (così dicono loro ma invece dei 35 minuti promessi ci mettiamo più di ora… non c’è problema) a Tarifa e paghiamo in due 97,20 euro A\R.
Arriviamo a Tangeri un po’ prevenuti, dopo quello che abbiamo letto sulle false guide, sui procacciatori d’affari e i taxisti abbiamo paura che una volta sbarcati saremo assaliti e aggrediti da una marea di marocchini. Invece è esattamente il contrario: abbiamo una discesa molto tranquilla, ci dirigiamo alla sinistra del porto dove ci sono degli sportelli bancomat o degli uffici di cambio, noi preferiamo prelevare direttamente. Finito,un uomo ci chiede gentilmente se abbiamo bisogno di un taxi e dove siamo diretti... non abbiamo voglia di contrattare e accettiamo subito un passaggio per la stazione dei treni a 5 euro valigie comprese. E’ un Grand Taxi e ha già una coppia d’inglesi a bordo: sono diretti in stazione e pagano 5 euro come noi.
Arriviamo in stazione e spostiamo indietro di due ore le lancette dell’orologio e siamo fortunati (almeno una volta ogni tanto) il treno diretto a Rabat parte tra 30 minuti.
Treno Tangeri – Rabat 89,50 DH a testa.
Essendo il capolinea troviamo posto a sedere, più avanti con le fermate successive si riempirà fino all’impossibile.
Il panorama è vario: vediamo le saline con gli uomini intenti a spalare montagne di sale, uomini a dorso degli asini che lavorano la terra con il cavallo e passiamo davanti ad una specie di fornace dove lavorano la terra per fare sia i vasi sia i mattoni.
I nostri occhi sono avidi di cose nuove, nel nostro cervello questo passaggio ha dato una sferzata di adrenalina.
Di tutti i kilometri che percorriamo in treno oltre la povertà e una terra completamente lontana dalla nostra scopriamo una cosa onnipresente: il loro modo di eliminare i rifiuti… buttarli semplicemente fuori dalla città o in zone meno trafficate, ovunque si guardi si vedono sacchi neri che volano, dopo che il loro contenuto si è degradato e si è perso in giro.
Concludiamo l’ultima parte del viaggio in treno stando bene attenti a riconoscere la nostra fermata. Chiediamo e scendiamo al volo mentre una marea di gente spinge per salire.
Scesi, nessuno che ci stressa e ci accorgiamo che a Rabat ci sono almeno due stazioni dei treni e l’
Hotel Ibis dove siamo diretti è logicamente nell’altra.
Cerchiamo un taxi (quasi dobbiamo supplicarli ) e per 15 Dh ci accompagna in hotel.
Il libricino ci dice che l’
Hotel Ibis costa 440 Dh (44 euro circa) a camera ma una volta sul luogo scopriamo che hanno inclusa la colazione e che il tutto è lievitato a 548 Dh… domani mattina mangio l’impossibile… ( www.ibishotel.com - Place del la gare Rabat-Agdal – Tel. 212 (0) 37 77 49 19 / 26 / 41)
Ci concediamo due orette di riposo e poi ci dirigiamo alla Medina con taxi per 30 Dh (siamo certi che si possa spendere anche meno). I suok sono qualcosa d’indescrivibile e questa è la nostra prima esperienza, non credo si riesca a parole a rendere l’idea: un ammasso di venditori urlanti mescolati alla folla, vendono di tutto e in modo assolutamente casuale e disordinato, ci sono uomini vestiti con una specie di giubbotto di pelo che altro non fanno che versarti acqua fresca in uno dei bicchieri che hanno allacciati alla cintura, bancarelle piene di dolci bellissimi e invitanti ma che nello stesso tempo diventavano nauseabondi alla vista di tutte le api che ci sono sopra e vedi la gente tranquilla che li mangia come se niente fosse. Mentalmente credevamo di essere preparati alla mancanza di pulizia ma oggi è ancora presto perché il nostro stomaco accetti certo cibo.
Ho visto gente mutilata, deforme, senza braccia, cieca chiedere l’elemosina ..
Ho visto un venditore di tartarughe da terra, le aveva dalla più minuscola a quella a grandezza normale.
Ho visto un bambino che vendeva dei bellissimi pulcini se non fosse stato che erano arancioni, gialli oro, azzurri e grigi…
Ho visto bancarelle con le zampe, le teste e le interiora degli animali esposte affianco ad uno che vendeva musica o biancheria intima.
Bellissime le montagne di spezie colorate.



Non abbiamo il coraggio di riprendere o fotografare quello che vediamo, nessuno ci ha disturbato, rivolto la parola e noi non vogliamo creare dei problemi fotografandoli.
Andiamo avanti finché non vediamo un’uscita ma non abbiamo la più pallida idea di dove siamo, vorremmo vedere i due o tre più importanti monumenti di Rabat ma non ci riusciamo in quel caos, dovremmo prendere un altro taxi ma non ci va, inizia fare buio…
Giriamo un pochino cercando un luogo a nostro dire decente per mangiare e troviamo un locale che serve sia piatti tipici sia panini e pizza.
Io ho qualche problemino con le spezie e rimedio con una pizza margherita che per essere marocchina non è niente male, speziata pure lei ma va bene; Diego mangia un mix di carne grigliata (alla fine risultano tre spiedini un mucchio di riso, patatine fritte, un altro mucchietto di carote trifolate e ancora un po’ di maionese… tanto contorno e non abbondanza di carne) ma tutto è buono, acqua e coca cola, paghiamo 63 Dh in due.
Troviamo subito un taxi e torniamo nella piazza dell’hotel.
Di fronte all’Ibis c’è un negozio che vende carte telefoniche della Telecom marocchina ne prendiamo una con 100 scatti pagandola 99 Dh.
In stazione è pieno di telefoni e riusciamo a telefonare a casa per tranquillizzare mamma e papà.
Subito in hotel inizio a scrivere il racconto di questa giornata e poi, quando è mezzanotte ora italiana cioè le dieci in Marocco, mi caccio a letto con davanti la prospettiva di dormire dieci ore, Diego al contrario legge fino alle cinque ora italiana o le tre ora locale.

Venerdì 12 Agosto 2005
Colazione abbondante visto che è compresa nel prezzo della camera e poi aspettiamo l’ora del nostro treno. Abbiamo deciso la sera prima di non dedicare troppo tempo a Rabat ma di andare direttamente a Marrakech dove pensiamo di stare quattro cinque giorni facendo qualche escursione nelle zone vicine.
Treno Rabat - Marrakech 202 Dh in due persone; partenza alle 10:40 arrivo alle 15:20 circa… Viaggio che non finisce più ma abbiamo la fortuna di trovare subito un posto a sedere anche se il treno è veramente pieno.
Arrivati ci eravamo mentalmente preparati all’assalto dei taxisti e delle false guide ma per nostra gioia non si verifica niente.


Due uomini ci chiedono se ci serve un taxi e al nostro rifiuto si dirigono subito verso altre persone, noi avevamo deciso di fermarci all’Hotel Ibis per una notte visto che è di fianco alla stazione e poi con calma dirigerci senza valigie alla ricerca di un hotel più economico ma purtroppo è completo. Siamo avvicinati da un taxista che guida un petit taxi e questa volta accettiamo. Chiediamo di portarci alla ricerca di un alloggio economico, il primo si chiama Hotel Jnan El Harti (Rue Cadi Ayyad 30 – Tel. 044 44 80 00 - Fax 044 44 93 29) ha delle stanze libere climatizzate ma chiede 550 Dh per camera colazione e cena comprese nel prezzo, non è molto se paragonato ai prezzi italiani, chiediamo comunque ad altri alberghi della zona (Gueliz nella Ville Nouvelle) ma siamo stanchi e ritorniamo all’Harti almeno per questa notte poi domani vedremo.
Dopo un bel bagno rinfrescante e un po’ di riposo moriamo dalla voglia di vedere la famosissima piazza di
Jemaa El-Fna dopo tutto quello che abbiamo letto nelle guide.
Non siamo lontanissimi, evitiamo i taxi e facciamo una passeggiata di venti minuti a piedi prendendo dolcemente confidenza con la città.
Nel nostro cammino incontriamo alberghi elencati sulla Lonley Planet ma sono tutti completi, iniziamo a preoccuparci (nell’hotel si sta veramente bene, riveriti e serviti ma il nostro portafoglio ne soffrirebbe un po’).
Arriviamo verso il tramonto e la piazza sta prendendo vita, le persone si assiepano intorno a ballerini, cantastorie (che noi non comprendiamo visto che sono raccontate in arabo) incantatori di serpenti e ovunque ombrelloni con sotto donne che ti offrono appena gli getti uno sguardo un tatoo all’henné. Gironzoliamo abbastanza intimiditi ma quasi subito capiamo che tutto è oltremodo tranquillo (tranquillità marocchina s’intende…) e non c’è nulla di cui aver timore .
Bisogna solo stare attenti a chi si fotografa o almeno sapere che per ogni foto a qualche personaggio della piazza gli si deve pagare una mancia (diritti d’autore?) o litigarci.
Ci addentriamo anche all’interno della Medina (che poi scopriremo essere solo l’entrata) e Diego si ferma da un ragazzino che offre the allo zenzero alla modica cifra di 1,50dh. Veniamo avvicinati da un tipo che fa lo splendido e che dopo un paio di stupidate ci offre del fumo ma questa sarà l’unica occasione del genere in tutta la vacanza. E’ l’ora della preghiera e il souk si sta riempiendo oltremodo e non siamo ancora preparati a questo; usciamo, abbiamo fame… Abbiamo il coraggio di mangiare in un banchetto nella piazza: se non fai troppo caso alla pulizia non sono così male; è un mondo diverso ma credo sia bello tuffarcisi almeno un po’, non possiamo giudicare tutto dall’alto in basso considerando il nostro mondo migliore, sono culture diverse anche se io sono felice di avere la fortuna di essere nata in Italia, almeno per certi aspetti.
Ritorno alla realtà del viaggio… io mi fido ma non troppo, per lo meno voglio evitare la maledizione (disturbi intestinali) mangio cous-cous di legumi mentre Diego mangia tranquillamente spiedini di agnello e patatine fritte. Spendiamo 55 Dh in due.
Di tutto quello che mangerò e vedrò anche nei prossimi giorni per una come me che è un pochino schizzinosa, ma non esageratamente, la cosa peggiore è il modo che hanno di lavare le stoviglie dopo averti servito, sono certa che non esista l’uso del detersivo ma nemmeno dell’acqua calda… le passano in due bacinelle e poi via, già pronto per essere usato dal prossimo cliente… Devo confessarvi che ho sempre bevuto dal collo delle bottiglie d’acqua sigillate. Quando posso evito volentieri i loro bicchieri, ma quando vuoi bere una di quelle meravigliose spremute d’arancia fresche e vitaminiche che trovi nella piazza come fare? Non esistono bicchieri di carta e sono certa che lavino e riusino anche le cannucce… ma poi è meglio non pensarci… perchè le posate? Non posso mangiare con le mani… Chiudo gli occhi e mi concentro sul cibo. E spero…
La piazza ha comunque un effetto magico, sei non solo in un altro mondo ma sembra anche in un altro tempo.
Facciamo un giro negli alberghi intorno alla piazza ma sono tutti pieni, anche quelli più trucidi, ma molti ci consigliano di ripassare domani dopo le 10.
Taxi per 15 Dh e siamo di nuovo in albergo.

Sabato 13 Agosto 2005
Oggi speriamo vivamente di riuscire a trovare un albergo più economico.
Dopo la colazione in hotel compresa nel prezzo della camera partiamo diretti alla piazza e alla Medina al cui interno sono racchiusi gli alberghi più economici.
Giriamo alla ricerca di un hotel ma il suk ci risucchia al suo interno pieno di vicoli e stradine strabordanti di ogni tipo di negozietto.


Come potete leggere sulle guide c’è la zona delle babbucce, quella della pelle, dell’abbigliamento, del ferro e simili ecc..i suk sono indescrivibili ma si girano tranquillamente senza l’aiuto di una guida, se vi perdete continuate a girare, seguite la folla o al massimo chiedete per la piazza, loro sono molto gentili, al massimo in cambio di qualche monetina si offriranno di accompagnarvi.
Noi non ne abbiamo mai avuto bisogno.
Sono colpita da una camicetta con i tipici ricami marocchini e non faccio in tempo a dire a Diego che è bella che subito un ragazzo ci accalappia e ha inizio la contrattazione, noi siamo ancora troppo freschi e cadiamo nella sua trappola. Dal prezzo iniziale che lui dice gli diamo a metà e poi saliamo, alla fine la paghiamo 120 Dh ma sono certa con il senno dei giorni seguenti che l’avrei avuta anche per 60-80 Dh.
Continuiamo la nostra scoperta nel suk e sono accalappiata da un ragazzo che mi inizia a vestire con una tonaca blu e mi mette il copricapo simile agli uomini blu del deserto e invita Diego a fotografarmi e poi chiede quanto lo vuoi pagare? Senza esserne intenzionati ci ritroviamo a pagarlo 130 Dh perché a detta sua è un tessuto buono e ha un ricamo pregiato.
Sono molto abili.
Purtroppo la visita nel suk e il fatto che non ritrovavamo più l’uscita ha fatto fermare la nostra ricerca dell’hotel: abbiamo 40 minuti e poi la nostra stanza sarà riconfermata (tutte le stanze si lasciano alle 12:00).
Tentiamo, tanto nella zona dove siamo è pieno di alberghi. I primi due e tre sono completi, voltiamo in un vicolo che porta l’insegna hotel e riconosciamo gli hotel dove avevamo chiesto la sera precedente: il primo davanti a noi è l’
Hotel Central Palace (vedi la Lonley Planet) tentiamo e con nostra sorpresa ha una camera con bagno la possiamo anche visionare prima di accettarla e chiede 205 Dh.
La fermiamo subito e corriamo a liberare la stanza all’Harti e cambiamo hotel.
Si paga giorno per giorno in anticipo, ho letto il racconto di un ragazzo che fidandosi del prossimo e non chiedendo la ricevuta dei soldi versati ha pagato due volte la stessa cifra, noi però non ci attentiamo a chiederla e corriamo il rischio, speriamo bene.
La stanza ci piace davvero tanto, è più grande sia di quella dell’Ibis che di quella dell’Harti unica differenza che non è climatizzata, ma ha un bel ventilatore appeso al soffitto che per lo meno muove l’aria. E poi per venti euro che cavolo vogliamo… è quanto abbiamo pagato in campeggio in Portogallo.
Riposino, pranzo e decidiamo di passare l’ora del tramonto su una delle terrazze che sono ai bordi della piazza.
Ce ne andiamo un po’ a zonzo con il naso all’insù e alla fine decidiamo che la migliore è quella più vicina:
Terrasse Grand Cafè Glacier.
Saliamo e prendiamo un the; troviamo posto proprio vicino al parapetto rivolto verso la Medina e così iniziamo a gustarci la vista facendo foto e filmando completamente indisturbati.


Sotto i nostri occhi la piazza si trasforma, da enorme circo rumoroso diventa nel centro una grande sala da banchetti dove si accendono i barbecue o i fornelli con sopra olio bollente per friggere.
Ai lati ci sono file di carrozzelle trasformate in fast-food a base di lumachine dove puoi consumare comodamente seduto su uno sgabello.
Sembra che ci sia la nebbia ma è solo il fumo delle cucine mobili e man mano che viene buio si accendono migliaia di lampadine che fanno sembrare la piazza un enorme albero di natale fumoso e rumoroso.

Scendiamo e ci buttiamo nel souk ma la sera camminare liberamente e impossibile, si è pressati da ogni parte e anche se non mi sembrano ci siano problemi di sicurezza è un po’ fastidioso.

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