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Crociera sul Nilo - Il Cairo - Sharm El Sheikh
Dal 7 al 21 Agosto 2006
Simona & Matteo

«Chi ben comincia è a metà dell'opera» dicono...
«…e chi invece inizia male... a quale sorte va incontro?!»
Ma bando alle ciance, eccovi il resoconto del mio
avventuroso viaggio.

A tre giorni dalla partenza (prevista per il 7 Agosto da Milano Malpensa) cambia l'ordinativo del volo: anziché alle 7:00 alle 18:40, ovvero: un'intera giornata persa…
Alle 16.40 siamo puntuali al concentramento al banco gruppi e ci accodiamo ai viaggiatori Teorema in attesa della consegna dei biglietti. Una volta al desk l'assistente ci consegna la documentazione necessaria al viaggio chiedendoci se siamo in possesso delle fototessere
«Quali fototessere???»
Dopo aver inveito mentalmente e verbalmente contro la signorina dell'Agenzia di Viaggi per aver
dimenticato di informarci di questo piccolo particolare e contro noi stessi per non aver letto attentamente il catalogo, riusciamo a procurarci le fototessere e ci mettiamo in coda per il check-in.
Conosciamo quattro coppie che viaggeranno con noi e finalmente la vacanza inizia a prendere forma.

La paura dell'aereo ci attanaglia già da svariati giorni (e svariate notti) e il 737 della Blu Panorama nel quale ci imbarcano non allenta certamente la nostra tensione… ma ahimè, non c'è più tempo per i ripensamenti e così…
Il decollo è perfetto, il volo un po' meno, l'atterraggio nella media.
Sbarchiamo a Luxor in un piccolo aeroporto deserto, fatto salvo per la polizia turistica e il personale, a mezzanotte circa ora locale.

Al ritiro bagagli iniziamo a conoscere l'Egitto:… un uomo ci spintona appena individua la nostra valigia, la recupera al posto nostro e con una sfacciataggine che poi scopriremo tipica degli egiziani ci chiede un € di mancia…
«Mancia?!?!?» Un altro po' ci rompe una gamba…
Accettiamo di buon grado e gli molliamo l'€uro… come inizio non c'è male.

Dopo vari controlli (asfissianti ma indispensabili di questi tempi) l'assistente Teorema ci conduce all'esterno, ci assegna le camere e… ci raccomanda di non elargire assolutamente mance… fischiettando occhi al cielo, con l'indifferenza tipica dei colpevoli, ci avviamo verso il pullman.

La buona notizia è che l'
Amarcord, la nave che ci condurrà attraverso il Nilo da Luxor ad Aswan, è pronta, quindi non dovremo trascorrere la prima notte in albergo ma potremo sistemarci subito nella nostra cabina.
Approdiamo al porto e scopriamo che l'attracco per le navi è uno solo, ragion per cui sono ormeggiate una a fianco all'altra: per raggiungere la nostra ne attraversiamo tre.
Giungiamo finalmente nella hall e, forse per le scarse aspettative, restiamo piacevolmente colpiti. Un bell'ambiente, luminoso, pulito e, perché no, anche un tantino lussuoso.

L'assistente ci conduce nella saletta relax tra i sorrisi del personale di bordo (davvero gentile e servizievole) dove ci illustra le caratteristiche della nave, l'ubicazione dei servizi utili e gli appuntamenti per il giorno successivo.
Data l'ora (l'una passata) ci congeda informandoci candidamente che la sveglia sarà alle 7 per darci modo di riposare un po'…

La cabina è all'altezza della nave, spesse tende scure coprono la finestra e scostandole scopriamo che fino all'inizio della navigazione saremo costretti ad utilizzare le luci artificiali, a meno di non desiderare che occhi indiscreti scrutino i nostri giorni (e le nostre notti) passo per passo…
Il bagno sembra nuovo di zecca e tutto fila liscio tra urletti di giubilo e gridolini di stupore fino a che non leggiamo il cartello apposto sopra al wc:
«Non gettare niente nel water, compresa la carta igienica. Utilizzare l'apposito cestino.»
Increduli, finalmente ci stendiamo sul letto… e la prima faticosa giornata è finita… da domani iniziano le ferie… o no?!

La mattina successiva, quando alle 7:00 squilla il telefono, ci sembra un incubo… ci trasciniamo stancamente verso il bagno, ci laviamo, ci vestiamo ed alle 7.30 siamo pronti per la colazione.
Il cibo non è granché ma ci adattiamo volentieri, il piatto freddo che abbiamo trovato la sera precedente in cabina probabilmente sta candendo ancora oggi in frigorifero!

Ci troviamo nella hall alle 8 ed iniziamo a fare conoscenza con i nostri compagni di viaggio.
La truppa è allegra e variopinta, le premesse sono delle migliori.
Abdul, la guida che ci accompagna a visitare i templi di Karnak e di Luxor è simpaticissima.

Le foto si sprecano, gli occhi si riempiono dell'era dei faraoni, le statue sono imponenti, siamo eccitati ed abbagliati dalla megalomania che regna sovrana…
Rientriamo in nave per pranzo, saggiamo la cucina (che non è un granché ma va bene per riempirsi la pancia) e trascorriamo un piacevolissimo pomeriggio sul ponte sole tra piscina, scherzi e risate… adesso si che sembra iniziare l'agognata vacanza!

Alle 18:00 Abdul ci accompagna a visitare il mercato di Luxor, dove più che comprare vengo quasi comprata… Alle 19:30 rientriamo in nave per la cena, abbastanza shockati dal primo vero impatto con il popolo egiziano. La prima sera è allietata dalla danzatrice del ventre e dal danzatore di tannura, ma quel che più ci coinvolge è l'atmosfera tra noi ospiti… davvero speciale! Conosciamo la guida che ci accompagnerà dal giorno successivo fino alla fine della settimana: Tyson… Inconsapevoli di ciò che ci aspetta, non senza una punta di dispiacere ci congediamo da Abdul.

La mattina dopo la sveglia suona alle 5:00…
Lo spettacolo delle tombe dei faraoni nella Valle dei Re, sulla riva ovest del Nilo, però, è magnifico, l'aria è frizzante e siamo costretti a ringraziare mentalmente chi ha stilato il programma… approdare lì anche solo alle 10 del mattino sarebbe stato un suicidio!!!
La mattina è colma di appuntamenti: e tra i Colossi di Memnon, la Valle delle Regine e il Tempio di Hatshepsut (prima faraonessa della storia) ci sbellichiamo dalle risate con Tyson che davvero non ci fa rimpiangere la simpatia di Abdul!
Il gruppo è sempre più affiatato, ed anche la seconda mattina vola via veloce dopo la visita alla Fabbrica di Alabastro (durante la quale tentano ancora di comprarmi e scopro con orrore che se offrono il giusto numero di cammelli Matteo è ben disposto a vendermi…)

Rientriamo in nave per pranzo, il tempo di prendere posto a tavola e la nave leva gli ormeggi… finalmente si salpa alla volta di Esna!!!
Le pesanti tende degli oblò del ristorante vengono aperte e la sala si illumina del riflesso del sole sul Nilo: l'allegria regna sovrana …
Il pomeriggio scorre tranquillo in piscina fino alle 17:30.
A quell'ora la nave si avvicina alla chiusa di Esna… dove scopriamo il…
Postal Market. Così gli animatori chiamano la strana pratica alla quale assistiamo in preda a risa incontenibili in attesa di attraversare la chiusa.

Non appena gettiamo l'ancora, decine di barchette con egiziani a bordo ci circondano e sul Ponte Sole cominciano a piovere sacchetti con tovaglie, casacche e galabeye. Dal ponte trattiamo l'acquisto e lanciamo giù le cose che non ci interessano. Lo spettacolo prosegue per un'ora fino all'arrivo della nave successiva… ma che spasso!!!

Alle 20:00 circa attraversiamo finalmente la chiusa.
La serata ci riserva il quizzone… ci dividiamo in due squadre scontate: uomini contro donne.
Con nostro sommo disappunto gli uomini vincono e tutti a nanna, ci aspetta un'altra faticosissima mattina!
Rientrati in cabina decidiamo di aprire le tende… addormentarsi in compagnia dello scorrere delle splendide rive del Nilo è un'emozione senza paragoni, buonanotte!

Il trillo del telefono ci costringe ad aprire gli occhi alle 6:30.
Visitiamo il tempio di Edfu e risaliamo a bordo, la navigazione deve proseguire alla volta di Kom Ombo. Ci arriviamo alle 15:00, il tempio è davvero suggestivo, i racconti di Tyson accattivanti e come sempre l'umore è ottimo… ma il caldo è davvero insopportabile!
Rientriamo quindi a bordo felici di poter sguazzare in piscina ed assistiamo ad uno dei tramonti più belli che abbia mai visto mentre ci dirigiamo verso Aswan… dove terminerà la nostra avventura nell'Alto Egitto.

Quarto giorno: sveglia alle 6:00, il pullman ci conduce ad un piccolo porto da cui ci imbarchiamo su un battello puzzolente di carburante.
Quando alla nostra vista compare lo splendido tempio di Philae il sacrificio è ripagato.
Ci fermiamo lì un'oretta, scopriamo che una colonia di pipistrelli risiede in una stanza del tempio e tra scherzi e risate siamo di nuovo sul battello.
Alle 13:00 decolliamo dopo aver lasciato un pezzetto di cuore sull'Amarcord e nell'emozionante e unico Egitto del Sud.

Atterrati ad Abu Simbel, ormai convinti di aver visto tutto il possibile e immaginabile, attendiamo con ansia solo le Piramidi. Ma quello che appare davanti ai nostri occhi è davvero troppo… torno con il pensiero all'agente di viaggio che al momento di scegliere un tour operator piuttosto che l'altro definì sacrilegio andare in Egitto e non visitare Abu Simbel. Certamente non fiato sprecato.

I templi di Ramses II e di sua moglie Nefertari (la bella che viene da lontano), anche all'interno sono bellissimi ed hanno l'ineguagliabile pregio di ripararci dal caldo attanagliante che caratterizza quel pomeriggio.
Dopo averli visitati entrambi ci avviamo lungo la recinzione che separa la collina dal Lago Nasser. Tyson ci informa che è stata apposta recentemente per evitare l'incursione dei coccodrilli.
Ripensandoci ora non so se scherzasse o dicesse sul serio ma…
Qualche minuto dopo qualcosa sulla riva del lago attira la nostra attenzione… un'immagine sfuocata, distante… sgraniamo gli occhi dallo stupore e siamo costretti ad arrenderci all'evidenza…
è un coccodrillo!!! Sta massacrando un sacchetto della nettezza e si esibisce in uno spettacolo che dura un quarto d'ora per la gioia di fotografi e cineoperatori improvvisati.

Raggiungiamo il punto ristoro, pranziamo al sacco, un barista egiziano tenta di comprarmi… ma anche stavolta, grazie al Cielo, Matteo non cede.
Ci avviamo all'aeroporto con il cuore in tumulto… un volo in un giorno è già abbastanza ma due…
Stremati dalla tensione atterriamo al Cairo alle 16:00.
Sul pullman scopriamo che l'albergo nel quale trascorreremo (poco a dir la verità) i successivi tre giorni si affaccia sulle Piramidi… niente male!!!

La hall del Movenpick Pyramids ci lascia senza parole, il resto del complesso non è allo stesso livello ma è carino e pulito.
L'albergo è strutturato come un villaggio composto da casette bianche e il percorso da seguire per trovare la nostra è decisamente tortuoso… speriamo di non perderci!
Le camere sono grandi e confortevoli, ma non abbiamo tempo di ispezionarle… è d'obbligo il tuffo in piscina! Ci troviamo lì con i nostri compagni di viaggio, due chiacchiere, un tuffo e tutti a cena. Il cibo è di categoria decisamente superiore a quello della nave e ci abbuffiamo incoscientemente.
La giornata non ha ragione di proseguire e così, distrutti ma felici ed emozionati ci diamo la buonanotte e tutti a nanna!

Al Cairo sono più clementi: la sveglia suona alle 7:00. E' il quinto giorno e diventa sempre più difficile costringersi ad aprire gli occhi… ma il receptionist insiste e alla quarta telefonata sembra anche incavolato! Non ci resta che cedere…

Tyson ci comunica che non pranzeremo in albergo perché staremo fuori l'intera giornata… qualcuno sviene, qualcuno batte la testa contro il finestrino, altri tentano di lanciarsi giù dal pullman in corsa ma lui non si lascia commuovere!

Il Cairo è una città immensa che conta circa 20 milioni di abitanti… e si vede.
Non c'è un solo cassonetto e i canali d'irrigazione che l'attraversano sono invasi dai rifiuti e da cadaveri animali. Dai finestrini del pullman scorrono senza logica palazzi di 20 piani coperti da abiti stesi ad asciugare, baracche obsolete e una quantità imbarazzante di palazzi non intonacati e senza tetto che Tyson ci spiega essere abusivi e pronti ad accogliere ulteriori piani in caso di bisogno.

La prima tappa della mattina è
La Cittadella di Saladino.
Al nostro arrivo Tyson ci porta a visitare una moschea che delude un tantino le nostre aspettative. Si tratta di una costruzione che non rispecchia esattamente l'idea di magnificenza ed eleganza che ci aspettiamo.

La soddisfazione però non tarda ad arrivare perché la visita successiva ci conduce dritti dritti alla
Moschea di Mohamed Alì, altrimenti detta Moschea di Alabastro e lì la musica cambia… ascoltiamo rapiti i racconti di Tyson seduti in cerchio sotto al gigantesco lampadario di cristallo che la fa da padrone al centro del soffitto.

Una volta all'esterno un commerciante d'acqua ci fracassa le orecchie al grido di «acqua frea, cola frea»… ma ne approfittiamo ugualmente… il caldo è soffocante.

Il programma ci porta a visitare la Cairo Copta, ma ormai siamo tutti proiettati verso il museo Egizio con i suoi tesori… perfetto riassunto dei giorni trascorsi nell'Alto Egitto… Ci approdiamo intorno alle 11:00. Tyson ci raccomanda di lasciare fotocamere e telecamere in pullman perché all'interno è vietato scattare e riprendere qualsiasi cosa… un po' delusi ci avventuriamo attraverso corridoi nei quali si respira un'atmosfera davvero suggestiva… Le ore nel museo trascorrono veloci ed alla fine del nostro tour giungiamo finalmente alla sala delle mummie (l'ingresso è extra ovviamente!). Un salto indietro di quattromila anni (come se in questi cinque giorni ne avessimo fatti pochi!!!) per ammirare una pratica della quale ancora nessuno è riuscito a scoprire il segreto… affascinante… Inutile dire che, a costo di rischiare di essere rinchiusa in un manicomio, mi soffermo a fare due chiacchiere con Ramses II… il suo volto (o meglio, ciò che ne è rimasto dopo l'imbalsamazione) esprime una forza ed un vigore tali da poter appartenere solo ad un grande faraone qual è stato… immaginarlo nella costruzione dei suo templi alla guida del popolo egiziano, emulato da tutti coloro che l'hanno succeduto e vederlo lì alla mercé di tutti… mi lascia irragionevolmente l'amaro in bocca…

Dopo aver dato l'estremo saluto ai nostri faraoni e alle magnificenze dell'epoca da loro dominata (consiglio a tutti una visitina nella sala del tesoro di Tutankamon… ci saranno sì e no 10 gradi, ma lo sguardo della maschera d'oro è davvero inquietante e il sarcofago imperdibile…) in preda ai morsi della fame ci dirigiamo finalmente verso il ristorante nel quale pranzeremo, ubicato in un barcone ormeggiato in riva al Nilo… il cibo non è tra i migliori che abbiamo assaggiato, ma se non altro riesce a placare l'insostenibile buco allo stomaco.

Il pomeriggio è meno culturale ma decisamente divertente… lasciato il ristorante, infatti, raggiungiamo
Khan El Kalili… paradiso dell'acquisto dove è d'obbligo trattare e lì trascorriamo due ore cercando di districarci tra €uro e lire egiziane con la speranza (vana) di non farci fregare…

Stremati rientriamo in albergo intorno alle 17:30 e nonostante le buone intenzioni, la piscina piange la nostra compagnia, mentre morfeo ci accoglie con gioia cullandoci tra le sue braccia fino all'ora di cena…

Alle 21:00 siamo di nuovo sul pullman diretti alla piana di Giza per assistere al rinomato spettacolo (meramente turistico)
Suoni & Luci alle Piramidi.
Trovarsi davanti ai tre colossi di Cheope, Chefren e Micerino dopo aver identificato per una trentina d'anni l'Egitto con le Piramidi è un'emozione indescrivibile.
Arrivarci di notte quando se ne intravede solo l'ombra gigantesca è ancor più suggestivo…

Con i battiti accelerati prendiamo posto per goderci lo spettacolo… I primi tre minuti ignoriamo completamente la voce che narra la storia dei faraoni e ci concentriamo sulle luci che illuminano i giganti di Giza e tracciano sul viso semidistrutto della sfinge lineamenti sconosciuti… Trascorso questo tempo cominciamo a lamentare stanchezza e noia: la storia è tutt'altro che interessante, l'illuminazione ripetitiva e i successivi 47 minuti li passiamo a ridere e chiacchierare con la speranza che la tortura si concluda al più presto… una vera e propria delusione!!! Rientriamo in albergo imprecando contro chi ci aveva giurato: «Imperdibile!!!», e ce ne andiamo a dormire.

La mattina dopo siamo di nuovo in ballo alle 7:00 per l'ultimo giorno d'immersione nella storia egizia… da domani iniziano quelle vere nel Mar Rosso!
Visitiamo Memphis, l'antica capitale, e l'immensa necropoli di Saqqara, dove ammiriamo la prima piramide mai costruita: la Piramide a gradoni di Zoser. Tra una foto all'asino e una al cammello siamo di nuovo in marcia… La pancia reclama considerazione e a questo giro pranziamo in un ristorante di tutto rispetto.
Il pomeriggio arrivano le piramidi. Stavolta davvero. Cerchiamo di ingegnarci per farle entrare tutte nelle fotografie, ma l'impresa si rivela ardua. Il caldo è asfissiante, gli egiziani a cammello (che Tyson ci raccomanda di tenere a debita distanza) pure. Decido di non avventurarmi né nella piramide di Cheope né in quella di Chefren… non sono claustrofobica ma sono certa che potrei facilmente diventarlo!

Le Piramidi non sono state deludenti, ma l'aspettativa che nutrivo nei loro confronti non è stata pienamente soddisfatta. Con ogni probabilità la ragione è tutto quel che abbiamo visto prima di approdarci… la magnificenza dell'Egitto a.C., benché nell'immaginario collettivo non sia così, va molto oltre le Piramidi. Anche se ovviamente le piramidi ne sono la massima espressione, non fosse altro che per il mistero che ancora avvolge la loro costruzione.

Il pomeriggio si conclude con il mistero della Sfinge… peccato non poterla toccare…

Filiamo in albergo per trascorrere in piscina il resto del pomeriggio e scrollarci di dosso la calura egiziana.
Dopo cena ci aspetta l'ultima tappa del nostro avventuroso viaggio: Il Cairo By Night.
Lasciamo il Movenpick alle 21.00 Di notte Il Cairo si sveglia e i giardini e le rotonde si animano di famiglie e bambini che si rincorrono urlando… Il traffico è intenso e noi… assonnati! Peccato perché la gita è tutt'altro che noiosa.

Il pullman attraversa la
Città dei Morti… l'immenso cimitero occupato abusivamente da migliaia di poveri che hanno trovato anni or sono rifugio nei monumenti funerari dando vita (?!) ad una singolare convivenza tra vivi e defunti.

Ci fermiamo in un caratteristico locale egiziano dove beviamo e fumiamo narghilè alla mela e al melone. Cotti e stracotti rientriamo in albergo ma non senza tentare un'impresa titanica: commuovere il gigante che ci ha fatto da angelo custode durante questa settimana.
Consegniamo a Tyson una lettera di ringraziamento corredata mancia e… contrariamente alle nostre aspettative l'impresa riesce… i suoi occhi si inumidiscono e una volta giunti in albergo anche noi versiamo una lacrimuccia mentre lo abbracciamo in una processione lunga 27 persone.
«Tyson mi mancherai e nonostante tutte le cose belle che mi hai mostrato dell'Egitto, il ricordo più caro che conserverò nel cuore sarai tu.»
Chiusa parentesi e via nel mondo dei sogni… l'ultima sveglia della vacanza è per le 6:00 del mattino successivo.
Un pensiero prima di chiudere gli occhi?!
«Meno male… la prima settimana è filata via liscia come l'olio…»

Tachicardia e sudori freddi sono i protagonisti del viaggio dall'albergo all'aeroporto che si rivela, come di consueto, una via crucis. L'aereo al quale approdiamo dopo il piccolo tragitto in tram sembra uscito da una puntata dei Flinstones e viene spontaneo chiedersi se una volta imbarcati non troveremo ai piedi del nostro
selt i pedali per far girare le eliche… Sarei tentata di dare una bella botta in testa a Matteo ma alla fine opto per un bel massaggio e qualche parolina rassicurante. Sicurezza che ovviamente non provo affatto, ma qualcuno nella coppia dovrà pur fare l'uomo! Atterriamo (fiuuuuuu … non ci speravo!) a Sharm alle 12:00 circa. E il quarto volo è andato! Siamo emozionati come bambini, tra pochissimo rivedremo i magnifici venti lasciati sulla nave a proseguire la crociera!!!

Il tempo di ritirare i bagagli e in un lampo siamo in albergo.
Al Baron Palms ci accolgono due signorine della Teorema che ci mostrano la hall (si levano una serie di esclamazioni di giubilo, bell'albergo, non c'è che dire), ci danno appuntamento per le 19:00 per l'usuale riunione informativa e ci consegnano le chiavi della camera.
E fin qui niente di strano.
Assaporando spiaggia, costume e pesci (quelli che nuotano, non quelli cotti!) ci avviamo al seguito di un inserviente verso quella che sarà la nostra dimora per i successivi 7 giorni… finalmente!!

Annusiamo che qualcosa non va dopo circa un quarto d'ora di cammino, dopo cioè aver lasciato la hall dell'albergo per percorrere tutto il viale adiacente alla piscina, il viale che conduce al mare (costeggiato da una quantità di negozietti) e il viale a mare stesso. Il facchino continua imperterrito la camminata e noi sotto il sole del mezzogiorno di Sharm, vestiti e con le valigie al seguito siamo in preda ai fumi della calura. Finalmente, dopo una scalinata, inforca una porta e si immette in un corridoio… dal fondo della fila iniziano a levarsi le prime proteste, ma pensando che da un istante all'altro si fermi davanti alle porte delle nostre stanze teniamo duro. Speranza vana. Usciamo di nuovo all'esterno per rientrare un attimo dopo, temiamo di perderci per quel labirinto di corridoi e ci riproponiamo mentalmente di adottare la tecnica di Arianna o quella di Pollicino quando finalmente sbuchiamo in un corridoio esterno circolare. Le nostre camere si trovano tutto intorno su quel corridoio e su quello del piano sottostante. Annichiliti cerchiamo freneticamente sulle porte il numero corrispondente alla chiave in nostro possesso. Finalmente la troviamo. Il tempo (da un quarto a mezzo secondo) di abbandonare le valigie a loro stesse, di affacciarsi alla finestra che dà su un angusto cortiletto, di appurare la quasi totale mancanza di luce naturale… e il corridoio si colora di un rosso vivo… non ci sono dubbi: è rabbia.
Ci organizziamo per una spedizione punitiva nella hall e partiamo a passo spedito. Una volta all'esterno appare chiaro come il sole che splende sul pomeriggio di Sharm che le nostre camere si trovano al Baron Resort.
Ma ricapitoliamo: avevamo prenotato il Gran Plaza. A qualche giorno dalla partenza l'agenzia ci chiama per avvertirci che i lavori di costruzione non sono ultimati e ci riproteggono al Baron Palms.
La beffa è che tutti i servizi dei quali abbiamo diritto ad usufruire (all inclusive compreso) si trovano al Palms… le camere nelle quali ci hanno sistemati al Baron Resort...
A quel punto gli animi sono bollenti e la giustificazione che ci viene propinata dalle signorine della Teorema inaccettabile:
overbooking!!!
Sentendoci presi in giro decidiamo di aspettare l'arrivo da Luxor dei 20 compagni di viaggio. 50 voci sono più di 30.
Tornando in camera (non senza fatica e dopo 25 minuti di cammino) incontriamo ospiti felici di rientrare in Italia il giorno successivo dopo una sola o addirittura due settimane trascorse in questa situazione.
Allibiti recuperiamo i costumi e finalmente riusciamo a rilassarci un paio d'ore in riva allo splendido mare di Sharm, pur senza riuscire ancora ad apprezzarne i benefici.
Alle 18:30, stremati da un'assurda vicenda all'aeroporto, arrivano i 20!!! Corriamo loro incontro per riabbracciarli, dare loro il benvenuto e cominciare a scaldarli per la battaglia che si preannuncia particolarmente stressante.
Il fatto è che sono già un tantino nervosi!!!
Noi siamo imbufaliti, loro in preda a nevrosi furiosa per i trascorsi della giornata... e quando giungono alle camere...
A quel punto siamo una cinquantina.
Alle 19:00 ci rechiamo nella hall.
La signorina di Teorema annusa la malaparata e ci accompagna in una stanza al piano superiore. Lì ci asserragliamo fino quasi alle 21:00. Telefoniamo alle agenzie, a Teorema, agli avvocati, ad amici e parenti ed a chiunque ci possa dare una mano, inviamo un fax al tour operator manifestando il nostro disappunto per la situazione nella quale ci troviamo, corredato dalle nostre firme, minacciamo il direttore del Palms di accamparci nella hall ad oltranza fino a quando non ci verrà proposta una soluzione adeguata al nostro disagio.
Ci rabboniscono e ci promettono che entro le 14:00 del giorno successivo troveranno per tutti una sistemazione. Ci viene prospettata anche l'opportunità di trasferirci al Conrad, il villaggio adiacente. Dopo cena decidiamo di fare una passeggiata e raggiungiamo il Conrad. L'impressione è ottima, c'è tanto verde, una bella piscina e gli alloggi sembrano deliziosi. Discutiamo ancora un po' tra noi rispetto all'opportunità di cambiare albergo e andiamo a dormire.

Il giorno successivo trascorriamo la mattinata in spiaggia ed iniziamo ad assaporare cosa realmente avrebbe potuto avere inizio il giorno precedente. La rabbia si rinnova. Abbiamo perso una giornata all'andata ed un'altra all'arrivo a Sharm. Siamo nervosi e tesi.
All'ora di pranzo intercettiamo nuovamente la signorina della Teorema che ci comunica la volontà del direttore del Palms di parlarci.
Finalmente ci dà una buona notizia: quello che ci offre (in cambio del silenzio con gli ospiti presenti e quelli in arrivo) è il trasferimento nelle camere del Palms liberatesi in mattinata o, in alternativa, il trasferimento al Conrad.
A quel punto chi propende per il Conrad chiede di poter vedere le stanze che gli verranno assegnate. Ci diamo appuntamento per le 14:00. Al Conrad ci accoglie il direttore con un capannello di inservienti. Ci dà il suo biglietto da visita, ci raccomanda di contattarlo per qualsiasi problema si presenti, ci offre un drink e ci accompagna a quelli che saranno i nostri futuri alloggi. Le camere sono nuovissime. Con ogni probabilità hanno terminato i lavori la mattina stessa dal momento che l'ala del villaggio dove sono ubicate è in costruzione. Il piano superiore è in fase di ultimazione mentre quello inferiore pullula di operai a lavoro. La camera è grande, accogliente, il balcone si affaccia sul mare, anche lo spazio sottostante è occupato in gran parte da calcinacci.
Il clima del Palms e la stanchezza ci spingono ad accettare comunque questa nuova sistemazione.
Dopo un'epopea lunga 4 ore (e nuovi litigi dovuti alla negazione dell'All Inclusive nel nuovo villaggio), finalmente alle 18:00 prendiamo possesso delle nostre stanze, tristemente consapevoli che anche il secondo giorno di mare l'abbiamo trascorso litigando.
Non siamo disposti a sprecare neppure un altro minuto!

Dopo cena contrattiamo un taxi.
Riusciamo ad infilarci in 17 in un pulmino e partiamo alla volta di Naama Bay.
Il tassista è fuori controllo e l'euforia dei primi minuti lascia il posto ad un mutismo raggelante. Il pulmino è vecchio e scassato e la velocità sembra decisamente oltre i suoi limiti di sopportazione. Fortunatamente arriviamo sani e salvi.

Naama Bay ci delude.
So che è retorica pura, ma l'Egitto che abbiamo conosciuto fino ad ora offusca quella Rimini egiziana che visitiamo di malavoglia. Rientriamo in albergo chiedendoci quando inizieremo a riposarci e, ripromettendoci di farlo dal giorno successivo, spengiamo la luce sulla parentesi Palms.

La prima mattina senza sveglia non è proprio come ci aspettiamo. Alle otto siamo arzilli come fosse mezzogiorno. Ci rechiamo a fare colazione felici di poter finalmente trascorrere una giornata di assoluto relax. Ovviamente l'inizio non è dei migliori.

Dopo colazione approdiamo in spiaggia, andiamo a ritirare gli asciugamani e ci apprestiamo a trovare le sdraio per trascorrere la giornata. Chiaramente niente sdraio.
Non ce la facciamo davvero più, i nervi, già tesi allo spasmo minacciano di cedere… questo è troppo. L'inserviente probabilmente se ne accorge. Siamo una decina ma abbiamo nelle vene la furia di mille… magicamente ci trova le sdraio e la prima vera giornata di mare, a quel punto corre via tranquilla. E veloce. Fissiamo un'escursione per il giorno successivo con un gruppo di amici fiorentini che si trovano in un altro albergo.
Andremo a Ras Mohamed.
Dopo cena, quindi, a letto presto.

Il giorno dopo sveglia alle 6:00 (tanto per non perdere le buone abitudini!) e recuperato un taxi ci rechiamo al Diving del Tower One. Da lì, in pulmino, raggiungiamo il porto di Sharm per imbarcarci sul Dunja. La compagnia è piacevolissima, gli istruttori di sub e snorkeling sono davvero gentili, abbiamo da bere a volontà… si salpa!
La prima tappa è Il Giardino di Allah. Scendiamo muniti di maschera e boccaglio e il mondo in cui ci avventuriamo è quanto di più bello si possa immaginare sotto l'acqua …
Risaliamo a bordo per raggiungere l'Isola dei Gabbiani.

Lì vorremmo rimanere per il resto della nostra vita. Una striscia di sabbia bianca cremosa che spunta lambita da morbide onde al centro di un mare di mille tonalità di azzurro e intorno… il niente.
Ci tuffiamo eccitatissimi dalla barca e raggiungiamo il paradiso a nuoto.
Ci fermiamo una mezz'ora lì, giochiamo, ridiamo… ci sembra un sogno e purtroppo come tutti i sogni è destinato ad essere interrotto da un brusco risveglio.
Dobbiamo riprendere la navigazione.
Nuotiamo nuovamente fino alla barca e ripartiamo.
Pranziamo a bordo e ci addormentiamo all'ombra del telone.
Veniamo svegliati dalla chiamata per la terza e ultima discesa in mare.

Se possibile la barriera corallina a Ras Mohamed è ancora più ricca e 40 minuti in acqua sono davvero troppo pochi. Lasciamo quel mondo affascinante con una punta di rimpianto e per raggiungere la barca ci addentriamo nel profondo blu con una strana paura che ci attanaglia la gola. Un brivido e siamo di nuovo a bordo, il ritorno ci vede scambiarci opinioni e commenti, felici di esserci alzati all'alba!

Il venerdì lo dedichiamo al relax più completo ed alla seconda giornata di mare vero e proprio. Facciamo snorkeling lungo la barriera dal pontile (quello del Conrad è uno dei più belli di Sharm), una bella passeggiata e l'immancabile torneo di beach volley!
La sera decidiamo di sfruttare un po' l'All Inclusive del Baron Palms (ci siamo tenuti a forza il braccialetto per non rinunciare ad un servizio che abbiamo pagato e che quindi
pretendiamo). Nessuno si accorge della nostra estraneità al villaggio e così passiamo la serata a gozzovigliare ed arrovellarci il cervello con un gioco di società che potremmo facilmente intitolare Indovina il vip. Ovviamente giochiamo a squadre, ovviamente uomini contro donne, ovviamente vincono le donne e l'ordine naturale delle cose è finalmente ristabilito.

Il giorno successivo ce la dormiamo beatamente e raggiungiamo la spiaggia a metà mattina. Vogliamo fare anche l'escursione a Tiran e così la giornata scorre via tra un diving e l'altro alla ricerca di un rapporto qualità-prezzo ottimale. Nel frattempo, nella doppia veste di snorkelisti (nell'acqua) e passeggiatori (sulla spiaggia) ci imbattiamo in giganteschi ricci e, all'altezza del Coral Beach, in una quantità di stelle marine da far girare la testa.
Assistiamo in spiaggia alla fulminea discesa del sole, ci godiamo la temperatura perfetta del dopo-tramonto e via a fare la doccia.

La sera decidiamo d'uscire: raggiungeremo l'old market di Sharm. Alle 21:30 fuori dal villaggio, compiamo un gesto folle e chiamiamo Saddam (il tassista con pullmino scassato che ci ha accompagnati a Naama Bay il martedì precedente). Dopo aver rischiato nuovamente la vita, inizia la nostra avventura nella vecchia Sharm. Un angolino suggestivo (anche se artificiale) rende Sharm più caratteristica di Naama Bay, ma pur sempre troppo turistica. In ogni caso la gita è fruttuosa per adempiere al canonico
dovere di comprare qualche regalino da portare a casa.
Durante il ritorno preghiamo di arrivare sani e salvi e quando Saddam si ferma davanti al Conrad siamo felici di non doverlo rivedere mai più!!!

La domenica mattina, consapevoli dell'imminente rientro in Italia, ci godiamo il mare, il sole e le meraviglie sottomarine di Sharm.
All'ora di pranzo, al ristorante ci rechiamo dalla signorina di Teorema per avere notizie riguardo l'ordinativo volo. Per chiudere in bellezza la serie di negligenze compiute nei nostri confronti dal suo datore di lavoro, ci informa che il nostro volo, fissato per le 3:00 del mattino di Martedì 22 Agosto, è stato anticipato alle 14:25 di Lunedì 21 Agosto con partenza dal villaggio alle 12:00 dopo la giornata dell'andata e i due giorni all'arrivo a Sharm ecco che perdiamo anche un quarto giorno.

Nel pomeriggio partiamo alla volta di Tiran con un diving della spiaggia del Conrad, senza troppa convinzione ma pieni d'aspettative.
La gita si rivela di qualità decisamente inferiore a quella organizzata a Ras Mohamed dal Tower, anche se lo spettacolo sulla barriera è comunque bellissimo. Facciamo due discese in acqua, e sbattiamo quasi contro il relitto incagliato davanti all'isola, per fare le foto.

Rientriamo al villaggio, fortunatamente senza intoppi e ci prepariamo all'ultima serata egiziana. Ceniamo tutti insieme (siamo una ventina), e la cena è il pretesto per lo scambio di contatti di rito.
Decidiamo che dopo cena infrangeremo la legge del villaggio che vieta il bagno notturno in piscina. E' proprio lì che ci spostiamo verso le 21:00 dove, uno dopo l'altro, voliamo nell'acqua. La serata si conclude ripercorrendo gli sketch e gli aneddoti più divertenti o commoventi della vacanza. Sono quasi le 3:00 del mattino quando, di malavoglia ci dirigiamo in camera per l'ultima notte.
Con il cuoricino attanagliato dal dispiacere, facciamo la valigia e andiamo a dormire.

L'ultima mattina inizia alle 6:30. Abbiamo tutta l'intenzione di trascorrere il poco tempo che ci resta sulla spiaggia. Per rendere onore al detto mal comune mezzo gaudio, dispettosi fino alla nausea, bussiamo a tutte le porte dei nostri compagni di viaggio e scendiamo al ristorante.
Inaspettatamente quattro di loro ci raggiungono già a colazione, gli altri arrivano poco dopo sulla spiaggia. Siamo commossi da questa dimostrazione d'affetto. Ci scateniamo con foto e filmini, ci scambiamo promesse d'incontri, ci ripromettiamo di tornare in vacanza insieme l'anno prossimo (purché non con Teorema!!!) e tra una risata e l'altra alle 11:00 rientriamo in stanza per una doccia veloce.
A mezzogiorno mentre aspettiamo il pullman che ci porterà all'aeroporto li vediamo arrivare in massa per salutarci (loro partono il giorno dopo). Il pullman è in ritardo a causa di un guasto e così alla fine ci tengono compagnia per quasi un'ora.
E' arrivato davvero il momento di lasciarli.
E l'ultima immagine che abbiamo di Sharm è appannata da una lacrimuccia sfuggita al controllo …

E' finita direte voi … e invece no!
Pensate davvero che Teorema possa far finta di essere un tour operator serio almeno per una volta?
Arriviamo all'aeroporto, ci mettiamo in coda al check-in. L'impiegato non riesce a trovare il volo Sharm-Malpensa sul nostro biglietto costellato di tappe aeree, ci lascia in attesa di risolvere la questione e quando ormai siamo rimasti in 6 ci annunciano l'over booking.
Stavolta le lacrime sono di rabbia.
Siamo allibiti.
Sbraito con l'assistente Teorema in aeroporto, Matteo tenta di calmarmi.
Trascorrono i minuti e la speranza di salire a bordo si fa sempre più flebile.
Contro ogni previsione, ormai rassegnati ad aspettare ad oltranza, l'assistente ci comunica che possiamo salire a bordo: sono riusciti a liberare sei posti.
Increduli facciamo il check-in di volata, attraversiamo la zona franca e siamo sull'aereo.
Ovviamente il mio posto è il 2E, quello di Matteo il 28D, ma siamo a bordo.
Nonostante il ritardo del decollo, atterriamo a Malpensa alle 17.55. Sbarchiamo, ritiriamo i bagagli e distrutti guadagniamo l'uscita. Non appena fuori uno strano tizio ci si para di fronte …ci scruta con attenzione e poi con uno strano accento:
Tizio: «Turisti fai da te?!»
Noi: «NO»
Lui: «Teorema????»
Noi: «SI!»

«AHI AHI AHI AHI!!!»

…e stavolta la nostra avventura è davvero finita…


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